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autostima ed efficacia 1: una lunga storia

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autostima ed efficacia 1: una lunga storia

« del: 16 Ottobre 2017, 18:44:02 »

Ciao amici marpioni.

Vorrei parlarvi di un argomento che mi sta da sempre molto a cuore. Un argomento che mi appassiona, che è sempre stato la mia missione di vita e che ho coltivato negli anni con amore, come una pianta che coltivi con pazienza perché ha una lenta crescita ma di cui sei impaziente di vederne i fiori, e che senza lo studio dell’arte della seduzione sarebbe stato sicuramente molto più difficile veder realizzato: come diventare più sicuri di sé.

Il titolo dice già qualcosa di quest’argomento:
1-   “autosima ed efficacia”, perché ho sempre pensato che l’autostima fosse la chiave per poter affrontare la vita con efficacia e soddisfazione;
2-   Numero “1”, perché voglio che sia il primo di una serie di scritti che dedicherò a questo soggetto che ha molte sfaccettature;
3-   “una lunga storia”, perché come ho detto è stato il motore di molti dei miei anni, perché è un argomento di cui si sente moltissimo parlare ma che a tutt’ora rimane una chimera sfuggente ai più, e perché richiederà molte lezioni per poterla affrontare in tutti i suoi aspetti.

Voglio approfittare del vostro confronto, perché sto cercando di scriverci un libretto e approfondire e condividerne le idee con voi sarà sicuramente di stimolo e motivazione allo scopo di completarlo.

Perché autostima ed efficacia. Perché è diventato per me come moby dick per il capitano Achab. Semplice: ci impuntiamo su raggiungere una cosa che non sentiamo sotto il nostro controllo. Che ci affligge. Che ci fa soffrire. Ho sofferto molto nella mia vita per la mancanza di autostima. Solo 2 anni fa mi ritrovai su una spiaggia di notte, abbandonato a una festa da un compagno di serata, con qualche “ferita” nell’orgoglio dato da qualche palo di troppo che non avrei voluto, per nulla divertito in una notte che sarebbe dovuta essere di festa. Camminavo nella spiaggia incazzato nero, depresso, sbraitando rabbiosamente da solo una sola frase: “non me lo merito!”. Non so se vi è mai capitato, ma io nella vita mi sono sempre detto che meritavo di avere amici e donne, e del successo in generale. Perché sono un ragazzo curioso, perché sono dotato fisicamente, intellettualmente e moralmente, e perché lo voglio e lo perseguo, il successo, a differenza di altri coetanei che sembrano accontentarsi dalla vita. Ero furioso, frustrato dal fatto che i miei propositi non trovavano soddisfazione nonostante i miei sforzi. Avevo paura che la mia vita sarebbe stata tutta una delusione, che ero cascato sulla terra male, che c’era qualcosa che non andava… come mi diceva spesso la mia “vocina del cervello”. “non sei abbastanza figo”, “sei uno sfigato”, “fai sempre cazzate”mi diceva la Vocina del cervello, con quell’aria da saputella. E io chinavo il capo e abbozzavo, sconfitto. Questo 2 anni fa come già 20 anni fa. 20 anni di Vocina del cervello che mi criticava… se ci penso adesso mi vengono i brividi. Adesso che le cose vanno bene.

Quando ero commesso in un negozio di sport il mio capo, un tipo sveglio e belloccio, mi disse: tu sei uno efficiente, ma non efficace”, nel senso che ero bravo a tenere il negozio in ordine, preciso e veloce, un bravo soldatino. Ma quando c’era da vendere, non ero particolarmente efficace. Quindi, a conti fatti, al negozio non ero così utile. Non ero funzionale all’attività. E hai voglia tu a scrivere nella lista delle cose da migliorare “diventare più efficace, no efficiente”… mai capito come fare! E neanche il mio capo sarebbe stato capace di insegnarmelo. Lui non era stato insicuro come me da piccolo. Gli dicevo che stavo leggendo un libro per imparare ad esserlo, mi rispose che certe cose le hai o non le hai. Ma io, fortunatamente, avevo una qualità: non mi facevo mai dire dagli altri cosa potevo o non potevo fare. Anzi, per sfida, tendevo sempre a impuntarmi ancora di più per dimostrare che sbagliavano.

Come me la immagino la differenza fra una persona efficiente e una efficace? Persona efficiente equivale a bravo soldatino che sta al suo posto e fa quello che gli viene detto, con l’impegno cerebrale pari a quello necessario per mettere il latte nel fornetto a microonde, con la faccia da pesce lesso che non ha altro da fare nella vita che rispettare degli orari imposti da qualcun altro. Una figura per niente seducente. La persona efficace invece è un’eroe di guerra. Quello che, anche con niente in mano, ti risolve situazioni che fanno tremare i più semplicemente grazie al suo coraggio, alla sua intelligenza e alla sua intraprendenza. Quello che scopa e che ha la vita in pugno.

Credo fermamente che non ci sia nulla di immutabile in una persona. Ci credo a quello che dicono i libri di psicologia che il nostro cervello funziona come un computer e che segue semplicemente il programma che viene installato. Sono d’accordo, in parte, ma il problema è che nessuno mi ha ancora saputo dire esattamente come si fa, e quindi me lo sono dovuto scoprire da solo. Che poi è quello che deve fare ognuno di noi, perché la mente parla un linguaggio diverso dalle parole. È come se volessimo parlare a un aborigeno. All’inizio non ci capiremo per niente, poi proveremo a gesti, a parole, a esempi. Poi pian piano ci si capirà forse, ma ci vorrà il suo tempo, e ci vorranno molti tentativi. Una lunga storia insomma…

Fin da piccolo, dicevo, ho sempre sofferto di poca autostima, e ovviamente davo la colpa al mio ambiente domestico. Per molti anni ho dato la colpa a mio padre, poi a mia madre, poi a entrambe. Tutto sommato ero esattamente la somma dei loro pregi e difetti. Credo che siamo effettivamente la reincarnazione di tutto dei nostri genitori, patrimonio genetico e caratteriale, forse anche spirituale… voglio pensare che siamo la reincarnazione dello stesso sangue alla ricerca della vittoria sulle proprie difficoltà. Se fossi la reincarnazione di mio padre allo scopo di vincere i suoi demoni, allora io e mio padre potremmo esultare insieme ai nostri nonni: ce la stiamo facendo. La si potrebbe vedere come la teoria buddista sulla reincarnazione, continueremo a lottare fino a elevarci al grado più elevato dell’intelletto. Il mio scopo da piccolo e meno piccolo era solo uno: trovare una risposta semplice, EFFICACE, che mi permettesse di vivere la mia vita alla grande. Semplice, non complicata come in quei libri che ti fanno fare 3 liste per ogni capello che hai in testa. Quello che cercavo era la FRASE SAGGIA che potesse illuminarmi il percorso, dirmi com’era meglio prendere le mie decisioni. Ahimè, purtroppo la cosa è comunque complessa, perché ci sono molti aspetti da vedere nel discorso. Ma per ogni aspetto nominerò la Frase saggia che mi sta illuminando ora la mente, e scopriremo sicuramente che c’è un solo filo conduttore in tutto questo. Ha a che fare con l’orgoglio, la spontaneità e la gratitudine.

Questo è solo un preambolo di tutto il filone che voglio seguire, e spero che possa interessarvi. Vi invito a coltivare insieme a me questa pianta con i vostri commenti.

Salut

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JeanCloud

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Re: autostima ed efficacia 1: una lunga storia

« Risposta #1 del: 16 Ottobre 2017, 20:50:27 »

Grazie del post JeanCloud, molto interessante la differenza tra efficiente ed efficace, e mi viene da dire che in ambito lavorativo come nella seduzione fa molto la differenza, così come nel resto della vita. Anche il conflitto con i genitori, che spesso poverini cercano di fare il meglio possibile per noi... e capire che migliorarci dipende da noi e non da altri inclusi i nostri genitori...
Mi metto comodo in poltrona a leggere gli altri post...  Wink

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Le paure si vincono fermandosi, e parlando sinceramente con se stessi.
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Re: autostima ed efficacia 1: una lunga storia

« Risposta #2 del: 16 Ottobre 2017, 21:52:51 »

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Voglio approfittare del vostro confronto, perché sto cercando di scriverci un libretto e approfondire e condividerne le idee con voi sarà sicuramente di stimolo e motivazione allo scopo di completarlo.

Un'ottima idea! Hai il mio appoggio

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Perché autostima ed efficacia. Perché è diventato per me come moby dick per il capitano Achab. Semplice: ci impuntiamo su raggiungere una cosa che non sentiamo sotto il nostro controllo. Che ci affligge. Che ci fa soffrire.

Può essere anche ci impuntiamo di raggiungere una cosa che sentiamo di poter raggiungere, ma non ci aspettiamo tutte le difficoltà che continuiamo ad incontrare? 

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Solo 2 anni fa mi ritrovai su una spiaggia di notte, abbandonato a una festa da un compagno di serata, con qualche “ferita” nell’orgoglio dato da qualche palo di troppo che non avrei voluto, per nulla divertito in una notte che sarebbe dovuta essere di festa. Camminavo nella spiaggia incazzato nero, depresso, sbraitando rabbiosamente da solo una sola frase: “non me lo merito!”.

Quella sera forse ti aspettavi di fare numeri strabilianti con le fanciulle più belle, il non riuscire a farli ti ha abbattuto. è così?

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Non so se vi è mai capitato, ma io nella vita mi sono sempre detto che meritavo di avere amici e donne, e del successo in generale.

Si, anni or sono mi dicevo di meritare tutto, ora merito o non merito, me lo prendo.

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Perché sono un ragazzo curioso, perché sono dotato fisicamente, intellettualmente e moralmente, e perché lo voglio e lo perseguo, il successo

Concordo, ti conosco personalmente. Meriti successo in tutti i campi.

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

a differenza di altri coetanei che sembrano accontentarsi dalla vita.

coetanei, giovani e meno giovani, la maggior parte addirittura si sforza di farsi andar bene la vita che hanno perchè nessuno ha mai dimostrato loro che si può avere una vita diversa, molto più soddisfacente.

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Ero furioso, frustrato dal fatto che i miei propositi non trovavano soddisfazione nonostante i miei sforzi.

Ok, tornando alla nottata in spiaggia probabilmente avevi delle aspettative che non si sono purtroppo avverate. Poi come spesso succede, un piccolo insuccesso ne richiama alla mente milioni, e la conseguenza è la seguente:

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Avevo paura che la mia vita sarebbe stata tutta una delusione, che ero cascato sulla terra male, che c’era qualcosa che non andava… come mi diceva spesso la mia “vocina del cervello”. “non sei abbastanza figo”, “sei uno sfigato”, “fai sempre cazzate”mi diceva la Vocina del cervello, con quell’aria da saputella. E io chinavo il capo e abbozzavo, sconfitto.

Continuando...

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Quando ero commesso in un negozio di sport il mio capo, un tipo sveglio e belloccio, mi disse: tu sei uno efficiente, ma non efficace”, nel senso che ero bravo a tenere il negozio in ordine, preciso e veloce, un bravo soldatino. Ma quando c’era da vendere, non ero particolarmente efficace.

La differenza tra le due cose? Quando sai come fare una certa cosa la fai bene e velocemente (ordinare il negozio, cioè mettere le cose dove sai già che vanno messe), per vendere occorre un po' d'iniziativa e di conoscenza del cliente per sapere cosa proporgli senza paura di fare la figura di quello che vuole solo vendere più roba possibile, col risultato di risultare antipatico al cliente e di perderlo.
Oltretutto se è qualcuno che ti dice cosa devi fare la responsabilità è sua se ti da indicazioni sbagliate (esempio appunto del soldatino), se agisci di tua iniziativa la responsabilità è tua. Spesso il timore di prendersi la responsabilità ci impedisce di agire.

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Gli dicevo che stavo leggendo un libro per imparare ad esserlo, mi rispose che certe cose le hai o non le hai.

Portalo qui sul forum, vediamo se rimane della stessa idea  Grin

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Come me la immagino la differenza fra una persona efficiente e una efficace? Persona efficiente equivale a bravo soldatino che sta al suo posto e fa quello che gli viene detto, con l’impegno cerebrale pari a quello necessario per mettere il latte nel fornetto a microonde, con la faccia da pesce lesso che non ha altro da fare nella vita che rispettare degli orari imposti da qualcun altro. Una figura per niente seducente. La persona efficace invece è un’eroe di guerra. Quello che, anche con niente in mano, ti risolve situazioni che fanno tremare i più semplicemente grazie al suo coraggio, alla sua intelligenza e alla sua intraprendenza. Quello che scopa e che ha la vita in pugno.

Direi che è azzeccato!

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Ci credo a quello che dicono i libri di psicologia che il nostro cervello funziona come un computer e che segue semplicemente il programma che viene installato.

Parli alla persona giusta  Grin Grin
Un software fa quello per il quale è programmato, se il programmatore aggiunge del codice in più allora il software farà delle cose in più. Esempio banale: gli antivirus. Hanno in memoria interi database di codice malevolo (appunto virus) e quando trovano che un file abbia all'interno del codice corrispondente ai loro database allora provvedono a bloccarlo. Ma se un virus non è censito nel database allora l'antivirus non potrà mai beccarlo!
Noi siamo software e programmatore assieme: impariamo e ricreiamo il nostro software, ovvero la nostra mente, le nostre reazioni e decisioni, aggiungendo i nuovi input acquisiti. E così faremo sempre.

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Il mio scopo da piccolo e meno piccolo era solo uno: trovare una risposta semplice, EFFICACE, che mi permettesse di vivere la mia vita alla grande. Semplice, non complicata come in quei libri che ti fanno fare 3 liste per ogni capello che hai in testa. Quello che cercavo era la FRASE SAGGIA che potesse illuminarmi il percorso, dirmi com’era meglio prendere le mie decisioni. Ahimè, purtroppo la cosa è comunque complessa, perché ci sono molti aspetti da vedere nel discorso. Ma per ogni aspetto nominerò la Frase saggia che mi sta illuminando ora la mente, e scopriremo sicuramente che c’è un solo filo conduttore in tutto questo.

Non so se esiste una sola frase, nemmeno credo esista un insieme di frasi. Direi invece che devi abbandonare le frasi perchè, a mio avviso, sono qualcosa che finiscono in stile inner game e puate varie. Quando sei sul ring hai una frase? Secondo me no, secondo me combatti e basta.
Quando sei a letto con qualche fanciulla hai una frase?  Grin Grin

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Questo è solo un preambolo di tutto il filone che voglio seguire

+1

« Ultima modifica: 16 Ottobre 2017, 21:55:54 da AlterEgo »

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Re: autostima ed efficacia 1: una lunga storia

« Risposta #3 del: 16 Ottobre 2017, 23:12:40 »

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Ciao amici marpioni.
[...]
Voglio approfittare del vostro confronto, perché sto cercando di scriverci un libretto e approfondire e condividerne le idee con voi sarà sicuramente di stimolo e motivazione allo scopo di completarlo.

Hai tutto il mio appoggio. un confronto non può che fare bene. Vedo che anche tu hai inaugurato la stagione dei papiri!  Laughing

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Quando ero commesso in un negozio di sport il mio capo, un tipo sveglio e belloccio, mi disse: tu sei uno efficiente, ma non efficace”, nel senso che ero bravo a tenere il negozio in ordine, preciso e veloce, un bravo soldatino. Ma quando c’era da vendere, non ero particolarmente efficace. Quindi, a conti fatti, al negozio non ero così utile. Non ero funzionale all’attività. E hai voglia tu a scrivere nella lista delle cose da migliorare “diventare più efficace, no efficiente”… mai capito come fare! E neanche il mio capo sarebbe stato capace di insegnarmelo. Lui non era stato insicuro come me da piccolo. Gli dicevo che stavo leggendo un libro per imparare ad esserlo, mi rispose che certe cose le hai o non le hai. Ma io, fortunatamente, avevo una qualità: non mi facevo mai dire dagli altri cosa potevo o non potevo fare. Anzi, per sfida, tendevo sempre a impuntarmi ancora di più per dimostrare che sbagliavano.

Il concetto di efficienza ce l'ho stampato in testa. è un rapporto tra ciò che ottieni e ciò che spendi. è un concetto che ha a che fare con l'uso delle risorse.  è quando hai una tavola di legno da 10 cm*20cm  e decidi di farci delle pedine per la dama. Se le fai circolari ne ottieni sicuramente di meno che farle quadrate. Una pedina quadrata in questo caso ha una forma più efficiente.
L'efficacia invece è qualcosa di diverso.  ha a che fare con la qualità di ciò che hai ottenuto.
Spesso sono due concetti che vanno in parallelo. Nel caso che porti mi sembra che tu ti sia comportato sia in modo efficiente, ma anche efficace. C'è ordine e ordine!
Mia sorella mette in ordine la camera, il che vuol dire che fa sparire i vestiti a vista ed entra tutto negli armadi.
Io ordino la camera. e puoi vedere un ordine, una logica anche dentro i cassetti, lo spazio salvato ha un senso. entrano più cose. Tu ordinavi il negozio e lo facevi anche bene. Ad esempio, avresti potuto rimettere a posto le magliette lasciate in giro dai clienti però senza seguire un criterio, per cui la stessa maglietta si poteva trovare su più posizioni. una soluzione non efficace.
Perchè non efficace? perchè l'ordine è funzionale all'attività di vendita! Io sarei più attratto nell'entrare in un negozio dove ho questa idea di caos.

Potrei azzardare a dire che il tuo boss ti vedeva più nell'settore vendite. Un ragazzo fisicamente prestante come te avrebbe potuto attirare più clientela. Non ti voleva magazziniere ma addetto alla vendita. Dimenticandosi che l'addetto alla vendita non può fare nulla se porta il cliente in un settore del negozio totalmente in disordine.

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Come me la immagino la differenza fra una persona efficiente e una efficace? Persona efficiente equivale a bravo soldatino che sta al suo posto e fa quello che gli viene detto, con l’impegno cerebrale pari a quello necessario per mettere il latte nel fornetto a microonde, con la faccia da pesce lesso che non ha altro da fare nella vita che rispettare degli orari imposti da qualcun altro. Una figura per niente seducente. La persona efficace invece è un’eroe di guerra. Quello che, anche con niente in mano, ti risolve situazioni che fanno tremare i più semplicemente grazie al suo coraggio, alla sua intelligenza e alla sua intraprendenza. Quello che scopa e che ha la vita in pugno.

Non mi trovo molto d'accordo con questa distinzione netta... Sono convinto che colui che scopa e ha la vita in pungo è sia efficiente che efficace. Per me essere efficienti nella vita non è per niente un difetto, anzi, per me è sinonimo di intelligenza e capacità di elaborazione di risorse e di prendere decisioni in modo critico e sensato. Se mi voglio riscaldare posso incendiare la casa. mi sono riscaldato. la mia azione è stata efficiente. ho bruciato anche i 200 euro che avevo nel comodino.
Se invece di dare fuoco alla casa avessi preso i 200 euro e ne avessi spesi 50 per comprarmi una stufetta elettrica, mi sarei riscaldato comunque. Avrei fatto una azione sia efficiente che efficace.

Citazione

Credo fermamente che non ci sia nulla di immutabile in una persona.

Lo credo bene anche io. Ma credo anche che questo lo realizzi dopo un po' di anni. Durante quella fase da bambino in cui non sei molto cosciente di te stesso, sviluppi delle doti. quelle diventano la tua inclinazione. per forza di cose avrai una marcia in più in un determinato campo. Pensandoci velocemente, Per me è stato quello riparare cose tecniche, oltre altre inclinazioni di cui ancora non mi sono interrogato.

Queste le mie idee  Buck aspetto il prossimo papiro!

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"La pietra grezza, appena estratta dalla cava, deve essre tagliata nella giusta forma prima di essere collocata nella costruzione. Rappresenta l'Apprendista che ha iniziato il suo viaggio e che deve lavorare per migliorare se stesso, per passare da uno stato imperfetto, passivo e incosciente ad uno più elevato, creativo e disciplinato."

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Re: autostima ed efficacia 1: una lunga storia

« Risposta #4 del: 17 Ottobre 2017, 07:16:15 »

Grazie Jeancloud per le tue osservazioni. Purtroppo in questo ambito le buone intenzioni e la ferma volontà possono renderti più efficace ma questo non ti garantisce lo stesso il successo.
Uno degli aspetti che Terminator durante i suoi corsi cerca di far capire e imparare ad accettare i fallimento . Se prendi 10 pali ma te ne freghi continuando ad insistere ( con criterio ovviamente ) per certo arriverai al " successo " . E qualcosa che personalmente ho sempre avuto difficoltà ad accettare tanto da ritenere che in ambito marpionico abbia maggior successo chi è meno sensibile   . Per cui l' unico consiglio che mi sento di darti è tener d'occhio occhio l' ambiente in cui operi e sceglierlo in modo che ti renda più efficace senza bisogno di trasformare te stesso in modo estemporaneo , ne partiresti avvantaggiato. Un abbraccio.

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Re: autostima ed efficacia 1: una lunga storia

« Risposta #5 del: 17 Ottobre 2017, 14:33:30 »

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Ciao amici marpioni.

Non rientro nell'uditorio marpioni, e non posso usare come criterio il successo seduttivo, ma per tanti versi questo post mi interessa molto. Personalmente non credo di essermi ancora avvicinata al mio 'massimo', e spesso mi accorgo di avere una visione un po' fumosa di quali siano davvero i contorni del problema, intendendo con questo qualunque limitazione dovuta ai miei atteggiamenti.

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Come me la immagino la differenza fra una persona efficiente e una efficace? Persona efficiente equivale a bravo soldatino che sta al suo posto e fa quello che gli viene detto (...). La persona efficace invece è un eroe di guerra. Quello che, anche con niente in mano, ti risolve situazioni che fanno tremare i più semplicemente grazie al suo coraggio, alla sua intelligenza e alla sua intraprendenza.

In particolare questa distinzione mi ricorda una cosa di cui mi sono sì accorta, ma senza riuscire razionalmente a sviscerarla del tutto (quindi confido nel resto della tua argomentazione). Non so se è esattamente quello che intendevi col tuo esempio in negozio, ma mi ci sono rivista molto. Ovvero sul lavoro, per parecchi anni, in ogni stage o tirocinio fatto sono sempre stata la migliore: un elemento brillante, preparato, autonomo (nei limiti della posizione). Poi ottenevo il lavoro...... e sotto sotto, avrei desiderato continuare a essere il tirocinante in gamba!, quello che spiana la strada al titolare di ruolo con enorme efficienza insomma.
Quando invece mi ritrovavo nella posizione di poter creare davvero qualcosa, e mi veniva data carta bianca..... blackout e piedi di piombo, e comunque sempre un senso di inadeguatezza oggettivamente ingiustificato. Efficacia, deduco, poca.
La cosa è migliorata negli ultimi anni, ma per l'appunto sono ancora lontana dal padroneggiare le situazioni con quella elasticità, lungimiranza ed efficacia che ammiro ad esempio nel mio capo. O, come scrivi tu,  dall'essere la persona 'che, anche con niente in mano, ti risolve situazioni che fanno tremare i più'.

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Re: autostima ed efficacia 1: una lunga storia

« Risposta #6 del: 17 Ottobre 2017, 20:11:30 »

Rispondo ai singoli.

Alterego, grazie come sempre per la tua lettura precisa. Sicuramente ci impuntiamo sulle cose che sentiamo di poter raggiungere, e quindi che ci mancano e desideriamo. Le difficoltà per ottenerle sono la sfida di ogni buon ricercatore e creativo, e il mio impegno è per superarle. Abbiamo solo una vita, e finchè mi ricorderò di essere un combattente amerò prendere a pugni in faccia ogni tipo di avversario. Wink Quella sera mi aspettavo più successo ma soprattutto di condividere il divertimento con un compagno, che invece mi ha abbandonato come un cane alla festa. La mia aspirazione è di diventare un leader, e di fatti mi ci sto vedendo diventare finalmente, e quel fatto di essere stato abbandonato da un possibile compagno di avventure mi aveva ferito profondamente. Quella frase che hai detto, “anni or sono mi dicevo di meritare tutto, ora merito o non merito, me lo prendo”, nasconde una grandissima verità su come diventare leader, e sarà tema di uno dei miei prossimi scritti. Per farlo efficacemente dovrò stravolgere alcune frasi che sono di uso comune perché non sembrino come una cosa priva di fondamento. Per quanto riguarda le frasi, sarà solo per riassumere efficacemente i pensieri. Ci sono frasi che mi dico fin da piccolo che mi hanno aiutato molto ad affrontare la vita, come ad esempio “il tempo cambia le persone”. Sono credenze personali che ti possono aiutare, ma che ovviamente non sono come i dieci comandamenti da imparare a memoria: sono semplicemente dei proverbi saggi personali.

Venerabyle, non prendermi troppo alla lettera. Chiaro che ci vuole sia efficienza che efficacia per essere affidabili e costruttivi, ma certe persone tendono a obbedire come bravi soldatini, vuoi per un’educazione molto forte o per esempio timorosi in famiglia o per altri motivi, tanto che non sono a loro agio nell’affrontare situazioni in cui ci si deve saper adattare ai bisogni del momento, come a un colloquio di lavoro o nell’approcciare una ragazza. Una persona poco disciplinata ed efficente sarà comunque inaffidabile agli occhi di una ragazza e perderà punti. Ma la questione chiave nella situazione, lo sai benissimo come lo so anch’io per il percorso che abbiamo fatto, è essere abili nell’adattarsi alla situazione, quindi essere svegli ed efficaci.

Luisflower, questo è un fatto fondamentale, non dipende dalla nostra intenzione volontaria, ma piuttosto è qualcosa di inconscio. Se anche copiassimo chi è sicuro di sé, o ci imponessimo di agire da sicuri, sicuramente il castello di carte crollerebbe. No, il lavoro da fare deve andare a incidere nel profondo. E quelle sono cose che cambiano lentamente e con meccanismi che non si comprendono ancora perfettamente. Il mio scopo nella vita è sempre stato quello di trovare una soluzione semplice a questo problema. La soluzione semplice non esiste, ma esiste una soluzione. Altrimenti non si spiegherebbe il cambiamento radicale che ho compiuto quest’anno. Cambiare da profondamente insicuri a profondamente sicuri non è facile, ma è con molta apertura mentale possibile. Niente cambiamenti estemporanei, cambiare le fondamenta.

Grazie a tutti di aver risposto e se vi è piaciuto, chi non l’ha già fatto, può mettermi un mi piace +1 Wink

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Re: autostima ed efficacia 1: una lunga storia

« Risposta #7 del: 18 Ottobre 2017, 21:54:40 »

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Ciao amici marpioni.

Ciao JeanCloud!
per iniziare a risponderti, mi sento in dovere di mettere in sottofondo una base musicale, questa volta si va con gli Stones:

<a href="http://www.youtube.com/v/SGyOaCXr8Lw&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;rel=0" target="_blank">http://www.youtube.com/v/SGyOaCXr8Lw&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;rel=0</a>

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Vorrei parlarvi di un argomento che mi sta da sempre molto a cuore. Un argomento che mi appassiona, che è sempre stato la mia missione di vita e che ho coltivato negli anni con amore, come una pianta che coltivi con pazienza perché ha una lenta crescita ma di cui sei impaziente di vederne i fiori, e che senza lo studio dell’arte della seduzione sarebbe stato sicuramente molto più difficile veder realizzato: come diventare più sicuri di sé.

Il titolo dice già qualcosa di quest’argomento:
1-   “autosima ed efficacia”, perché ho sempre pensato che l’autostima fosse la chiave per poter affrontare la vita con efficacia e soddisfazione;
2-   Numero “1”, perché voglio che sia il primo di una serie di scritti che dedicherò a questo soggetto che ha molte sfaccettature;
3-   “una lunga storia”, perché come ho detto è stato il motore di molti dei miei anni, perché è un argomento di cui si sente moltissimo parlare ma che a tutt’ora rimane una chimera sfuggente ai più, e perché richiederà molte lezioni per poterla affrontare in tutti i suoi aspetti.

Come non condividere le parti che ho evidenziato, conosco bene quelle situazioni...un pò come quando si ha appena preso la patente, si parte gasati per la strada, convinti di avere il mondo in mano, ma al primo pericolo scampato, si incomincia a farsi prendere dalle paure...Poi però passa il tempo, e "il guidare" diventa parte di se, lo senti tuo, e ti piace migliorarlo giorno dopo giorno, e te lo godi...

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Voglio approfittare del vostro confronto, perché sto cercando di scriverci un libretto e approfondire e condividerne le idee con voi sarà sicuramente di stimolo e motivazione allo scopo di completarlo.

Mi piace l'idea! La ritengo molto valida, in quanto è qualcosa che parte da "persone comuni che hanno cambiato la loro vita", esempi in cui tutti possono riscontrarsi.

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Perché autostima ed efficacia. Perché è diventato per me come moby dick per il capitano Achab. Semplice: ci impuntiamo su raggiungere una cosa che non sentiamo sotto il nostro controllo. Che ci affligge. Che ci fa soffrire. Ho sofferto molto nella mia vita per la mancanza di autostima. Solo 2 anni fa mi ritrovai su una spiaggia di notte, abbandonato a una festa da un compagno di serata, con qualche “ferita” nell’orgoglio dato da qualche palo di troppo che non avrei voluto, per nulla divertito in una notte che sarebbe dovuta essere di festa. Camminavo nella spiaggia incazzato nero, depresso, sbraitando rabbiosamente da solo una sola frase: “non me lo merito!”. Non so se vi è mai capitato, ma io nella vita mi sono sempre detto che meritavo di avere amici e donne, e del successo in generale. Perché sono un ragazzo curioso, perché sono dotato fisicamente, intellettualmente e moralmente, e perché lo voglio e lo perseguo, il successo, a differenza di altri coetanei che sembrano accontentarsi dalla vita. Ero furioso, frustrato dal fatto che i miei propositi non trovavano soddisfazione nonostante i miei sforzi. Avevo paura che la mia vita sarebbe stata tutta una delusione, che ero cascato sulla terra male, che c’era qualcosa che non andava… come mi diceva spesso la mia “vocina del cervello”. “non sei abbastanza figo”, “sei uno sfigato”, “fai sempre cazzate”mi diceva la Vocina del cervello, con quell’aria da saputella. E io chinavo il capo e abbozzavo, sconfitto. Questo 2 anni fa come già 20 anni fa. 20 anni di Vocina del cervello che mi criticava… se ci penso adesso mi vengono i brividi. Adesso che le cose vanno bene.

<a href="http://www.youtube.com/v/nrIPxlFzDi0&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;rel=0" target="_blank">http://www.youtube.com/v/nrIPxlFzDi0&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;rel=0</a>

Siamo partiti con i Rolling Stones, giusto? bene, continuiamo per questa strada.
Mai canzone fu così azzeccata come questo caso. Anche se non mastichi l'inglese perfettamente, è chiaro che il testo si riferisca ad una serie di insoddisfazioni di Mick Jagger e Keith Richards, gli autori, ma il sentimento è comune con il topic.
Uno dei primi problemi di quando si entra nel mondo della seduzione (ma pure in qualsiasi altro campo) è la convinzione di essere uno scalino al di sopra del prossimo. Questo non vuol dire per forza essere arroganti, ma siamo consapevoli di avere in mano un'arma potente, arma che non ancora sappiamo utilizzare correttamente.
Ciò ci da energia nuova e ci spinge a dimenticare tutte le  sofferenze che abbiamo passato durante la vita, fino a quel momento. Se il tutto è accompagnato da alcuni risultati positivi, ci sentiamo veramente bene, alziamo l'asticella. E lì arriva il contraccolpo, il pugno che ci manda a terra, quando pensavamo di essere ad un passo dal titolo di campione. Vediamo il trono, il nostro trono su cui avevamo sognato, più e più volte, di sederci, allontanarsi inesorabilmente. E ci sentiamo a terra, inutili e calpestati. E tutta la polvere che avevamo nascosto sotto il tappeto, se ne esce fuori, dando pure l'impressione di essere pure cresciuta.
Questo porta ad un bivio, arrendersi a tutto e gettare la spugna, oppure cercare di raccattare le forze per rialzarsi in piedi...
Lo so, l'ultima frase fa tanto discorso alla Rocky (e vi appioppo un filmato che rende l'idea), però diciamoci la verità, non ci sono molte opzioni davanti:

<a href="http://www.youtube.com/v/aJ9tPfrxhu8&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;rel=0" target="_blank">http://www.youtube.com/v/aJ9tPfrxhu8&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;rel=0</a>

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Quando ero commesso in un negozio di sport il mio capo, un tipo sveglio e belloccio, mi disse: tu sei uno efficiente, ma non efficace”, nel senso che ero bravo a tenere il negozio in ordine, preciso e veloce, un bravo soldatino. Ma quando c’era da vendere, non ero particolarmente efficace. Quindi, a conti fatti, al negozio non ero così utile. Non ero funzionale all’attività. E hai voglia tu a scrivere nella lista delle cose da migliorare “diventare più efficace, no efficiente”… mai capito come fare! E neanche il mio capo sarebbe stato capace di insegnarmelo. Lui non era stato insicuro come me da piccolo. Gli dicevo che stavo leggendo un libro per imparare ad esserlo, mi rispose che certe cose le hai o non le hai. Ma io, fortunatamente, avevo una qualità: non mi facevo mai dire dagli altri cosa potevo o non potevo fare. Anzi, per sfida, tendevo sempre a impuntarmi ancora di più per dimostrare che sbagliavano.

Come già espresso da altri utenti, non condivido in parte la tua idea di efficiente, nel senso che ne fai qualcosa di separato dall'efficienza, se non ho capito male. Io ritengo che esse siano legate, in quanto una persona "Efficacie", deve essere "Efficiente", nel senso che raramente una persona che lascia al caso, riesce ad ottenere risultati tangibili.
Magari all'esterno da l'idea di non essere così, ma se si osserva attentamente, dentro di loro c'è una certa "efficienza"; questo per dire "screditare" la famosa frase "certe cose le hai o non le hai". Certo non tutti partono allo stesso livello, ma non per questo è impossibile raggiungerlo.
A volte per farlo bisogna ricreare se stessi...

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Come me la immagino la differenza fra una persona efficiente e una efficace? Persona efficiente equivale a bravo soldatino che sta al suo posto e fa quello che gli viene detto, con l’impegno cerebrale pari a quello necessario per mettere il latte nel fornetto a microonde, con la faccia da pesce lesso che non ha altro da fare nella vita che rispettare degli orari imposti da qualcun altro. Una figura per niente seducente. La persona efficace invece è un’eroe di guerra. Quello che, anche con niente in mano, ti risolve situazioni che fanno tremare i più semplicemente grazie al suo coraggio, alla sua intelligenza e alla sua intraprendenza. Quello che scopa e che ha la vita in pugno.

 
La maggior parte della risposta l'ho data sopra, ma ho tenuto scissi i paragrafi in quanto qui secondo me descrivi le caratteristiche di due personalità opposte, ma, a parer mio, per nulla legate ai precedenti concetti...
 

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Credo fermamente che non ci sia nulla di immutabile in una persona. Ci credo a quello che dicono i libri di psicologia che il nostro cervello funziona come un computer e che segue semplicemente il programma che viene installato. Sono d’accordo, in parte, ma il problema è che nessuno mi ha ancora saputo dire esattamente come si fa, e quindi me lo sono dovuto scoprire da solo. Che poi è quello che deve fare ognuno di noi, perché la mente parla un linguaggio diverso dalle parole. È come se volessimo parlare a un aborigeno. All’inizio non ci capiremo per niente, poi proveremo a gesti, a parole, a esempi. Poi pian piano ci si capirà forse, ma ci vorrà il suo tempo, e ci vorranno molti tentativi. Una lunga storia insomma…

Sono d'accordo sul fatto che difficilmente le radici si possono cambiare, ma allo stesso tempo mi rendo conto, guardando al mio passato, che molto di me stesso è cambiato,e oserei dire "trasformato".
Certo, molti tratti caratteriali continuano ad essere ancora presenti, però mi rendo che ciò che mi ha fatto vedere le cose in una luce diversa, è stato quando mi sono messo in gioco, e non quando ho cercato di trovare il concetto pre-impostato che mi cambiasse radicalmente da un momento all'altro...Allo stesso tempo però, affrontando i problemi della vita, volgendo uno sguardo alle nozioni studiate, sono riuscito a farle mie e a capire ciò che non riuscivo neppure ad immaginare.

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Fin da piccolo, dicevo, ho sempre sofferto di poca autostima, e ovviamente davo la colpa al mio ambiente domestico. Per molti anni ho dato la colpa a mio padre, poi a mia madre, poi a entrambe. Tutto sommato ero esattamente la somma dei loro pregi e difetti. Credo che siamo effettivamente la reincarnazione di tutto dei nostri genitori, patrimonio genetico e caratteriale, forse anche spirituale… voglio pensare che siamo la reincarnazione dello stesso sangue alla ricerca della vittoria sulle proprie difficoltà. Se fossi la reincarnazione di mio padre allo scopo di vincere i suoi demoni, allora io e mio padre potremmo esultare insieme ai nostri nonni: ce la stiamo facendo. La si potrebbe vedere come la teoria buddista sulla reincarnazione, continueremo a lottare fino a elevarci al grado più elevato dell’intelletto. Il mio scopo da piccolo e meno piccolo era solo uno: trovare una risposta semplice, EFFICACE, che mi permettesse di vivere la mia vita alla grande. Semplice, non complicata come in quei libri che ti fanno fare 3 liste per ogni capello che hai in testa. Quello che cercavo era la FRASE SAGGIA che potesse illuminarmi il percorso, dirmi com’era meglio prendere le mie decisioni.

Sono dell'idea che molto spesso noi cerchiamo lo spauracchio/capro espiatorio a cui puntare il dito ed indicarlo come causa di tutti i nostri fallimenti...
Ritengo che siamo noi gli artefici della nostra vita, e perciò prima di incolpare il prossimo, dovremmo guardare dentro noi stessi. Ovviamente non è un riferimento ai tuoi genitori, non mi permetterei mai, ma più che altro al tuo vedere (aver visto) la mancanza di autostima come il male del mondo.
Sicuramente ha influito molto,lo so bene perché pure io ne ho sofferto molto e conosco bene la questione, però nel mio caso, ho visto che tendevo ad voler vedere un mostro che non c'era, in quanto usavo ciò come scusa per non muovermi, per auto umiliarmi, per non alzare la testa dalla capa di tristezza che mi ero creato attorno; era una scusa per non affrontare i problemi...

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Ahimè, purtroppo la cosa è comunque complessa, perché ci sono molti aspetti da vedere nel discorso. Ma per ogni aspetto nominerò la Frase saggia che mi sta illuminando ora la mente, e scopriremo sicuramente che c’è un solo filo conduttore in tutto questo. Ha a che fare con l’orgoglio, la spontaneità e la gratitudine.

Sull'orgoglio mi verrebbe da citare un dialogo, ma direi monologo in Pulp Fiction, molto chiaro a chi piace il film, ma per via del linguaggio, preferisco non metterlo Wink
Ma tornando a noi, una delle cose che ho capito in tutta la faccenda, specialmente con l'autostima, è che per accrescerla, o comunque raggiungere l'equilibrio con se stessi, è di fare i passi in base alla lunghezza della gamba; può sembrare banale, però i piccoli successi che riusciamo ad ottenere, ci fanno capire che lavorando costantemente i risultati arrivano, e quando falliremo, saremo certi di avere la forza di accettare la sconfitta e di rialzarsi. Oltre a ritrovarci con le gambe in grado di fare passi ben più lunghi...

Usain Bolt è tuttora colui che ha fatto il record olimpico e del mondo nei 100 metri; è un dono della natura, certamente, ma se avesse voluto tutto subito, facendo il passo più lungo della gamba, difficilmente sarebbe stato li

Citato da: JeanCloud il 16 Ottobre 2017, 18:44:02

Questo è solo un preambolo di tutto il filone che voglio seguire, e spero che possa interessarvi. Vi invito a coltivare insieme a me questa pianta con i vostri commenti.

Salut

Io invece saluto così:

<a href="http://www.youtube.com/v/HgzGwKwLmgM&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;rel=0" target="_blank">http://www.youtube.com/v/HgzGwKwLmgM&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;rel=0</a>

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Re: autostima ed efficacia 1: una lunga storia

« Risposta #8 del: 18 Ottobre 2017, 22:32:17 »

Ti ringrazio Snake della tua risposta approfondita, e complimenti per la scelta musicale, azzeccatissima direi! Wink ha reso la lettura anche più leggera, dal momento che era bella densa. Allora...

Prima di tutto trovo azzeccatissimo il pensiero sul contraccolpo dato dalle aspettative, tema strettamente legato alla mia esperienza nella crescita dell’autostima e di cui parlerò nei prossimi post.

Sulla distinzione fra persona efficiente e efficace vedo che c’è stato si un po di fraintendimento, evidentemente perché non mi sono espresso bene. Può capitare quando hai il concetto chiaro in testa per il tuo trascorso ma lo descrivi a prescindere che gli altri abbiano i presupposti per capirlo chiaramente. Non intendo assolutamente usare assoluti nei miei topic, non esistono. Non esistono persone totalmente escremente, non esistono uomini porci e donne prostitute, non esistono persone false, non esistono cavalieri, non esistono principesse. Esistono persone che hanno sfumature di tutte le qualità in quantità differente, ma siamo tutti umani. E sicuramente non esistono persone solo efficienti o solo efficaci. Ma la piccola differenza di una di queste due componenti sull’altra in una persona determina che sarà una improntata a ricevere ordini ed eseguirli con dedizione o una che gli ordini li da o li valuta criticamente prima di eseguirli. Questo perché fondamentalmente, quando uno ha carattere, tende a ottenere in modo naturale e spontaneo posizioni di comando nel gruppo in cui sta. Le persone con poco carattere e iniziativa, che non hanno il coraggio di dire quello che pensano al gruppo o di sostenerlo probabilmente troveranno soddisfazione ad essere molto efficienti per sentirsi comunque in gamba, ma credo che possiamo tutti condividere che la soddisfazione più grande arrivi quando uno, oltre che bravo a mettere in pratica, diventa anche un creativo affermato. Definizione di efficiente: persona più portata all’esecuzione e all’ordine; persona efficace: persona più portata alla creazione, alla propositività e all’iniziativa. Spero di essere stato chiaro perché è un concetto fondamentale. Spiego perché:

avremo conosciuto tutti persone con più o con meno carattere. Avremo conosciuto tutti persone che sono in grado di gestire un’impresa e persone che si trovano più a loro agio nel fare qualcosa di reimpostato da altri, come un operaio. Non sto dando più importanza o valore a uno o all’altro, l’importante è che ognuno sia felice di fare quello che fa. Bene, credo che se parlaste a un buon imprenditore notereste che ha la propensione a proporre e a mettere in pratica, e ovviamente se non fosse anche efficiente non otterrebbe risultati. Se parlaste con un quieto operaio credo che vi accorgereste subito che preferisce cose già note, non è molto a suo agio a buttarsi in imprese nuove, a sconvolgere la sua vita, perché si sente meglio quando non si sente a disagio davanti a situazioni che non conosce. Ora, siamo qua per fare seduzione. Secondo voi un buon seduttore non dovrebbe avere più il carattere dell’imprenditore piuttosto che quello dell’operaio per andare a conoscere da zero una ragazza per la strada e sedurla fino alla fine? Credo che la risposta sia chiara, se vuoi diventare un seduttore non basta essere efficienti, bisogna sviluppare l’efficacia.

Ripeto, bisogna essere efficienti, ma l’efficacia è l’arma che ti permette di sfruttare al meglio le tue potenzialità.

Spero vivamente che il concetto sia chiaro, o dovrò tornarci su per semplificarlo. Magari lo sto complicando.

Sul discorso che cerchiamo capri espiatori per le nostre debolezze sono d’accordo. D'altronde è famosa la frase che i perdenti cercano scuse, i vincenti cercano soluzioni. Finchè avremo un lato di noi che cerca colpevoli avremo da migliorare.

Anche la questione di fare brevi passi la giudico giusta, ma non sempre ci viene facile. Ci sono poi piccoli passi nella vita, come rispondere al momento giusto, approcciarsi a una ragazza, rispondere in modo sicuro, che per gli insicuri sono grandi come burroni. Occorre molta apertura mentale e impegno per riuscire a fare questi piccoli passi e sono sicuro che li affronteremo insieme nel corso dei miei e vostri scritti. Wink

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Re: autostima ed efficacia 1: una lunga storia

« Risposta #9 del: 19 Ottobre 2017, 15:43:50 »

Citato da: JeanCloud il 18 Ottobre 2017, 22:32:17

Ti ringrazio Snake della tua risposta approfondita, e complimenti per la scelta musicale, azzeccatissima direi! Wink ha reso la lettura anche più leggera, dal momento che era bella densa. Allora...

Grazie a te, mi fa piacere che ti sia piaciuto il tutto Wink

Citato da: JeanCloud il 18 Ottobre 2017, 22:32:17

Prima di tutto trovo azzeccatissimo il pensiero sul contraccolpo dato dalle aspettative, tema strettamente legato alla mia esperienza nella crescita dell’autostima e di cui parlerò nei prossimi post.

Ottimo non vedo l'ora di leggerlo!

Citato da: JeanCloud il 18 Ottobre 2017, 22:32:17

Sulla distinzione fra persona efficiente e efficace vedo che c’è stato si un po di fraintendimento, evidentemente perché non mi sono espresso bene. Può capitare quando hai il concetto chiaro in testa per il tuo trascorso ma lo descrivi a prescindere che gli altri abbiano i presupposti per capirlo chiaramente. Non intendo assolutamente usare assoluti nei miei topic, non esistono. Non esistono persone totalmente escremente, non esistono uomini porci e donne prostitute, non esistono persone false, non esistono cavalieri, non esistono principesse. Esistono persone che hanno sfumature di tutte le qualità in quantità differente, ma siamo tutti umani. E sicuramente non esistono persone solo efficienti o solo efficaci. Ma la piccola differenza di una di queste due componenti sull’altra in una persona determina che sarà una improntata a ricevere ordini ed eseguirli con dedizione o una che gli ordini li da o li valuta criticamente prima di eseguirli. Questo perché fondamentalmente, quando uno ha carattere, tende a ottenere in modo naturale e spontaneo posizioni di comando nel gruppo in cui sta. Le persone con poco carattere e iniziativa, che non hanno il coraggio di dire quello che pensano al gruppo o di sostenerlo probabilmente troveranno soddisfazione ad essere molto efficienti per sentirsi comunque in gamba, ma credo che possiamo tutti condividere che la soddisfazione più grande arrivi quando uno, oltre che bravo a mettere in pratica, diventa anche un creativo affermato. Definizione di efficiente: persona più portata all’esecuzione e all’ordine; persona efficace: persona più portata alla creazione, alla propositività e all’iniziativa. Spero di essere stato chiaro perché è un concetto fondamentale. Spiego perché:

avremo conosciuto tutti persone con più o con meno carattere. Avremo conosciuto tutti persone che sono in grado di gestire un’impresa e persone che si trovano più a loro agio nel fare qualcosa di reimpostato da altri, come un operaio. Non sto dando più importanza o valore a uno o all’altro, l’importante è che ognuno sia felice di fare quello che fa. Bene, credo che se parlaste a un buon imprenditore notereste che ha la propensione a proporre e a mettere in pratica, e ovviamente se non fosse anche efficiente non otterrebbe risultati. Se parlaste con un quieto operaio credo che vi accorgereste subito che preferisce cose già note, non è molto a suo agio a buttarsi in imprese nuove, a sconvolgere la sua vita, perché si sente meglio quando non si sente a disagio davanti a situazioni che non conosce. Ora, siamo qua per fare seduzione. Secondo voi un buon seduttore non dovrebbe avere più il carattere dell’imprenditore piuttosto che quello dell’operaio per andare a conoscere da zero una ragazza per la strada e sedurla fino alla fine? Credo che la risposta sia chiara, se vuoi diventare un seduttore non basta essere efficienti, bisogna sviluppare l’efficacia.

Ripeto, bisogna essere efficienti, ma l’efficacia è l’arma che ti permette di sfruttare al meglio le tue potenzialità.

Spero vivamente che il concetto sia chiaro, o dovrò tornarci su per semplificarlo. Magari lo sto complicando.

Ammetto che il percorso è stato un po' tortuoso, ma il concetto ora è chiaro! Potremmo divagare tantissimo sui ruoli da cui prendere esempio, m arriviamo al sodo: io condivido il pensiero del Termy, ovvero che il Seduttore non sia una persona comune, non in quanto dotata di poteri sovrannaturali, bensì perché è una figura camaleontica in grado di ambientarsi in vari contesti. Ora rilancio io una divisione tra Efficiente ed Efficace.
Persona efficiente: Penso a quella persona, che capito il suo ambiente, ci prova solo con donne che sa di riuscirci, facendo sempre le solite cose. E' efficiente nel suo contesto, in quanto ha imparato a fare quelle tre cose, con un certo tipo di persona...
Persona efficace: E' quella persona in grado di agire in più contesti ed in grado di sedurre più tipi di donne.

Uno è statico, mentre l'altro è dinamico. Mi vien da pensare che una persona solamente efficiente sia statica, a differenza di uno efficace, in quanto dinamico.

Citato da: JeanCloud il 18 Ottobre 2017, 22:32:17

Sul discorso che cerchiamo capri espiatori per le nostre debolezze sono d’accordo. D'altronde è famosa la frase che i perdenti cercano scuse, i vincenti cercano soluzioni. Finchè avremo un lato di noi che cerca colpevoli avremo da migliorare.

Anche la questione di fare brevi passi la giudico giusta, ma non sempre ci viene facile. Ci sono poi piccoli passi nella vita, come rispondere al momento giusto, approcciarsi a una ragazza, rispondere in modo sicuro, che per gli insicuri sono grandi come burroni. Occorre molta apertura mentale e impegno per riuscire a fare questi piccoli passi e sono sicuro che li affronteremo insieme nel corso dei miei e vostri scritti. Wink

Sono d'accordo. Secondo me i piccoli passi sono personali, va detto però che se una persona è indietro, deve in qualche maniera, anche aiutato a compiere quei passetti in maniera si costante, ma pure un po' più veloce dalla solita routine...

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Re: autostima ed efficacia 1: una lunga storia

« Risposta #10 del: 23 Ottobre 2017, 21:52:16 »

Complimenti per il post! Dà molto a cui pensare!
Si aspetta con ansia le prossime puntate Coolsmiley

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Re: autostima ed efficacia 1: una lunga storia

« Risposta #11 del: 30 Ottobre 2017, 15:41:02 »

Non avevo ancora avuto modo di leggere con attenzione questo post. Intanto + Thumbs Up

Entrando nel merito della questione, mi risulta difficile non entrare nel tuo personale, ed ancor più formulare ipotesi e consigli senza violare la tua privacy. Cercherò quindi di essere il più asettico possibile.

Efficace ed efficiente.
Efficiente è il buon esecutore, quello al quale però devi spiegare tutto per filo e per segno. Il suoi credo sono le regole. Senza regole si paralizza.
Efficace è colui che invece compie lo stesso compito dell'efficiente in assenza di regole: le regole le inventa alla bisogna.
La differenza fra le due figure è evidente:

la prima è tendenzialmente un esecutore materiale, una persona che sebbene possa essere serissima, non può ricevere più responsabilità di quelle che impongono le regole. Non è fatto per rischiare, non investe ( se non i cose che sa gli rendano in modo garantito), è tendenzialmente un buon provider ma rimane il classico bravo ragazzo. Se trasgredisce non lo fa mai completamente e si trasforma in un viscido. Tipico di questa categoria è il rimorchio all'interno del circolo sociale, il puntare il dito sugli altri formulando giudizi moraleggianti, l'inneggiare a carriere canoniche (non nel senso di ecclesiastiche).

La seconda figura è il tipico eclettico: sebbene possa avere un progetto di vita, la sua fiducia nei propri mezzi lo porta difficilmente a progettare oltre la punta del suo naso. Agisce "d'istinto" per chi lo osserva, mentre dal suo punto di vista egli calcola i rischi alla perfezione. Generalmente hanno un buon successo in ambiti ristretti, sono affascinanti, non sopportano la routine (sono grossi procrastinatori), vivono compiendo colpi di scena ed azioni plateali.

Alla base di questa differenza c'è sicuramente l'assunzione della responsabilità del proprio agire e la capacità di prevedere l'esito delle proprie azioni. L'efficiente ha infatti bisogno di regole per scaricare l'ansia del dover pensare se ciò che fa è giusto o sbagliato. E' la regola che gli indica la via da seguire.
L'efficace invece è convinto di sapere da solo cosa sarà giusto e cosa no. Questo lo spinge a tentare vie che gli efficienti non iniziano neppure.  Questo decreta che il bilancio fra azioni e costi penda verso gli efficaci: non sbagliano quasi mai, mentre gli efficienti sono spesso dispersivi.

Nel tuo percorso ti spinsi ad introdurre l'arte perchè l'arte è un modo economico per acquisire una maggiore consapevolezza delle "regole", consentendo di crearne di nuove. L'obiettivo non è quello di darti una autostima di settore (come quella che hai nelle arti marziali), ma darti una metaautostima, ovvero una fiducia generalizzata nei tuoi mezzi indipendentemente dal contesto di applicazione.
L'arte è infatti un modo per abituarsi ad inventare schemi che grazie al feedback di chi osserva scopriamo essere buoni o cattivi. Ovviamente la metaautostima abbisogna di un contesto di postulati per essere applicata agli umani. Questi postulati sono l'insieme delle regole che governano la società, e che tu già conosci bene.
In sintesi, IMHO hai bisogno di 2 cose:
1- andare avanti nel tuo percorso artistico (qualsiasi esso sia).
2- Coinvolgere persone nel tuo percorso artistico. Siano essi collaboratori, spettatori o compratori.
3- Cominciare a creare eventi sociali attorno al tuo percorso artistico (Critica, produzione, organizzazione di eventi/mostre, altro)

 Heart

« Ultima modifica: 30 Ottobre 2017, 15:45:48 da TermYnator »

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