Ovviamente, sebbene la sua capacitá di persuasione, quello non era, in realtá, un'amico!
Scherzi a parte, il dolore non é reale, visto che é un prodotto della mente. Il piede non sente il dolore, é il cervello (e quindi la mente) che costruisce in risposta il dolore.
dopo le boutade, la risposta seria
vedi, caro duca, te confondi quella che è una svolta soggettivista, quella ad esempio di kant nelle sue critiche dove pone tempo spazio e causalità come condizioni a priori del soggetto esperente, condizioni soggettive quindi, col pensare che la realtà possa davvero esser non considerata; un conto è un sano costruttivismo, ove si pone che quel che ci succede è sicuramente funzione del nostro modo di esperire la realtà , un conto è distaccarsi da quello che è un sano principio di realtÃ
schopenhauer diceva, in principio del die welt, che il mondo è il mio mondo, la mia rappresentazione; calderon de la barca diceva la stessa cosa nel dire che la vita è un sogno; gli antichi maestri indiani parlavano del velo di maya, e che quella che pensiamo esser la realtà è vacua apparenza (concetto poi volgarizzato financo da matrix nel 99); non andiamo poi a parlare degli gnostici, che pensano ad un demiurgo cattivo, che ci ingannerebbe con la costruzione di una realtà fasulla
ma il punto è che la realtà esiste eccome, e ci facciamo i conti ogni giorno; il nostro corpo è soggetto alle leggi fisiche e biologiche come qualsiasi altro corpo; abbiamo dei vincoli che ci sono dati dall'esterno, se non mangiamo e beviamo muoriamo; se ci sfracelliamo al suolo, muoriamo; altro vincolo imprescindibile, io se non mi sego per 3 giorni, prima o poi espello un vago liquido biancastro dal mio pisellino (ma questo potrebbe essere un problema mio...
)
che esista un reale collegamento tra noi ed il fuori lo dimostrano anche esempi dal regno animale: fiori verdi non esistono in natura, perchè il fiore ha bisogno di colori ben diversi dalla vegetazione per attirare le api
alcuni animali utilizzano tattiche particolari per sfuggire ai predatori, ad esempio delle mutazioni della pelle per poter evitare d'esser individuati, e tali tattiche, sottoposte alle leggi dell'evoluzione, funzionano, altrimenti sarebbero state cassate
per quanto riguarda la personalità , dopo freud e jung sappiamo che non solo la realtà esterna ha uno statuto "ontologico", ma anche quella interna, nella fattispecie il mondo inconscio; per quanto non si veda, esso è maledettamente reale, e ci influenza e condizione allo stesso modo della realtà esterna; ad un soggetto affetto da nevrosi non si può andar vicino e dire "guarda che so tutte cazzate", e se pure fosse disposto ad accettarlo razionalmente, questo non cambierebbe per lui una virgola nel suo modo di vivere; resta ugualmente sotto scacco della sua nevrosi
in sostanza, il modo in cui poni la questione è di un semplicistico micidiale, degno dei rozzi anglosassoni; faresti bene a porti qualche domanda
« Ultima modifica: 13 Marzo 2011, 02:38:14 da nad84 »
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