Il crescere dell'emozione che ben conosceva, rendeva ogni volta nuovo un momento che aveva sperimentato nei minimi dettagli. Come sempre nuovo era per Kurghan il rapporto con il mondo.
Quei due occhi lo guardavano, e lui guardava loro. Le guardò la bocca, e la sua testa si mosse da sola.
La abbassò leggermente a destra, mentre si avvicinava sempre più a quella bocca ormai incapace di scappare: inchiodata dalle passioni, la Mora stava per ricevere il colpo di grazia.
Le sue labbra si aprirono leggermente, e Kurghan vi si addentrò.
Ogni volta che compiva questo rituale, Kurghan chiudeva gli occhi. Non voleva essere turbato dalla vista nella sua ricerca di sensazioni: c'è un senso per ogni distanza. La vista è per le grandi distanze, l'udito per quelle medie, il tatto per quelle piccole.
Il pensiero, che è il maestro dei sensi, annulla invece qualsiasi distanza.
Molti anni prima, quando era ancora un ragazzino, Kurghan ragionava in modo diverso. tutto cambiò il giorno del suo dodicesimo compleanno. Quel giorno, il Maestro, gli fece trovare un grosso cubo con le facce di colori diversi sul tavolo della cucina.
M:"Kurghan, vedi questo cubo?"
K:"Certo che lo vedo, non sono mica cieco! E' più alto di me!"
M:"Cosa c'è al di la del cubo?"
K: "Il camino!"
M:"Giusto, ora vai tra il cubo ed il camino. Cosa c'è al di la del cubo?"
K:"Ci sei tu!"
M:" Bene. Quindi, se giri attorno al cubo, al di la del cubo c'è sempre una cosa diversa?"
K:"Certo!"
M:"Bene. Ora che hai imparato cosa c'è dietro ad ogni faccia del cubo, ti benderò. Tu toccherai le facce del cubo, e mi dirai cosa c'è dietro ogni faccia".
K:"Ma al tatto sono tutte eguali, senza vedere i colori, come faccio a distinguerle? Non posso rispondere!"
M:"Mi stai forse dicendo che in realtà, non sai cosa c'è al di la del cubo? Che senza l'ausilio del colore, ogni faccia potrebbe avere dietro qualsiasi cosa?"
K:"Si, prima potevo dire che dietro il lato rosso c'era il camino, e dietro a quello giallo c'eri tu... Ora non più."
M:"Bene Kurghan, in realtà, dietro ad ogni faccia del cubo, c'è la stessa cosa. Ma tu, ti sei fermato alla forma come fa la maggior parte degli uomini di questo mondo, ed hai descritto le apparenze senza descrivere l'essenza. Questo, perchè ti fidi solo dei tuoi sensi, che invece ti hanno appena tradito. Alza il coperchio del cubo, e guarda cosa c'è dentro."
K:"Una torta! Grazie! E' un regalo per me..."
M:"Certo, ma oggi ti sei fatto un altro grande regalo. Ora gira attorno al cubo, e guarda cosa c'è dietro le facce del cubo."
K:"C'è sempre la torta..."
M:"La torta è sempre stata li. Solo che tu, non guardavi al di la del cubo, ma ignoravi il cubo e guardavi oltre. Questo tuo modo di procedere, ti ha indotto nell'illusione di poter descrivere la verità, che non poteva essere tale perchè cambiava a seconda del punto di vista. Ma quando hai conosciuto l'essenza, ti sei reso conto che essa non cambia con il punto di vista: l'essenza è la verità. Nel tuo cercare la verità, hai girato attorno al cubo, cercando di fissarne l'immagine esteriore con i sensi. Ma se tu avessi usato il pensiero invece della vista, avresti scoperchiato il cubo, ed avresti subito trovato la verita.
Quel cubo, è come la maggior parte degli esseri quando si guardano allo specchio, o chiedono agli altri cosa essi pensino di loro: è un contenitore. Se entri dalla camera da letto, vedi il contenitore blu, con dietro una cucina.
Se entri dalla cantina, vedi il contenitore verde, con dietro una credenza.
Ma nessuno cerca di vedere al di la dell'aspetto esteriore del cubo, scoprendo che da ogni punto di vista, se sai dove guardare, c'è una torta. Imparare a vedere cio che va visto, è prendere coscienza, e sostituire il pensiero ai sensi.
Un giorno, prenderai coscienza di te stesso, e di te stesso non vedrai più le facce, ma la torta intera.
Solo allora, avrai delle certezze, e non avrai più dubbi come quando ti senti in contraddizione perchè pensavi di essere blu, e scopri di essere rosso, solo perchè hai fatto un percorso diverso: ovvero una esperienza che ti fa prendere coscienza di una parte di te che non conoscevi.
Ciò che rende gli uomini stupidi e di visione limitata, è quindi la paura di cambiare percorso per paura di sbagliare, o di essere accusati di non avere le idee chiare. Costoro, individuano gli oggetti con i semplici sensi, perchè non si fidano del loro pensiero. Dicono di pensare, ma ciò che ritengono pensiero, è solo una linea razionale rigida, che gli impone sempre di fare lo stesso percorso. Una volta che avrai trovato la tua torta, comincerai a godere della ricerca della torta che è negli altri. Ed ogni volta che ne vedrai una, la tua torta si arricchirà di nuove gioie. Le torte più belle, sono quelle che offrono le donne. Ora sei piccolo, ma un giorno capirai."
Kurghan, aveva capito.
Segue...
« Ultima modifica: 22 Febbraio 2011, 04:21:17 da TermYnator »
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