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Autore Topic:

La sensibilità: miti e realtà.

(Letto 15655 volte)

La sensibilità: miti e realtà.

« del: 26 Agosto 2008, 22:34:58 »

Per capire bene cosa sia la sensibilità, farò una delle mie solite metafore.
Supponiamo di voler vedere un DVD. Posso vederlo inserendolo in un player hardware,
questo meccanismo, ha una serie di circuiti che provvedono ad una unica funzione in modo eccelso.
Infatti, tutte le operazioni di decodifica, avverranno tramite circuiti dedicati, progettati solo per quella funzione.
Ma posso veredrlo anche con un computer, che userà un decoder software. In pratica emulerà i circuiti
del player hardware, e decodificherà il dvd.
Nel primo caso, ottengo un risultato poco flessibile (non ho la possibilità di variare nessun parametro), e se un domani
cambiassero le codifiche, non potrei più vedere dvd.
Nel secondo, impiego una marea di risorse, ottengo un processo spesso più lento e meno immediato, ma posso
sicuramente cambiare codifica o addirittura compito, tipo fare un videogioco.
La sensibilità è ciò che il vostro hardware vi comunica rispetto all'ambiente, mentre la razionalità quello che il vostro
software riesce ad elaborare in base agli imput che avete imparato a riconoscere.
La sensibilità difficilmente sbaglia: è la dote che vi ha consentito di superare l'evoluzione: è perfettamente adattata ai vostri "sensori"
 ed è istantanea.
La vostra razionalità, invece, cade in errore per mancanza di imput da interpretare, mancanza di programmi, o programmi sbagliati.
ognuno di noi possiede una sensibilità: il problema è che tendiamo a non fidarci di essa, preferendo prove razionali.
Questo principio funziona quasi con tutto, ma con il sesso non funziona affatto.
In primo luogo perchè la macchina uomo non si confronta con una macchina identica, ma con la macchina donna, che è sensibilissima.
In secondo luogo, perchè la sensibilità maschile, viene offuscata dal programma educativo nell'ottica di coferire maggiori certezze razionali
ai maschi, visto l'impiego che dovranno avere in società.

Esiste un modo per recuperare la propria sensibilità?
IO penso di si, è ne ho parlato più volte. UNa buona parte del lavoro si fa seguendo le regole che ho dato
nel TermYpensiero "Pillole prerimorchio", parlando di riscoprire la propria feminilità.

La seconda cosa da fare, è osservare il mondo a 360°, e cominciare a rapportarsi con tutti.
Questo atteggiamento dve essere assoluto, ovvero deve riguardare tutti i campi della vostra vita.
Se si vive in un contesto monotematico, la nostra sensibilità si "callifica", non trasmette più quello per cui è stata progettata,
ovvero il percepire l'ignoto per salvarci le chiappe. Andrete quindi a vedere film d'amore, documentari sul maltrattamento degli animali,
cose che a me fanno ancora piangere come un deficente al solo pensiero, e ascoltate l'effetto che fa.
Non sfuggite a quell'effetto: è la parte profonda che avete sempre voluto nascondere che fa capolino.
Quindi, affrontate ambienti e persone diverse, parlate con tutti, siano essi barboni o riccastri. Più saranno diversi da voi, più
vi daranno emozioni, ovvero solleciteranno la vostra sensibilità a manifestarsi.
Perchè le emozioni, sono il modo con cui la nostra sensibilità comunica con la nostra parte conscia.

Evitate di eviscerare tutto quello che vedete per tradurlo in variabili: guardatelo (osservatelo  Wink ), e cercate
di ascoltare la vocina che viene da dentro: avrete sempre una prima impressione che è il frutto della vostra sensibilità.
Poi la vocina diventa contraddittoria perchè subentra la vostra razionalità a "confonderla".
Ma se vi abituate a dar retta a quella prima impressione, comincerete a dar retta al vostro hardware, ed a sfruttarne
l'incredibile potenza.

L'ultimo passo, è il provare a fidarsi solo di quello che sentiamo.
Da anni dico a chi non sa quando baciare una donna "Baciala quando senti che sale l'emozione".
E chi ha messo in pratica questo lemma, non è più tornato indietro.

Questo è il vero rimorchiare in modo natural...
Spero di avervi dato un piccolo imput.

TermYnator

« Ultima modifica: 26 Agosto 2008, 22:43:21 da TermYnator »

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #1 del: 26 Agosto 2008, 23:25:23 »

Ciao fratello : ) ti parla una persona che ci ha vissuto , ci vive e ci vivrà con le emozioni.

Quoto tutto quello che dici. Però se oggi sono una persona migliore ( almeno credo e spero di diventarla ) ..è stato anche merito della mia desensibilizzazione...
Sono Stato sempre un Ragazzo Troppo Sensibile...quando ero più piccolo mi dicevano sempre...
Devi essere anche " FORTE " .. Li fuori c'è tanta Gente pronta a farti " fuori " , La tua sensibilità nel vedere " cose che gli altri non possono Vedere " ti aiuterà... Ma devi anche Essere pronto a ricevere tante Bastonate..devi essere pronto a COMBATTERE A DENTI STRETTI..devi essere pronto a cadere..e successivamente avere la forza di rialzarti quando il mondo ti colpirà con tutta la sua forza..( mi è capitato e continuerà ad accadermi...e sarà propio questo a FORTIFICARMI )

Personalmente Stò iniziando a rivivere emozioni ma non al 100% della loro Essenza... ma con " cautela " ... Per via di una Sensibilità stramisurata..che mi ha dato risultati Negativi se applicata in modo eccessivo nel corso del mio Tempo Adolescenziale....

Per questo secondo me bisogna sempre Calibrare la Sensibilità,

su ogni singolo aspetto della vita
su ogni singola circostanza
Su ogni singola Persona

Così come bisogna Calibrare la Desensibilità
Sulla "giungla" Chiamata Vita , Dove tutti tendono a metterti i piedi di sopra...

Iniziando col Game mi sono tramutato arrivando a non provare più nessuna emozione...
non me ne fotteva un caxxo di nulla e nessuno..

tutt'ora ( a differenza delle persone che amo veramente ) non me ne frega nulla di nessuno..cazzi loro...

io devo andare avanti per me..e per le persone che mi amano...

Parlando di Rimorchio/Sarging

La sensibilità stò imparando a sfruttarla nel momento giusto.. perchè se " introdotta " al momento sbagliato.. combini un gran macello crei tanta confusione ti crei tante seghe mentali..ed è un casino...

lo dico perchè mi è successo, e molte persone hanno mollato arrivando a questo punto..

Secondo il mio punto di vista e mia esperienza Personale..per Vivere meglio nella vita in generale..

bisogna dosare nella bilancia Sensibilità e Desensibilità 50 e 50 % ...

Tutto sarà dato a tempo dovuto..

se provi di botto a sparare una delle 2 robe come un bazzuca , alla prima persona che vedi... puoi dare 2 impressioni..

1) un tipo di genuinità Eccessiva che comportà la " pietà e la compassione  del prossimo"  Verso i tuoi confronti = ottieni quello che vuoi a METà

2)Sicuro di te stesso , figo ..ma molto spesso risulti arrogante = mancanza di genuinità che allo stesso tempo esiste ed è dentro di tè..ma gli altri non possono vederla per via delle convizioni potenzianti create dal Game..che ti faranno risultare Figo , tromberai anche...ma avrai un vuoto dentro di tè...

quel vuoto saranno le emozioni...

quindi tutte 2 le strade portano alla sofferenza...

La soluzione Sarebbe trovare l'equilibrio fra questi 2 elementi

Sensibilità e Desensibilità

avete presente lo yang yin ?

Ecco..quando queste 2 parti si unirano al 100% la strada da percorerre sarà quella.. Con o Senza Ostacoli..la strada..sarà quella..

« Ultima modifica: 26 Agosto 2008, 23:28:17 da lu »

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #2 del: 26 Agosto 2008, 23:26:14 »

Citato da: TermYnator il 26 Agosto 2008, 22:34:58

La seconda cosa da fare, è osservare il mondo a 360°, e cominciare a rapportarsi con tutti.
Questo atteggiamento dve essere assoluto, ovvero deve riguardare tutti i campi della vostra vita.
Se si vive in un contesto monotematico, la nostra sensibilità si "callifica", non trasmette più quello per cui è stata progettata,
ovvero il percepire l'ignoto per salvarci le chiappe. Andrete quindi a vedere film d'amore, documentari sul maltrattamento degli animali,
cose che a me fanno ancora piangere come un deficente al solo pensiero, e ascoltate l'effetto che fa.
Non sfuggite a quell'effetto: è la parte profonda che avete sempre voluto nascondere che fa capolino.
Quindi, affrontate ambienti e persone diverse, parlate con tutti, siano essi barboni o riccastri. Più saranno diversi da voi, più
vi daranno emozioni, ovvero solleciteranno la vostra sensibilità a manifestarsi.
Perchè le emozioni, sono il modo con cui la nostra sensibilità comunica con la nostra parte conscia.

Questa credo sia una cosa bellissima! Ed è quello che vorrei fare.
Come al solito bellissimo post, tra l'altro molto importante nella crescita personale.

+1 babbo  Wink

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PS: Con più calma ti chiederò più info in merito

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #3 del: 27 Agosto 2008, 01:34:07 »

Io il Termy lo adoro!
+1

Lù, non so, si evince dal post che ne devi aver sofferto e reagito con rabbia... forse però è proprio la tua sensibilità che ti porta a farti calibrare te stesso e ti porta sulla giusta strada, per me le emozioni non sono mai sbagliate, soprattutto in una persona che sa cosa vuole.
In fondo là fuori per ogni persona che è pronta a farti fuori ce ne sono altre pronte ad aiutarsi a vicenda, un forum come questo ne è la prova, non trovi? Smile

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #4 del: 27 Agosto 2008, 10:09:36 »

Citato da: TermYnator il 26 Agosto 2008, 22:34:58

La sensibilità difficilmente sbaglia: è la dote che vi ha consentito di superare l'evoluzione: è perfettamente adattata ai vostri "sensori"

mmmmm, qui dipende cosa intendiamo per "sbaglia".

Invece dello sbagliato io inserirei un'altra valutazione. La FUNZIONALITA', la sensibilità è funzionale alla nostra vita? Certe volte sì, certe volte no. Così su due piedi direi che non è funzionale in due casi:
1. Perchè lo sappiamo tutti che è calibrata su tempi orami passati. Il solito discorso che la AA ci era utile ai tempi delle caverne dove si rischiava di venir uccisi se ci si provava con la donna sbagliata. Ora non è più così
2. Nel caso di FOBIE o cmq PAURE INSENSATE.

Quindi secondo me la sensibilità va modellata, cancellata per certe cose e acuita per altre. tenerla rozza così com'è è uno sbaglio.

Citato da: TermYnator il 26 Agosto 2008, 22:34:58

La vostra razionalità, invece, cade in errore per mancanza di imput da interpretare, mancanza di programmi, o programmi sbagliati.

Questo è verissimo. Tipico l'esempio della ragazza che non manda IOI, c'è mancanza di imput e l'aspirante PUA va in panne. Ma in molti altri casi è utilissima.

Quindi io quoto lù, bisogna capire quando usare la sensibilità e quando zittirla e seguire il cervello.

Temry io credo che ci sia un tempo per tutto. All'inizio un AFC attacca troppe emozioni su una qualsiasi donna solo perchè spera di ricevere validazione. Quindi ha bisogno di desensibilizzarsi. DOPO può lavorare sulla sensibilità.

« Ultima modifica: 27 Agosto 2008, 10:11:31 da Nat »

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #5 del: 27 Agosto 2008, 11:00:54 »

Citato da: Nat il 27 Agosto 2008, 10:09:36

Temry io credo che ci sia un tempo per tutto. All'inizio un AFC attacca troppe emozioni su una qualsiasi donna solo perchè spera di ricevere validazione. Quindi ha bisogno di desensibilizzarsi. DOPO può lavorare sulla sensibilità.

d'accordissimo.. solo una cosa, Nattone..
perchè ti metti sempre dalla parte del Super AFC??

Queste discussioni di Termy sono assolutamente pericolosi per il niubbo frustrato, ma calzano a pennello per me, per te e per lu ad esempio.. Sono molto vicino a lu nel modo di vedere, credo che Termy sia un po' troppo assolutista nel confidare così tanto su un approccio sensibile del mondo.

ma la sensibilità, ad esempio per la calibrazione difficilmente sbaglia (e qui ti cito, Termy)

poi se ti rende troppo emotivo e ti indebolisce un approccio sensibile.. che dire.. succede spesso e è un processo che va di pari passo con il benessere..

ottima discussione Termy,
ottime considerazioni, mi trovi molto d'accordo
eccessiva sensibilità verso gli AFC, Nat! ------> TU NON LO SEI!!! Wink

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Skid

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #6 del: 27 Agosto 2008, 11:14:26 »

Bella considerazione Skid... ti do due risposte, entrambe potrebbero essere la spiegazione.

1. Parlo spesso degli AFC perchè spesso mi pare che qui dentro ci siano tante persone che partono da posizioni di mezzi natural. E ci dimentichiamo che la maggioranza là fuori sono AFC. E sono questi che hanno più bisogno di aiuto, e sono questi che hanno bisogno di desensibilizzarsi.

2. Forse perchè in fondo so di essere una persona TROPPO sensibile, e combatto sempre un po' con questa mia natura  Wink

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #7 del: 27 Agosto 2008, 11:35:20 »

Citato da: Nat il 27 Agosto 2008, 11:14:26

Parlo spesso degli AFC perchè spesso mi pare che qui dentro ci siano tante persone che partono da posizioni di mezzi natural. E ci dimentichiamo che la maggioranza là fuori sono AFC. E sono questi che hanno più bisogno di aiuto, e sono questi che hanno bisogno di desensibilizzarsi.

Io invece penso che quella che appare come sensibilita negli AFC in realtà è proprio l'opposto, è rigidità ed incapacità di mettersi nei panni della donna.

La cosidetta "sensibilità" del tipico ragazzo frustrato cosa è? E' la reazione della sua personalità all'oggetto del desiderio, la donna. Nella psicologia di un AFC, una donna è qualcosa di assolutamente necessario, ne ha bisogno. Per questo motivo quando si relaziona con loro egli prova delle sensazioni molto forti, ma queste riguardano solamente il suo bisogno di una donna "qualsiasi" e il suo bisogno di affetto , indipendentemente da chi ha davanti.

In realtà al tipico AFC della ragazza che ha davanti non importa molto. Tutte le carinerie e le cose gentili le fa solo per compensare la propria sofferenza, la propria necessità.
Il tipico AFC è completamente in balia del proprio desiderio. Per questo non conosce e non sente chi ha davanti.
Egli manifesta egoismo, poiche non si preoccupa di capirla fino in fondo. Non vuole vederla sorridere, vederla felice!!!
Un tipico ragazzo AFC ha sofferto talmente tanto la mancanza di affetto femminile che è quasi impossibile riesca a mettersi nei panni di lei, è imprigionato nella propria mancanza.

E questo le donne lo sentono, sentono che lui è emozionato per il vuoto che ha dentro. Sentono che lui è carino solo in funzione del fatto che loro potrebbero farlo stare bene. Non percepiscono una REALE tenerezza per la propria persona. Non percepiscono che lui vorrebbe vederle felici indipendentemente da se stesso.
Ogni donna ha una bambina dentro, un AFC non riesce a vederla. Non riesce a provare tenerezza per la bambina, perche lui stesso si sente infelice, si sente vittima. Questo si chiama egoismo, indipendentemente dal fatto che uno provi delle emozioni.
Il fatto stesso che il tipico AFC non le lasci lo spazio per sognare, non le lasci lo spazio per fantasticare su di lui, mostrandosi subito tutto, per la fretta di averla, è segno di egoismo...

Questa è la differenza fra una vera sensibilità e l'essere semplicemente travolti dalla necessita di un affetto... un seduttore prova tenerezza per la bambina che ha davanti anche quando lei cerca di nasconderla...  Wink

--Alchelion--

« Ultima modifica: 27 Agosto 2008, 11:40:18 da --Alchelion-- »

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #8 del: 27 Agosto 2008, 11:53:14 »

Quoto Alchelion e aggiungo: per me il grosso nodo sta nel fatto che l'AFC deve conquistare la visione nella quale la donna lo completa, ma non gli è nè superiore nè inferiore, la via della sensibilità è la migliore per la persona in sè.
Secondo me Nat il tuo discorso è ottimo in relazione ad avere risultati veloci nella conquista e nell'attirare curiosità nell'approccio, il metodo di Termy presuppone molto più lavoro su se stessi, però per avere i migliori risultati non in relazione solamente alla controparte femminile, ma anche al nostro io, la via non può che essere quella di scoprirsi e automigliorarsi. Per me quello che in molti chiamate calibrare è solo avere una percezione migliore di se stessi e degli altri che vi porta ad agire meglio e cosa può essere questo se non proprio una accresciuto sfogo di sensibilità??

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #9 del: 27 Agosto 2008, 12:08:27 »

@ Lu:
non ho fatto un post assolutista per sostenere che occorra abbandonare la propria razionalità per abbandonandosi cecamente ai messaggi della sensibilità, ovvero le emozioni.
Ho fatto un post dove descrivo dei tratti pratici per recuperare una sensibilità perduta, in risposta ad un imput di NAT.
Rispondendo al tuo post in dettaglio, penso che il "desensibilizzarsi" non sia una pratica utile:
è il perfezionamento del modello MdP, il potenziamento del condizionamento e un ulteriore allontanamento dalla donna. Ed anche se ti consente di rimorchiare, non ti cura .
Quello che una persona "vergine" da idee sbagliate dovrebbe fare, è coltivare la propria razionalità e la propria cultura parallelamente al mantenimento della propria sensibilità.
Così ottieni il seduttore perfetto, che non si blocca in fasi di stallo.

@Zlatan:
Grazie Figlio, sono a tua disposizione per qualsiasi domanda.

@The Jocker:
Grazie!
E' verissimo: le emozioni non sono mai sbagliate se sai cosa vuoi, ovvero se hai razionalmente individuato i tuoi obbiettivi. Quindi, ratio e emozione, devono evolvere parallelamente. Ti quoto anche sulle considerazioni che fai sul TM: è vero, il mio metodo presuppone un enorme lavoro su se stessi nel senso che indichi, privilegiandolo all'uso di routines. Questo perchè io sono convinto che per improvvisare in ogni situazione, occorra possedere una mentalità particolare, che si basa sulla creatività, è che deriva dal far emergere costantemente la propria sfera emotiva,
onde costruire su questa l'approccio razionale.

@Skid:
Sempre più apprezzo l'equilibrio delle tue posizioni: non eccedi mai ne da una parte ne da un'altra.
Quello che mi piace, però, è che il tuo non è un bilanciarsi "politico", ma una reale presa di posizione che dimostri con concetti: ottimo.

@NAT:
Personal mode-ON
(Sto entrando nel personale, quindi prego i MODS di cancellare questo passo se NAT non lo ritenesse utile alla comunità)Quoto Skid ed aggiungo: perchè sei così rigido, e soprattutto, perchè non provi a spogliarti di questa cappa che ti impedisce di vedere e percepire il mondo che ti avvolge?
Io non penso che tu non ci riesca, penso che tu non vuoi riuscirci.
Quello che penso è che tu rifiuti in modo assoluto di fidarti delle tue emozioni, perchè in realtà non ti fidi di te stesso e del tuo sistema percettivo. A riprova di questo, cerchi degli schemi affermati, con i quali interpretare ciò che ti circonda, ma questo proiettare al di fuori di te l'interpretazione, è il miglior modo per rimanere "afc"...
La differenza fra un VU ed un MdP, è proprio nell'autonomia decisionale del primo, che non ha paura di amministrare le proprie decisioni assumendosi dei rischi, mentre il secondo, non essendo sicuro di cosa fare, preferisce rimandare o non fare nulla. Wink
Personal Mode -Off

@Alchelion

"Io invece penso che quella che appare come sensibilita negli AFC in realtà è proprio l'opposto, è rigidità ed incapacità di mettersi nei panni della donna."
+ Thumbs Up
come al solito colpisci nel segno.
E ribadisci il concetto che espressi nella discussione sulle pillole prerimorchio: un seduttore è un essere che vive la propria sessualità in bilico fra il suo essere maschio, ed il suo essere femina.
E' un essere che vive a 360°, e che sente e pensa, non limitandosi a privilegiare nessuna di queste facoltà.
E' la completezza.

TermYnator

« Ultima modifica: 27 Agosto 2008, 12:14:01 da TermYnator »

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #10 del: 27 Agosto 2008, 12:45:29 »

Conosco bene l'argomento... non perchè l'abbia studiato ma è come se tu stessi parlando di sassi ed io fossi un macigno  Confused

Quello che ho maturato io in anni ed anni di ipersensibilità naturale bilanciata da superficialità costruita è che

LA SENSIBILITA' E' UNA DEBOLEZZA

Ora prima di essere lapidato proverò a spiegare meglio questo concetto... ma mooooolto brevemente.

Quello che allontana l'animale dall'uomo è ormai nota come "Ragione"

L'abuso della ragione definisce il grado di sensibilità a cui un individuo è soggetto, infatti tanto più una mente è sovrastimolata tanto più aumenterà la sua sensibilità nei confronti di ciò che risiede all'esterno di essa (real life).

Un esempio molto banale è riscontrabile in quella categoria di persone che "vivono senza saperlo", e mi riferisco a chi a causa di scarso intelletto o errata educazione non solo non ha alcun interessa a capire se stesso, ma ignora dell'esistenza di un "se stesso"... quella vocina che tutti hanno in testa è in grado solo di risolvere semplici logiche e porsi problemi che hanno sempre e comunque soluzioni reali... e non certo quelle che simpaticamente tutti chiamiamo "Pippe mentali".

Le "Pippe mentali" sono a mio avviso indice non solo di una marcata sensibilità di un individuo ma di un intelletto superiore alla norma che gli permette... no anzi... gli CAUSA un esubero di variabili da analizzare, di possibili soluzioni, distorsioni e stravolgimenti della realtà.

Esempio pratico ?

INDIVIDUO CON SCARSA SENSIBILITA' O NELLA NORMA:  "2+2 ? fa 4 no ?"

INDIVIDUO SENSIBILE o IPERSENSIBILE: "2+2 ? dipende... per la nostra concezione della realtà fa 4 ma chi lo sa se in altri pianeti che rispondono ad altre leggi fisiche e matematiche... sanche li fa 4 ?"

ORA... illustri genii, scienziati, compositori, artisti... chiunque possa essere in grado di creare qualcosa di unico e grande (non necessariamente positivo) può definirsi una persona sensibile.. perfino Hitler o Jeffrey Dahmer...

ma se... se la vostra sensibilità vi portasse ad essere cosi accurati e calcolatori da non permettervi una vita serena ?

dalle mie parti si dice "Beato tu che non capisci un caxxo...", beh c'è un fondo di verità in questo...

un ultima cosa, pongo a tutti una domanda...

che sucede secondo voi quando una mente è cosi intelligente e sensibile da porsi domande che nessuno mai si farebbe... ma non abbastanza intelligente e sensibile da averne o dedurne risposte soddisfacenti ?  Wink

Alpha

(a forza d'andà sempre controcorrente me sa che nella prossima vità mi toccherà fare il salmone  Grin )

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...ovviamente IMHO


=> Se ti sei sentito infastidito da questa mia risposta,
se pensi che io sia presuntuoso,
saccente o più semplicemente un rompicoglioni...
invece di guaire sterili offese da BETA,
mandami un PM e dai un senso alla tua protesta !!!
 Ci conto !!! Smile <=

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #11 del: 27 Agosto 2008, 13:13:44 »

Citato da: lu il 26 Agosto 2008, 23:25:23

devi essere pronto a COMBATTERE A DENTI STRETTI..
devi essere pronto a cadere..e successivamente avere la forza di rialzarti quando il mondo ti colpirà con tutta la sua forza.

Non ero pronto a combattere. non meritavo di combattere.
Non ero pronto a cadere. 
Ma il mondo ha colpito devastante ed io ho trovato dopo solo dentro di me la forza di rialzarmi sputando sangue e raschiandomi le unghie, sfregiandomi l'anima. giorno dopo giorno. Se mi guardo indietro ancora oggi mi vengono i brividi.
Questa è stata la mia scuola di inner-game.
Feel no fear.

Citato da: lu il 26 Agosto 2008, 23:25:23

1) un tipo di genuinità Eccessiva che comportà la " pietà e la compassione  del prossimo"  Verso i tuoi confronti = ottieni quello che vuoi a METà

2)Sicuro di te stesso , figo ..ma molto spesso risulti arrogante = mancanza di genuinità che allo stesso tempo esiste ed è dentro di tè..ma gli altri non possono vederla per via delle convizioni potenzianti create dal Game..che ti faranno risultare Figo , tromberai anche...ma avrai un vuoto dentro di tè...
quel vuoto saranno le emozioni....

La soluzione Sarebbe trovare l'equilibrio fra questi 2 elementi

Sensibilità e Desensibilità

Quote, fratello, quote.

Un +1 solo per questo concetto.

« Ultima modifica: 27 Agosto 2008, 13:18:08 da WINNER »

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #12 del: 27 Agosto 2008, 13:15:26 »

Citato da: Maschio Alpha il 27 Agosto 2008, 12:45:29

L'abuso della ragione definisce il grado di sensibilità a cui un individuo è soggetto, infatti tanto più una mente è sovrastimolata tanto più aumenterà la sua sensibilità nei confronti di ciò che risiede all'esterno di essa (real life).

Direi che siamo del tutto OT: qua l'argomento non  è dare una valutazione positiva o meno della sensibilità quanto il capire come farla recuperare aglin "insensibili".

Riguardo alla tua definizione dissento apertamente:
La sensibilità non è un processo razionale o condizionabile con l'educazione, è un retaggio animale: come tale non ammette incertezze, è diretto e non si presta a grosse interpretazioni.
La paura non è confondibile con l'amore, o con l'odio e la fiducia.
Sono espressioni primordiali, non mediabili.
La pippa mentale, è invece un processo razionale, nel quale tu non sai definire un fenomeno in modo netto,
perchè, in base alla tua scala di valori, ti mancano gli elementi per poterlo fare.
La pippa mentale è quindi il risultato di una educazione (cultura) incompleta, e di un incompleto bagaglio di elementi.
Nota bene, che questa sindrome è molto simile all'insicurezza, che ha le stesse cause.

La sensibilità, e' quindi una capacità mediante la quale tu ottieni una elaborazione di fenomeni non razionalizzata.

Le implicazioni etiche o morali, non vanno confuse con la sensibilità, o con altre peculiarità umane, come la capacità di soffrire.
Mi spiego.
Hitler amava i suoi pastori tedeschi, ma mandava milioni di persone nelle camere a gas.
Era sensibile o no?
Lo era sicuramente, vista la sua capacità di interpretare le persone, ma non aveva valori morali.

L'MdP che non riesce a lasciare una donna che lo fa sentire ogni giorno una cacca dandogli addosso, per non farla soffrire, è sensibile o no?
NO, non è sensibile, perchè se lo fosse, capirebbe che quella donna non lo ama, ma è soggiogato dai suoi
valori morali e dai suoi sensi di colpa.

Quindi, facciamo chiarezza e distinguiamo la sensibilità dai sensi di colpa dovuti all'educazione:
questi sono il vero problema.

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« Ultima modifica: 27 Agosto 2008, 13:17:32 da TermYnator »

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #13 del: 27 Agosto 2008, 13:34:28 »

Citato da: TermYnator il 27 Agosto 2008, 12:08:27

@ Lu:
non ho fatto un post assolutista per sostenere che occorra abbandonare la propria razionalità per abbandonandosi cecamente ai messaggi della sensibilità, ovvero le emozioni.
Ho fatto un post dove descrivo dei tratti pratici per recuperare una sensibilità perduta, in risposta ad un imput di NAT.
Rispondendo al tuo post in dettaglio, penso che il "desensibilizzarsi" non sia una pratica utile:
è il perfezionamento del modello MdP, il potenziamento del condizionamento e un ulteriore allontanamento dalla donna. Ed anche se ti consente di rimorchiare, non ti cura .
Quello che una persona "vergine" da idee sbagliate dovrebbe fare, è coltivare la propria razionalità e la propria cultura parallelamente al mantenimento della propria sensibilità.
Così ottieni il seduttore perfetto, che non si blocca in fasi di stallo.

Leggendo il Titolo ho visto un normale 3d che " generalizzava " ma non si era capitato assolutamente che era di Nat visto che non era Specificato..:

Personalmente per me , il Tuo discorso è giusto " Solo Per un Tipo di Gente " , Perchè Appunto come ha detto Skid , Se un ' " aspirante PUA mette in pratica questo che hai descritto " praticamente è un suicidio...

come dire " Si Te Stesso " ....
Essere Se stessi è giustissimo...
Ma Bisogna Far capire alla Gente che mi bisogna Essere un se stesso più EVOLUTO ,  installando " la nuova Espansione " che la vita ci ha detto di istallare.

" Se Non Aggiorni Il Computer , questo andrà Sempre più Lento e alla fine si distruggerà "

Riguardo al mio " desensibilizzarmi " se Oggi sono una persona Migliore.. Lo devo Al Gioco..Lo devo al MM , lo Devo a BB e tutti i ragazzi della community dallo scorso anno e mezzo a questa parte...
Hanno creato in me una sensibilità , ancora più forte di quella di prima , creando anche un'emotività superiore 100mila volte a quella che avevo.

Anche io non ho fatto un discorso " Assoluto " quando parlo di Desensibilizzazione...

Citato da: Nat il 27 Agosto 2008, 10:09:36

Quindi io quoto lù, bisogna capire quando usare la sensibilità e quando zittirla e seguire il cervello.

E io quoto NAT , perchè è Appunto questo quello che voglio dire.

Il Rapportarmi a 360° con il mondo , barboni, ricchi Ecc ecc.. l'ho già fatto termy...
Chi mi ha conosciuto sà , che persona Sono..
Azzarderei a dire che sono anche una delle più sensibili qui dentro..
Ripeto: Bisogna Calibrare sensibilità e desensibilità per essere una persona migliore..

se sei troppo sensibile appari Genuino si , ma  rilsulti un tipo che ha bisogno di compassione/Pietà e raggiungi a metà i tuoi obbiettivi
se sei troppo Privo di Emozioni Appari arrogante..Raggiungi i tuoi obbiettivi ma ti manca la sensibilità che gli altri vorresti che vedessero..

quindi ripeto..

Se spari la prima cartuccia sei destinato a soffrire
Se spari la seconda Cartuccia sei destinato a soffrire

Mescola il tutto...infarina per bene... Bene&Male , Bianco&Nero  Yang-Yin  e creati una Fottutissima 3° Cartuccia  che ti porterà alla Serenità e all'equilibro Perso...

Io l'ho trovato Appunto praticando sul Campo , quando sbagliavo , quando ci restavo male.. quando ci restavo bene..quando ero Felice , quando avevo i risultati migliori..quando ho avuto quelli pessimi..ù

Ora come ora ho sempre la mia " vecchia Sensibilità " ma lo Aggiornata.. e mi Sento un Me stesso Migliore..

Quindi IMHO ....

Ringrazio Questo Mondo se Oggi Sono una Persona migliore.

NAT , Skid   Kiss !

Un abbraccio Termy Spero di essermi spiegato bene Smile

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Re: La sensibilità: miti e realtà.

« Risposta #14 del: 27 Agosto 2008, 13:43:31 »

Citato da: lu il 27 Agosto 2008, 13:34:28

Personalmente per me , il Tuo discorso è giusto " Solo Per un Tipo di Gente ".
[..]
Se un ' " aspirante PUA mette in pratica questo che hai descritto " praticamente è un suicidio...

come dire " Si Te Stesso " ....
Essere Se stessi è giustissimo...
Ma Bisogna Far capire alla Gente che mi bisogna Essere un se stesso più EVOLUTO ,  installando " la nuova Espansione " che la vita ci ha detto di istallare.

Qui sono commosso... Smile

SI TE STESSO, SI TE STESSO PIU' EVOLUTO  Cheesy

grande lu!

Citato da: lu il 27 Agosto 2008, 13:34:28

NAT , Skid   Kiss !

tre baci solo per te  Kiss Kiss Kiss

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