Kurghan's Story: 10) Il flusso della mente

Aperto da TermYnator, 28 Ottobre 2010, 14:41:41

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Acqua

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#45
Citazione di: james.mar il 29 Ottobre 2010, 00:32:11
il fatto che se non trombi significa che hai approcciato male, e che quindi insegni ad approcciare male, è solo un piccolo, insignificante, trascurabile dettaglio[/size]
Guarda io di esperti di rimorchio ne ho incontrati parecchi, ma tra l'abilità di cui si vantano online e quello che riescono a fare dal vivo ce ne passa... ti mollano sempre frasi del tipo:
"io ci ho la donna"
"io agisco di circolo sociale"

Che per carità, mi sta bene. Io me ne scopo una ogni cento approcci, non ne ho fatto mai mistero, e chi volesse uscire con me non ha che da chiamarmi: quello che scrivo, te lo faccio vedere pure dal vivo. Gratis.

Quindi maschiolatino* se non altro è sincero, bella per lui.

*EDIT: che ho appena scoperto essere Festa, il quale non vede un pelo di figa da almeno 100 anni
Ultima modifica: 29 Ottobre 2010, 13:40:16 di Acqua
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#46
Citazione di: kant il 29 Ottobre 2010, 13:20:46
Ma.. visto che ormai siamo di molto ot, e siamo in questo tema, per dire la mia (imho)battuta finale direi questo:
L'universo è nato a causa di un'azione, le prime forme di vita sono nate grazie a delle azioni (casuali) degli elementi chimici, queste forme di vita si sono strutturate grazie a delle azioni (casuali)  di cui sono state vittima. Allorchè una di queste azioni ha portato un miglioramento adattativo alla specie x o y,  questa ha iniziato a riprodursi e a tramandare quel tratto agli individui futuri, quando c'è x fai y. Questo è il primo neurone, il primo proto-pensiero.
I neuroni sono aumentati di pari passo con l'evoluzione delle specie, avvenuta tramite azioni, ognuno di essi era nato a seguito di un'azione causale, al fine di gestirla meccanicamente. In neuroni si sono uniti in ammassi e fasci, dando origine ai primi sistemi nervosi.
L'azione crea le forme che gesticono il pensiero, quindi è l'azione che crea il pensiero.
E da qui in poi toppi.
Durante il primo sem ADM, raccontai una storiella molto simile (tratta dalle mie deduzioni dopo aver letto "The selfish gene") per spiegarvi la valenza evolutiva di alcune qualità cerebrali.
Il sillogismo che fai tu, non sta in piedi, per via del fatto che attribuisci un significato superficiale ai termini.

L'acido solforico che corrode il calcare compie un'azione?
No, è un processo chimico. Non presuppone ne volontà, ne finalità, ne tantomeno pianificazione.
Idem l'ameba che si scrofa un paramecio: nessuno dei due può elaborare azioni. Non esiste una parte senziente, ne tantomeno una elaborante. Se un paramecio riesce a sfuggire ad una ameba, non ne ha memoria,
pertanto, continuerà a rifare sempre gli stessi errori.
L'unica difesa del paramecio, sono i comportamenti contenuti nel suo DNA. Comportamenti NON VOLUTI, e di origine casuale. Questo implica, che il paramecio non può adattarsi in tempi rapidi a condizioni mutate.
Se ad esempio interviene un nuovo predatore, con caratteristiche comportamentali strafighe, il paramecio si estingue.

La nascita dei sistemi nervosi evoluti, è la risposta evolutiva a questo problema.
Essi consentono di adattarsi in tempo reale a condizioni nuove, senza per questo scomodare i geni introducendo
un nuovo parametro rispetto a quelli "meccanici" gia presenti: la capacità decisionale.
Da questo punto evolutivo in poi, si instaura un nuovo subprocesso, finalizzato a poter usare la capacità decisionale: l'apprendimento. Da questo momento in poi, si può parlare di "azione" nel senso umano della parola.

Esempio: il mio gatto e le cimici (insetti che si difendono emettendo puzza)
Il mio gatto adora ammazzare insetti. Quando si è impattuto in una cimice, l'ha cacciata come è abituato a fare
nei confronti del concetto "insetto".
Quando l'ha messa in bocca, ha provato disgusto. Ha quindi elaborato un subgruppo di insetti:
quello degli insetti che provocano disgusto.
Se ora vede una cimice, la guarda, e tutt'al più gli tira una zampata. Ma non la mangia.
Se il suo agire fosse pari a quello dell'acido solforico, la mangerebbe. Ma il suo agire non è meccanico, in quanto soggetto alla capacità di discernimento: ovvero al pensiero.

Noi siamo più evoluti da questo punto di vista, ma rispondiamo alla stessa regola di base.
Ultima modifica: 29 Ottobre 2010, 15:15:19 di TermYnator
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Citazione di: Alfaleph il 29 Ottobre 2010, 02:14:27
Secondo me la diatriba sull'ordine nel quale si verificano pensiero ed azione è fallace, perchè presuppone che pensiero ed azione siano in qualche modo contrapposti e contrari.

Non concordo sull'utilità, quanto sull'ultima considerazione.
E' infatti vero che in questo thread emerga questa idea: diverse persone ritengono il pensiero un blocco all'agire, come se il pensiero fosse una alternativa all'azione, e non la sua origine.
Per questo, diventa importante stabilire chi viene prima :)
Citazione
Definendo "pensiero" come "processo razionale di pianificazione", il suo contrario è "istinto", cioè "processo istintuale (automatico) di pianificazione". L'azione è solo una conseguenza di uno di questi processi di pianificazione,  razionali o istintuali che siano. O magari sul fatto che venga prima un processo di pianificazione o un input dal mondo esterno

Abbiamo quindi:

pensiero -> azione
e
istinto -> azione
Ok,  ( e + :up:)  ma anche qui, è abbastanza facile uscirne considerando le reazioni comportamentali istintive.
Supponendo che chi non rimorchia abbia perso (o non acquisito) le componenti istintive necessarie, come le ripristiniamo? Lo riportiamo allo stato di bimbo di tre anni? Ovviamente no.
Dobbiamo usare la parte preposta all'apprendimento, spiegargli le cose, e poi premere sulla parte emotiva per convertire la sua paura in spinta all'azione. Esattamente quello che succede a Kurghan quando vede il lupo.
Citazione
Non è così scontato:
Se definiamo gallina un animale con un certo range di certe caratteristiche, è possibile che sia originariamente nata una gallina da una "non-gallina" per via di mutazioni avvenute durante la fase di riproduzione (dovute ai gameti o meno è irrilevante)
Errore.
affinchè il tuo ragionamento sia valido, la gallina mutata dovrebbe essere nata da un parto, o per meiosi, gli unici due sistemi riproduttivi diversi dall'uovo.
La linea filogenetica che va dai primi pesci fino alle galline, passa per un uovo.
Quindi, è comunque l'uovo a venire prima della gallina :)
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Citazione di: kant il 29 Ottobre 2010, 13:20:46
Ma.. visto che ormai siamo di molto ot, e siamo in questo tema, per dire la mia (imho)battuta finale direi questo:
L'universo è nato a causa di un'azione,
...
L'azione crea le forme che gesticono il pensiero, quindi è l'azione che crea il pensiero.
La nostra complessità ci induce a credere di essere diversi da questo meccanismo, ma in realtà siamo figli di questo stesso processo, e tutti i nostri programmi mentali sono il risultato di tanti piccoli singoli programmini che da soli svolgono una singola funzione: se c'è x fai y. Perchè sono nati così, sono nati per questo, e questo continuano a fare.
La loro complessità dà l'illusione che il pensiero sia un concetto a sè stante, qualcosa di "dato", un regalo di Dio; invece è il risultato della nostra selezione naturale, è cioè, un adattamento evolutivo, nato dall'azione per l'azione.
C'è, cioè, un idea antropocentrica ancora diffusa, che ci illude di essere qualcosa di superiore rispetto a ciò che ci circonda, e non proprio di esserne figli al 100%.

resto sempre un po' scettico sull'applicazione di considerazioni evoluzionistiche al contesto seduttivo (favorevole cmq alla spiegazione di alcuni aspetti)... pero' tutto questo discorso non fa una piega ed e' da applauso.
+1 :up:


Citazione di: Acqua il 29 Ottobre 2010, 13:32:50
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vero.
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Citazione di: ^X^ il 29 Ottobre 2010, 00:00:36
Io sinceramente trovo poco utile disquisire su cosa venga prima, il pensiero o l'azione, perchè una volta che inizi a ciclare tra i due vai avanti all'infinito. L'importante è inserire un fase di feedback subito dopo l'azione, altrimenti il pensiero successivo è inutile.

Provo a spiegarmi meglio.
Immaginate una ruota divisa in tre spicchi di diverso colore, che rappresentano il pensiero, l'azione e l comprensione dei feedback. Ora immaginate questa ruota che inizia a rotolare su un piano, toccando quindi il suolo con le tre parti in continua successione... beh... dopo qualche secondo, chi se ne frega con quale colore era iniziato il tutto? L'importante è che la ruota prosegua il suo moto.

Questo è vero se la ruota gira ;)
Il problema è che qui stiamo parlando di ruota ferma, nella quale lo spicchio "azione" non succede a quello pensiero. Alcuni sostengono di essere bloccati dal pensiero e che quindi occorra buttarsi, io sostengo che invece il pensiero è all'origine del moto della ruota.
Il problema reale, è che "i bloccati dal pensiero", non hanno la capacità di buttarsi. Altrimenti, l'avrebbero gia fatto !
In sintesi, il succo della discussione è come sbloccare chi non agisce, e stabilire quale sia il punto di partenza.
Per me, è univoco, per altri no.
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Citazione di: TermYnator il 29 Ottobre 2010, 14:09:25
E' infatti vero che in questo thread emerga questa idea: diverse persone ritengono il pensiero un blocco all'agire, come se il pensiero fosse una alternativa all'azione, e non la sua origine.

giustissima considerazione!
Per i MdP, il pensiero di fatto E' un blocco all'agire, e diventa ben presto un'alternativa.
Ma e' uno stato patologico(*), che non per niente richiede un certo intervento per ripristinare l'equilibrio delle cose, ovvero:
pensiero E azione. Non l'uno senza l'altro.

(*) non voglio entrare nel merito della distinzione tra cio' che e' sano/normale e cio' che e' patologico, non ne sarei neanche capace percio' spero che in linea di massima il concetto sia condiviso.


CitazioneDobbiamo usare la parte preposta all'apprendimento, spiegargli le cose, e poi premere sulla parte emotiva per convertire la sua paura in spinta all'azione.

verissimo, l'intervento pratico passa per i canali e le strutture che gia' ci sono, non ha senso negare la realta' e tornare ad un ipotetico stato primitivo.
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#51
Citazione di: -eFFe- il 29 Ottobre 2010, 14:23:56
giustissima considerazione!
Per i MdP, il pensiero di fatto E' un blocco all'agire, e diventa ben presto un'alternativa.
Ma e' uno stato patologico(*), che non per niente richiede un certo intervento per ripristinare l'equilibrio delle cose, ovvero:
pensiero E azione. Non l'uno senza l'altro.
Ottimo, pernsiero -> e -> azione.
Ma perchè l'MDP non lo fa?
Perchè l'MDP non usa il pensiero correttamente, ovvero per agire in modo corretto, ma lo usa
per  trovare motivi razionali al non agire.

E come scrissi nel TermYdelirio sulle seghe mentali, il pensiero dell'MdP diventa un preservativo dell'ego.

L'MdP comincia quindi a cercare teorie e argomenti per giustificare la sua inefficienza, ( a livello di Ego, la recepisce come una colpa) fino a trovare delle cause che non possono essere risolte. L'uomo che sostiene "io sono brutto quindi non posso rimorchiare", equivalente a "quello li rimorchia perchè è bello", è una motivazione che non ha soluzione.
Si instaura quindi una "credenza limitante" a livello razionale, che verrà interiorizzata e genererà azioni automatiche, paragonabili a quelle istintive. Ovvero:
l'MdP quando va da una donna, mostrerà espressioni remissive, comunicando il suo stato di inferiorità.
La donna le percepisce, lo giudica un beta, e gli da palo.

Vogliamo fare un esempio di credenza limitante finalizzata al non agire? Eccolo:
"L'azione genera il pensiero".

Se questo pensiero fosse espresso da persone che abitualmente agiscono, avrebbe una valenza diversa.
Ma se viene fatto da chi non agisce, diventa l'espressione della ricerca di un fattore esterno mancante, per spiegare la propria inerzia. Al pari di "rimorchiano solo i belli".

E' lapalissiana infatti la sequenza di pensiero:
->Io non riesco ad agire, perchè sono bloccato dal pensiero.
->L'azione genera il pensiero, quindi dovrei agire senza pensare.
->Non riesco a non pensare.
->Non posso agire.
Elaborazione di una soluzione errata (rimette all'esterno le proprie responsabilità)
->Mi serve un fattore esterno che mi consenta di agire senza pensare (coach,  alcool).
Esito: rimuovendo il fattore esterno, l'individuo continua a non agire, perchè il meccanismo negativo non è stato rimosso, ma semplicemente aggirato.

Soluzione corretta (assunzione di responsabilità)
->Io non riesco ad agire, perchè sono bloccato dal pensiero.
->il pensiero genera l'azione, se non agisco è perchè il mio pensiero è sbagliato.
->Se so quello che devo fare, posso riuscire.
->Apprendimento.
->Traduzione delle paure in spinta motivazionale.-> Azione volontaria e test sul campo.
-> Esperienza propria.

Da qui in poi, si attiva il ciclo pensiero-azione-esperienza

Ultima modifica: 29 Ottobre 2010, 15:08:15 di TermYnator
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Citazione di: TermYnator il 29 Ottobre 2010, 14:33:41
Perchè l'MDP non usa il pensiero correttamente, ovvero per agire in modo corretto, ma lo usa
per  trovare motivi razionali al non agire.

vero, pensiero (io non piaccio) -> azione (fuga, ricerca di giustificazioni per non provarci)

Citazione di: -eFFe- il 29 Ottobre 2010, 10:38:19
beh in teoria non e' necessario, altrimenti gli allenatori di calcio dovrebbero essere piu'

bravi dei loro calciatori :idiot:

almeno inizalmente devono esserlo, altrimenti non avrebbero nulla da insegnare che il calciatore non sappia già

Citazione di: -eFFe- il 29 Ottobre 2010, 10:38:19
e in pratica e' meglio avere un istruttore trombante che uno no...

giusto, anche perchè se tromba vuol dire che è capace di chiudere, quindi può insegnarti come farlo


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#54
Citazione di: TermYnator il 28 Ottobre 2010, 20:55:37il sistema più semplice, impropriamente definito "imitativo"
Citazione di: TermYnator il 28 Ottobre 2010, 20:55:37Quello che succede in queste persone, è semplice: "se lo dice lui, che è figo e rimorchia, allora funziona, quindi lo posso fare anche io". E si buttano.
Questo mi fa tornare alla mente una storia.

La storia di un mio amico che, per un paio d'anni, andò al seguito di uno dei più potenti e funambolici marpioni in attività nella regione. Fisicamente, questo tizio era un omino che non ti dice niente.. il classico passante né carne né pesce. Ma egli era dotato di un'intelligenza, fantasia, di una viva ironia che, unite ad una proverbiale faccia tosta ed una autostima incrollabile, lo rendevano, a dir di tutti quelli che lo hanno conosciuto, una autentica macchina da guerra.

Il mio amico prese a far coppia fissa con lui, e per un paio d'anni non c'era serata che non passassero insieme all'insegna del marpionaggio più spinto. In breve il mio amico cominciò a "copiare" i suoi modi di fare e di dire, le risposte agli ST, insomma di tutto di più. Col passare del tempo, cominciò a trombare cifre importanti anche lui. Quando non erano in coppia, uscivano col loro gruppo di amici, dove erano presenti anche lì un paio di cavalli di razza.. e anche quelli che non rimorchiavano facevano casino e baldoria. Fu un periodo di trombate e allegria.

Ma la coppia scoppiò, i due ex-migliori amici litigarono e non si rividero di fatto più. Anche gli altri amici marpionici cominciarono di lì a poco a fidanzarsi e a defilarsi dalle uscite goliardiche.

Reincontrai il mio amico un anno dopo gli eventi sopra descritti. Era tornato esattamente al livello di prima: aveva ansia d'approccio e rimediava soltanto qualche lingua-close con qualche puledra eccessivamente sbronza. Negli anni successivi andò via via in calando. Ora è a livelli infimi, ed estremamente giù di morale. Quando cercai di incoraggiarlo dicendogli "suvvia, un tempo eri un campione.. pensa me, che non ho alcun passato glorioso a cui appoggiarmi e che devo costruirmi tutto da zero" mi rispose: "si ma non so come spiegare.. è come se quel passato mi sia in qualche modo estraneo.. quando ripenso a quel periodo, è come se fosse un'altra persona quella che rimorchiava.. non ero io".
Ultima modifica: 29 Ottobre 2010, 15:56:46 di Nova99

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Citazione di: TermYnator il 29 Ottobre 2010, 14:33:41
Ottimo, pernsiero -> e -> azione.
Ma perchè l'MDP non lo fa?
Perchè l'MDP non usa il pensiero correttamente, ovvero per agire in modo corretto, ma lo usa
per  trovare motivi razionali al non agire.

ma quella secondo me e' gia' una fase posteriore, dove il MdP e' gia' bloccato e allora cerca un alibi e "se la racconta".


CitazioneE' lapalissiana infatti la sequenza di pensiero:
->Io non riesco ad agire, perchè sono bloccato dal pensiero.
->L'azione genera il pensiero, quindi dovrei agire senza pensare.
->Non riesco a non pensare.
->Non posso agire.

io la vedo in maniera un po' differente:
il MdP e' incapace di agire.

Cause:
1) i suoi pensieri sono negativi --> bloccano l'azione
E INOLTRE
2) ha perso (o non ha mai avuto) la capacita' di agire d'istinto, cioe' senza pensare (tranne reazioni automatiche tipo fuga, paura ecc)

Quindi entrambe le vie all'azione sono interdette.
Ben presto il MdP se ne rende conto, e visto che nessuno puo' smettere di pensare comincia a fare un gran lavoro di testa costruendosi le proprie credenze limitanti.
In un certo senso compensa le carenze d'azione con una fervida (e malata) attivita' intellettuale.


CitazioneElaborazione di una soluzione errata (rimette all'esterno le proprie responsabilità)
->Mi serve un fattore esterno che mi consenta di agire senza pensare (coach,  alcool).
Esito: rimuovendo il fattore esterno, l'individuo continua a non agire, perchè il meccanismo negativo non è stato rimosso, ma semplicemente aggirato.

l'alcool e le sostanze psicotrope alterano lo stato mentale (e quindi i pensieri); in pratica il MdP diventa un'altra persona (ma poi torna in se'...);
il coach invece assume ogni potere decisionale al posto del MdP (che diventa un mero esecutore, quindi a rigore cessa momentaneamente di essere "persona").


CitazioneSoluzione corretta (assunzione di responsabilità)
->Io non riesco ad agire, perchè sono bloccato dal pensiero.
->il pensiero genera l'azione, se non agisco è perchè il mio pensiero è sbagliato.

ok.
Pero' c'e' anche un'altra via per raggiungere l'azione: la perdita dei freni inibitori.
Questo sblocca l'azione (giusta o sbagliata) e puo' attivare cosi' la fase di esperienza e successivo apprendimento, che se guidato ristabilisce un corretto uso dei pensieri.


Citazione di: GuyMontag il 29 Ottobre 2010, 14:49:03
Secondo me tanti morti di seghe hanno pensato così tanto che si sono fottuti il cervello e ormai sono irrecuperabili.

per fortuna non vale il contrario: ovvero i gran pensatori non sono tutti morti di seghe, altrimenti anche il nostro TermY sarebbe spacciato! :D


Citazione di: AlterEgo il 29 Ottobre 2010, 15:43:11
almeno inizalmente devono esserlo, altrimenti non avrebbero nulla da insegnare che il calciatore non sappia già
...
giusto, anche perchè se tromba vuol dire che è capace di chiudere, quindi può insegnarti come farlo

ma no dai, state trascurando un aspetto importantissimo: l'abilita' didattica!
Secondo il vostro ragionamento tutti gli insegnanti di scuola e universita' dovrebbero essere dei luminari e dei premi Nobel nei loro campi, invece non e' ovviamente cosi'.
Viceversa, tutti i premi nobel e i ricercatori dovrebbero essere degli eccellenti insegnanti, e invece spesso non e' cosi', anzi molti hanno dei grossissimi problemi nel relazionarsi col prossimo, figuriamoci con degli allievi!
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Ok Termy, ho capito cosa intendi. Quindi per riassumere l'ordine non è importante quando la macchina è in moto, ma lo diventa quando per alcuni motivi il motore è inceppato.
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Citazione di: ^X^ il 29 Ottobre 2010, 17:31:39
Ok Termy, ho capito cosa intendi. Quindi per riassumere l'ordine non è importante quando la macchina è in moto, ma lo diventa quando per alcuni motivi il motore è inceppato.
Sintesi perfetta: + :up:
Al di fuori di questo quadro, la discussione è puramente accademica, e di nessuna utilità.
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Citazione di: TermYnator il 29 Ottobre 2010, 13:59:51

L'acido solforico che corrode il calcare compie un'azione?
No, è un processo chimico. Non presuppone ne volontà, ne finalità, ne tantomeno pianificazione.

L'acido solforico compie un'azione?
SI.
E certo (dico io), sennò cosa compie, se non un azione?

Per te invece, un azione presuppone una volontà, una finalità e una pianificazione. Ovvero per te, un azione presuppone un pensiero.
Per me no. Un azione è un azione.
Un sasso che rotola sta compiendo un azione.
Il big-bang è stata la prima azione tra tutte.
Per te no, perchè non c'era volontà, finalità nè pianificazione.
Mi sa che è qui, proprio a monte, la differenza tra le nostre posizioni.

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Anzitutto chiedo umilmente perdono a Termy per avrgli "zozzato" il topic  ;D

Citazione di: james.mar il 28 Ottobre 2010, 19:08:23
Emiliano, il tuo discorso è sostanzialmente valido ma secondo me ha una falla.

Il MdP nerd con gli occhiali, o il MdP generico che passa la sua giornata nella totale inazione, in realtà non sta neanche pensando. E se pensa, si fa pippe mentali assurde e fa pensieri sbagliati.
Quello che gli manca, infatti, è una conoscenza e un'esperienza tale da poter pensare alle azioni efficaci e non a quelle inefficaci.

Pag 1 James
Citazione di: TermYnator il 29 Ottobre 2010, 14:33:41
Ottimo, pernsiero -> e -> azione.
Ma perchè l'MDP non lo fa?
Perchè l'MDP non usa il pensiero correttamente, ovvero per agire in modo corretto, ma lo usa
per  trovare motivi razionali al non agire.

E come scrissi nel TermYdelirio sulle seghe mentali, il pensiero dell'MdP diventa un preservativo dell'ego.

L'MdP comincia quindi a cercare teorie e argomenti per giustificare la sua inefficienza, ( a livello di Ego, la recepisce come una colpa) fino a trovare delle cause che non possono essere risolte. L'uomo che sostiene "io sono brutto quindi non posso rimorchiare", equivalente a "quello li rimorchia perchè è bello", è una motivazione che non ha soluzione.

Pag.4 Termy

Il discorso è lo stesso: Il MdP non pensa(in maniera utile al rimorchio) ma si fa' delle pippe mentali (ragionamenti volti a giustificare l'inazione).

Citazione di: ^X^ il 29 Ottobre 2010, 00:00:36
Io sinceramente trovo poco utile disquisire su cosa venga prima, il pensiero o l'azione, perchè una volta che inizi a ciclare tra i due vai avanti all'infinito. L'importante è inserire un fase di feedback subito dopo l'azione, altrimenti il pensiero successivo è inutile.
Citazione di: Acqua il 28 Ottobre 2010, 23:22:05
Ancora la storia del pensiero che viene prima dell'azione. E' una cazzata, con tutto il rispetto. Sarebbe come dire che l'uovo nasce per forza di cose prima della gallina.
E le cose potrebbero tranquillamente essere invertite, ossia prima fa e poi pensa. Non cambia assolutamente niente.

Provo a rispondere a tutti e 4 con la stessa risposta, non so se si capirà qualcosa ma ci provo:

Chi è Kurghan??
A mio avviso il protagonista di questa bella storiella inventata da Termy altro non è  che il tipico ragazzo non trombante che si avvicina al mondo della seduzione.
E questo ragazzetto nella sua vita ha solamente studiato, pensato, e si è fatto una marea di pippe.
Se c'è qualcosa che non manca a Kurghan è l' attitudine a pensare.
Se c'è qualcosa in cui Kurghan è carente è l'attitudine ad agire.
Ora, il mio discorso non voleva essere una legge scientificamente utile a capire se nella vita è più utile pensare prima di agire o agire prima di pensare.
Io ad esempio alcune volte preferisco pianificare, in altre mi risulta più facile agire d'istinto.
Il mio discorso era molto più facile:
Citazione di: Emiliano il 28 Ottobre 2010, 18:36:42
Continuo a dire che il modo più facile per migliorare è uscire e buttarsi nella mischia, questo non esula che un giorno si voglia riflettere un pizzico in più.....
Non parlo in generale.
Parlo di Kurghan.
E a Kurghan continuo a dire che è PIU' FACILE (scusate il maiuscolo ma non so fare il grassetto) uscire e buttarsi nella mischia che farsi l'accademia del marpione a tot. euri al mese.
A Kurghan non direi la stessa cosa se avesse Termy sotto casa disponibile a seguirlo aggratis H24.
Sarebbe un coglione a non sfruttare l'insegnamento del GM.
Il discorso è diverso per un Kurghan qualunque che non ha le palle di parlare con una ragazza, non ha il GM sotto casa e non ha una lira per pagarsi l'AdM.
Allora al mio amico Kurghan direi: Caro ragazzetto, invece di stare a casa a pensare fammi il caxxo del piacere di buttarti dal balcone e sbavare addosso alla prima che capita. La prima ti caga in testa, la seconda ti sputa in faccia, la terza ti manda a cagare e la quinta ti dice ciao e poi se ne va.
Ma non perché sia il modello migliore in generale.
Perché è il modello migliore per il Kurghan più comunue, quello pelato, con gli occhiali, la tuta della Champion e i baffetti incolti, che la sera sta a casa a pensare invece di uscire con gli amici, che preferisce il pensiero all'azione.
Ora la falla del mio discorso è che Kurghan non pensa ma si fa le pippe mentali.Vero.
Ma cos'è se non una pippa mentale:
Citazione di: TermYnator il 28 Ottobre 2010, 14:41:41
...devi vivere nella tua mente tutto ciò che andrai a fare prima di farlo...
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O meglio,questa non è una pippa mentale per colui che già conosce molto bene le dinamiche relazionali e già sa dove andare a mettere le mani.
Ma è una pippa mentale per Kurghan che ha paura anche a chiedere un caffè.
E' una pippa mentale che rischia di bloccare Kurghan chiuso in cameretta a cercare di dare risposta a tutte quelle variabili senza avere neanche un punto di partenza.
E' un punto di partenza per colui che è già solito all'azione.
E' un punto di arrivo per un Kurghan che non è capace ad agire.
E' un punto di arrivo per il Kurghan più comunue.

Spero di esser stato chiaro.
Vorrei aggiungere ancora un paio di cosette ma non ce la faccio più a scrivere, magari le scrivo dopo...