Attenzione a un errore grave che ho letto nei post qui sopra...
l'acido lattico viene riassorbito nel giro di 15-60 minuti. Se un istruttore di palestra vi dice che il giorno dopo avete "l'acido lattico" cambiate palestra!!!!!!!
Sarei un po' più cauto su questa affermazione.
Spesso gli istruttori di palestra in presenza di doms, parlano genericamente di acido lattico riferendosi a cataboliti rimasti nel muscolo a seguito di pesanti allenamenti anaerobici.
Pochi parlano di microlesioni e fenomeni infiammatori, diversi (culturisti) parlano di insufficiente irrorazione sanguigna.
A mia conoscenza, lo smaltimento di acido lattico è più lungo (ovviamente non parlo di allenamenti leggeri), ed arriva tranquillamente a 3 ore. Sui doms, ancora si discute, e non pochi pensano che l'insorgenza del fenomeno infiammatorio sia dovuta proprio ad una permanenza eccessiva dell'acidità nel muscolo durante il periodo conseguente l'allenamento.
A dimostrazione di questa tesi (piuttosto vechia, peraltro), c'è il fatto che atleti molto vascolarizzati, tendono ad avere molti meno doms, che i doms stessi insorgano massimamente in presenza di esercizi che vanificano l'azione di pompa che hanno i muscoli sulle vene (esercizi isometrici), e che una doccia calda (vasodilatatrice)
subito dopo l'allenamento ha effetti benefici sui doms.
Va inoltre notato, che lo stretching (che rende piuttosto utopistica la tesi secondo la quale i doms sarebbero solo l'effetto di microlesioni) diminuisce i doms, distendendo le fibre, e riattivano i meccanismi di pompa.
Inutile dire che l'esercizio aerobico non porta a doms, se non in casi particolari: come lo step, dove in realtà finchè non sopraggiunge un allenamento vero, spesso si lavora in anaerobico.
In sintesi, dove c'è acido lattico ci sono doms 
PS.
scusate la durezza ma stranamente nessuno si improvvisa medico, commercialista o notaio, ma istruttore o dietologo si... e non è bello quando ti "rubano" il lavoro, e purtroppo dalle mie parti si vede sempre più spesso! =()
Su questo hai perfettamente ragione, ma il discorso vale anche per molti professionisti:
cito due soli esempi.
Il primo è il medico sportivo che sta nella mia zona, e che usa plicometro e programma per fare schede e diete.
Ed è anche personal trainer...
Il secondo è un episodio relativo ad un ritiro del Rapid Bucarest nel mio paesello.
I portieri dovevano essere allenati in una palestra, ed all'epoca l'unico posto dove fossero presenti macchine, era il piano di sotto di casa mia.
Vennero i portieri, e tutti lamentavano forti dolori alla base della spina dorsale facendo addominali.
Beh, il loro allenatore non capiva l'origine di questi dolori, perchè non conosceva le sinergie fra retto addominale e muscoli della gamba nell'avvicinare il torace alle gambe nella classica posizione di piegamenti addominali.
Gli spiegai una tecnica del mitico Dott Ronchi letta su Sportman, atta a non usare i muscoli delle gambe, e come per incanto i dolori sparirono...
Ricordo inoltre, che determinati farmaci (ad esempio gli steroidi anabolizzanti) vengono somministrati sotto ricetta medica, e che di tali farmaci si fa uso in migliaia di palestre con una discreta leggerezza.
Segno che molti medici li prescrivono...
Non mi pronuncio neanche sui molteplici casi di doping che vedono implicati medici sportivi giornalmente.
Quindi non basta vedere un laureato dentro ad una palestra per essere certi di trovarsi di fronte a persona competente: bisogna invece (purtroppo) conoscere le casistiche che ha risolto, e come le ha risolte.
Altro fattore determinante derivato dal conoscere lo storico di come i pazienti sono stati curati, è
se la dieta è stata coadiuvata dall'uso di farmaci (ad esempio con l'ausilio di farmaci inibitori dell'assorbimento lipidico), o piuttosto se è un passo forzato teso ad instaurare una cultura alimentare che renda il paziente indipendente dal medico in futuro.
Setve a poco una dieta che obbliga a vita il tendente al sovrappeso a recarsi dal medico...
Ed andrebbe anche valutato lo sforzo e la sofferenza del paziente nell'affrontare la dieta.
Insomma, io penso che non basti il titolo per potersi rimettere nelle mani di una persona alla cieca, ma occorra valutare altri parametri.
NOta: L'uso di plicometri, non indica necessariamente che lo stato adiposo stia calando.
Chiedete a qualsiasi culturista cosa succede quando si "pizzica la panza" dopo un ciclo di deplezione da carboidrati, o uno squilibrio sodio/potassio, e chiedetegli pure quanto ha orinato, per capire che un plicometro non misura solo il ciccio, ma anche la ritenzione idrica.
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