Donne di valore: dove stanno, cosa fanno, chi sono...

Aperto da TermYnator, 07 Dicembre 2025, 22:05:27

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#30
Allora prima che si creino categorie di donne irrilevanti statisticamente, perché relative solo a contesti estremamente circoscritti, ripeto una regola che enunciai molti anni fa nei primi corsi, riguardo alle  ragazze in Erasmus. Le erasmus infatti, con rarissime eccezioni (come le spagnole che spesso, facendo gruppo a se stante, mantengono l'insieme dei valori originali) quando arrivano in Erasmus, hanno una sorta di "confusione" sessuale. Ovvero che per un periodo più o meno lungo (in genere sei mesi), si comportano in modo insolito rispetto alle loro abitudini apparendo molto piú ricettive e saltando da un uomo all'altro. Questo è dovuto al fatto che quando queste ragazze spesso provenienti da un contesto piccolo, si trovano a condividere ideali, modi di fare e modi di dire o in genere atteggiamenti culturali completamente diversi da quelli del luogo nativo e con persone completamente diverse da quelle che conoscevano, tendono a reputare di valore maggiore rispetto a quello che realmente posseggono le persone che incontrano. La loro piramide dei valori maschili, subisce quindi una sorta di terremoto, che fa sì che non riconoscono più correttamente quali sono i maschi veramente validi da quelli non validi. E gli sembrano tutti validi. Pian pianino, però,  la donna ricostruisce una piramide di valori corretta e torna ad essere selettiva come era in origine, ovvero a cercare persone di valore pari o superiore al proprio.
Talvolta questo comportamento si manifesta anche in vacanza.
Quando si parla invece di donne che escono da contesti devastati culturalmente come quello che descrive Shark e che io conosco molto bene perchè ci vivo,  stiamo parlando di contesti isolati, con scarsi scambi culturali, dove fino a 30 anni fa nelle discoteche suonava il complessino sfigato che faceva ballare a suon di polka e mazurke. Uno scenario tristissimo, arretrato da tutti i punti di vista, dove una ragazza single di 25 anni iniziava ad essere considerata una zitella e faceva di tutto per trovarsi marito. Per poi sparire dalla circolazione appena riusciva a trovare un consorte come descrive Shark. E ciò, nonostante fossero indipendenti economicamente.  Questo però, è un contesto sociale che, per quanto mi riguarda, non può assolutamente essere adottato come un criterio assoluto.
Ultima modifica: 16 Dicembre 2025, 11:40:30 di TermYnator
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#31
Citazione di: Shark72 il 15 Dicembre 2025, 15:43:13..."purtroppo siamo arrivati ad un' età alla quale in giro sono rimasti solo gli avanzi"...
Shark Riguardo a questa visione veramente drammatica dell'esistenza e delle donne, chiarisco subito un punto: in questo topic si stanno facendo considerazioni in generale. In generale significa che si parla di comportamenti propri di una media rappresentativa. Parlare del 10% delle persone come se fosse la realtà unica e universale è errato e fuorviante. Dobbiamo invece trattare quei comportamenti comuni al 70-80 forse addirittura al 90 per cento delle persone. Ovvero le che persone che vivono in grandi città (70%), o ancora quelle che vivono in centri medi, ovverosia 50-60.000 abitanti, che più o meno è la dimensione di Perugia. Ora sai quanto me che il postaccio che conosciamo bene, non è minimamente paragonabile a Perugia, che è 15 volte piú grande, pur rimanendo una xittà a misura d'uomo sebbene con molte occasioni di svago. Ergo, sebbene sia assolutamente vero quello che narri, va anche detto che persino in quei contesti bacati se ti sai muovere vivi tranquillo. La mia spalla (indigeno) faceva 12 tacche l'anno di media, mentre conosco centinaia di ragazzi che non si sognano di fare queste medie a Milano Roma o Torino. Quindi Ok raccontare il proprio vissuto, ma attenzione a fare delle persone arretrate di quei contesti una categoria statisticamente rilevante, perché non lo è. Quei contesti sono una eccezione destinata a scomparire per spopolamento.
Ultima modifica: 16 Dicembre 2025, 11:43:43 di TermYnator
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Citazione di: TermYnator il 15 Dicembre 2025, 19:01:08Shark Riguardo a questa visione veramente drammatica dell'esistenza e delle donne, chiarisco subito un punto: in questo topic si stanno facendo considerazioni in generale. In generale significa che si parla di comportamenti propri di una media rappresentativa. Parlare del 10% delle persone come se fosse la realtà unica e universale è errato e fuorviante. Dobbiamo invece trattare quei comportamenti comuni al 70-80 forse addirittura al 90 per cento delle persone. Ovvero le che persone che vivono in grandi città (70%), o ancora quelle che vivono in centri medi, ovverosia 50-60.000 abitanti, che più o meno è la dimensione di Perugia. Ora sai quanto me che il postaccio che conosciamo bene, non è minimamente paragonabile a Perugia, che è 15 volte piú grande, pur rimanendo una xittà a misura d'uomo sebbene con molte occasioni di svago. Ergo, sebbene sia assolutamente vero quello che narri, va anche detto che persino in quei contesti bacati se ti sai muovere vivi tranquillo. La mia spalla (indigeno) faceva 12 tacche l'anno di media, mentre conosco centinaia di ragazzi che non si sognano di fare queste medie a Milano Roma o Torino. Quindi Ok raccontare il proprio vissuto, ma attenzione a fare delle persone arretrate di quei contesti una categoria statisticamente rilevante, perché non lo è. Quei contesti sono una eccezione destinata a scomparire per spopolamento.

Ovviamente quanto ho riportato non rappresenta in toto il contesto italiano/europeo, tuttavia non costituisce nemmeno una nicchia così residuale e irrilevante. Ad ogni modo mai ho sostenuto, nè sosterrò, che ciò deve costituire un alibi, in quanto data la conformazione geografica dell' Italia, paese non molto esteso e ad alta densità di popolazione, quasi chiunque, ovunque viva, ha entro un' ora di auto/treno/pullman una o più città di medie dimensioni nelle quali come giustamente osservi è tutto un altro mondo (a meno che non vivi in qualche ridente paesino dell'Alta Valtellina, e allora sei messo male). Io stesso, nei miei anni di attività sul campo, ho totalizzato medie simili a quelle della tua valorosa spalla, spostandomi dalla nostra zona in particolare su Perugia, e secondariamente Arezzo, raggiungibili in meno di un' ora, poi mi sono anche aiutato con app. Ma serviva, anzi, serve, prima di tutto la voglia di alzare il culo dal divano, prendere la macchina e uscire, perchè io in certi periodi uscivo anche 3 o 4 sere a settimana allo scopo di colonizzare, il che comporta di tornare tardi e dormire poco perchè poi la mattina dopo c'è da alzarsi per andare al lavoro. E poi, anzi, direi soprattutto, occorre sapersi muovere in modo opportuno, perchè altrimenti giustamente anche se vivi nelle zone centrali di Milano, Torino e Roma non batti chiodo lo stesso.

L' obiezione potrebbe essere : sì, nei "mercati" più grandi ci sono più opportunità, ma anche più concorrenza. E' vero, indiscutibile, tuttavia è sempre e comunque meglio spostarsi dove ci sono più opportunità, al di là della concorrenza, anche e soprattutto per ambire a ragazze/donne di un certo livello. Del resto, se le grandi aziende quando aprono una nuova sede vanno nelle grandi città e non nei piccoli centri, qualcosa vorrà pur dire...
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