Da un po' di tempo non esprimevo il mio pensiero per gli advanced, è giunto il momento di farlo.
Tra i tanti problemi degli aspiranti VU, c'è il non riuscire ad emergere dalle masse, l'arrovellarsi per tentare di differenziarsi, di essere originali.
Alcuni si bloccano nel tentativo di dire qualcosa di diverso dal solito, e rimangono muti a guardare le femine.
Muti nel cercare una propria identità che esprimendosi, li renda diversi dagli altri, più seducenti, più attraenti.
La domanda è quindi: dove è celata questa identità? Chiunque può praticare il TM creando Territori Virtuali dinamici, in base ad elementi mai visti prima?
La risposta è: parlate da marpione.
I discorsi banali
Vi siete mai chiesti perchè una persona risulta scontata e banale?
La risposta è piuttosto semplice: si intuisce facilmente prima che finisca di parlare dove vuole arrivare, e le parole che dice fra questa nostra intuizione, e la fine del suo discorso, risultano inutili e ridondanti: noiose.
Il primo segreto di un buon intrattenitore, è quindi il creare suspence, ovvero il mascherare il finale (o la morale) del discorso, rivelandola con un colpo di scena dialettico.
In questo processo di comprensione anticipata, hanno un ruolo fondamentale i luoghi comuni usati da un cattivo interlocutore.
Ad esempio, siamo abituati a pensare ad una coppia al chiaro di luna abbracciata, come ad una coppia di innamorati.
Se vado da una tizia e le dico:
"...Ero con Lei, abbracciato sotto il chiaro di luna. Ci siamo recati sulla riva del mare... "
Gia qui, la nostra interlocutrice avrà capito dove arriveremo, ovvero al fatto che tutti questi elementi porteranno ad un bacio. Ogni parola in più, è superflua e scontata: banale.
L'effetto sarà un salto d'attenzione, e l'uscita dal nascente TV, che renderà necessario ricominciare tutto d'accapo.
Ancora peggio, il descrivere le emozioni provate durante questo squallidissimo racconto, che come tale, va evitato come la peste. Come racconterebbe una situazione così banale una persona originale?
Distruggere i luoghi comuni, e le allegorie scontate.
il trinomio abbracciati-chiaro di luna-riva del mare, è costituito da termini che evocano indiscutibilmente atmosfere romantiche. Un finale a sorpresa deve quindi partire da descrizioni che esulino da immagini che nell'immaginario collettivo abbiano questo tipo di significato, ma anzi evocare atmosfere opposte.
"Camminavamo sulla sabbia sotto una luce accecante: la luna sembrava quasi cascarci addosso, faceva quasi paura. C'era una quiete surreale, il mare sembrava ghiacciato, ed era immobile sotto la luce bluastra della luna.
Faceva pure un po' freddo."
Le immagini evocate, sono quelle di un film horror, e le emozioni generate ed il finale prospettato, in netto contrasto con l'atmosfera romantica del primo modo di raccontare. L'effetto è dovuto allo scindere il luogo comune in singole componenti (luce, colore, aspetto)enunciandole in modo da andare a creare un altro luogo comune di senso opposto.
In netto contrasto con il primo.
Introdurre il cambio emozionale.
Ora che una idea di finale (drammatica) si prospetta nella mente dell'interlocutore, è il momento di creare un ulteriore contrasto per pilotare le sue emozioni, e trarla nel profondo del TV.
Pittoricamente parlando, si introducono delle note di colore, con un ulteriore contrasto.
Nel caso specifico, essendo le dominanti fredde (blu) si useranno colori caldi.
"Ad un certo punto, ho sentito una cosa che spuntava dalla sabbia. Ho levato il piede, e mi sono chinato a guardare: era una grossa conchiglia avana con macchiette arancio. Sembrava appartenere ad un altro pianeta.
Era stata riscaldata dal sole del giorno, e tenerla in mano mi dava una sensazione di calore."
Il coup de teathre.
Ed ora il gran finale, il colpo teatrale: le atmosfere si stravolgono, si passa nell'onirico puro e nel profondo del TV.
Si stravolge completamente l'immagine cromatica indotta, introducendo sia nel racconto che nel comportamento segnali sessuali. E in questo frangente che il tono della voce si abbassa, e il paraverbale rallenta.
"Passai la conchiglia a "Marina" come se le passassi un oggetto prezioso. La guardava nel palmo aperto della mano, e le passava lentamente l'indice nelle nervature, fra le macchiette arancio. Non so cosa sia successo in quel momento, ma mi è sembrato che cambiasse tutto, che tutto diventasse caldo, come se da quella conchiglia una strana energia avesse trasformato la notte in giorno.
L'ho guardata... (qui il finale diventa scontato, quindi si varia) E il mondo si è spento.
Non c'era più luce, l'unica cosa che sentivo era un forte calore sulle labbra.
Avevo chiuso gli occhi per baciarla, e non me ne ero accorto... "
Riassumendo.
Il nemico numero uno del seduttore, è l'essere scontato.
Per non essere scontati, la meta del proprio disquisire non deve essere evidente. Ma deve essere solo il punto necessario a rendere logico il dispiegare di un armamentario dialettico vasto e articolato, che fa intravedere all'interocutore vari finali, in contrasto fra loro.
Per indurre l'interlocutore a paventare un finale in linea con i luoghi comuni propri della matrice dell'immaginario collettivo, è indispensabile smembrare i luoghi comuni in singoli elementi, onde riproporli (tramite opportune esaltazioni) in modo da formarne altri di senso opposto.
Il vero finale, va introdotto repentinamente, inducendo forti contrasti nelle immagini, che genereranno altrettanto forti stati d'animo.
In questi momenti di rivoluzione emotiva, la preda è totalmente guidata: e qui che vanno introdotti i nostri cambi sia di Bl che di tono e di attitudine.
La prassi esposta non vale solo per il verbale, ma anche per cio che concerne l'azione: un marpione deve essere imprevedibile.
Dedicato a JBGrenouille. 
TermYnator
« Ultima modifica: 03 Settembre 2009, 01:12:15 da TermYnator »
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