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La fabbrica dei Veri Uomini

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Autore Topic:

Il Needy: una proposta d'analisi

(Letto 18618 volte)

Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #30 del: 06 Aprile 2010, 00:24:35 »

Beh, innanzitutto mi complimento per il rigore analitico degno del tuo omonimo.

Detto questo, veniamo ai punti

Citato da: kant il 05 Aprile 2010, 23:43:21

L'essere galanti e romantici sono due valori aggiunti fondamentali per diventare un ottimo seduttore.
Stai facendo confusione con l'idea d'essere zerbino e sempre accondiscendente, debosciato e incapace di prendersi responsabilità e di imporsi.

Esatto, "valori aggiunti". E proprio perchè "aggiunti", non possono essere considerati come costitutivi di qualsiasi interazione con una donna. A mio avviso, soltanto chi possiede già - e soprattutto chi è in grado di saper comunicare - una certa sicurezza di sè, può avvalersi del surplus romanticismo-galanteria. Gli altri invece verrano molto facilmente fraintesi ed inseriti dalla signorina di turno nella categoria "zerbini" da te citata.

Citato da: kant il 05 Aprile 2010, 23:43:21

Io penso invece che "il seduttore ideale" ne faccia due armi durante la seduzione , non dopo. E che siano dei lussi solo perchè è un lusso essere un seduttore. E' un lusso essere un uomo di classe, è un lusso avere fascino. Galanteria, educazione, romanticismo sono caratteristiche fondamentali dell'uomo che ha classe, quindi dell'uomo che ha fascino, quindi del seduttore.
Sono dei lussi, poichè è un lusso essere un seduttore. Ma poichè qua dobbiamo tendere a quello, ovvero all'ideale, dobbiamo tendere al lusso.

Anche in questo caso restringi il campo: non parli di seduttore tout court, bensì di "seduttore ideale". Anche io, in questa prospettiva, concordo sul fatto che il modello di seduttore contempli tra le sue caratteristiche il romanticismo e la galanteria. Allo stesso tempo, però, non tutti possono raggiungere tale status. E quindi, un normale seduttore (o un aspirante tale) deve secondo me convivere con la realtà dei fatti che quasi sempre contrasta con gli elementi dell'immaginario.

Citato da: kant il 05 Aprile 2010, 23:43:21

Vero. Ma ne parli come se fossero due cose distinte,  non facenti parte dello stesso processo. Invece sono due componenti necessarie alla seduzione. Complementari.

E' una precisazione giusta. Ma se "suscitare istinto materno/esprimere carisma" possono essere due elementi complementari, ciò non implica che entrambi debbano essere presenti nella stessa misura durante il processo seduttivo. Per me deve sempre e comunque prevalere il carisma, benchè ovviamente non sfoci nell'arroganza fine a se stessa, o penso che il rischio concreto sia quello di essere percepiti come uomini seri, gentili, stimabili, apprezzabili ma non eroticamente ( e non uso volontariamente "sessualmente") attraenti.

Citato da: kant il 05 Aprile 2010, 23:43:21

Penso che qua il discorso si faccia un po complicato e meno schematico. Posso dirti solo che "sento" che la figura materna sia importantissima nella scelta del partner ma non penso affatto che un mammone non possa essere un non-needy e quindi un seduttore, o che uno che ha un rapporto conflittuale con la madre sia needy.
Anche perchè ho visto più di un mammone essere un buon seduttore, non certo needy.
A renderti needy influirà anche l'educazione e il rapporto con la madre, ma non saprei dire in che modo precisamente e inoltre influisce tutta la tua vita e educazione.

Beh, certo. E' implicito nel concetto stesso di "topic" che le argomentazioni esposte non siano dettagliate ed esaustive come invece potrebbero risultare in una trattazione saggistica. Personalmente ho cercato di esporre alcune "tracce", ovviamente incomplete, ovviamente sommarie.

Citato da: kant il 05 Aprile 2010, 23:43:21

Freud direbbe che tutti cercano in qualche modo, nella figura femminile, la propria madre; non solo il needy. E penso proprio che abbia ragione.

Vale il discorso del punto precedente. Quando si affrontano questioni così articolate ci sono due strade: o ne si chiacchiera in maniera intelligente (ma comunque superficiale), oppure ci si impegna in una dissertazione completa, con tanto di riferimenti bibliografici. Per questioni di buon senso ( e di tempo!), dobbiamo attenerci alla prima ipotesi. Ecco perchè trovo inutile addentrarsi in ulteriori considerazioni in merito.

Citato da: kant il 05 Aprile 2010, 23:43:21

Mi sembra cioè che il taglio del post sia un pò depersonalizzante e sterotipizzante. Immagino che non sia questo il tuo primo intento però mi pare che sia facile vedere in questo 3d un invito a desensibilizzarsi in qualche modo.
E credo che sia un messaggio totalmente erroneo.

Non voglio certo declamare la necessità di desensibilizzarsi in senso assoluto. Lo troverei stupido, ancor prima che impraticabile. Il mio era solo un invito a riflettere sulla possibilità di ovviare ad una determinata sensibilità che - inutile negarcelo - è spesso portatrice di sofferenze ed infelicità di varia natura.

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Expeausition

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #31 del: 13 Aprile 2010, 13:25:19 »

Citato da: Expeausition il 05 Aprile 2010, 18:19:20

Sfigatto: Grazie per le glosse e per l'apprezzamento. Intervento dettagliato e utile.  Thumbs Up

Ben gentile, ho solo reso più chiaro per chi partisse dal fondo del barile, anzi... da sotto, come ho fatto io.

Mi spieghi meglio gli ultimi tre punti?
Grazie.

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #32 del: 13 Aprile 2010, 14:50:53 »

Citato da: sfigatto il 13 Aprile 2010, 13:25:19

Mi spieghi meglio gli ultimi tre punti?

Ovviamente sì. Ma non ho capito a cosa ti riferisci esattamente.

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Expeausition

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #33 del: 13 Aprile 2010, 17:20:53 »

Post molto interessante, grazie Expeausition, mi è piaciuta molto la classificazione dei needy.
Mi trovo d'accordo con quanto ha scritto Kant, sia sull'essere romantici, sia sulla importanza della fantasia, della poesia, del sognare: altrimenti la seduzione si potrebbe programmare e imparare al pc.
Chiaro è che per potersi permettere di esprimere la propria fantasia è necessaria un po' di sicurezza in se stessi costruita precedentemente, altrimenti il castello di sabbia si sfalda al primo vento: il problema è che spesso gli inguaribili romantici crescendo tirano fuori le palle, ma dimenticano di recuperare i lati "morbidi" del loro carattere, sepolti in ossequio all'ideale del grande uomo con le palle quadrate.

Ultimamente penso inoltre che sia addiritura necessario essere un po' needy per riuscire bene nella seduzione: le persone che hanno più successo con le donne che io conosca, pur tirandosela da freddi uomini senza cuore che pensano solo a trombare, sotto-sotto sono dei cuccioloni che appena si fidanzano dopo cinque minuti si taglierebbero un braccio per la loro ragazza. E lo trovo anche coerente, essere needy vuol dire essere bisognosi, il bisogno è una forte, fortissima spinta interna, spinta che quando sarai "sul campo" sarà mille volte più forte di qualsiasi ansia da approcio, di qualsiasi scusa per non uscire di casa. Se in un determinato periodo della tua vita non sei per niente needy, sarai alpha, sarai carismatico, sarai quello che vuoi, ma vorrà anche dire che delle donne non te ne frega un caxxo, aldilà del loro corpo. Mancherai completamente di passione, che puoi anche tentare di simulare con qualche espediente lessicale, qualche tarlo, quella routine di quando hai ammazzato un leone a colpi di belino, o qualsiasi altra cosa, ma mediamente noi esseri umani siamo attori molto peggiori di quanto non ci illudiamo. E le ragazze queste cose le avvertono con estrema semplicità.

Io sono arrivato a pensare che un grandissimo seduttore debba per forza essere un grandissimo needy, uno che vive per le donne, pensa, agisce, decide gran parte della propria vita in funzione delle donne, uno che ha una sorta di ossessione per l'amore, uno che in definitiva ha un forte bisogno delle donne. Del resto è quello che avviene in qualsiasi campo, il successo lo ottiene chi vive facendo ruotare l'intero asse della propria vita attorno al proprio obiettivo.

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #34 del: 13 Aprile 2010, 17:29:10 »

sono d'accordo a meta'.

Nel senso che secondo me quelli che scopano di brutto sono in realta' a 3 strati:
croccanti fuori, morbidi dentro (copyright ragazza di Sunbeam), ma col nocciolo duro al centro.

Mi spiego:
croccanti fuori= apparentemente sicuri di se' e poco influenzabili, non bisognosi ecc.
morbidi dentro= capaci di mostrare sentimenti profondi, essere romantici (=TV, comfort ecc) e passionali
nocciolo duro= sotto sotto pero' non si fanno mettere i piedi in testa da una donna, nel senso che persa una ne trovano altre, il "bisogno" non e' necessita' di QUELLA donna che sfocia in dipendenza... quindi il vaffanculo e' sempre dietro l'angolo. Insomma delle donne se ne sbattono. In tutti i sensi Wink

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #35 del: 13 Aprile 2010, 18:12:39 »

Citato da: Edward Bloom il 13 Aprile 2010, 17:20:53

Se in un determinato periodo della tua vita non sei per niente needy, sarai alpha, sarai carismatico, sarai quello che vuoi, ma vorrà anche dire che delle donne non te ne frega un caxxo, aldilà del loro corpo.

Questo è uno dei nodi principali delle mie riflessioni negli ultimi mesi.
Ossia: mi sbatto tanto per desensibilizzarmi riguardo alle donne, alla competizione tra maschi e chissà cosa. Quando ho raggiunto l'obiettivo mi ritrovo annoiato dalle stesse cose di cui avevo paura, e mi rendo conto che la parte migliore è stata proprio quella di mezzo (passaggio dalla paura alla noia).
Vorrei scriverci un 3d a parte ma non ho ancora molto materiale, in ogni caso grazie dello spunto.

+1 pure a Kant soprattutto per questo:

Citazione

Tutti abbiamo bisogno di validazione, è il primo feedback con il quale costruiamo la nostra autostima. E' ovvio che il needy ne necessita di più (o ne palesa il bisogno impellente) perchè ne avuta meno.
Concordo sul fatto che il needy ha primariamente bisogno dell'idea di donna (che lo validi come uomo) prima che di una donna in particolare.

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #36 del: 13 Aprile 2010, 23:06:32 »

Citato da: Edward Bloom il 13 Aprile 2010, 17:20:53

Post molto interessante

Ti ringrazio

Citato da: Edward Bloom il 13 Aprile 2010, 17:20:53

Mi trovo d'accordo con quanto ha scritto Kant, sia sull'essere romantici, sia sulla importanza della fantasia, della poesia, del sognare: altrimenti la seduzione si potrebbe programmare e imparare al pc.

A chi lo dici!
Le esperienze che ho avuto finora non fanno altro che andar d'accordo con quanto scritto da Kant
Mi è capitato davvero spesso di farmi trascinare in fantasie, romanticismi, sogni ad occhi aperti.
Poi però (ma magari è un caso mio, non universale) mi sono dovuto imbattere quasi sempre nella delusione che arriva quando le tue idee si infrangono sulla realtà. E così questi aspetti tanto coinvolgenti si trasformavano in sonore mazzate. Allora ho iniziato ad interrogarmi, cercando di riportare in questo topic alcune riflessioni che mi sono venute in mente a riguardo.

Citato da: Edward Bloom il 13 Aprile 2010, 17:20:53

Mancherai completamente di passione, che puoi anche tentare di simulare con qualche espediente lessicale, qualche tarlo, quella routine di quando hai ammazzato un leone a colpi di belino, o qualsiasi altra cosa, ma mediamente noi esseri umani siamo attori molto peggiori di quanto non ci illudiamo. E le ragazze queste cose le avvertono con estrema semplicità.

No dai, le frecciatine no. Exclamation

Citato da: Edward Bloom il 13 Aprile 2010, 17:20:53

Io sono arrivato a pensare che un grandissimo seduttore debba per forza essere un grandissimo needy, uno che vive per le donne, pensa, agisce, decide gran parte della propria vita in funzione delle donne, uno che ha una sorta di ossessione per l'amore, uno che in definitiva ha un forte bisogno delle donne.

E come fai a mantenere quella consapevolezza e quel self-control senza i quali diventa molto difficile agire con sicurezza?

« Ultima modifica: 13 Aprile 2010, 23:13:46 da Expeausition »

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #37 del: 13 Aprile 2010, 23:24:59 »

Mi sembra che in quest'ultimo scorcio di discussione tra edward ed Expeausition si stia facendo riferimento a due archetipi di seduttore diversi: il needy d cui parla edward è casanova; l'altro, l'uomo controllato calcolatore e sicuro di sè DON giovanni!

Come ben ci spiegano gli studiosi, da Kierkegaard fino a al franco cuomo dell'elogio del libertino, l'uno è un sedotto dalle donne, l'altro è un seduttore; uno vive per le donne, le ama alla follia, ed ogni donna che incontra è convinto (in cuor suo, con una sincerità poco lungimirante ma autentica) che quella donna sia LA donna della sua vita! nutre una riverenza infinita per le donne, per il principio femminile, per la componente materna ecc

Don giovanni è invece, come lo definisce qualcuno, un esteta che s'è fissato un po' troppo con il genere femminile, che è sicuro delle sue armi e delle sue capacità, ma che vive la seduzione sempre come battaglia, che deve vincere, ed in cui la vittoria è rappresentata dalla capitolazione della donna di fronte ai suoi artifici (don giovanni è il personaggio delle maschere, non dimentichiamolo); non gli interessa godere della donna, m farla soccombere, farla piegare di fronte a sè! per don giovanni la consumazione effettiva del rapporto conta poco o nulla, dato che sta già pensando alle prossime conquiste

"Ah la mia lista doman mattina d'una decina voglio aumentar!" (Don Giovanni)

abbiamo quindi un miso-filo (passatemi il termine) ed un misogino! due approcci quindi diametralmente opposti!

inutile negare che nel mito di casanova non mi ci rivedo neanche un po', mentre simpatizzo apertamente per don giovanni!  Laughing

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #38 del: 14 Aprile 2010, 10:02:38 »

Citato da: Expeausition il 13 Aprile 2010, 14:50:53

Ovviamente sì. Ma non ho capito a cosa ti riferisci esattamente.

a questi tre, puoi spiegarli agli incolti totali come ho fatto io?
3- Eliminare la spinta idealistica.
4- Immaginare il proprio target in situazioni "terrene e concrete", tipiche della vita quotidiana (mentre sono al cesso, mentre si puliscono i denti, mentre ruttano, mentre sudano).
5- Riprogammare gradualmente la propria percezione delle donne.

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #39 del: 14 Aprile 2010, 10:17:53 »

Bella Effe, capisco cosa intendi, ed è vero quello che dici. Il mio però non era tanto un discorso sulle caratteristiche del seduttore, essere più o meno "croccanti", quanto sulla "percentuale" di bisogno, di needy, che c'è in ogni grande seduttore. Spiego meglio cosa intendo tra poche righe.

Acqua aspetto di leggere il tuo thread, i miei post sono sempre basati su quello che sto vivendo in un determinato periodo, ed infatti sento negli ultimi mesi di aver perso un pò di passione ed entusiasmo per strada. Ok ora sono pochissimo needy, ok mi sento molto più sicuro di me che in passato, ma è come se avessi perso interesse per la psiche femminile, come se in questo momento mi spaventasse la loro leggerezza. «Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro.» (Baricco). Più ti desinsibilizzi, più delle donne finisce che non te ne frega un caxxo, perché le donne sono poesia, se vivi la vita basandoti sulla razionalità e sulla logica le donne, semplicemente, sono inferiori in tutto agli uomini. Credo sia uno dei motivi per cui conosco molti più ingegneri che musicisti in difficoltà con l'altro sesso.

Expeausition credo che tutti gli ex-romanticoni liceali, come me, prima o poi si imbattano nella "delusione che arriva quando le tue idee si infrangono sulla realtà". E trovo sia giusto a quel punto mettere da parte per un po' i sentimenti, tirare fuori le palle e smetterla di sognare. Dare centralità e sviluppare il proprio lato maschile. Poi però, quando raggiungi una tua solidità come persona, è fondamentale fare quello che solo apparentemente è un passo indietro, ed invece è un enorme salto in avanti, cioè cercare di far riemergere dal tuo profondo la passione, il sognare ad occhi aperti, la poesia di vivere una vita un po' magica. Solo che ora hai le palle, non come quando eri piccolo e insicuro. Hai sviluppato "consapevolezza e self control". Ovviamente ogni tanto soffrirai, però è il prezzo da pagare, devi metterlo in conto, come un calciatore mette in conto di rompersi un legamento ogni tanto, non è che non gioca più a calcio per paura di farsi male.
Non ti ho tirato nessuna frecciatina, anche rileggendo non vedo niente di simile nelle mie parole.

Naddone sono d'accordo sull'esistenza di due archetipi di seduttori. Ritengo però che siano entrambi bisognosi, needy, allo stesso modo. Senza voler dare un'accezione nè positiva o negativa al termine needy. La differenza tra un Casanova e un Don Giovanni è nel modo di agire, magari anche nella visione che hanno della donna, quello che non cambia è la totale dedizione alla figa. Uno che si sveglia un mattino e dice "Ah la mia lista doman mattina d'una decina voglio aumentar!" è un super-needy, è uno che fa ruotare la sua vita attorno alla figa, interamente. E' una persona con un ego totalmente costruito sulla figa, altrimenti farebbe dell'altro. Ha bisogno della figa, un bisogno enorme. Ha un ego perennemente affamato che si nutre del numero delle sue conquiste. Costringilo a seghe per un anno, e uno così si ammazza. Se non hai una qualche percentuale di bisogno delle donne non ti metti a fare degli esercizi davanti allo specchio per migliorare la tua espressività, non ti costringi ad aprire 100 set a sera, non sudi ore in palestra, non spendi i tuoi risparmi sudati in serate e vestiti. Non c'è niente di male a essere bisognosi, anzi, basta esserne consapevoli e non convincersi che siamo ontologicamente tanto diversi, tanto migliori dei needy. Siamo solo più sofisticati, perché ci sbattiamo concretamente per sopperire ad un nostro bisogno, e questo è giusto e bello. Quanta gente c'è in giro che delle donne, tutto sommato, se ne frega. Si mette con la prima che gli capita non per forza perché lui sia un beta sfigato invidioso e puzzolente, ma magari la sua priorità nella vita è fare carriera, e delle donne gli interessa fino a un certo punto.

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #40 del: 14 Aprile 2010, 11:25:37 »

stanno venendo fuori davvero delle belle riflessioni, in particolare apprezzo gli ultimi contributi di Nad, Acqua e Edward.

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #41 del: 14 Aprile 2010, 21:08:52 »

Citato da: nad84 il 13 Aprile 2010, 23:24:59

Mi sembra che in quest'ultimo scorcio di discussione tra edward ed Expeausition si stia facendo riferimento a due archetipi di seduttore diversi: il needy d cui parla edward è casanova; l'altro, l'uomo controllato calcolatore e sicuro di sè DON giovanni!

Distinzione giustissima, Nad.

Ma volevo precisare una cosa: Casanova e Don Giovanni, come scrivi tu stesso, sono due seduttori. Quindi nonostante la loro visione differente della donna sono comunque accomunati da un fattore determinante: riuscire ad ottenere le donne desiderate. Quindi che Casanova sia needy, poco importa. Il suo costante bisogno del "femminile" sarà comunque soddisfatto.

Il problema vero, sotteso al topic, è il seguente: siamo sicuri che un uomo qualunque, che non è certo nè Casanova nè Don Giovanni - e che quindi non può ottenere ogni donna che desidera - tragga vantaggio da un suo eventuale approccio "needy" all'altro sesso? La mia risposta è ovviamente no.

In un certo senso, potrei anche rivedere la cosa in questo modo: essere needy non è limitante in senso assoluto (cfr. Casanova), lo è relativamente alle capacità seduttive di ciascuno.

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #42 del: 14 Aprile 2010, 21:12:03 »

Citato da: Edward Bloom il 14 Aprile 2010, 10:17:53

Expeausition credo che tutti gli ex-romanticoni liceali, come me, prima o poi si imbattano nella "delusione che arriva quando le tue idee si infrangono sulla realtà". E trovo sia giusto a quel punto mettere da parte per un po' i sentimenti, tirare fuori le palle e smetterla di sognare. Dare centralità e sviluppare il proprio lato maschile. Poi però, quando raggiungi una tua solidità come persona, è fondamentale fare quello che solo apparentemente è un passo indietro, ed invece è un enorme salto in avanti, cioè cercare di far riemergere dal tuo profondo la passione, il sognare ad occhi aperti, la poesia di vivere una vita un po' magica. Solo che ora hai le palle, non come quando eri piccolo e insicuro. Hai sviluppato "consapevolezza e self control". Ovviamente ogni tanto soffrirai, però è il prezzo da pagare, devi metterlo in conto, come un calciatore mette in conto di rompersi un legamento ogni tanto, non è che non gioca più a calcio per paura di farsi male.
Non ti ho tirato nessuna frecciatina, anche rileggendo non vedo niente di simile nelle mie parole.

Esatto, ci vuole equilibrio.
Propendere in maniera univoca è, quale che sia il caso, una limitazione.

(Per quanto riguarda la frecciatina è probabile che mi sia confuso io. Mi sembrava un'allusione sarcastica al TM ma posso aver frainteso  Wink )

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #43 del: 14 Aprile 2010, 21:24:31 »

Citato da: sfigatto il 14 Aprile 2010, 10:02:38

3- Eliminare la spinta idealistica.
4- Immaginare il proprio target in situazioni "terrene e concrete", tipiche della vita quotidiana (mentre sono al cesso, mentre si puliscono i denti, mentre ruttano, mentre sudano).
5- Riprogammare gradualmente la propria percezione delle donne.

3- Si riferisce alla necessità di inquadrare la ragazza da cui siamo attratti in una "cornice" di normalità.
Ciò non significa che si debba sminuirla o banalizzarla. Si tratta semplicemente di relativizzare.

4- Era un suggerimento su come mettere in pratica il punto 3. Proprio perchè le donne da cui siamo attratti ( o perlomeno quelle da cui sono attratte io) non sono entità angeliche ma esseri umani di sesso femminile, è bene rendersene conto. Spesso certi uomini idealizzano. Il mio consiglio, ovviamente al limite della provocazione, è di immaginarsi il nostro target in situazioni della quotidianità. Anche lei infatti, come chiunque altro, si sveglierà al mattino incazzata, imbruttita, suderà dopo aver corso ecc ecc ... Insomma, non è perfetta

5- Dovrebbe essere l'esito dei punti 3-4.
Arrivare a concepire la donna non come una divinità irraggiungibile e indispensabile, ma come un'ottima compagna di esperienze e, perchè no,  di vita.

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Re: Il Needy: una proposta d'analisi

« Risposta #44 del: 15 Aprile 2010, 10:31:22 »

Citato da: Expeausition il 14 Aprile 2010, 21:08:52

In un certo senso, potrei anche rivedere la cosa in questo modo: essere needy non è limitante in senso assoluto (cfr. Casanova), lo è relativamente alle capacità seduttive di ciascuno.

Sai sedurre? Sii bisognoso quanto vuoi.
Non sai sedurre? Occhio ad essere bisognoso perchè le delusioni sono inevitabilmente dietro l'angolo.

Essere bisognoso trovo che sia un handicap in generale, cosi' come le dipendenze in genere... un vincolo a ripetere compulsivamente schemi fissi e un ostacolo alla felicita' qualora venga a mancare l'oggetto della nostra dipendenza Thumbs Down

La faccio un po' Zen, ok, ma ritengo che sia da perseguire uno stato mentale in cui ogni sorgente di intima soddisfazione e serenita' risieda in noi stessi e non negli elementi esterni (questo al di la' delle inevitabili incazzature quotidiane contingenti e delle gioie esteriori, giustamente godute e manifestate).

E' l'essenza del percorso che ho intrapreso personalmente negli ultimi anni, grazie al quale ho raggiunto una sicurezza e serenita' enormemente superiore al passato. E' un po' il senso racchiuso nella parola "indipendenza".

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