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Autore Topic:

Il decalogo del buon studente del Termypensiero

(Letto 1962 volte)

Re: Il decalogo del buon studente del Termypensiero

« Risposta #15 del: 14 Dicembre 2009, 22:53:16 »

Citato da: Kleos il 14 Dicembre 2009, 22:16:29

Però io non prendo una coca, ho smesso da un po' di bere alcolici Smile

non sai cosa ti perdi......

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james.mar

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Re: Il decalogo del buon studente del Termypensiero

« Risposta #16 del: 14 Dicembre 2009, 22:57:52 »

Citato da: james.mar il 14 Dicembre 2009, 22:53:16

non sai cosa ti perdi......

(cut)

edit by TermYnator:
Vai a spammare da un'altra parte: questo è un luogo tranquillo dove si scrive per esprimere idee, e all'occasione si ride e si scherza.
Provocatori, rosiconi, rompiscatole e persone prive di umorismo qui non trovano spazio.

« Ultima modifica: 15 Dicembre 2009, 01:36:56 da TermYnator »

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Re: Il decalogo del buon studente del Termypensiero

« Risposta #17 del: 15 Dicembre 2009, 01:52:22 »

Citato da: Jason N. Dohring il 14 Dicembre 2009, 21:20:45

ma che il mondo e' pieno di senzapalle non era dato per assodato?

Ma non sembravano senzapalle...
O meglio, finchè si sono sentiti padroni della situazione, tutto andava bene.
Ma gli impegni, e la minore disponibilità nel relazionarsi che inevitabilmente accompagna il passare degli anni, impercettibilmente quanto inesorabilmente li ha portati a scoprire che erano rimasti soli.
E rimettersi in gioco a 35/40 anni, non è così semplice. Quindi, definirli "senza palle" è un po' avventato.

Citazione

io sono per il combattere ad oltranza e non arrendersi...ma mi sento molto solitario in questo...

Io da persona profondamente immatura e con la sindrome di Peter Pan, la pensavo più o meno come te fino a 6 anni fa. Tanto sta, che a fino a 41 anni, ho continuato a saltellare allegramente da una mutanda all'altra.
Però, ho sempre presente l'occhio triste di un vecchio amico (grandissimo playboy) che a 75 anni suonati, nonostante lo smagliante sorriso che mostra ogni volta che mi vede, mi chiede sempre se sono ancora  fidanzato. Lui si rende conto di aver perso il treno, che non avrà mai un figlio, e che la sua vita finisce con lui.
Non sogna più le strafighe per le quali ha vissuto: ora non lo cagano neanche di striscio.
Ed è triste vedere la sua faccia mentre racconta le sue storie: perchè ti rendi conto che non te le racconta con la gioia di chi ha fatto una conquista, ma con la velata tristezza di chi si rende conto di aver inseguito una chimera, per ritrovarsi con un pugno di mosche.

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« Ultima modifica: 15 Dicembre 2009, 01:54:25 da TermYnator »

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Re: Il decalogo del buon studente del Termypensiero

« Risposta #18 del: 15 Dicembre 2009, 11:43:39 »

Citato da: TermYnator il 15 Dicembre 2009, 01:52:22

Io da persona profondamente immatura e con la sindrome di Peter Pan, la pensavo più o meno come te fino a 6 anni fa. Tanto sta, che a fino a 41 anni, ho continuato a saltellare allegramente da una mutanda all'altra.
Però, ho sempre presente l'occhio triste di un vecchio amico (grandissimo playboy) che a 75 anni suonati, nonostante lo smagliante sorriso che mostra ogni volta che mi vede, mi chiede sempre se sono ancora  fidanzato. Lui si rende conto di aver perso il treno, che non avrà mai un figlio, e che la sua vita finisce con lui.
Non sogna più le strafighe per le quali ha vissuto: ora non lo cagano neanche di striscio.
Ed è triste vedere la sua faccia mentre racconta le sue storie: perchè ti rendi conto che non te le racconta con la gioia di chi ha fatto una conquista, ma con la velata tristezza di chi si rende conto di aver inseguito una chimera, per ritrovarsi con un pugno di mosche.

Una delle riflessioni più profonde e autentiche che ho letto qui dentro.
Non può passare sotto silenzio Wink, perciò: +1 Thumbs Up

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Re: Il decalogo del buon studente del Termypensiero

« Risposta #19 del: 15 Dicembre 2009, 12:38:56 »

e' bello sentirti carico e pieno di voglia di fare, di crescere nonostante tu non sia più un adolescente!  Evil
Ti faccio i migliori auguri per il tuo percorso.

Citato da: SilverS il 07 Dicembre 2009, 14:56:22

Infine grazie Zlatan, nonostante tutti i rigori che sbagli, sei sempre presente e sei un pilastro qua dentro!!

Troppo buono! Grazie!  Kiss

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PS: Ti mando un pm, debbo parlarti.

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Re: Il decalogo del buon studente del Termypensiero

« Risposta #20 del: 21 Dicembre 2009, 17:11:46 »

Citato da: Kleos il 14 Dicembre 2009, 17:37:00

Tuttavia, se cataloghiamo le femmine mediante dei voti numerici, dobbiamo anche ammettere che questi voti esistono anche per noi maschi.
E vanno, come per le femmine, da zero a dieci. Esistono maschi da sei, maschi da otto, maschi da dieci e maschi da quattro.

Un sei maschile può rimorchiare statisticamente donne dal sei in giù. A volte può capitargli qualche colpo di fortuna che gli farà chiudere una sette o una otto, ma generalmente scoperà donne del suo stesso livello (sei) o meno.
Un otto maschile rimorchierà statisticamente donne dall'otto in giù e così via.
Se vuoi arrivare a rimorchiare una nove, devi essere tu stesso un nove. Oppure devi sperare in qualche botta di culo clamorosa (del tipo che sei in discoteca, lei è brilla, tu sei nel suo gruppo, lei vuole scopare, gli altri della compagnia sono tutti con le fidanzate e due più due fa quattro).
Se sei un quattro (esempio: tipo di trentacinque anni vergine) è inutile che vai ad aprire delle nove o che vuoi scoparti delle sette: quelle non ti cagano. Ma non ti cagano neppure le sei.
Rassegnati a scoparti dei cessi inguardabili oppure continua ad ammazzarti di seghe.

Capire il proprio valore non è difficile: io rimorchio tipe dal sei al sette, le otto non mi cagano minimamente.
In genere esco con tipe dal sei al sei e mezzo, quando mi va bene con qualche sette. Dunque il mio livello è sul 6.5-7.
Quando comincerò a uscire regolarmente con delle otto, vorrà dire che sono a livello 8.

Penso che sia questo che intendeva silvers.

Ottimo intervento e +1. Thumbs Up

Il mio discusso 3d sui fondamentali intendeva porre l' accento proprio su questo concetto, ovvero il "valore intrinseco" in voti che abbiamo noi. Dopodichè si può discutere su cosa componga il nostro voto (bellezza, look, cultura, doti dialettiche, quattrini, ecc.), ma il concetto non cambia. Se non si accresce il proprio, di valore, ogni tentativo di applicazione di qualunque metodo è destinato a rivelarsi miseramente deludente. Lo stesso GM insiste molto su questi concetti .

La buona notizia è che apprezzare il proprio valore, si può fare.

Non sono d' accordo con l' intervento di Festadanzante, o meglio, non vedo, in quello che scrive, che di per sè non è sbagliato, un contrasto con il pensiero di Kleos. Certo che non ci dobbiamo accontentare ma aspirare al meglio sudando e lottando, ma proprio per questo è indispensabile fare un passo la volta.

Citato da: TermYnator il 14 Dicembre 2009, 20:29:07

Sapessi quanti ne ho conosciuti che per non scoparsi le "cesse" per imparare, hanno concluso la loro intera vita facendosi le seghe. E non sai quanti ne ho conosciuti, che inseguendo la strafiga della loro sogni si sono fermati in tarda età con un cessone in saldo salvandosi in corner da una vecchiaia sconsolata e solitaria.

Il segreto di una vita felice, non è desiderare l'erba del vicino, ma imparare a cucinare al meglio quella che cresce nel tuo campo.

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+ 1 anche a te.

Questo discorso, assolutamente sacrosanto, evoca ricordi della mia "infanzia seduttiva" . Smile
Avevo 14 anni, e prendevo per il culo un mio amico di 17 perchè stava con una ragazzina un pò brutta , finchè lui mi fece : "Sì, sì, te continua a dì che questa è bassa, quella altra è grassa, quell' altra ha le lentiggini (e di occasioni in quegli anni  ne avevo tante, ad essermi accontentato Uglystupid ), e vedrai che con questo  sistema scopi parecchio poco !"

Inutile dire che avrebbe avuto ragione lui. Mettersi a fare la gavetta a 20-25 anni è molto più duro che a 15, e a 30-35 è terribile. Ma non ci sono alternative, in questo campo, come nella vita in generale, non si posso aggirare gli ostacoli come se nulla fosse, se lo si fa, inevitabilmente si materializzano davanti.

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Re: Il decalogo del buon studente del Termypensiero

« Risposta #21 del: 10 Gennaio 2010, 14:19:19 »

Citato da: Kleos il 14 Dicembre 2009, 17:37:00

Io credo che il consiglio di silvers sia da interpretare nel modo che vado ad esporre.
Noi sulla community diamo spesso i voti alle ragazze: questa era una sei, quest'altra era una otto, l'altra ancora era una dieci (quando leggo che uno con cinque post chiede consigli per rimorchiare una sua amica che a detta sua è una dieci non so se ridere o piangere, ma questa è un' altra storia)

Se da un lato sono contrario a dare voti (se a me piacciono le more tettone la mia dieci ideale sarà diversa da quella di uno a cui piacciono le biondine anoressiche), dall'altro credo che, se si rimane il più possibile oggettivi, la teoria dei voti non sia poi così male per capire il livello di difficoltà di un rimorchio (in questo senso: una sei avrà due-tre ragazzi che glela battono, una sette ne avrà una decina, una otto ne trova dieci a sera, una warpig se lo farebbe piantare in culo dal primo tipo con due gambe e due braccia).
La teoria dei voti va comunque presa come un modello, non è la realtà. Ma può essere utile per spiegare alcune cose.

Tuttavia, se cataloghiamo le femmine mediante dei voti numerici, dobbiamo anche ammettere che questi voti esistono anche per noi maschi.
E vanno, come per le femmine, da zero a dieci. Esistono maschi da sei, maschi da otto, maschi da dieci e maschi da quattro.

Più o meno intendevo quello. Come molti hanno detto, bisogna anche ragionare in termini di percorsi, ed esperienza personali.

Del resto le donne, hanno dei parametri di giudizio diversi, dagli uomini. Penso che il voto che le donne ci danno, sia sottoposto a continui aggiornamenti di giudizio. Quindi di per sè dire io valgo 8 è piuttosto relativo, nel senso che basta una cazzata nei primi momenti... o uno scivolone nel day2 e non li piaci più!

Come pure vale il contrario: un uomo da 6 può infilare una sequenza circostanziale che lo fa sembrare strafigo in quel particolare rimorchio.

Non siamo macchine: siamo esseri umani. Come tali siamo soggetti a variazioni di umore, di autostima, di energia, di intenzioni. La teoria dei numeri serve solo per ridurre a modello un fenomeno molto complesso (la figa)  e poterlo analizzare e scomporre.

Ogni teoria è solamente un interpretazione della realtà. Ogni modello interpretativo della realtà può essere superato da nuove teorie migliorative. Nessuno teoria può definirsi assoluta.

Ma la realtà è di per sè più complessa ed articolata, che qualunque modello o teoria. Da qui nascono tante discussioni, che vedo nel forum. In effetti data una teoria si può dimostrare sul campo il suo contrario: sto parlando di casi reali che tutti più o meno abbiamo visto. Come dire che esiste la famosa BdC (botta de' culo). Ma non possiamo certo studiare quella e farci un modello o  peggio ancora, contare su quella!!

Ripeto: per quanto cercheremo di interpretare la realtà umana, non stiamo parlando di un fenomeno fisico o matematico. Possiamo certo, aiutarci con delle teorie, ma esse spiegheranno solo una parte di un tutto più grande, che non può essere ridotto a teoria/modello/formula/metodo.

Allora ben venga la teoria dei voti: quella era un 7 e non un 8. Ma è sempre una semplificazione brutale di un qualcosa di immensamente più grande. Stiamo parlando di esseri umani!

leggermente logorroico ma sempre,
SilverS
 

« Ultima modifica: 10 Gennaio 2010, 14:26:29 da SilverS »

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Re: Il decalogo del buon studente del Termypensiero

« Risposta #22 del: 10 Gennaio 2010, 14:41:04 »

Citato da: Shark72 il 21 Dicembre 2009, 17:11:46

Il mio discusso 3d sui fondamentali intendeva porre l' accento proprio su questo concetto, ovvero il "valore intrinseco" in voti che abbiamo noi. Dopodichè si può discutere su cosa componga il nostro voto (bellezza, look, cultura, doti dialettiche, quattrini, ecc.), ma il concetto non cambia. Se non si accresce il proprio, di valore, ogni tentativo di applicazione di qualunque metodo è destinato a rivelarsi miseramente deludente. Lo stesso GM insiste molto su questi concetti .

La buona notizia è che apprezzare il proprio valore, si può fare.

Questo discorso, assolutamente sacrosanto, evoca ricordi della mia "infanzia seduttiva" . Smile
Avevo 14 anni, e prendevo per il culo un mio amico di 17 perchè stava con una ragazzina un pò brutta , finchè lui mi fece : "Sì, sì, te continua a dì che questa è bassa, quella altra è grassa, quell' altra ha le lentiggini (e di occasioni in quegli anni  ne avevo tante, ad essermi accontentato Uglystupid ), e vedrai che con questo  sistema scopi parecchio poco !"

Inutile dire che avrebbe avuto ragione lui. Mettersi a fare la gavetta a 20-25 anni è molto più duro che a 15, e a 30-35 è terribile. Ma non ci sono alternative, in questo campo, come nella vita in generale, non si posso aggirare gli ostacoli come se nulla fosse, se lo si fa, inevitabilmente si materializzano davanti.

L'altro aspetto di quello che dicevo: aldilà di ogni teoria c'è la pratica. E questo  dell'esperienza è tranquillamente un fondamentale.

E come fondamentale ha un peso notevole, se lo si legge dal punto di vista dei successi ottenuti. Niente di nuovo sotto il sole per molti; ma era prorio quello che dicevo, a proposito di partire anche dai cessi. Poi che uno tutta la vita deve puntare sui cessi non l'ho mai detto! Al contrario: possono essere un trampolino di lancio per gli uomini, tra cui mi metto, che non hanno avuto degli harem degni del sultano del Barein  Afro

+1 per questo intervento

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Re: Il decalogo del buon studente del Termypensiero

« Risposta #23 del: 12 Ottobre 2010, 17:24:29 »

Non mi permetto di dissentire sul pensiero di silver s, ma sento di poter spiegare meglio il punto 3 del primo post.

Silver dice che se te lo dice Termy è vero, non hai bisogno di discuterci sopra, il concetto è "fidati e basta".
Questo fa paura... oddio mi plagia, uff mi fa fare il giro dell'oca per prendere più soldi... mi fa perdere tempo con cose inutili che non contano un cazzo... io voglio la figa e lui mi mette davanti allo specchio...

NO ragazzi, no!
Vi prego di seguirmi in questa spiegazione.
Nelle arti marziali c'è il maestro, detto "sensei", temine che significa:
Colui che sta avanti, cioé che conosce la strada e ti guida su di essa.
Se siete in montagna, potreste essere tentati di prendere una via apparentemente più facile e diretta, magari lo dite, ma la guida vi dice "no no, vieni di qua, è ben meglio".
La guida è responsabile di te, ma anche di se, se sapesse che le due strade si equivalgono, ti darebbe la scelta, dicendoti i pro ed i contro, ma se dice NO, vuol dire che non va bene, perchè star li a menarla in lungo, se non devi fidarti, puoi andarci da solo.

La questione è semplicemente tutta in una parola... FIDUCIA.

I ragazzi di Okinawa venivano madati, prima di diventare commercianti o naviganti, da un sensei di Arti Marziali, perchè incontrare briganti o pirati non era troppo difficile, o scappavi o combattevi.
Quindi se non scappavi, rischiavi la vita, infatti era dal tuo saper combattere e difenderti che dipendeva la tua stessa esistenza.
Affidereste la vostra esistenza, ad un sensei di cui non avete fiducia?
Da quello che fate ed imparate, ma soprattutto COME lo imparate, dipende tutto, se lo fate senza fiducia o senza l'impegno richiesto, non avrete un risultato all'altezza delle NECESSITA', perchè proprio di necessità si tratta, chi scazza schiatta, vie di mezzo nessuna.

Con la topa ho scoperto che è uguale, se non hai certe capacità, che si imparano in una "palestra", intesa come corso di recitazione, di dizione, lezioni di stile e bon ton, mutazioni del guardaroba ed altro, non otterrai grandi risultati, ma soprattutto, serve la "forma mentis".
Cioé plasmare la mente fino a cancellare certi comportamenti, vocaboli, altro al bisogno, per togliere gli errori.
Se leggi un libro lo capisci, ma se poi non lo segui... che hai capito a fare?

Questo mi porta ad affermare che Termy ha ragione, se non sei disposto a guardarti dentro ed a mutare, a costo di una guerra contro di te, certe cose non le cambierai mai, quindi non avrai i requisiti per miglòiorare le tue capacità.
Fa bene a chiedere un videoincontro preliminare, perchè se non vede dei prerequisiti minimi, sa che perderete tempo tutti e due, in più l'allievo perde soldi.
Passato lo scoglio principale, arriva quello vero, "maestro parlare, tu solo fare", "fare fare, non parlare", fiducia cieca, nulla di più.
Fai quello che ti viene detto nel miglior modo, accetta i consigli e le critiche, perchè servono a migliorarti, cioé a quello che tu vuoi, se non sei disposto a farlo, ad avere fiducia cieca e totale, risparmiati la fatica, limitati al forum, dove avrai comunque dei buoni spunti, come ne ho avuti io fin'ora.

P.S. NON SONO ALLIEVO DEL TERMY, NE PENSO CHE LO SARO' PER UN PEZZO, PER MOTIVI STRETTAMENTE PRIVATI, HO SOLO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE ESPRESSO UN MIO PERSONALISSIMO PARERE SU QUANTO AFFERMATO AL PUNTO IN QUESTIONE, FACENDO IL DEBITO PARAGONE SULL'ARTE MARZIALE.
CIO' DERIVA DA UN PASSAGGIO DEL LIBRO DI MYSTERY, DOVE AFFERMA CHE L'UOMO USA LE ARTI MARZIALI PER PRESERVARSI E LE ARTI VENUSIANE PER RIPRODURSI, PERCHE' LO SCOPO DELL'ESSERE UMANO E' PRESERVARE IL PIU' POSSIBILE SE STESSO E LA SPECIE.

TUTTO E' SCRITTO SOLO SECONDO IL MIO PENSIERO, NESSUNO MI HA CHIESTO NULLA, LO GARANTISCO.

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mi piaci, uno che dice le cose dirette come stanno, fanculo il politically correct @Kleos
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Re: Il decalogo del buon studente del Termypensiero

« Risposta #24 del: 12 Ottobre 2010, 23:00:08 »

Citato da: sfigatto il 12 Ottobre 2010, 17:24:29

Non mi permetto di dissentire sul pensiero di silver s

Puoi anche dissentire, non è che sia vietato   Thumbs Up

Comunque il concetto lo hai espresso bene, nessuno sano di mente si troverebbe un insegnante nel quale non ha fiducia, vero?

Però, ci tenevo ad aggiunger, a memoria dei posteri, che questo decalogo nacque in una classe. Era un momento preciso dell'evoluzione di un certo gruppo di persone. E' una piccola elaborazione di consigli. Nient'altro.

Quindi, in realtà, non esistano "decaloghi" universali, sempre validi per chiunque. Io, per esempio, adesso mi sono scritto un piccolo promemoria per me e su di me. In effetti, generalizzare è sempre un problema.

Era un pò che non mi collegavo, in effetti un saluto affettuoso a chi mi legge!

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Re: Il decalogo del buon studente del Termypensiero

« Risposta #25 del: 18 Novembre 2010, 14:29:59 »

Citato da: TermYnator il 15 Dicembre 2009, 01:52:22

Ma non sembravano senzapalle...
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Ma gli impegni, e la minore disponibilità nel relazionarsi che inevitabilmente accompagna il passare degli anni, impercettibilmente quanto inesorabilmente li ha portati a scoprire che erano rimasti soli.
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Io da persona profondamente immatura e con la sindrome di Peter Pan, la pensavo più o meno come te fino a 6 anni fa. Tanto sta, che a fino a 41 anni, ho continuato a saltellare allegramente da una mutanda all'altra.
Però, ho sempre presente l'occhio triste di un vecchio amico (grandissimo playboy) che a 75 anni suonati, nonostante lo smagliante sorriso che mostra ogni volta che mi vede, mi chiede sempre se sono ancora  fidanzato. Lui si rende conto di aver perso il treno, che non avrà mai un figlio, e che la sua vita finisce con lui.
Non sogna più le strafighe per le quali ha vissuto: ora non lo cagano neanche di striscio.
Ed è triste vedere la sua faccia mentre racconta le sue storie: perchè ti rendi conto che non te le racconta con la gioia di chi ha fatto una conquista, ma con la velata tristezza di chi si rende conto di aver inseguito una chimera, per ritrovarsi con un pugno di mosche.

T

+1 .....post profondo.

ecco perchè secondo me molte filosofie che circolano in giro "non sono a misura d'uomo".....si ok scoparsi piu' donne possibili ma poi se ti senti mancare davvero la complicità che solo una storia con una donna sola ,può darti? una storia in cui ti impegni davvero e ci credi ?

ma sembra che oggi si stia andando in quella direzione.

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