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SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

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SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« del: 25 Agosto 2009, 23:43:45 »

Copio-incollo questo articolo, che, pur non trovando in toto condivisibile, esprime una realtà comune a (penso)troppi uomini; l'articolo mostra quanto rancore gli uomini possono provare nei confronti delle gentili donzelle, e di quanto possa dar fastidio il fatto di non sapere come fare ad approcciarle, ad avvicinarle; mi verrebbe da dire che questo è il risultato di una società che non funziona piu' bene, che non fornisce modelli adeguati per l'approccio alle donne (si ricorderà che l'uomo, a differenza degli animali, non dispone di modelli istintuali per fare la corte alle donne; da quando i padri hanno smesso di occuparsi dell'educazioni dei figli, lasciando il tutto alle madri, alle femmine, pensate anche a quanto elevato è il tasso di insegnanti nelle scuole, ove nelle elementari è addirittura soverchiante; la nostra, come diceva un noto autore, è la società dei senza padri!). Mi interesserebbe sapere cosa ne pensate! Buona lettura!

DI PAOLO BARNARD

Questo scritto è per voi donne, parla della spaventosa degenerazione del sesso commerciale, e della mancata risposta di quello ‘sano’. Vorrei sentire le vostre reazioni.

Non sono un ipocrita, per cui inizio raccontandovi che tempo fa ho caricato una prostituta e l’ho portata a casa mia. Pagata subito, lei si spoglia, si lava e mi dice “ti faccio di bocca e poi mi scopi, ok?, mezzora, ok?”. E’ piuttosto bella, ma dico sul serio, decisamente superiore alla media italiana, e non è l’unica là fuori. Rimane sul letto ad aspettare la mia carica, ma io le chiedo a bruciapelo “Perché fai sto mestiere?”. La mia sintesi potrà apparire banale, eppure in un Paese come l’Italia dove la Cultura della Visibilità è tutto, una donna così bella deve proprio passare le notti a caricar gente (come me o peggio)? Mi dice: “Con 100 euro in Romania mangi un mese in quattro persone, ecco perché”. Lo immaginavo, ma insisto: “Certo, se però ti trovi un uomo benestante qui… e bella così te lo trovi subito… non è un po’ meglio?”. Lei: “Come faccio? Con chi esco? Da sola? Non conosco nessuno”. “Ok,” replico “iscriviti a un’agenzia di modelle per intimo, per le fiere o cose del genere”.

La ragazza mi fissa come se stessi parlando di Marte e di volare lassù. Il messaggio di quello sguardo, credetemi, era di una disistima terribile; il marciapiede è il target che la sua storia le ha trasmesso in eredità, non le è concesso neppure contemplare un mezzo gradino più alto. La giovane mi sollecita a consumare l’incontro nei minuti restanti, ma io a quel punto ho altri pensieri e la mia serata di sesso rapido svanisce. Sulla via del ritorno apprendo che non ha uno sfruttatore, lo ha avuto ma, dice lei, “se una ha le palle alla fine può sbarazzarsene, garantito”. Le credo, o meglio, le crede il mio senso di colpa.

Il senso di colpa. Perché l’ho fatto? Mi voglio rispondere. L’ho fatto perché volevo avere fra le mani una giovane ragazza nuda senza impazzire per trovarne una, esercizio che per il maschio medio normalmente significa trenta serate nei locali, cento abbordi sempre difficili, e altre mille assurde peripezie che noi uomini dobbiamo inventarci per avere finalmente una o due magre occasioni di sesso. L’ho fatto perché l’alternativa praticamente non esiste, e l’alternativa si chiamerebbe Sesso Ludico. Ludico significa eros veloce, fuori dal sesso di casa (che ora non ho), senza allegati, laccioli, sgambetti, commediole da recitare eccetera. Insomma, un aperitivo, una partita a carte, solo che al posto del Campari o degli amici/amiche c’è il sesso, puro relax da scambiare con chi ne ha altrettanta voglia lì per lì. Nel mondo del sesso ludico la donna che desidera un’ora di svago si comporta come l’uomo, tale e quale. Invece della palestra o della cioccolata in tazza con l’amica, essa adocchia un bel tipo ovunque si trovi, lo squadra, decide ‘ok, quello mi attizza’ e gli si avvicina per chiedergli “Che fai stasera? Domani? Ti va un’uscita?”. Sì?, bene. No?, ok passo al prossimo. Una cosa pressoché inesistente qui, oggi, fra noi. Ne riparlo più sotto.

Il fatto è che noi uomini corriamo quasi ogni giorno della nostra vita adulta dietro al sesso ludico, lo necessitiamo come l’aria, perché il nostro DNA ci ha fatti così. Siamo degli ‘inseminatori’ che dai tempi in cui camminavamo a quattro zampe in qualche punto della Tanzania dobbiamo inseminare il più possibile. Lo fanno i leoni, i topi, i pipistrelli e praticamente ogni specie di sesso maschile sul Pianeta. Questo ci ha ‘regalato’ un desiderio sessuale molto, molto superiore a quello femminile (per le donne, stesso marchio da DNA in direzione opposta, visto che siete programmate per figliare e conservare la specie). Ecco perché vi sembra sempre che gli uomini ‘ce l’abbiano piantata nella testa’ (la gnocca); non è una mania, è genetica. Ma qui sorge il problema dei problemi. Al mondo ci sono solo maschi e femmine (salvo rare eccezioni), e se i primi necessitano di sesso dieci volte le seconde, che accade?

Accade un disastro, e cioè un giro di prostituzione e di pornografia per un valore cumulativo mondiale di 120 miliardi di dollari. Accade che la quasi totalità degli uomini che voi donne conoscete o che vi giacciono accanto fa uso di porno, ga-ran-ti-to, e che una percentuale spaventosa va a prostitute, o ci è andato, o ci andrà, o ci ritornerà. Accadono le vite veramente buttate delle ragazze come la mia rumena, e tutta la mafia e orrore correlati. Accade che vivete, voi donne, in un mondo dove la vostra immagine è artificiosamente ridotta a perenni orgasmi e voluttà mentre mangiate uno yogurt in tv, o toccate una lavastoviglie o una scatoletta di tonno. Vivete in un mondo dove dal giornalaio è meglio non guardare a sinistra/destra perché è zeppo di cosce spalancate e bocche deformate da arnesi immensi, tette culi capezzoli come coriandoli (immagino l’inverso, io che compro il giornale immerso fra cazzi, pettorali gonfi, testicoli plasticati, ecc.). Vivete in un mondo dove vostro figlio al 99% imparerà come si fa sesso dal dvd più porco del momento (e fosse solo uno). E in un mondo strano dove esiste l’espressione “gliela do o non gliela do”, ma non l’espressione “glielo do o non glielo do”, e un mondo così vi condanna a una vita grama, pensateci. Ve la spiego: c’è una legge di mercato, bieca come sempre è quella legge, dove la domanda (di gnocca) è cento volte l’offerta, e voi donne (detentrici della preziosa materia) avete così un potere immenso di frustrare noi uomini sempre tormentati da quel DNA maledetto. Salvo poi che dopo averci fatto spellare la testa e altro per finalmente ‘averla’, noi ve la facciamo pagare in mille modi da veri beceri quali sappiamo essere. Bello schifo. E poi ci sono le vili chat erotiche (faccia a faccia macché, dietro il pc di tutto), gli scambisti, i privé dei locali Lap Dance con ancora altre orde di rumene o nere e coi vostri mariti/fidanzati lì a plotoni. Ci sono le migliaia di anonime studentesse che si prostituiscono in ogni città con gli annunci sulle riviste di settore, le escort di lusso, e poi la miserabile piaga del porno turismo di Cuba, Tailandia ecc. Insomma, un quadro osceno. Una realtà colossale, ciclopica, oggi deviante oltre il limite dell’assurdo, che troneggia sulle nostre vite ma che riceve da voi donne quasi nessuna attenzione, né proposte di soluzioni. Vivete accanto a uomini ridotti, loro malgrado, così. La vostra vita è zuppa di questa malattia erotica da DNA sfasato rispetto all’evoluzione dei tempi, e cosa fate?

Prevengo qui alcune obiezioni udite non di rado da donne coinvolte in questi dibattiti. Reclamate per esempio che non siete voi a restringere l’offerta di sesso, anzi, che sono gli uomini oggi a esserne sovente disinteressati. Mi sono persino sentito dire “ma io la darei eccome, è che non si trovano poi tutti sti uomini”. Sono affermazioni fallate, dovute al fatto che la donna in queste cose tende a mentirsi, a operare una rimozione acrobatica della realtà, là dove essa non si accorge che alla sua eventuale disponibilità interiore corrisponde però un respingente istantaneo all’esterno, che scoraggia moltissimo il maschio nell’approccio. In parole povere, lei vorrebbe, ma poi ‘se la tira’ al momento del contatto con l’uomo, cioè si irrigidisce o pretende il solito preambolo per noi estenuante di un lungo rito corteggiatore anche per una semplice trombata, e noi spesso gliela diamo su. Altre donne sostengono che sono i pregiudizi maschili a bloccarle, cioè il timore di essere poi additate come quelle che ‘la danno a tutti’, le ‘pompinare’ ecc. In questo c’è un elemento di verità, ma si tratta oggi, nel mondo occidentale evoluto, di casi sporadici, e ciò non spiegherebbe in ogni caso l’imponente divario di domanda/offerta che domina il sesso fra i generi. Infine ci sentiamo dire da voi che l’uomo comunque non perderebbe il vizio del sesso commercial-mediatico anche se lo potesse ottenere tranquillamente dal mercato ‘sano’, poiché “in fondo voi maschi sognate sempre di possedere la donna, vi eccita comprarvela, la dovete immaginare serva e sporca”. Di nuovo vi gabbate. Le ultime ricerche di settore puntano in primo luogo al bisogno fisiologico insoddisfatto come motivazione del cliente, poi al bisogno di essere accolti, e solo in ultimo al maschilismo irriducibile. Possiamo sicuramente dire che per tantissimi maschi la natura squallida dell’alternativa a pagamento - che si tratti della milionesima sega davanti al pc o, peggio, della trombata con una che ti mette fretta, ti succhia con il preservativo, e alla quale non puoi leccare la passera per paura dell’Aids, che non ti bacia, e sta lì a prendersi il tuo corpo come fosse un comodino da spostare – è una parte assai spiacevole di queste vie di fuga che volentieri si risparmierebbero. Poi, certo che ci sarebbe sempre una minoranza fisiologica di uomini recidivi che punterà comunque al degrado, ma chissenefrega, non fanno testo.

Un breve stop sui dati, vale la pena conoscerli. In Italia ci sono circa 70 mila prostitute rappresentati oltre 35 Paesi. I casi di violenze su queste donne in questi ultimi anni sono stati circa 700.000. Sono 9 milioni i clienti italiani delle prostitute (1 uomo su 2) con un giro d'affari di 1 miliardo e 80 milioni di euro all’anno. Nel mondo, il business della prostituzione raggiunge i 60 miliardi di euro (battuto solo da quello delle droghe), con circa 40 milioni di donne coinvolte; il giro d’affari del porno passa i 57 miliardi di euro, senza contare l’immenso mercato nero. I clienti italiani delle prostitute rispondono al seguente identikit: in prevalenza uomini fra i 35 e i 40 anni, lavoratori, nella maggioranza dei casi single con un’istruzione medio-alta; cercano le ragazze direttamente in strada in media una volta ogni 15 giorni. Per un nutrito gruppo, le mogli/compagne sono viste così: “Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia, poi usano il sesso come una risorsa, un'arma”. Il mercato globale del turismo sessuale incassa qualcosa come cinque miliardi di dollari all’anno, con Paesi come la Thailandia dove il turismo (a prevalenza sessuale) è stato la prima fonte di valuta estera e contribuiva per il 13 % al Pil. Cuba, che sotto il regime di Batista era soprannominata il bordello degli USA, è oggi nota come il bordello d’Europa, con gli italiani in prima fila. (fonti: Gruppo Abele, Dipartimento Pari Opportunità, Ministero degli Interni, Fondazione Ismu, Transcrime, Università di Trento e Cattolica di Milano)

Spaventoso. Il problema della disparità di domanda e offerta di sesso fra uomini e donne è una catastrofe, e credo che queste righe lo abbiano dimostrato. Allora, donne, le vie per affrontare tutto ciò sono per me due, salvo poi scoprirne delle altre se avrete l’intelligenza di aprire un ampio dibattito su questo immenso problema. O mantenere lo status quo, con miglioramenti cosmetici, se decidete che per tanti motivi non potete/volete cambiare il vostro approccio al sesso. Oppure fare la terza rivoluzione dei generi nella Storia. Va fatta in partnership con noi uomini, ma non vi nascondo che qui la parte maggiore tocca a voi. Eccola: dovete abbracciare il Sesso Ludico, imparare a farlo e a chiederlo con naturalezza. Dovete imparare a smettere di avere paura di ‘far vedere’ che lo volete quando lo volete, dovete soprattutto semplificarci immensamente il percorso che dallo stimolo erotico porta alla soddisfazione di quello stimolo, semplificarlo imparando ad accogliere con più morbidezza le nostre avances (indipendentemente dal sì o no-grazie finali), oppure e soprattutto cominciando a FARLE quelle avances. Sesso gioco, sesso aperitivo, sesso jogging, sesso semplice. Donne, siamo esasperati dalla fatica orribile che dai 15 anni in poi ci tocca fare ogni volta, ogni maledetta volta che una ragazza ci colpisce, che vorremmo una ‘smanazzata’, un divertissment, o anche solo parlarlvi con una birra in mano. Voi non sapete cosa significhi esse ‘cacciatori’ in questo campo, può essere emozionante per un po’, poi ti distrugge, soprattutto quando nella normalità dei casi su cento tentativi al maschio tornano sbattuti in faccia come padellate 98 occhi scocciati, o girate di spalle, oppure i “non mi stressare”, i “non è il caso”, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo. Vi garantisco che sono tutte pugnalate alla nostra emotività, moltiplicatele per decenni, anche se noi poi fingiamo di sbattercene, ma non è vero. Una vita così ci indurisce, ci incattivisce dentro, e infatti, come scrivevo più sopra, poi le donne quel potere lo pagano carissimo, quando noi avvelenati ci vendichiamo da beceri chiamandovi troie o bocchinare con gli amici e nelle compagnie appena riusciamo finalmente ad averla. Qui entra in gioco la parte che tocca al maschio nella terza rivoluzione dei generi, cioè un impegno a dismettere per sempre, a seppellire negli inferi, lo stigma demenziale che appiccichiamo ancora oggi alle poche donne capaci di sesso ludico. Dobbiamo cancellare dal nostro cervello l’idea medievale che quelle che la danno sono una cosa, quella da sposare sono un’altra. Dobbiamo altresì piantarla con la pretesa idiota che tutte la diano con gioia ma non nostra moglie. Significa imparare in questo campo a non vedere, a non sentire, a non chiedere, ovvero il non detto anche se immaginiamo, e che valga per i giochi extra di lui come per quelli di lei. Questa rivoluzione va fatta in partnership, perché conviene a tutti.

Riequilibrare urgentemente lo squilibrio intollerabile fra domanda maschile e offerta femminile di sesso nel mondo moderno, conviene però soprattutto a voi donne. Come si diceva, il controllo dell’offerta (la do - non la do) vi dà un potere immenso, ma vi massacra pure. Oggi il corpo femminile è ipertroficamente valutato proprio a causa di quella sproporzione, e se non lo fosse più, se cioè a domanda 100 corrispondesse un’offerta adeguata, sparirebbe anche la commerciabilità oltraggiosa delle vostre parti corporee: mai più donne-pezzi di scottona nude e saltellanti che appaiono in tv ma non si odono; mai più deficienti televisive che ‘vengono’ mentre scartano il budino; mai più le ‘Albe Parietti’ invitate a parlare fra esimi intellettuali solo perché le telecamere possano offrirci due tette e una bocca da pompini fingendo però la parità intellettuale in televisione; fine del degrado grottesco della vostra immagine, in Italia in particolare. Dovete, in sintesi, svalutare la gnocca su questo mercato impazzito, rendendola molto molto più felicemente accessibile, e consegnare così al dimenticatoio della Storia le massime come 'tira più un pelo di figa che un carro di buoi', che infatti ispirano l’osceno concetto del gnocca-based marketing che vi insudicia la vita. E infine, pensateci, in un mondo di sesso ludico crollerebbe una fetta enorme del putrescente castello mondiale del commercio sessuale, portandosi al cimitero gli scempi planetari che causa.

Questa la mia sintesi di partenza. La penna a voi, datevi da fare, agite, proponete, fatevi sentire.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info

P.S non so se tale mia idea sia contraria alle normative del sito; in quel caso, me ne scuso preventivamente, e ritenetevi liberi di leverlo, non mi offenderò!
Saluti

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Naddolo

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #1 del: 26 Agosto 2009, 09:44:14 »

Citato da: nad84 il 25 Agosto 2009, 23:43:45

Copio-incollo questo articolo, che, pur non trovando in toto condivisibile, esprime una realtà comune a (penso)troppi uomini; l'articolo mostra quanto rancore gli uomini possono provare nei confronti delle gentili donzelle, e di quanto possa dar fastidio il fatto di non sapere come fare ad approcciarle, ad avvicinarle;

Perfettamente d'accordo con questa tua interpretazione. Smile

Citazione

mi verrebbe da dire che questo è il risultato di una società che non funziona piu' bene, che non fornisce modelli adeguati per l'approccio alle donne (si ricorderà che l'uomo, a differenza degli animali, non dispone di modelli istintuali per fare la corte alle donne; da quando i padri hanno smesso di occuparsi dell'educazioni dei figli, lasciando il tutto alle madri, alle femmine, pensate anche a quanto elevato è il tasso di insegnanti nelle scuole, ove nelle elementari è addirittura soverchiante; la nostra, come diceva un noto autore, è la società dei senza padri!). Mi interesserebbe sapere cosa ne pensate! Buona lettura!

La società attuale, come tutte quelle passate (e probabilmente future), riflette delle regole biologiche ben precise e collaudate da millenni e millenni. La cultura contribuisce a mediare e stabilizzare le faccende umane, che rimangono sostanzialmente le stesse. I rituali di corteggiamento ci sono eccome, sono solo sepolti dalla coltre del buon costume.
Lamentarsi della società è troppo facile, ci caschiamo tutti per nervosismo e frustrazione, ma non porta da nessuna parte. C'è una canzone degli Afterhours (Baby fiducia) che dice:

"la mia generazione ha un trucco buono,
critica tutti per non criticar nessuno"

La fantomatica legge della domanda e dell'offerta dovrebbe essere vista anche dal punto di vista opposto: perchè io, donna, dovrei darla ad uno che si rifugia nel porno o nella prostituzione pur di non approcciarmi? Visto che hanno tanta voglia di figa, perchè questi maschi non si danno da fare? Perchè mi guardano tutti e si fanno avanti solo gli sfatti, gli ubriachi o i panzoni con la porche? Perchè nessuno si distingue dagli altri? Perchè la mia quarta di tette deve finire in mano ad un cagasotto bavoso?

Non dico di essere un seduttore, forse nemmeno un marpione, ma almeno le donne me le cerco con gusto e se mi va bene trombo alla faccia di tutti i sof che rimangono in casa a scaricare pornazzi da e-mule. Trombo ancora di più alla faccia di chi deve pagare per ottenere una donna. Questo Barnard è un ottimo esempio di AFC: tante seghe (sia fisiche che mentali) e pochi fatti. Bocciato.

Un +1 a Nad per il bello spunto  Kiss

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #2 del: 26 Agosto 2009, 10:24:46 »

Avevo letto questo articolo tempo fá ed ero indeciso se postarlo o meno, quindi intanto +1 a Nad84 per averlo fatto Smile

Sull' assenza di rituali di corteggiamento concordo e come, ma la nostra é una societa' bigotta che propone in apparenza la famiglia ma poi venera il tronista o la velina, quindi il seduttore é visto come qualcosa di esterno a certi schemi Razz

Il discorso prostituzione & porno é complesso, perché sembra riguardare soprattutto uomini over 40 sposati con famiglia, probabilmente con un passato da afc.

Tuttavia credo sia facile per noi, adesso, parlare di seduzione.
Ma come si fá a dire "impara a sedurre" ad una persona sui 40, sposata con figli e una moglie che ha smesso di dargliela (o lo fa' solo nelle feste comandate)?
Per queste persone é probabile che la prostituzione sia una alternativa comoda e "meno sconveniente" del marpionaggio, insomma una specie di valvola di sfogo per tenere comunque la famiglia unita (caposaldo di questa societá)
 

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #3 del: 26 Agosto 2009, 10:36:47 »

Citato da: JBGrenouille il 26 Agosto 2009, 10:24:46

Il discorso prostituzione & porno é complesso, perché sembra riguardare soprattutto uomini over 40 sposati con famiglia, probabilmente con un passato da afc.

I quarantenni sono nominati come clienti delle prostitute, il resto del discorso invece è più che generale.

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #4 del: 26 Agosto 2009, 10:40:01 »

I modelli istintuali di corteggiamento ci sono eccome, tantopiu' che io a 14 anni ero molto piu' seduttore di adesso. E' dopo che arrivano le sovrastrutture sociali limitanti...

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #5 del: 26 Agosto 2009, 10:55:12 »

Citato da: JBGrenouille il 26 Agosto 2009, 10:24:46

Ma come si fá a dire "impara a sedurre" ad una persona sui 40, sposata con figli e una moglie che ha smesso di dargliela (o lo fa' solo nelle feste comandate)?

Gli si dice senza alcuna pietà "hai voluto la bicicletta? Ora pedala!".
Nessuno negli ultimi 20 anni puo' dire di non avere avuto ampia informazione preventiva e conoscenza delle dinamiche tipiche delle relazioni sociali, in particolar modo matrimonio e sessualità.
Hanno fatto le loro scelte di comodo, hanno seguito il buon costume sociale, e ora sono solo cazzi loro! Se vogliono uscire dal problema, lo affrontino con le palle. Altro che andare a prostitute come scorciatoia e poi creare dei castelli teorici per autoassolversi.

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #6 del: 26 Agosto 2009, 10:56:45 »

Citazione

L’ho fatto perché volevo avere fra le mani una giovane ragazza nuda senza impazzire per trovarne una, esercizio che per il maschio medio normalmente significa trenta serate nei locali, cento abbordi sempre difficili, e altre mille assurde peripezie che noi uomini dobbiamo inventarci per avere finalmente una o due magre occasioni di sesso.

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Voi non sapete cosa significhi esse ‘cacciatori’ in questo campo, può essere emozionante per un po’, poi ti distrugge, soprattutto quando nella normalità dei casi su cento tentativi al maschio tornano sbattuti in faccia come padellate 98 occhi scocciati, o girate di spalle, oppure i “non mi stressare”, i “non è il caso”, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo.

Acqua io penso che lui non sia proprio un afc se parla di 100 approcci, magari è uno che li fa veramente, non ha tecniche vere tramandate dai "padri" ( ma di questo ne parla anche il buon nad nella sua introduzione )

Però penso che mentre questo Paolo scrive queste riflessioni pensando alla donna e criticando i suoi comportamenti io penso che tutte queste critiche siano rivolte alla società, a ciò che manipola le menti, al modello del "tirarsela" come a quello del "voglio un tronista".
E la critica non si ferma nemmeno qui: in un altro thread qualcuno diceva che le giapponesi sono tra le più difficili IN ASSOLUTO: beh, se in giappone il fatturato del porno è VERAMENTE alto, se i giaponesi continuano a produrre hentai su hentai... qualcosa vorrà pur dire!  Uglystupid

Approvo molto l'ultima parte, anche questa rivalutandola con la mia veduta: una donna a 20,25 può tirarla quanto vuole, ma avete mai confrontato una donna media di 50+ e un uomo medio di 50+ ? Chi è più attraente? Chi ha ancora possibilità di rimorchiare? La donna ha una data di scadenza molto breve, peccato che se ne accorge solo quando ha il culo che arriva ai talloni  Smile

Insomma l'articolo mi ha dato diversi spunti, l'ho reinterpretato a modo mio e ne ho tratto belle conclusioni.
+1 a nad!  Thumbs Up

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #7 del: 26 Agosto 2009, 11:01:40 »

Citato da: Acqua il 26 Agosto 2009, 09:44:14

La fantomatica legge della domanda e dell'offerta dovrebbe essere vista anche dal punto di vista opposto: perchè io, donna, dovrei darla ad uno che si rifugia nel porno o nella prostituzione pur di non approcciarmi? Visto che hanno tanta voglia di figa, perchè questi maschi non si danno da fare? Perchè mi guardano tutti e si fanno avanti solo gli sfatti, gli ubriachi o i panzoni con la porche? Perchè nessuno si distingue dagli altri? Perchè la mia quarta di tette deve finire in mano ad un cagasotto bavoso?

Citato da: ^X^ il 26 Agosto 2009, 10:55:12

Gli si dice senza alcuna pietà "hai voluto la bicicletta? Ora pedala!".
Nessuno negli ultimi 20 anni puo' dire di non avere avuto ampia informazione preventiva e conoscenza delle dinamiche tipiche delle relazioni sociali, in particolar modo matrimonio e sessualità.
Hanno fatto le loro scelte di comodo, hanno seguito il buon costume sociale, e ora sono solo cazzi loro! Se vogliono uscire dal problema, lo affrontino con le palle.

va, che siete in forma oggi eh? Grin

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #8 del: 26 Agosto 2009, 11:06:30 »

azz.. ma Paolo Barnard..

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..è Ross Jeffries  Shocked

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #9 del: 26 Agosto 2009, 11:07:31 »

Citato da: nad84 il 25 Agosto 2009, 23:43:45

Oppure fare la terza rivoluzione dei generi nella Storia. Va fatta in partnership con noi uomini, ma non vi nascondo che qui la parte maggiore tocca a voi. Eccola: dovete abbracciare il Sesso Ludico, imparare a farlo e a chiederlo con naturalezza. Dovete imparare a smettere di avere paura di ‘far vedere’ che lo volete quando lo volete,...
Qui entra in gioco la parte che tocca al maschio nella terza rivoluzione dei generi, cioè un impegno a dismettere per sempre, a seppellire negli inferi, lo stigma demenziale che appiccichiamo ancora oggi alle poche donne capaci di sesso ludico. Dobbiamo cancellare dal nostro cervello l’idea medievale che quelle che la danno sono una cosa, quella da sposare sono un’altra. Dobbiamo altresì piantarla con la pretesa idiota che tutte la diano con gioia ma non nostra moglie. Significa imparare in questo campo a non vedere, a non sentire, a non chiedere, ovvero il non detto anche se immaginiamo, e che valga per i giochi extra di lui come per quelli di lei. Questa rivoluzione va fatta in partnership, perché conviene a tutti.

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #10 del: 26 Agosto 2009, 11:46:05 »

Citato da: ^X^ il 26 Agosto 2009, 10:55:12

Nessuno negli ultimi 20 anni puo' dire di non avere avuto ampia informazione preventiva e conoscenza delle dinamiche tipiche delle relazioni sociali, in particolar modo matrimonio e sessualità.
Hanno fatto le loro scelte di comodo, hanno seguito il buon costume sociale, e ora sono solo cazzi loro! Se vogliono uscire dal problema, lo affrontino con le palle. Altro che andare a prostitute come scorciatoia e poi creare dei castelli teorici per autoassolversi.

Grande! Non posso che concordare! La gente, i maschi in modo particolare, si sposa tanto per "sistemarsi", perchè pare giusto, anche a causa delle pressioni familiari, farlo; c'è in piu' il pensiero di avere al fianco una che te la "darà" in modo piu' o meno costante; ma dimenticandosi che, se stai con una femmina, ma sai bene dentro di te che, nel momento in cui finisse con questa, con buona approssimazione solo per la nomina del nuovo papa (forse) te ne sarai riuscito a procurare un'altra, per forza di cose vivi male, vivi in una gabbia, dalla quale non puoi (o non vuoi) uscire, pena il doverti confrontare con la tua incapacità; e da qui l'inevitabile sofferenza! Un +1 a X!

P.S. Apprezzo molto il modo in cui ti esprimi: sintetico, incisivo, e diretto al punto! Mi pare d'intuire una persona molto determinata!

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Naddolo

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #11 del: 26 Agosto 2009, 14:36:20 »

Quello che ha scritto questo Paolo è ovviamente vero, cioè riflette la realtà della maggior parte degli uomini. Quello che ha scritto è solo una delle tante forme che può prendere la legge di Natura che sta sopra tutti noi, e che ci governa (poichè ne siamo figli). Questa legge si chiama SELEZIONE NATURALE. Tantissima domanda, poca offerta.
Pensiamoci, se aveste una azienda che produce un prodotto, quale sarebbe la miglior situazione che vorreste: che quel prodotto lo facciate solo voi, e che sia richiestissimo. In questo modo diventereste ricchissimi, e quindi il RISULTATO di questa intersezione di mercato domanda - offerta sarebbe il MIGLIORE.

Allo stesso modo la natura si è così costituita, ha scelto per il suo mercato la miglior intersezione possibile, tanta domanda, e poca offerta (grazie alla stretta selettività femminile). Ne deriva quindi il miglior RISULTATO possibile, ovvero che chi riesce ad acquistare il prodotto porta in dono il valore più alto.
Così si perpetua il miglioramento genetico della specie.

E quindi è assolutamente regolare che ci sia una domanda altissima, e un offerta bassa.
Solo chi riesce a spiccare può comprare.
Il nostro obbiettivo nella vita è quello di spiccare il volo più alto possibile per le nostre capacità di base.

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Kant

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #12 del: 26 Agosto 2009, 14:50:44 »

Bella riflessione Kant! Un +1 a te e uno a Nad84 per aver sollevato una discussione antica con spunti nuovi.

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #13 del: 26 Agosto 2009, 15:09:23 »

+1 a kant! Riflessione ineccepibile!

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Naddolo

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Re: SONO ANDATO A prostitutE di Paolo Barnard

« Risposta #14 del: 26 Agosto 2009, 17:06:11 »

Citato da: kant il 26 Agosto 2009, 14:36:20

Quello che ha scritto questo Paolo è ovviamente vero, cioè riflette la realtà della maggior parte degli uomini. Quello che ha scritto è solo una delle tante forme che può prendere la legge di Natura che sta sopra tutti noi, e che ci governa (poichè ne siamo figli). Questa legge si chiama SELEZIONE NATURALE. Tantissima domanda, poca offerta.
Pensiamoci, se aveste una azienda che produce un prodotto, quale sarebbe la miglior situazione che vorreste: che quel prodotto lo facciate solo voi, e che sia richiestissimo. In questo modo diventereste ricchissimi, e quindi il RISULTATO di questa intersezione di mercato domanda - offerta sarebbe il MIGLIORE.

Allo stesso modo la natura si è così costituita, ha scelto per il suo mercato la miglior intersezione possibile, tanta domanda, e poca offerta (grazie alla stretta selettività femminile). Ne deriva quindi il miglior RISULTATO possibile, ovvero che chi riesce ad acquistare il prodotto porta in dono il valore più alto.
Così si perpetua il miglioramento genetico della specie.

E quindi è assolutamente regolare che ci sia una domanda altissima, e un offerta bassa.
Solo chi riesce a spiccare può comprare.
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Quoto. Tantissima domanda e poca offerta = prezzo altissimo.
E rispondendo pure a Nuke, se proprio bisogna dare ragione a questo Barnard, gli si può dare quella del perdente.

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