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TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

(Letto 3696 volte)

TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« del: 08 Dicembre 2008, 02:39:08 »

Salve Marpions, è il TermY che vi parla.
Stanotte, m'è partito il neiurone schizoide, e tratterò un tema scottante: essere se stessi.

Voglio essere me stesso
Bene Fratello, ma prima di dire "voglio essere me stesso", hai provato a chiederti chi caxxo sei?
E perfettamente inutile che tu mi dica quello che fai, più o meno come la pensi, ed altre cazzate
della tua storia: questo è quello che ti è successo, non chi sei.
Chi sei, non è legato ai fatti della tua vita: quelli sono ciò che ti ha reso ciò che vedono gli altri,
cio che gli altri dicono di te.
Ma gli altri non sanno dei discorsi che fai da solo, di tutte le piccole rivalse che ti prendi quando
nessuno ti sente. Gli altri non sanno che sai volare, che ti scopi delle fighe assurde, e che
le apri con uno sguardo. Gli altri non sanno un caxxo di te, perchè non possono leggere i tuoi
pensieri. Ma perchè i tuoi pensieri non sono la realtà?
Perchè tu non sei una sola persona, ma tante persone in un solo corpo che ogni volta che
deve muovere una mano, fanno a botte per decidere come deve essere mossa.
Questa moltitudine di persone nella tua testa, ti confondono e ti fanno esitare: questo sei tu.

La matrice di ogni essere
Vedi Fratello, da come l'ho messa, potresti pensare di essere eguale a me, perchè anch'io ho tante
persone che si accapigliano quando faccio qualcosa. Io però, ho imparato una cosa in più:
ho imparato a sentire la persona più adatta alla circostanza nella quale mi trovo.
Così, se mi trovo con una persona molto diplomatica, lascio parlare la persona diplomatica, e chiudo
nel cesso le altre, che si accapiglino senza disturbare il diplomatico.
Ma se mi trovo in una situazione conflittuale, lascio agire la persona conflittuale.
Ci sono decine di situazioni, e decine di persone che interagiscono in me: ma ogni volta, lascio che
agisca una sola di esse.
Sono sempre me stesso! Si, sono sempre me stesso, ma esprimo solo una parte di me alla volta:
così ho risolto i miei conflitti.
La matrice di ogni essere, sono le decine di personaggi che egli ospita, la loro particolare abilità,
la loro connotazione, il loro modo di esprimersi, il loro modo di interagire fra loro.

Il frustrato
Il frustrato è colui che non riesce a far interagire le singole parti della propria persona nella situazione che
le renderebbe vincenti. Egli vive nel perenne conflitto fra esse, e non riesce ad uscirne. L'unico modo per
uscirne, è uscire dal proprio corpo annullando la mente, e mettendo quindi a letto le personalità meno
forti presenti in lui. Egli può così apprezzare il silenzio, l'assenza di conflitto.
Ma non ha abbastanza energie per diventare produttivo. Al massimo perde qualche inibizione, si sente meglio,
si sente più deciso, ma non ha più i mezzi per affrontare il mondo.
Al suo risveglio, si risveglieranno le sue mille personalità, e ricomincerà a vivere da vittima di se stesso.

L'uomo di successo
L'uomo di successo, ha imparato ad ascoltare una sola delle sue personalità, e grazie a questa, egli riesce
a superare tutti coloro che albergano conflitti. E' penetrante, è più veloce, sa esattamente quello che vuole e lo ottiene.
Egli è se stesso, rappresentando una unica parte di se stesso. E' un superuomo.

TermYnator e la Timida Figura
Quando ero sotto le armi, i miei soldati mi affibbiarono un nomignolo: il Tenente TermYnator.
Mi chiamavano così perché riuscivo in tutto, perché la preparazione di tutto quello che facevo
era sempre perfetta, perché non avevo reazioni emotive, mi comportavo come una specie di
macchina programmata per uno scopo preciso. Mi è successo di non dormire e non mangiare per due
o tre giorni, e questo senza mai un lamento, non potevo mostrare segni di debolezza di fronte a
loro. Non rideva mai in quel periodo: questo è il TermYnator
C'è un'altra parte di me, molto nascosta, che non espongo quasi mai. Quando ero piccolo, ci trasferimmo
a Parigi. Mio padre era un diplomatico, e per i diplomatici è normale trasferirsi in paesi esteri con tutta la
famiglia. Ebbi un grosso trauma nell'abbandonare la scuola, gli amici, nel ritrovarmi a soli otto anni a ricominciare
tutto da capo, compresa la cosa più spontanea che puoi aver imparato in 8 anni: parlare.
Io non capivo nulla di quella lingua, volevo comunicare con qualcuno, ma il più delle volte vieni preso in giro perché
non capisci quello che ti si dice.
Ero sempre triste, sempre solo.
Un pomeriggio, i miei ci portarono ad un mercatino delle pulci, nella "banlieue" (paesi adiacenti) di Parigi. Eravamo un
po' annoiati da tutti quei banchetti di anticaglie, e cominciammo a giocare in un prato, davanti ad uno stagno.
Le mie due sorelle, la terza non era ancora nata, giocavano con le loro barbie, ed io, come al solito rimasi da solo
a contemplare il mondo e quello che non avevo.
Improvvisamente fui attratto da qualcosa in movimento, era una ragazzina della mia età, portava una gonnellina
scozzese ed una camicetta bianca.
Correva sorridendo dietro ad una palla rossa, abbassando l'erba nel suo correre, come un motoscafo che lascia una
scia di schiuma.
La osservai, e vidi che mi sorrideva.
Così cominciai a correrle dietro, davanti a quello stagno, in mezzo a quel mare d'erba morbido che sembrava una nuvola.
Poi la raggiunsi, lei cadde, ed io caddi su di lei.
Ci guardammo per una frazione di secondo, senza dirci nulla.
Non dimenticherò mai l'espressione dei suoi occhi.
Avrei voluto far qualcosa, ma non sapevo che.
Improvvisamente mi dette un bacio su una guancia, e prima che capissi cosa era successo, l'urlo maschio del genitore che
richiama il cucciolo alla tana la destò. Si alzò di scatto e sparì nell'erba.
Io rimasi sdraiato ad assaporare quella sensazione forte che mi stava agitando le visceri e facendo battere il petto.
Sognai ad occhi aperti di girare mano nella mano con lei, di fare giochi fantastici che solo con lei avrei potuto fare, provai
una energia a me sconosciuta.
Le pensai per molto tempo, provando dolore per il sapere che non l'avrei mai più rivista. Poi quella sensazione svanì, tornai normale.
Sono passati 38 anni, ma quando racconto questa storia mi viene ancora da piangere...
Ho riprovato quella sensazione 18 anni dopo, e ho definito quella parte di me stesso "La Timida Figura", in contrapposizione al
TermYnator, quello che tutti conoscono di me.
La Timida figura è nella mia storia, la seconda persona che ospitò il mio corpo: la prima con la quale entrai in conflitto.
Ma a lei ne sono succedute tantissime, ogniuna diversa dall'altra, e sono sempre pezzi di me stesso. Il personaggio 51, il
marinaio francese, sono sempre io, è la mia matrice che lo genera, così come genera l'intellettuale di sinistra, il dandy
un po gay festaiolo e mondano, il figlio di diplomatici, il nobile decaduto, il mercenario, e mille altre facce della mia personalità.
Essere se stessi, quindi, non significa essere cio che di noi dicono gli altri, ma esprimere quello che di noi la situazione
fa uscire. Questo ci rende liberi, e placa le mille voci, lasciando che una sola di esse si esprima: al meglio.
Solo così si esprime tutto se stessi.

La sicurezza in se stessi nell'essere se stessi
Sapere che per ogni circostanza, uscirà una parte "autonoma" di noi stessi perfettamente adattata al contesto, fa si
che si abbia sempre la certezza di non trovarsi mai male.
Lasciarsi andare significa solo lasciar uscire ed esprimere quella parte sopita o nascosta, invece di tenerla a discutere
con le altre su come spostare una mano perchè a seconda della persona che "parla" in voi, quel gesto ha un significato
diverso.

Tirando le somme
Su un muro di Firenze, un pomeriggio lessi questa frase:
"Con la schizofrenia non si è mai soli".
Privandola dell'ironia dell'eccesso, questa frase meravigliosa rivela la chiave della tranquillità di tutti i veri lupi solitari.

Dedico questo post ad Acqua: il più geniale dei miei "discepoli".
E non so perchè ma mi viene ancora da piangere...

TermYnator

« Ultima modifica: 08 Dicembre 2008, 02:44:32 da TermYnator »

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #1 del: 08 Dicembre 2008, 03:10:51 »

Interessantissimo. Come tutto quello che scrivi, alla fine.
Complimenti.
Magari quando sarò un pò più sveglio chiederò chiarimenti su alcune cose, per ora mi limito a darti un punto.

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #2 del: 08 Dicembre 2008, 03:13:36 »

ma un bel post su delle cazzate madornali?
no! sempre a farmi riflettere! Molte cose le avevo capite già da solo, ma non ordinate come hai saputo fare tu!
Semplicemente grandioso!

...io devo studiare! ti meriti -1!

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #3 del: 08 Dicembre 2008, 11:01:01 »

In sostanza ognuno di noi ha un apersonalità diversa a seconda delle circostanze.

Quindi il primo passo da fare è quello di guardare dentro me stesso per capire quali sono le mie diverse personalità che ho saputo tirar fuori in passato?

Per esempio ci sono le mie personalità principali: quella aggressiva, quella scherzosa e quella intellettuale, ecc... E via via tutte le altre sfumature, che tirerò fuori a seconda delle circostanze.

Se devo essere un pò lesto nel fare un lavoro dovrò tirar fuori la parte più seria e "pratica" di me, che ho da quando mio padre mi portava in  bottega sotto casa.
In una partita di basket la parte aggressiva, di quello che non si voleva far mettere sotto dai bulli della scuola.
Con una ragazza la personalità più giocosa o la più sensibile.

Quindi essere se stessi significa sopratutto capire chi siamo-
Ed essere chi siamo a seconda delle circostanze senza, come dici tu, forzare personalità che non si adattano alla situazione.

Correggimi se sbaglio TermY, mi sa che dovrò leggermi il post qualche altra volta...

Lew

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #4 del: 08 Dicembre 2008, 11:16:32 »

Post stupendo, come ogni post che fai Termy  Smile. Non ti nego che questo post mi ha messo un po' in difficoltà, mi sta facendo pensare e ripensare, riflettere, oltre ad avermi dato un po' di sconforto perchè mi sono identificato nella parte del "frustrato"... Pensavo inoltre che noi avessimo un'unica personalità che si dividesse in diversi "rami" a seconda della situazione in cui siamo, e che non dipendesse da noi cacciare un ramo od un altro. Mi spiego meglio, quando sto a casa ho un atteggiamento, quando esco con i miei amici ne ho un altro, quando esco con la famiglia ne ho un altro ancora ecc...E tante (troppe) volte mi è capitato di volerli cambiare questi atteggiamenti, di voler sostituire all'ansia di quando sto con le ragazze la tranquillità di quando sto invece con la mia famiglia.
Mi sorge spontanea una domanda: COME facciamo a fare il primo passo, ossia quello di guardarci dentro e capire davvero chi siamo? Come risalire alle nostre diverse personalità, e successivamente usarne una sola?

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #5 del: 08 Dicembre 2008, 12:23:57 »

Citato da: TermYnator il 08 Dicembre 2008, 02:39:08

tu non sei una sola persona, ma tante persone in un solo corpo che ogni volta che
deve muovere una mano, fanno a botte per decidere come deve essere mossa.
Questa moltitudine di persone nella tua testa, ti confondono e ti fanno esitare: questo sei tu.

Questa cosa di cui parli mi fa ripensare all'IO, che dice:
l'IO non è un identità attendibile o un unità avvertita come tale, ma qualcosa di più della somma di un numero imprecisato di parti, frasi quotidiane come "Sono combattuto tra due cose" o un incredulo "ma questo non sono io!", indicano frazioni dell'io che si oppongono l'una all'altra, conflitti che la nostra personalità deve affrontare nel confronto fra il proprio volere e le richieste del mondo esterno.
Quello che chiamiamo IO o identità si può quindi, in modo transitorio, dividere.
Ma questa scissione non è arbitraria e avviene secondo una struttura interna, prestabilita e quasi cristallina, la cui composizione si rende visibile solo al momento della sua distruzione.

Comunque +1 e siccome Suna Beam aspettava questo Best-of

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #6 del: 08 Dicembre 2008, 14:24:28 »

Citato da: TermYnator il 08 Dicembre 2008, 02:39:08

Egli vive nel perenne conflitto fra esse, e non riesce ad uscirne. L'unico modo per
uscirne, è uscire dal proprio corpo annullando la mente, e mettendo quindi a letto le personalità meno
forti presenti in lui.

Bellissimo post da leggere finchè non si comprende a pieno  Thumbs Up +1
quindi da leggere in eterno!

Anche io mi identifico nel frustrato, ma pensandoci bene, tutte le volte in cui sono riuscito in qualcosa di importante era perchè ascoltavo solo una parte di me, la parte che sapeva cosa voleva, conosceva l'obiettivo.
Grazie TermY, una perla del genere, proprio ora che ne avevo bisogno Smile

 Thumbs Up Best-of

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #7 del: 08 Dicembre 2008, 14:53:41 »

Credo che tutto il TermYdelirio finirà nel Best Of: contenuti originali espressi con quella vena ironica e anti-intellettuale che li rende unici...

Sperando che la cosa non sfoci nel disturbo da personalità multipla, sono assolutamente d'accordo. Una tema che fa riflettere.

+1

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #8 del: 08 Dicembre 2008, 19:42:31 »

Citato da: TermYnator il 08 Dicembre 2008, 02:39:08

Su un muro di Firenze, un pomeriggio lessi questa frase:
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Pensa che io la fotografai...

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« Ultima modifica: 25 Marzo 2017, 16:22:29 da Seduzione Italiana »

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #9 del: 08 Dicembre 2008, 23:33:16 »

Approvo in tutto e per tutto...

+ Thumbs Up

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #10 del: 08 Dicembre 2008, 23:37:52 »

Citato da: GuyMontag il 08 Dicembre 2008, 19:42:31

Pensa che io la fotografai...

 (Broken Link NDR)

Guy, tra le nostre due vite ci sono delle coincidenze che hanno dell'allucinante...
Incredibile!

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« Ultima modifica: 25 Marzo 2017, 16:22:41 da Seduzione Italiana »

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #11 del: 08 Dicembre 2008, 23:46:24 »

Citato da: GuyMontag il 08 Dicembre 2008, 19:42:31

Pensa che io la fotografai...

Spettacolare, tutto!! Smile

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #12 del: 08 Dicembre 2008, 23:54:50 »

Ringrazio Dante, Falco, Prouslas, Nuke e Sun.

Lew: le cose stanno esattamente come quello che hai capito.

Villevalo: Se veramente vuoi conoscere te stesso, senti la prima voce che echeggia nella tua testa e dagli retta.

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #13 del: 09 Dicembre 2008, 00:16:47 »

Citato da: TermYnator il 08 Dicembre 2008, 23:37:52

Guy, tra le nostre due vite ci sono delle coincidenze che hanno dell'allucinante...
Incredibile!

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Eh...infatti la parte in cui non riuscivi a comunicare e venivi preso in giro...che te lo dico a fare...e pure al ritorno da Parigi...peggio ancora... Wink

Tornando al frustrato e all'uomo di successo, c'è una frase di uno scrittore, Mordecai Richler, che penso riassuma bene il concetto:

Un ragazzo può essere due, tre, quattro persone potenziali, ma un uomo una sola: quella che ha ucciso le altre.

Perché alla fine essere "frustrati" quando si è in crescita è più che normale...la cosa tragica è rimanerlo da grandi.

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Re: TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #14 del: 09 Dicembre 2008, 00:22:30 »

Citato da: GuyMontag il 09 Dicembre 2008, 00:16:47

Eh...infatti la parte in cui non riuscivi a comunicare e venivi preso in giro...che te lo dico a fare...e pure al ritorno da Parigi...peggio ancora... Wink

Gia...

Citazione

Tornando al frustrato e all'uomo di successo, c'è una frase di uno scrittore, Mordecai Richler, che penso riassuma bene il concetto:
Un ragazzo può essere due, tre, quattro persone potenziali, ma un uomo una sola: quella che ha ucciso le altre.
Perché alla fine essere "frustrati" quando si è in crescita è più che normale...la cosa tragica è rimanerlo da grandi.

Meravigliosa sintesi...
Grande!

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