Sono sorpreso: da quanto scrivi credevo che fossi immune da questi pensieri negativi, o almeno che li avessi eliminati per sempre 
Trovo che questa sequenza sia molto reale e diffusa (o forse la provo io e tendo a vederla anche negli altri).
Sono molto brevi, ma non sono mai completamente assenti. E quando sono stati assenti ho preso pali clamorosi.
Io mi considero un erudito del rimorchio: le mie aperture mirabolanti, i miei personaggi, l'arte che ho sempre cercato di porre nel sedurre, sono frutto di applicazione tecnica a 360 gradi.
Io cerco realmente di creare qualcosa di nuovo ogni volta che vedo una donna diversa.
Ma è tecnica, sulla quale appoggio l'estro.
L'uomo che c'è dietro, rimane un uomo con la sua storia, che non è quella di Superman.
E nella mia storia ci sono retaggi del periodo di morte per pippe, che in particolari situazioni sono sempre riaffiorati.
E penso so se mi trombassi altre 400 donne, il primo pensiero sarebbe comunque quello...
Quindi mi/ti chiedo: perche' nonostante il lavoro su te stesso (inteso come lo straordinario percorso che ti ha portato ad essere cio' che sei), la grande fiducia nei tuoi mezzi e la stima di te... perche' istintivamente da principio si affaccia la paura di fallire?
E' un retaggio che non ci lascia mai e pertanto va accettato e controllato, oppure c'e' qualcosa che possiamo e dobbiamo fare per liberarcene?
Io penso che non ti liberi mai dell'iniziale timore. Lo superi, lo domini, lo vinci:
non riesce più a bloccarti, ma comunque all'inizio si affaccia sempre.
E' comunque un confronto con l'ignoto, e se sei una persona che riflette, non puoi dimenticarti questo dettaglio.
A meno che uno non sia uno psicopatico della topa... 
TermYnator