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La fabbrica del Fascino

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Il TermYdelirio

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Il TermYdelirio

« del: 28 Marzo 2009, 18:36:44 »

Salve marpions,
da oggi, prima ancora di termynare il TermYpensiero, comincio a postare
il TermYdelirio, ovvero l'essenza del trascendere.
La collocazione di questi post non è nel materiale per principianti, darò per scontata l'assimilazione
di tutto quello che ho scritto in precedenza, ed una ottima pratica di quei concetti.
Questi post non sono per tutti: ma solo per chi ha una perfetta dimestichezza con il dominio del se.
Per alcuni saranno deliri (sennò li chiamavo TermYmeditazioni), per alcuni molti saranno
una scintilla. Non sarò politically correct, come non lo è l'assegnazione della figa nella realtà.
Questi post sono molto personali, e non hanno nessuna pretesa didattica: sono lettere aperte
nelle quali rivelo la parte più scomoda ed impopolare del mio pensiero. Scomoda, ma tremendamente realistica.
Penso pure che il mio karma terminerà di crescere con questi post.
Ma non sarei TermYnator, se anche se per una sola volta, non fossi me stesso fino in fondo:
mentire a me stesso, o omettere verità fondamentali, non fa parte del mio spregevole carattere...

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SunBeam

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TermYdelirio 1) Il Superuomo.

« Risposta #1 del: 28 Marzo 2009, 18:41:57 »

Il Superuomo.

Parlando con le persone, spesso mi imbatto in ragazzi che non hanno capito una verità
fondamentale. Non siamo qui per aiutare gli altri, ma per aiutare noi stessi.
Quando andiamo da una figa, non siamo li per darle una mano, se la freghiamo al suo
uomo, non lo stiamo aiutando. Certo, possiamo pure imporci un cerimoniale etico,
possiamo imporci di rispettare certe regole, ma comunque, dando agli altri toglieremo
a noi stessi. Per dare, bisogna essere talmente ricchi, da non subire danni del privarsi
di qualcosa. Ed io, in 46 anni di vita, di veramente ricchi non ne ho conosciuto uno.
Chi per un motivo, chi per un altro, tutti quelli che da un canto avevano preso, da un altro
erano incapaci di dare, perchè non avevano nulla.
Paperon de Paperoni è un superuomo. Non gliene frega un cazzo di dare, lui pensa solo
a ricevere, e fa di tutto affinchè questo avvenga.
Lui però, è il più ricco di tutti. Ma è anche il più solo di tutti.
La sua ricchezza, e gli sforzi per ottenerla, l'hanno isolato dal mondo, dalle amicizie.
Paperon de Paperoni, come tutti i Superuomini, è un lupo solitario.

Il SuperScopatore

Il SuperScopatore, è a tutti gli effetti un ricco: scopa più di tutti.
Ma come tutti i superuomini è solo. Tremendamente solo.
E' attorniato da persone che essendo povere nel campo in cui egli è ricco, pensano di
prendere da lui parte della sua ricchezza. Anche loro vivono per aiutare se stesse.
Non sono amici: l'amico dovrebbe posri in una logica win-win, ma è evidente che se esiste
una disparità di mezzi, la logica win-win non possa sussistere.
La vera logica di questi rapporti è in realtà una logica di compromesso basata sul bisogno:
il solitario, accetta un rapporto nel quale da', sperando di ricevere.
Foss'anche ricevere solo formalmente un palliativo alla sua solitudine, l'idea di essere amato
dai suoi simili.
Questo suo bisogno, spesso teatralizzato e reso ad arte, commuove le donne, generando il più
grandioso dei contrasti: il bimbo celato nella bestia.
Il SuperScopatore è ben conscio di questo, sa perfettamente che l'esporre il bimbo che dentro
di se nutre e protegge, lo rende irresistibile. E mostrandolo ruba.
Ruba perchè usa l'ennesimo stratagemma per scavallare le difese delle donne, la sua ricchezza
gli consente di spendere più degli altri, e lo fa senza ritegno. butta sul piatto con estrema nonchalance
quello che gli altri devono celare e custodire per paura di essere aggrediti.
Ma lui no, perchè sa esattamente come ribaltare la frittata, conosce esattamente il suo valore
ed il fatto che potrà quando vuole, far leva sulla femina intenerita per scardinare le ultime difese,
e finalmente conqustare e vincere.
Si, vincere.
Inutile mentire: quanti di quelli che adulano gli eroi dal rimorchio in tre battute amano le donne?
Nessuno. Nessuno perchè conquistare una donna in tre battute è la negazione stessa dell'umanità
della donna. Guardatevi allo specchio, ma senza mentire a voi stessi. Il fatto che una tipa venga
posseduta così velocemente non è un plauso al merito: e' un esultare per la sconfitta della donna,
è un congratularsi con l'eroe per averla punita, punendo essa come simbolo di quelle che hanno
punito voi dandovi un palo.
Ora mi domando, come può convivere quest'odio con lo spirito "aiutamose e volemose bene"?
Semplice, basta èpensare che in realtà non se volemo veramente bene, ed in realtà non s'aiutamo.
Semplicemente prendiamo quello che ci serve.
C'è chi prende plausi, chi prende consigli, chi prende pali perchè gode nello sta male ricevendo coccole,
chi invece prende soldi.
Ma di fatto, cari signori, siamo governati dal più schifoso egoismo.
Tutti, senza esclusione. Nemmeno il cristiano che si batte in petto e si prodiga per gli altri:
lo fa perchè comunque aspira alla vita eterna, ovvero alla ricompensa.

La logica dell'egoismo

Ma allora, se siamo tutte merde rispetto ai nobili ideali, non ci indignamo se vediamo uno calpestato.
Perchè forse forse, sotto sotto, anch'egli nel suo essere calpestato trae un'utilità.
La donna che si fa rimorchiare in tre battute, non è una vittima: nella sua testa è convinta
di aver trovato il massimo al quale possa aspirare. Il morto di pippe che non scopa e viene a piangere
miseria, forse trae conforto dall'esser consolato.
E quando consoliamo, assicuriamoci di non farlo per sentirci grandi e forti, perchè anche così,
mascheriamo da altruismo la logica dell'egoismo: state prendendo...

Il bene ed il male

Dopo queste terribili considerazioni, verrebbe lecito porsi un quesito: cosa è bene e cosa è male?
Ed anche qui, riesce la logica dell'egoismo. A che cazzo serve sapere se una cosa è bene o è male?
A sentirsi la coscienza a posto nell'esser gratificati dagli altri nel sentirsi dire "Bravo, hai fatto del bene"?
Serve per avere un metro comportamentale per non andare all'inferno, ovvero prendersi la vita eterna come ricompensa?
Non serve a nulla sapere cosa è bene e cosa è male.
Serve solo a prendere nascondendo la mano.
Io non ruberei mai una caramella ad un bambino, gli voglio troppo bene ai bambini. Sono buono?
No, è solo che il mio istinto mi dice "non farlo" e mi fa star male al solo pensiero.
Ma è l'istinto della specie alla quale appartengo che mi impone questi vincoli, ed è comunque e sempre un prendere: fa parte dell'istinto di conservazione della specie.
Se tutti pensiamo così, i nostri figli arriveranno a riprodursi invece di essere predati, e quindi a portare avanti nel tempo i nostri geni.. Certo non ho la stessa premura nei confronti degli adulti: sono concorrenti al
piazzare i miei geni.

La modestia

La modestia è il più schifoso e viscido dei modi di spacciare il prendere.
Ma chi è veramente il modesto? Uno che fa qualcosa bene, per poi sentirsi dire "bravo, ma
come, non avevi detto nulla di quanto eri bravo". Tanto valeva dirlo subito:
"Sono bravo". Ma perchè non farlo? Per il timore di sentirsi dar del presuntuoso, dell'arrogante,
e via dicendo. Ma perchè mai uno che sa fare una cosa meglio degli altri dovrebbe essere arrogante o presuntuoso se lo dice?
Perchè da 30 anni a questa parte ci hanno bombardato la capoccia con concetti del cazzo come
"non tentare di prevalere sugli altri", "Siamo tutti eguali", "non devi mostrare di essere più bravo,
altrimenti crei complessi negli altri".
Questa filosofia del cazzo viene dalla travisazione e dal rovesciamento del principio base di una
società equa, ovvero che dovremmo avere tutti gli stessi diritti.
Ma pur essendo giusto che tutti abbiano gli stessi diritti, rimaniamo tutti diversi.
Diversità che diventa tremendamente evidente di fronte alle donne: se fossimo tutti eguali, scoperebbero tutti.
E se fossimo tutti eguali, le donne la darebbero con la stessa voglia che abbiamo noi di darglielo.
La modestia è quindi  la negazione delle regole che sin'ora hanno portato la specie umana a quello che è.
E parlare di essere alpha, manifestare peacocks, è in meravigliosa contraddizione con l'essere modesti:
è invece l'affermazione più forte del proprio ribadire "io non sono eguale a te che mi guardi".
Quindi, cari miei, siate coerenti: chi studia seduzione e fa il modesto, nega se stesso.

La presunzione

La presunzione è l'opposto della modestia, ma ha lo stesso peso in termini di "prendere".
Il presuntuoso, spaccia per suoi poteri che non ha, al fine esclusivo di prendere di più.
Ilmpresuntuoso è egoista tanto quanto il modesto, solo che risulta più antipatico, perchè
instaura un clima competitivo. I modesto, non lo instaura, perchè a priori mostra di essere
più bravo. Ma lo schema mentale è il medesimo.

Per oggi mi fermo qui.

TermYnator

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« Ultima modifica: 28 Marzo 2009, 19:04:33 da SunBeam »

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SunBeam

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TermYdelirio 2)Le palle, ovvero la differenza fra un quaquaraquà ed un Vero Uomo.

« Risposta #2 del: 28 Marzo 2009, 18:45:06 »

Salve Marpions,
in questi giorni di trambusto, ho avuto l'ispirazione per il secondo TermYdelirio.
Il tema è scottante, spinoso e peloso: le palle, che tanti uomini dicono di avere,
che tanto piacciono alle donne, ma che pochissimi possono dimostrare di possedere.

L'uomo con le Palle

L'uomo con le palle è un uomo senza compromessi: difende i propri ideali a spada
tratta, perchè i propri ideali sono l'essenza di quello che è.
Un Uomo con le palle non scende a compromessi sui propri ideali: non c'è merce
che possa fargli cambiare idea se è convinto di qualcosa.
L'unica cosa che può fagli cambiare idea, è qualcuno che gli dimostri che ha torto.
L'uomo con le palle non teme di aver torto: non scende a compromessi neanche con se stesso.
Quindi, se sa di perseguire una strada errata, non insiste temendo di perdere potere, ma
ammette di aver torto, e sposa la nuova idea.
Un Uomo con le palle è un idealista. Un uomo con le palle è quindi per molti un coglione.
Ma meglio coglione che senza palle.

L'uomo con le palle, ed il mondo.

Il mondo appartiene agli uomini con le palle. E siccome le donne fanno parte del mondo.
agli uomini con le palle spettano molte donne. I senza palle tentano con ogni mezzo di
riuscire nella stessa impresa, investendo denaro e tempo tentando una via indiretta
per avere lo stesso peso degli uomini con le palle. Ma invano: gli manca la qualità
essenziale per avere presa sugli altri, la determinazione, e la libertà di spirito.
Un uomo con le palle pone alla base di qualsiasi sua azione la soddisfazione ed il rispetto
della propria immagine: quindi non tradisce se stesso, ne coloro che ritiene amici  persone
da tutelare, siano essi palledotati o meno.
Un palledotato, quindi, non si batte solo per i propri ideali, ma anche per quelli dei propri
amici, che rispetta e sostiene nel momento del bisogno.
Un palledotato ha pochi amici, perchè il mondo è infestato da senza palle.
Un palledotato non da per ricevere, ma se nel momento del bisogno si rende conto di essere solo,
dopo essersi rimboccato le maniche ed aver superato il problema, procede ad epurare dalla
cerchia degli amici tutti i senza palle: un palledotato non è compatibile con un senza palle.
Un palledotato si pone rispetto al mondo in modalità duale: lui e il mondo.
Se il mondo lo capisce ed è in grado di recepire il suo messaggio è contento.
Ma se il mondo gli dimostra di non avere palle, manda affanculo il mondo senza alcun rimpianto:
nessun compromesso.

L'uomo con le Palle e gli altri.

L'uomo con le palle apprezza la compagnia, anche se, spesso, disprezza la natura umana.
L'uomo con le palle è disponibile alla compagnia, ma non è animale da branco.
Ho letto recentemente, che un senzapalle sosteneva che per essere alpha ci vuole
un branco del quale essere l'alpha: tipica affermazione dei senzapalle, che confondono
il ruolo con lo status di una persona. Un Palledotato è alpha in qualsiasi contesto lo si
ponga, è alpha perchè possiede delle qualità che lo rendono tale, e lo pongono sempre
al centro dell'attenzione: non è lui che ci si mette, sono gli altri che lo guardano.
Un palledotato, quindi, non ha problemi nello stare solo: sta bene con se stesso, non ha bisogno
di essere accettato per sentire di avere un ruolo.
Il Palledotato è un lupo solitario.
Il suo ruolo viene fuori ogni volta che parla con qualcuno, e con la moltitudine delle persone
che lo cercano, perchè in lui riconoscono dei valori.
Il Palledotato rispetta gli altri, e non fa pesare la sua condizione: se viene aggredito da un senzapalle.
cerca sempre di farlo ragionare. Se in senzapalle insiste, lui si ripete.
Ma se il senzapalle osa minacciarlo, lo schiaccia come un verme e senza rimpianti.

La gratitudine dei Palledotati

Come ho scritto, il palledotato non fa mai nulla per ricevere qualcosa in cambio:
lo fa è basta. Se il fare qualcosa per altri gli costa rinunce, lo fa finchè la sua condizione
esistenziale glielo permette, e finchè la sua vanità risulta soddisfatta.
Eh si, gli uomini con le palle sono tanto vanitosi quanto immodesti, ma come scritto
nel precedente TermYdelirio, la modestia è uno schifoso tentativo di nascondere il proprio
egoismo.
Nel momento in cui queste condizioni di base vengono meno, il Palledotato impone
un "rimborso spese", ovvero delle condizioni minime per comtinuare a dare.
I palledotati, per questo loro vizio, non diventano mai materialmente ricchi, pure essendo
ricchi per altri versi. (leggasi TermYdelirio 1)
Paradossalmente, se il palledotato riceve qualcosa, è felicissimo Uglystupid, e si sente in
dovere di contraccambiare. Cosa che lo spinge talvolta a diventare invadente.
Ma va capito...

Sintesi

Aspirare ad avere le palle è facile, arrivarci è un altro paio di maniche.
Affermare se stessi, non significa dire di avere alti standard, grandi aspirazioni, ed
altre millanta cazzate. Affermare se stessi significa affermare le proprie idee, lavorarci sopra
in modo da renderle inespgnabili alle critiche.
affermare se stessi significa combattere per un ideale, proprio o acquisito, che diventa comunque
proprio se capito.
Affermare se stessi non significa rimanersene al calduccio facendo finta di non vedere e non sentire
mentre gli amici prendono schiaffi: a rischio di prendere schiaffi da altri, si deve scendere in campo
ed esporsi.
E ricordate: uno schiaffo da un idiota non potrà mai far male quanto le decine di schiaffi che prenderete
tutte le mattine guardandovi allo specchio, ammirando un senza palle.
E questo, solo perchè non avete avuto le palle di fare ciò che sentivate di dover fare.

TermYnator

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SunBeam

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TermYdelirio 3) Voglio essere me stesso: ma chi sono?

« Risposta #3 del: 28 Marzo 2009, 18:47:31 »

Salve Marpions, è il TermY che vi parla.
Stanotte, m'è partito il neiurone schizoide, e tratterò un tema scottante: essere se stessi.

Voglio essere me stesso
Bene Fratello, ma prima di dire "voglio essere me stesso", hai provato a chiederti chi cazzo sei?
E perfettamente inutile che tu mi dica quello che fai, più o meno come la pensi, ed altre cazzate
della tua storia: questo è quello che ti è successo, non chi sei.
Chi sei, non è legato ai fatti della tua vita: quelli sono ciò che ti ha reso ciò che vedono gli altri,
cio che gli altri dicono di te.
Ma gli altri non sanno dei discorsi che fai da solo, di tutte le piccole rivalse che ti prendi quando
nessuno ti sente. Gli altri non sanno che sai volare, che ti scopi delle fighe assurde, e che
le apri con uno sguardo. Gli altri non sanno un cazzo di te, perchè non possono leggere i tuoi
pensieri. Ma perchè i tuoi pensieri non sono la realtà?
Perchè tu non sei una sola persona, ma tante persone in un solo corpo che ogni volta che
deve muovere una mano, fanno a botte per decidere come deve essere mossa.
Questa moltitudine di persone nella tua testa, ti confondono e ti fanno esitare: questo sei tu.

La matrice di ogni essere
Vedi Fratello, da come l'ho messa, potresti pensare di essere eguale a me, perchè anch'io ho tante
persone che si accapigliano quando faccio qualcosa. Io però, ho imparato una cosa in più:
ho imparato a sentire la persona più adatta alla circostanza nella quale mi trovo.
Così, se mi trovo con una persona molto diplomatica, lascio parlare la persona diplomatica, e chiudo
nel cesso le altre, che si accapiglino senza disturbare il diplomatico.
Ma se mi trovo in una situazione conflittuale, lascio agire la persona conflittuale.
Ci sono decine di situazioni, e decine di persone che interagiscono in me: ma ogni volta, lascio che
agisca una sola di esse.
Sono sempre me stesso! Si, sono sempre me stesso, ma esprimo solo una parte di me alla volta:
così ho risolto i miei conflitti.
La matrice di ogni essere, sono le decine di personaggi che egli ospita, la loro particolare abilità,
la loro connotazione, il loro modo di esprimersi, il loro modo di interagire fra loro.

Il frustrato
Il frustrato è colui che non riesce a far interagire le singole parti della propria persona nella situazione che
le renderebbe vincenti. Egli vive nel perenne conflitto fra esse, e non riesce ad uscirne. L'unico modo per
uscirne, è uscire dal proprio corpo annullando la mente, e mettendo quindi a letto le personalità meno
forti presenti in lui. Egli può così apprezzare il silenzio, l'assenza di conflitto.
Ma non ha abbastanza energie per diventare produttivo. Al massimo perde qualche inibizione, si sente meglio,
si sente più deciso, ma non ha più i mezzi per affrontare il mondo.
Al suo risveglio, si risveglieranno le sue mille personalità, e ricomincerà a vivere da vittima di se stesso.

L'uomo di successo
L'uomo di successo, ha imparato ad ascoltare una sola delle sue personalità, e grazie a questa, egli riesce
a superare tutti coloro che albergano conflitti. E' penetrante, è più veloce, sa esattamente quello che vuole e lo ottiene.
Egli è se stesso, rappresentando una unica parte di se stesso. E' un superuomo.

TermYnator e la Timida Figura
Quando ero sotto le armi, i miei soldati mi affibbiarono un nomignolo: il Tenente TermYnator.
Mi chiamavano così perché riuscivo in tutto, perché la preparazione di tutto quello che facevo
era sempre perfetta, perché non avevo reazioni emotive, mi comportavo come una specie di
macchina programmata per uno scopo preciso. Mi è successo di non dormire e non mangiare per due
o tre giorni, e questo senza mai un lamento, non potevo mostrare segni di debolezza di fronte a
loro. Non rideva mai in quel periodo: questo è il TermYnator
C'è un'altra parte di me, molto nascosta, che non espongo quasi mai. Quando ero piccolo, ci trasferimmo
a Parigi. Mio padre era un diplomatico, e per i diplomatici è normale trasferirsi in paesi esteri con tutta la
famiglia. Ebbi un grosso trauma nell'abbandonare la scuola, gli amici, nel ritrovarmi a soli otto anni a ricominciare
tutto da capo, compresa la cosa più spontanea che puoi aver imparato in 8 anni: parlare.
Io non capivo nulla di quella lingua, volevo comunicare con qualcuno, ma il più delle volte vieni preso in giro perché
non capisci quello che ti si dice.
Ero sempre triste, sempre solo.
Un pomeriggio, i miei ci portarono ad un mercatino delle pulci, nella "banlieue" (paesi adiacenti) di Parigi. Eravamo un
po' annoiati da tutti quei banchetti di anticaglie, e cominciammo a giocare in un prato, davanti ad uno stagno.
Le mie due sorelle, la terza non era ancora nata, giocavano con le loro barbie, ed io, come al solito rimasi da solo
a contemplare il mondo e quello che non avevo.
Improvvisamente fui attratto da qualcosa in movimento, era una ragazzina della mia età, portava una gonnellina
scozzese ed una camicetta bianca.
Correva sorridendo dietro ad una palla rossa, abbassando l'erba nel suo correre, come un motoscafo che lascia una
scia di schiuma.
La osservai, e vidi che mi sorrideva.
Così cominciai a correrle dietro, davanti a quello stagno, in mezzo a quel mare d'erba morbido che sembrava una nuvola.
Poi la raggiunsi, lei cadde, ed io caddi su di lei.
Ci guardammo per una frazione di secondo, senza dirci nulla.
Non dimenticherò mai l'espressione dei suoi occhi.
Avrei voluto far qualcosa, ma non sapevo che.
Improvvisamente mi dette un bacio su una guancia, e prima che capissi cosa era successo, l'urlo maschio del genitore che
richiama il cucciolo alla tana la destò. Si alzò di scatto e sparì nell'erba.
Io rimasi sdraiato ad assaporare quella sensazione forte che mi stava agitando le visceri e facendo battere il petto.
Sognai ad occhi aperti di girare mano nella mano con lei, di fare giochi fantastici che solo con lei avrei potuto fare, provai
una energia a me sconosciuta.
Le pensai per molto tempo, provando dolore per il sapere che non l'avrei mai più rivista. Poi quella sensazione svanì, tornai normale.
Sono passati 38 anni, ma quando racconto questa storia mi viene ancora da piangere...
Ho riprovato quella sensazione 18 anni dopo, e ho definito quella parte di me stesso "La Timida Figura", in contrapposizione al
TermYnator, quello che tutti conoscono di me.
La Timida figura è nella mia storia, la seconda persona che ospitò il mio corpo: la prima con la quale entrai in conflitto.
Ma a lei ne sono succedute tantissime, ogniuna diversa dall'altra, e sono sempre pezzi di me stesso. Il personaggio 51, il
marinaio francese, sono sempre io, è la mia matrice che lo genera, così come genera l'intellettuale di sinistra, il dandy
un po gay festaiolo e mondano, il figlio di diplomatici, il nobile decaduto, il mercenario, e mille altre facce della mia personalità.
Essere se stessi, quindi, non significa essere cio che di noi dicono gli altri, ma esprimere quello che di noi la situazione
fa uscire. Questo ci rende liberi, e placa le mille voci, lasciando che una sola di esse si esprima: al meglio.
Solo così si esprime tutto se stessi.

La sicurezza in se stessi nell'essere se stessi
Sapere che per ogni circostanza, uscirà una parte "autonoma" di noi stessi perfettamente adattata al contesto, fa si
che si abbia sempre la certezza di non trovarsi mai male.
Lasciarsi andare significa solo lasciar uscire ed esprimere quella parte sopita o nascosta, invece di tenerla a discutere
con le altre su come spostare una mano perchè a seconda della persona che "parla" in voi, quel gesto ha un significato
diverso.

Tirando le somme
Su un muro di Firenze, un pomeriggio lessi questa frase:
"Con la schizofrenia non si è mai soli".
Privandola dell'ironia dell'eccesso, questa frase meravigliosa rivela la chiave della tranquillità di tutti i veri lupi solitari.

Dedico questo post ad Acqua: il più geniale dei miei "discepoli".
E non so perchè ma mi viene ancora da piangere...

TermYnator

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SunBeam

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TermYdelirio 4) La guerra dei mondi.

« Risposta #4 del: 28 Marzo 2009, 18:49:33 »

Bello un foglio vuoto, è come una serata nella quale non sai che fare, nella quale non hai idee.
Ma come al solito, col mio solito TM, comincio a far corrispondenze, e nasce l'idea.
Il foglio piano piano si popola di concetti, di frasi. Alla fine nasce un post.

La guerra dei mondi
Molti uomini sono in guerra col mondo: essi hanno messo il loro mondo interno in competizione
con il mondo esterno.
Rivaleggiano, pervasi dall'idea di dover prendeere il più possibile in ogni campo.
Essi si sentono poveri, e vogliono diventare ricchi, si sentono sfigati, e vogliono tutta la figa del mondo.
Essi sono Morti di Pippe nello spirito, non hanno nulla di proprio al quale aggrapparsi, e si rifanno sul mondo
per compensare questa tremenda mancanza.
Essi non hanno capito un cazzo.
La loro vita è costellata di arrabbiature e di continue frustrazioni dovute al trovare combattenti più bravi di loro,
che gli sottraggono quello che loro vorrebbero prendere.
Questi uomini si rifugiano nel possesso, sentimento che sfocia ben presto nel collezionismo e nell'avarizia.
Persino nelle cose immateriali sono avari, come quando quadagnano un metro di spazio nel traffico bloccandoti:
stanno in guerra, ed hanno come unico momento di relax, l'estrazione di una caccola ristoratrice al semaforo.
Quanti generosi ho conosciuto che erano disposti a pagarti una cena, ma non erano disposti a dedicarti
mezz'ora del loro tempo. Semplicemente erchè mezz'ora del loro tempo, costava molto più d'una cena.
L'avarizia, ed il collezionismo di cose futili, sono i primi sintomi dell'essere in guerra col mondo.

Cosa vuoi veramente?
Te lo sei mai chiesto? Ti sei mai posto questa imbarazzante domanda dandoti una risposta senza mentire a te stesso?
Se vuoi una strafiga, perchè vai in giro con un quarto di bue che usa le tette come sciarpa?
Ma sei realmente sicuro di volere la strafiga, o piuttosto pensi che sia meglio delle altre, perchè tutti dicono
che la secca longilinea e senza pocce è una "HB10"?
Siamo, anzi: sei realmente sicuro che sia proprio quella la tua massima aspirazione?
Io non ci credo.
Come non credo che andresti ingiro con una macchian da 300 cavalli se fosse una "uno" arrugginita.
A questo punto, prima di interrogarci sul perchè uno studia seduzione, bisognerebbe capire cosa desideriamo
veramente, cosa realmente ci piace e cosa ci rende felici.
Saperlo, ci libera dall'angoscia del prendere a tutti i costi.
Saperlo ci mette in pace con il mondo.

La pace interiore
Leggo continuamente cazzate come "frame" minchk state", ed altro, e mi domando: ma veramente qualcuno ci crede?
Sono tutte menate per far finta di ignorare il casino che avete dentro, il gigantesco conflitto fra quello di cui avete
realmente bisogno, e quello che questa cazzo di società vi ha educati a volere.
La pace interiore è la coscienza dei propri reali desideri.
Questo è lo stato mentale vincente.
Ho insistito tanto nel descrivere l'osservazione, calcando la mano sul fatto di capire se realmente una persona ci
piace, se realmente è quello che desideriamo. Perchè se non la desideriamo veramente, non avremo mai lo stato
mentale giusto: appariremo come uno che sta in guerra con il mondo, e prenderemo un palo.
Ma è giusto così.
Per trovare la pace interiore, dovete quindi spogliarvi da tutti i desideri indotti, ed aspirare a prendere solo quello
che realmente desiderate.
Questa è la matrice filosofica della strategia "un colpo un centro", e per questo aborro metodi che prefiggono
invece l'andare ad aprire 50 set a sera: essi non fanno altro che aumentare il vostro conflitto con il mondo,
vi rendono schiavi della figa come la pubblicità vi rende schiavi del detersivo.
Fanculo mystery e fanculo la procter & gable; sono le due facce di uno stesso sistema, cambia solo il prodotto, ma il
bersaglio è lo stesso: tu che li guardi.

La donna che ti tira
La donna che ti tira è dentro la tua testa, non dentro quella di un altro. Se qualcuno ti dice "Buah, quella è chiatta,
quell'altra è grassa, quell'altra ancora c'ha troppe tette", rispondigli a tono.
Che si faccia una manica di cazzi suoi, devi essere fiero di quello che ti piace, e NESSUNO deve permettersi
di metterci bocca. Inutile chiacchierare di alphaness e innercazzo, se non si è neanche capaci di difendere cio
che desideriamo.
Quindi, tira fuori le palle, e se qualcuno contesta gli obbiettivi dei tuoi desideri, perchè ti fanno felice, mandalo affanculo.
Uomo della strada: "Io rimorchio solo HB10"
Risposta immediata: "Vaffanculo".

La filosofia della semplicità
Essere un grande seduttore è l'aver eliminato i conflitti interni, ed essere così riuscito a conquistare se stesso.
E questa cosa, si trasmette a chiunque incontriate.
Non c'è più conflitto, non c'è più guerra: è un dato di fatto evidente e palese.
Se vi scaccolate, lo farete per l'immenso piacere di farlo, non perchè siete in tregua al semaforo.
Un seduttore non si nasconderà dietro citazioni dotte per nascondere la propria povertà mentale, ma piuttosto
userà il linguaggio proprio ad essere capito dai suoi interlocutori: semplice ed alla portata di tutti.
Un seduttore farà ogni cosa con semplicità e rispetto, compreso il chiedere scusa nell'abbordare una ragazza.
Un seduttore ha classe, ma la classe altro non è che è il sapere cosa si vuole vestendosene, eliminando tutto il superfluo.
Capite cosa volete, e diventerete persone di classe.

TermYnator

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SunBeam

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TermYdelirio 5) Il bambino occultato.

« Risposta #5 del: 28 Marzo 2009, 18:53:34 »

Salve Marpions e Marpionze.
Interrompo il silenzio stampa dopo un mese di meditazione.
con questo post, descriverò quello che è secondo le mie osservazioni ed i numerosi test che postai,
è il male comune di chi con la figa ha sempre avuto problemi: il Bambino Occultato (BO).

Il Bambino Occultato.
Chi è Uomo? Un essere dotato di apparato riproduttore estroverso,
con un tasso di testosterone superiore ad una femina, che oltre che parlare
di cazzate, è anche in grado di assumersi delle responsabilità.
Quando un Vero Uomo affronta un problema, egli lo fa frontalmente (come scrissi nel TM),
non lo fa estendendo le sue necessità orizzontalmente, ovvero ad altri membri del gruppo.
Questa caratteristica del maschio adulto, è in pochissime parole l'essere alpha.

Le donne ed i bambini, invece, hanno un modo diverso di affrontare i problemi:
le prime tendono ad estendere ad altre del gruppo il problema (spesso parlando per ore
di minchiate assurde), mentre gli ultimi tendono ad andare da un adulto per farsi
incoraggiare.
Quest'ultimo comportamento è particolarmente interessante.
Il cucciolo umano, infatti, prima di intraprendere un'azione di cui non conosce l'esito,
si rivolge all'adulto confidando nel fatto che se riceve un assenso, non correrà pericoli,
o comunque riuscirà nel compito.
Di fatto, se il cucciolo riesce, è solo grazie ai propri meriti.
Ma il chiedere un "parere" e ricevere l'assenso, garantisce una possibilità superiore
ai cuccioli di non incappare in situazioni di pericolo. Il chiedere conferma al genitore,
e per estensione al mondo esterno, è quindi un meccanismo di sopravvivenza proprio dei cuccioli,
che non esendo consci del proprio effettivo valore, chiedono al genitore conferma che l'azione
che si avviano a compiere, sia effettivamente possibile.
Questa attitudine mentale, è la stessa che porta determinati adulti a provare piacere nel
veder riconosciuti i propri meriti. E in persone particolarmente affette da BO, porta questi
ultimi ad inventarsi dei meriti per provare piacere nel vederli riconosciuti.

La negatività dell'ostentazione.
L'ostentazione di caratteristiche maschili (o quant'altro venga ostentato), viene quindi
istintivamente riconosciuto dalla femina adulta come una caratteristica infantile.
Ma le donne non cercano un cucciolo per riprodursi, vogliono un uomo, ovvero un essere
che abbia superato la fase del cucciolo, e sia in grado di guidare i cuccioli.
troviamo quindi la prima vera caratteristica di un uomo "alpha": la capacità di assumersi
responsabilità. Il successo degli uomini "provider", è in realtà dovuto a questo:
essi sono in tutta evidenza persone che sono perfettamente in grado di rilevare i pesi
che una donna potrebbe non sopportare. Ma non è la razionale valutazione delle loro
peculiarità che li rende affascinanti, quanto la caratteristica di maschilità primordiale
che essi esprimono.
La stessa cosa succede per i carismatici ed i leaders: essi guidano, e quindi sono
adulti, ed in grado di assumersi responsabilità. Sono maschi.
Il maschio quindi non ostenta mai, e per questo nel TM, consiglio vivamente di assumere
un atteggiamento di classe, inteso come il privarsi di tutti quegli orpelli che possano essere
assimilati ad ostentazione. Perchè l'ostentazione è equivalente ad infantilismo, e come tale a scarsa
attrattività per la donna.

Il Morto Di Pippe non è mai solo.
Così come non lo è lo schizofrenico. Il MDP ospita dentro di se un Bambino Occultato
di cui non riesce a liberarsi. Il suo atteggiamento può essere anche perfettamente simile a
quello di un Vero Uomo esteriormente, ma qualora si presenti il pericolo, egli riprenderà le istintive movenze
da bambino, dimostrando di volere consenso.
La donna immediatamente interpreterà questi segnali come segno di immaturità, e cambierà
atteggiamento improvvisamente. Il palo segue inesorabile come la pippa vendicativa...

Il percorso del Seduttore
Il percorso del seduttore non è quindi un percorso imitativo, o un percorso di apprendimento tecnico:
diventare un Seduttore significa innanzitutto diventare un UOMO maturo.
Liberarsi completamente del bisogno di conferme, e dipendere e confidare solo ed esclusivamente
dai propri mezzi.
Per questo, l'apprendere l'arte della seduzione non può essere ridotto allo studio di tattiche, ma deve partire
dalla costruzione di un uomo che si fidi di se stesso, potenziando le sue qualità, e facendo si che il constatare
che il suo comunicare funziona, egli si renda pienamente coscente di non aver nulla di cui temere.
Solo questa coscienza farà si che egli trovi le sue conferme in se stesso, e che non cambi più
atteggiamento nel momento fatidico.
L'apprendere la seduzione è quindi il far propria una filosofia comportamentale che porta l'uomo ad essere
una guida, e non più un volante.
Ancora stai li a leggere invece di tirar fuori i coglioni?

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TermYdelirio 6) La Matrice.

« Risposta #6 del: 28 Marzo 2009, 18:55:22 »

Spesso si parla di Matrice, ma cos'è? E soprattutto, chi la crea?

La Matrice
Cominciamo con una matrice semplice, ovvero a 2 dimensioni: una battaglia navale, dove
le dimensioni sono righe e colonne.
Citando l'indice di una riga e di una colonna, otterremo una precisa casella.
Ora supponiamo di avere una nave che occupa una casella sola, e di non poter vedere
la tabella. In base alle sue coordinate (indici) potrò ricostruire la tabella e
porre la nave nella sua esatta posizione. Ma se dico "dove sta la nave da una casella",
non riuscirò a conoscere gli indici senza vedere la tabella...
Una matrice può quindi essere vista come un sistema ordinato di
classificazione dei dati a più dimensioni, a senso unico. Se uniamo il concetto di legge di composizione
interna di un insieme alla dimensione di una matrice (ad esempio una faccia del cubo di
Rubrick, immaginandolo come se i cubetti non fossero spostabili) otteniamo una cosa
interessante: ogni cubetto, possiede determinate caratteristiche,
collegabili ai suoi indici. Sappiamo ad esempio che il cubetto (1,1,1) è uno spigolo, perchè
è il primo elemento di tre facce, così come sapremo per ogni cubetto, quante facce colorate
possiede, e di che colore sono.
Una siffatta matrice quindi, consente in base ad elementi estremamente semplici, di sapere
ancora prima di vederlo, quale cubetto andremo a toccare, ma non necessariamente consente il contrario,
se non i casi estremamente semplici. Ad esempio prendiamo un cubo che presenta lati di 4 cubetti.
E' facile risalire agli indici degli spigoli, ma i due cubetti che costituiscono il centro di ogni lato,
sono perfettamente identici, pur avendo indici diversi.
La matrice quindi ci consente di collocare a priori gli elementi in base a dati di immediata
riconoscibilità, i numeri che costituiscono gli indici.
Lasciamo i cubetti, e prendiamo i cristiani. Sarebbe bellissimo sapere che un cristiano è
intelligente con la stessa sicurezza con la quale individuiamo il cubetto (1,1,1,) come uno spigolo,
avendo un sistema semplice per individuarlo aprioristicamente.
Qui nasce l'esigenza del "Matrix".

I numeri della Matrice Umana.
Per classificare gli umani non si usano numeri: si usano luoghi comuni, che sono i numeri della mente.
Un numero è astratto, e come tale difficilmente trasmissibile a livello di concetto.
Un luogo comune è un'allegoria, ovvero qualcosa di connesso con l'immagine, che è molto più facile
da trasmettere per chiunque a chiunque. Fin da piccoli, veniamo abituati a riconoscere questi "numeri",
e ad adeguare il nostro comportamento ad essi. Da adulti, abbiamo un codice comportamentale indotto
tale, da farci capire automaticamente in presenza dei "numeri" che un soggetto espone la sua funzione.
L'uniforme, è l'estremizzazione dei "numeri": se vediamo uno vestito da Carabiniere, non diremo mai
"fa l'idraulico". Ma potremmo anche chiedere un parere medico ad un macellaio che si aggira con camice
bianco dentro un ospedale... La matrice quindi, presenta dei difetti sostituendo i numeri con dei concetti:
le immagini sono soggettive, ed a differenza dei numeri, non sono rappresentazioni pure. Qui si nasconde
la prima vera insidia della Matrice applicata all'umano.
La seconda insidia è sempre dovuta alla sostituzione dei numeri tramite le immagini:
la trasmissione di elementi di individuazione tramite luoghi comuni, porta a individuare non solo dei ruoli,
ma anche delle peculiarità della persona, che non necessariamente corrispondono alla persona
individuata.
Il terrificante difetto della matrice umana, è infatti che lavorando per immagini, diventa bidirezionale:
ovvero, vedendo un elemento pensiamo anche di conoscerne i numeri identificativi, e rischiamo di attribiurgli

numeri che non possiede. L'esempio del Macellaio in ospedale è sintomatico al riguardo. Ma possiamo andare oltre.
L'abito borghese, ad esempio, è diventato sinonimo di serietà: mai vedrete un capo di stato
che ad una conferenza internazionale si presenta in canotta. E se lo vedeste, pensereste:
"non è lui, è un sosia", oppure "E' impazzito". Il paradosso è evidente: i numeri del capo di stato
sono "intelligente, capace, ben vestito", ma il non essere ben vestito porta alla negazione degli altri,
che sono invece qualità umane...
Gli umani, hanno quindi imparato a sfruttare i difetti della matrice per far credere di possedere indici,
(qualità) che in realtà non possiedono.

Chi ha creato la Matrice?
La matrice è un antico strumento di potere: la classe dominante (numericamente, o per potere),
evita che individui potenzialmente pericolosi (perchè fuori controllo), possano sovvertire
l'ordine imposto dai dominanti. Tipico delle varie forme di matrice, è l'imposizione di un modello
gerarchico dei valori, all'apice dei quali si trovano i valori che contraddistinguono la classe
governante. Più il regime di controllo è illiberale, più forti sono i vincoli della matrice,
arrivando in taluni regimi ad imporre l'uniforme per annullare differenze visibili fra soggetti.
Nel sistema occidentale, il binomio governante è costituito dall'assioma religione/denaro, che in
realtà è religione/religione... Ma questa è un'altra storia.
I modelli imposti, che in realtà si confondono in uno solo e contraddittorio, sono quindi il potere
economico e la rettitudine della persona, che si traduce in vincoli etici e sessuali.
L'effetto della matrice è che chi sfugge a questi due dettami, sia additato di negatività, ed i termini
che lo connotano siano termini con valenza di insulto.
Ladro, è chi infrange le regole base del capitale, bastardo è il frutto di unione che viola la regola
religiosa. Ricco è colui che rientra nei canoni del potere, retto è colui che rispetta i canoni etici.
Ma in tutto cio, è sempre un elemento esterno quello che da valore all'uomo, non l'uomo stesso...
La matrice ha quindi una altra colossale funzionalità: quella di poter bypassare il reale valore di
un uomo, che è una conquista lunga e difficile, per sostituirlo con altre cose, che sono invece alla
portata di tutti, purchè ci si pieghi alle leggi della matrice. L'uomo che subisce la matrice,
invece di faticare per crescere, fatica per ottenere
i valori aggiunti che secondo i dettami della matrice lo renderanno positivo, e smette di crescere,
rimanendo alla fase di Bambino Occultato. Il genitore diventa lo Stato Hegheliano, ed i sensi di colpa
da esso imposti i dettami della matrice, perpetuati con i mezzi di comunicazione di massa.
La matrice quindi, è la fabbrica dei Morti di Pippe.

Le Guardie Spirituali della Matrice
L'uomo incompleto generato dalla Matrice, è in qualche modo conscio di non essere completo, ma si rende
anche conto che la matrice consente di nascondere la sua incompletezza, se egli rispecchia
i criteri di positività, aggiungendosi i plusvalori imposti.
Egli però, rimane irrequieto, e visto che il mondo non gli corrisponde quello che lui desidera come egli
vorrebbe, coltiva l'istinto di rivalsa. Tale uomo non potrà mai essere felice, in quanto non potrà
mai arrivare a contemplare se stesso finchè non cresce. Ma finchè risponde alle leggi della matrice,
non crescerà. Il Morto di PIppe che si integra nella Matrice e ne diventa perpetuatore, genera quindi
la guardia spirituale della matrice stessa: il Rosicante.

Il Rosicante.
Il rosicante è lo stadio terminale, è l'uomo che rifiutando di ammettere la propria
incompletezza, completamente soggiogato dal sistema che andrà a perpetuare,
ne diventa parte integrante, costruendosi una posticcia identità positiva, che gli conferisce
un ruolo nel sistema stesso.
Il Rosicante, non potendo rivalersi in altro modo sull'umanità, farà con ogni mezzo valere il grado che
quest'ultima gli ha assegnato, perchè è l'unico valore che possiede.
I Rosicanti messi in ruoli di responsabiltà, diventano Leaders Punitivi, feroci dittatori,
spietati assassini, e stracciacuori di femine.
Il rosicante prova piacere nell'infierire, perchè così sente di avere potere.

Come capire se stiamo diventando parte della Matrice?
I primi sintomi sono blandi: ad esempio, l'indossare un capo firmato, non perchè ci rende più
belli, ma perchè "fa figo". Stiamo indossando un plus valore estraneo alla nostra persona per soddisfare
il potere economico: loro infatti venderanno di più, facendoti credere che sei più figo.
Poi subentra l'invidia per ciò che non possiedi, ma che altri ottengono.
Questo è gia un sintomo grave, uno dei primi che portano al Rosicante.
Il sintomo estremo è il rosicare selvaggiamente se qualcuno scopa più di te, piace più di te, riesce più
di te.
Quando scatta questo campanello d'allarme, è bene fermarsi e chiedersi: ma che cazzo stai facendo?

La via d'uscita
Il prossimo TermYdelirio.

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TermYdelirio 7) La via d'uscita.

« Risposta #7 del: 28 Marzo 2009, 18:57:01 »

Giunti a questo punto, il mio pensiero dovrebbe essere chiaro ai più:
esiste un motore che muove l'uomo, che si chiama egoismo, ma esistono
vari modi di canalizzare questa forza.
Il modo a mio avviso peggiore, è quello di proiettarla verso l'esterno
per trarre a se in modo predatorio: questo genera dipendenza, dal mondo
esterno ed uomini incompleti. L'individuo, non è mai tale, in quanto dipende
dall'ambiente nel quale si relaziona, e da quanto riesce a prendere da esso.
La sua stessa identità è assoggettata a quanto riesce a prendere, essendo
essa rappresentata dal numero di conquiste, di beni materiali, o comunque
di oggetti elencabili. La quantità a dispetto della qualità: il collezionismo come
unico modo per apparire agli altri tangibilmente superiore.
Ma esiste un altro modo di canalizzare l'egoismo, ed è il prendere da se stessi:
è la via dell'alpha assoluto.

L'alpha assoluto
L'alpha assoluto è un palledotato che ha una percezione del mondo non mediata
dalla Matrice: egli percepisce cio che effettivamente gli serve, e lo distingue da ciò
che è invece superfluo ed inutile.
L'eliminare il superfluo, elimina la condizione di bisognoso, e quindi la condizione
di dipendenza. A parole torna bene, ma come si fa in pratica?

Analizza i tuoi desideri
Sei uscito di casa, perchè avevi voglia di scopare. Ora sei in un bel club pieno di topa.
Vorresti provarci con tutte, ma perchè se te ne basta una?
Perchè sei schiavo di un desiderio che non è finalizzato: tu non sai quello che vuoi,
e ti porrai al tuo obiettivo in modo bisognoso. Il modo in cui sarai percepito, è quello
di una persona che chiede: "Sei tu cio che desidero?", e sarai scartato.
Invece di andare per tentativi, osservale, scrutale, sentile: se veramente pensi
sia la donna per te, lei è cio che desideri. Solo allora devi andare da lei.
Non c'è nessuna che realmente desideri? Poco male, non è scritto da nessuna parte
che tu non possa incontrarla domani o dopodomani...
Vuoi laurearti in legge per fare il notaio. Ma ti piace fare il notaio, o piuttosto
pensi che da notaio avrai un sacco di soldi e potrai fare un sacco di cose?
Ma quali cose? avere una bella macchina, la casa al mare, bei vestiti etc...
Ma per farci che? Più figa dici? Ma sei proprio sicuro che non ci sia un mezzo più diretto
per arrivare a quello che vuoi, evitando di fare una cosa di cui non t'importa nulla per
tutta la vita? Tu non stai realizzando te stesso, ma ti stai piegando ad una logica
che sacrificherà la tua esistenza per raggiungere uno scopo che non è detto raggiungerai.
Fai il notaio solo se fare il notaio è realmente cio che desideri, altrimenti rimarrai un
bisognoso, che bramerà per qualsiasi cosa non possieda.
Chi sa cosa vuole, non rosica per quello che hanno gli altri.

Canalizza il tuo egoismo
Una volta che saprai quello che realmente desideri, ovvero quando avrai capito che vuoi figa
(o qualsiasi altra cosa), e non fare il notaio perchè di fare il notaio non te ne frega un cazzo,
cercherai il modo di avere figa. Tutto il resto, ovvero i dubbi dovuti all'esistenza di più
vie che portano a pensare di poter raggiungere uno scopo, ti apparirà superfluo.
Non andrai più a vedere negozi con giacche e cravatte-> per sembrare un notaio più serio->
per fare più soldi-> per avere più figa: ti comprerai il TM, e ti prenderai la figa.
Ti sei liberato di una infinità di desideri inutili, che nascondono il vero percorso.
Che cazzo te ne fai di una macchina da trecento cavalli per sembrare più figo, se non sai
mettere due parole a fila? Ti costerà lavoro, sacrifici, desideri insoddisfatti, per arrivare
poi a dover realizzare che sei lo stesso di prima, solo che rispetto ad uno che rimorchia con la
panda perchè sa mettere tre parole a fila, lavori tre ore al giorno per mantenerti la jaguar.
Facevi prima ad imparare a mettere tre parole a fila...

La determinazione
La determinazione dei palledotati, quindi, altro non è che l'aver canalizzato il proprio egoismo,
riversandolo solo sulle cose effettivamente necessarie. L'uomo determinato, il vincente, l'alpha,
non si perde nella soddisfazione di cazzate: egli ha compiuto il processo di analisi del
desiderio, e si è liberato dal bisogno, diventando refrattario a desideri indotti dalla matrice.
Egli è libero nel raggiungere la sua meta, e non viene distratto dal suo scopo.
I determinati piacciono perchè sono decisi, perchè gestiscono le situazioni avendone chiari gli
elementi: i determinati trombano, gli altri no.

La calma è la virtù dei forti
L'uomo che sa quello che vuole, sa anche come e quando ottenerlo. L'uomo determinato, quindi,
non temendo l'insuccesso non combatte il tempo vedendolo come un nemico che può rubarti il risultato,
ma come un alleato che si conosce meglio degli altri. L'alpha assoluto non ha fretta.
Se hai fretta, se fremi, qualcosa non va nel tuo aver focalizzato i desideri.
Sai che qualcosa ti sfugge, ed hai paura di perdere il risultato. Fermati, allontanati dall'obbiettivo
e pensa. La fretta sparirà, e tornerai ad essere un vincente.

L'inner game
L'inner game non è dirsi "io sono figo", se sai che non è vero: menti a te stesso sapendo di mentire,
e sei più depresso di prima.
L'inner game, non è buttare la monnezza fuori dal cerchio se sai perfettamente che quando ti
troverai a tu per tu con una patata, marchierai la mutanda in modo da renderne riconoscibile
il dritto ed il rovescio con colori diversi. Questo è il giocare sul tuo desiderio di sicurezza
da parte dei soliti paraculi per venderti cazzate e trarne profitto.
Il lavoro su se stessi è l'esatto contrario di questo: è capire quello che realmente vuoi, ed il focalizzare la tua
energia per ottenerlo. Questo ti darà sicurezza.
Non sai improvvisare? Inutile aprire 50 set a sera, come dice il torso di turno per venderti il libro
di "openers": pagati un corso di improvvisazione, fai prima, e non ti demoralizzi.
L'inner game, quello vero, è capire veramente quello che vuoi, individuare le variabili che ti
porteranno ad ottenerlo, ed una volta che avrai raggiunto la determinazione, conquistare la tua sicurezza
completando i tuoi buchi.

La sicurezza
La sicurezza, in sintesi, è quindi la coscienza della propria completezza. La sicurezza è la coscienza
di non provare inutili tentazioni che non ti portano da nessuna parte.
La sicurezza è il frutto del rivolgere l'egoismo su se stessi, per ottenere il massimo da se stessi .
Questo significa "essere maestro di se stesso", e questa è la via dell'alpha assoluto.

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TermYdelirio 9) Le botte di culo.

« Risposta #8 del: 28 Marzo 2009, 18:59:08 »

Gia, ogni tanto si sente dire "ah, quello ha avuto una gran botta di culo".
Alla terza botta di culo "Ah, quello ha un culo tremendo, una fortuna sfacciata!".
Oggi mi  soffermerò su questo argomento: il culo.

La statistica
Supponiamo di vedere un grazioso passero in cima ad un ramo, che scagazza allegramente sui
passanti, e supponiamo pure che il monello di turno gli tiri un sasso e lo prenda in pieno.
La statistica ci insegna che se il monello è molto bravo, l'evento era probabile.
Quindi, se egli tirerà un altro sasso ad un altro passero, non necessariamente riuscirà
a prenderlo come il primo. Ciò che è certo, è che dopo cento sassi, se è stato così
bravo da cogliere il passero al primo tiro, ne avrà colpiti altri.
C'è anche da dire che non avremmo mai supposto tali pregevoli doti nel monello, se non
fossimo stati entrambi nel parco sotto al ramo: perchè il monello non avrebbe mai potuto esprimere
la sua bravura nel colpire i passeri, se fossimo stati, ad esempio, in un pub.
La statistica ci insegna quindi, che affinchè si possa valutare un evento, ci devono essere le condizioni
affinchè questo si produca.

La statistica ed il rimorchio
Si potrebbe erroneamente interpretare quanto ho scritto con il fatto di provarci più possibile con
il maggior numero di femine, per garantirsi il successo sessuale. Cosa vera, ma priva di merito:
non c'è scelta, e quindi non c'è soddisfazione.
La statistica si applica al rimorchio in un altro modo: non aumentando casualmente i rimorchi,
ma trovandosi il più spesso possibile in situazioni favorevoli al rimorchio.
La possibilità che l'evento si produca, è quindi dovuta ad una selezione delle situazioni,
propendendo per quelle nelle quali si hanno più carte da giocare.
Non ha quindi un gran senso gettarsi in strada per cercare di aprire il più possibile, solo
perchè "in strada c'è passera": ci sono milioni di posti dove c'è passera.
Ma a differenza della strada, in quei posti potresti avere più chanches: potrebbero essere più
adatti a te.

Il culone
Il culone in realtà non è quindi tale: è semplicemente una persona che riesce a cogliere situazioni
nelle quali spicca, che altri non riescono a cogliere. Questo motiva il suo maggior successo.
Può apparire culone anche chi seleziona gli ambienti ed ottiene risultati, perchè in quegli ambienti
ha più carte di un altro. Quello che lo rende diverso, è comunque la sua capacità di cogliere
ciò che gli altri non vedono.

Diventa un culone anche tu
Per diventare un culone, quindi, basterà che tu invece di andare in posti dove sai perfettamente di
avere difficoltà, cominci a frequentare assiduamente i posti nei quali hai delle carte da giocare.
Hai uno sguardo omicida e ti piace appuntarlo alle donne ubriache?
Ottimo, è perfettamente inutile che tu vada nella discoteca dei fighetti: vattene in un posto border line
pieno di fattone, e starai benissimo. Al contrario, ti senti un fighetto con la puzza sotto il naso?
Perfetto: vai in uno di quei posticini da 70 euro dove un finocchio erremoscioso ti fa entvare
atteggiandosi a direttore d'orchestra mentre legge il tuo nome su un leggio.
Hai un gran fisico? Meraviglioso: rimorchierai il pomeriggio in palestra, l'estate al mare, e qualche volta
in piscina se decidi di annegare i tuoi spermatozoi nel cloro.
Ma l'importante è che tu trovi la tua via, quella che farà dire agli altri "guarda che culo questo".

Lo sfigato
Lo sfigato è per antonomasia colui che non ha culo. Ma alla luce di quanto detto, lo sfigato è colui che si trova
al momento sbagliato nel posto sbagliato. L'essere sfigati, è quindi una scelta.
Ci sono vari motivi per trovarsi ad essere uno sfigato: il non essere consapevole delle proprie capacità, come
l'ostinarsi a fare cose per le quali non siamo tagliati, perchè è opinione corrente che "siano fighe".
In pratica, la seconda ipotesi è il non fare cio che si sente, per dar retta agli altri.

In viaggio verso nuove avventure
Quello che ho scritto sin'ora, potrebbe essere frainteso come l'incitamento a sedersi, e fare solo cio di cui
si è gia capaci.
Ma la morale è in realtà molto diversa. Ti piace un posto nel quale sei uno sfigato, e vuoi diventare un
culone? Bene. Invece di andar li a fare lo sfigato, cerca di possedere le capacità che ti faranno diventare
un culone, e POI, vai in quel posto è fallo tuo.
Il succo del rimorchio, è quindi che per non essere mai uno sfigato, devi PRIMA ottenere le capacità rimorchianti
per poi andare a rimorchiare.
Inutile andarci da sfigato, convinto di non esserlo solo perchè invece di prendere un C&B da una ragazza,
ne prendi 20, perchè hai provato con tutte.
Così, rimarrai uno sfigato: ma come detto, è una scelta tua...

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TermYdelirio 10) Biancaneve, Cenerentola e Marpionismo.

« Risposta #9 del: 28 Marzo 2009, 19:01:55 »

Eh le favole, che bello quando da piccoli ce le raccontavano.
Pensavamo che un giorno saremmo stati il principe azzurro, o zorro, e sognavamo di emulare
le loro gesta. Io, perconalmente, dicevo che da grande avrei fatto il guerriero romano...
Poi sono cresciuto, ed ho realizzato che l'Impero Romano era finito mille anni prima della mia nascita.
"Cazzo...", ho pensato, "che sfiga, fossi nato mille anni prima, ora sarei un centurione e sarei contentissimo".
Ma essendo nato mille anni dopo, non ho perso tempo ad allenarmi nell'arena per rendere concreto l'irrealizzabile:
non posso credere ad una cosa che non si può fare, anche se vorrei.
Spesso, però, ci si imbatte in persone che non hanno mollato perso questo atteggiamento sognatore, e che rifiutano
di considerare la realtà, abbracciando miti e leggende, che promettono la realizzabilità del loro sogno.
In campo sessuale, il nostro, questa tendenza è particolarmente presente, con la veste del "seduttore infallibile."

Il Seduttore infallibile.
La seduzione è tattica, osservazione, adattamento all'ambiente, e capacità di cogliere l'attimo favorevole.
Questa è la realtà.
Il mito, è invece un atteggiamento preconfezionato, che garantirebbe a prescindere dal contesto, il
successo al 100 per cento. Molti tentano di spacciarsi per seduttori infallibili, perchè sanno che incarnano
il sogno di molti, sanno che questo è l'intimo desiderio della maggior parte dei maschi.
Un esempio per tutti, è Mc Tower, che sostiene che tranne lui, nessuno al mondo riuscirebbe a dare una dimostrazione
di successo al 100% senza ricorrere a trucchi: è un cazzaro, ed è evidente.
Ma perchè quasi tutti concordano nel definire cazzaro Mc Tower, mentre pochi sono disposti ad ammettere
che l'approccio per strada sia una pratica che riesce poche volte per ostacoli indipendenti dalla bravura
del seduttore? In realtà è la stessa cosa...
La realtà, è che Mc Tower fa parte del nostro contesto, non gode di quella fama tipica dell'esterofilo che gli
conferisce il rango di mito, e per questo viene visto per quello che è: un triste clone di Giucas Casella...
Ma per i miti d'oltremare, non vale la stessa regola: video che non hanno nessuna validità creano il mito con
approcci mirabolanti, scritti altrettanto mirabolanti "dimostrano" che l'impossibile è possibile.
Ed il bambino occultato ricomincia a sognare, e pensa di poter diventare il principe azzurro, ignorando volutamente
che le favole non esistono: gli fa comodo pensare che esistano.

La realtà non è degli illusi
La realtà è purtroppo diversa dalle favole. A forza di prendere pali, un uomo degno di questo nome deve capire quali
sono i contesti che consentono di rimorchiare, e quali sono quelli che invece non lo consentono, se non in casi particolari.
Un Vero Uomo, quindi, sa perfettamente che in un contesto con scarsa probabilità di riuscita, può anche tentare, ma di certo
non se la prende se la cosa non va a buon fine. E non si lamenta cercando improbabili alchimie per far si che in quel contesto
le cose vadano diversamente. Chi si pone in questo modo, non è un uomo, ma un illuso.
Gli illusi sono destinati ad inseguire la pietra filosofale in eterno, a prostrarsi in ammirazione per il guru di turno, finchè
non si rendono conto che era un Mc Tower. Ma cio che contraddistingue l'illuso, che è il più grande portatore
di Bambino Occultato, è che egli non realizzerà che il problema è irrisolvibile.
Penserà invece che quel particolare personaggio era un mistificatore, cercandone un altro da seguire alla cieca.
Non è detto che gli illusi non concludano nulla: concluderanno in quei casi particolari che ilnon illuso individua
immediatamente, ma prenderanno pali in tutti quelli che il non illuso evita di affrontare, perchè ritiene impossibili.
Un illuso, quindi perde tempo, un non illuso invece, massimizza il risultato esponendosi solo quando conviene.
Perchè?
Perchè il non illuso persegue un risultato reale: la topa.
Mentre l'illuso, non persegue l'obbiettivo della topa, ma l'ottenerla in un certo modo.
La differenza è evidente, ed immediatamente comprensibile: l'illuso, in realtà, sta combattendo una guerra con se
stesso, e pensa che l'intraprendere una via impossibile, gli darà le certezze che non ha.
L'altro, il non illuso, parte da delle certezze, e per questo prende meno pali e scopa di più.

La gloria, gli eroi, e le pippe
IL gloriosio, colui che persegue strade impossibili, fa breccia nel cuore dei bambini occultati: egli incarna il sogno,
e ne perpetua il mito. Ma l'eroe è anche colui che per inseguire il sogno, sacrifica la propria esistenza.
L'eroe è tale solo post mortem.
Post mortem, tradotto in linguaggio mapionico, significa morire di pippe.
Personalmente, preferisco aspettare il momento propizio per tentare un attacco, che attaccare di petto in
base ad una filosofia ottocentesca che vedeva la salvaguardia dell'onore prioritaria rispetto al mantenimento della
propria vita. Non ha alcun senso buttarsi su una donna tentando "il cold approach di diretto", quando si possono invece
carpire elementi che ci possono facilitare l'opera con un minimo di pazienza. Significa gettarsi in un vicolo cieco, sapendo
perfettamente che ci saranno variabili che non sono controllabili, che potrebbero invece essere controllate cambiando tattica.
Questo atteggiamento eroico, deve essere chiaramente compreso da chi lo pratica, compresa l'accettazione di un magro
risultato dovuto ad una scelta fallimentare in partenza.
Chi pratica questo stile eroico, non può lamentarsi dei pali presi: è una sua scelta prenderli, e deve assumersene la responsabilità.

Ma mi sono tanto divertito!
E poi sei finito a farti le seghe come un nerd qualsiasi? Allora ammetti che il tuo obbiettivo non è la figa, ma altro.
Ammetti che sei uscito per metterti alla prova nell'ennesima battaglia con te stesso, che sei rientrato sconfitto
come tutte le altre volte, e che in sostanza, morto di pippe eri prima, e morto di pippe sei adesso.
Ma di chi è la colpa? Tua! Tua perchè hai scelto tu la via dei pali, tua perchè stai conducendo una battaglia con te stesso,
ma nel territorio sbagliato. Se veramente vuoi affrontarti, mettiti davanti ad uno specchio e guardati: correggi quello che
non ti piace, spogliati dei condizionamenti, affronta questo cazzo di mondo una volta per tutte tirando fuori i coglioni,
e liberandoti da quei cazzo di schemi mentali che ti impongono di esserte "un superseduttore", quando in realtà ti basterebbe
una sola donna che ti coccola e ti fa sentire al centro del mondo.

Conclusione.
Il TermYdelirio è uno sputo acido, teso a distruggere miti fasulli e credenze limitanti: le vere credenze limitanti,
quelle che non ti fanno scopare per intraprendere la via della sega depressa.
Oggi, ho stroncato un altro mito, e diversi spennapolli (di cui Mc Tower è un discreto esempio), che
giocano sull'ingenuità e sui sogni dei ragazzi.
Aprite gli occhi, guardate la realtà: il bravo seduttore è quello che seduce più degli altri, quello che apre e chiude
discretamente, senza dar nell'occhio.
Non quello che vi affascina facendo salti mortali davanti alle donne che stanno li a guardare, ma poi non chiude un cazzo...

TermYnator

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TermYdelirio 11) Ascoltoni, Misuroni e topa.

« Risposta #10 del: 28 Marzo 2009, 19:03:22 »

Forse per la prima volta, uso due termini non miei per descrivere due categorie di persone,
che da che mondo è mondo spingono il carretto della conoscenza.
I termini derivano dalla stereofilia degli anni ottanta, e furono coniati da una nota rivista di
settore: Suono.
Il misurone, è colui che per arrivare ad un risultato migliore, confronta dati, misura fenomeni,
ed alla fine si ferma e trae una legge universale che applica alla pratica.
Lo smanettone, invece, fidandosi solo della propria soggettività, procede per tentativi e per
esclusione. Egli modifica la realtà per tentativi.
Potremmo dare altre definizioni di queste due tipologie di persone, ad esempio introversi ed estroversi,
scientisti ed empiristi, ma sono tutte denominazioni che rischierebbero di tirarmi addosso la piattola
cavillosa di turno che si ferma sulla parola, senza aver minimamente capito il concetto:
quindi, misuroni ed ascoltoni va benissimo.

L'ascoltone
L'ascoltone, ascolta, e dice "bello sto suono", potrebbe essere migliore però.
Quindi procede a delle sostituzioni nell'impianto, cambia amplificatore, casse, cavi e quant'altro,
al fine di raggiungere un risultato che secondo il suo orecchio sia migliore.
A prima vista, sembrerebbe il processo ottimale, in fondo è il suo orecchio che deve essere soddisfatto.
Il problema dell'ascoltone, è che svegliandosi una mattina, e dimenticandosi la finestra aperta,
dal momento che egli non capisce perchè il suono è migliorato, invece di chiudere la finestra per riportare
l'ambiente alla sua primitiva sonorità, ricomincerà a far cambi, per ritrovare il suono originale.
Stessa cosa succederà se una mattina si sveglia con una mosca addormentata nell'orecchio.
L'ascoltone quindi, adotta delle soluzioni di compromesso, ma non arriva mai a toccare l'origine del fenomeno,
in quanto si ferma solo sul risultato finale, e solo su quello formula valutazioni.
L'ascoltone si diverte molto nel fare cambi, cio lo fa sentire attivo.
Ma è anche vero che più sono i cambi possibili, più sarà difficile ottenere un mix perfetto, anche solo per il tempo
necessario ad effettuare tutte le possibili permutazioni.
L'ascoltone, non arriverà quindi mai ad una modellizzazione del fenomeno, ne alla ideazione di nuovi elementi
che portino ad una misura che si avvicini alla perfezione: ragionando per quanti e logica permutativa, non è in
grado di progettare e quindi creare. L'ascoltone è l'utente finale di un processo, non il suo fautore.

Il Misurone
Il misurone affronta i problemi in modo diverso: se qualcosa non gli piace, cerca dei riscontri oggettivi per capire
il perchè una cosa gli piace piuttosto che un'altra. Questo scindere il fenomeno in variabili, lo porta a scegliere
un componente piuttosto che un altro, in base a caratteristiche oggettive, che egli trova scritte.
L'ascoltone, quindi, in base alle sue conoscenze, prevede l'esito del mix di componenti.
In questo processo, egli proietta un risultato che ancora non esiste nel futuro, e lo realizza in base alle sue previsioni.
Apparentemente si potrebbe dire che è la stessa cosa, l'uno valuta oggetto per oggetto, l'altro valuta gli
oggetti in base a caratteristiche che li suddividono in famiglie omoproprieta.
In realtà, c'è una grossa differenza.
L'ascoltone, per catalogare un oggetto, ha bisogno di provarlo, di viverlo . Mentre al misurone basta leggere
le caratteristiche dell'oggetto per dedurne il comportamento.
Le cose si complicano nel momento in cui le variabili in gioco, diventano una scelta del soggetto:
L'Ascoltone unirà a caso elementi che ritiene vincenti singolarmente, ma non sarà certo del risultato, in quanto non
è in grado di prevedere come questi elementi interagiranno fra di loro, a meno che non abbia gia provato
quella combinazione.
Il misurone, invece, in base alle variabili cartacee si renderà perfettamente conto di come gli elementi interagiranno
fra loro, cosa che gli consente a tavolino di optare una scelta, di esito prevedibile.
Il misurone quindi, manipola la realtà creandola. cosa che non può fare l'ascoltone, che è vittima della realtà.

L'approccio delle due categorie al fenomeno.
Da quanto scritto, appare evidente che le due categorie avranno comportamenti sostanzialmente diversi nell'applicarsi
al reale. Ad esempio, prendiamo un misurone ed un ascoltone, e schiaffiamoli in una discoteca.
L'ascoltone, si butterà in pista a prendo a destra e sinistra, combinando cio che conosce finchè non chiude.
Il misurone si fermerà ad osservare le variabili ambiente-topa-se stesso, cercando le caratteristiche per creare l'approccio
migliore. Il misurone, se non ritiene che ci siano elementi per ottenere il risultato, potrebbe anche non agire, cosa che non farà
mai l'ascoltone: la sua prassi conoscitiva è l'agire, quindi agisce per principio.

IL risultato
Se il misurone si muove, è perchè prevede il risultato. Quindi, a meno che non abbia correttamente modellizzato l'ambiente,
otterrà quello che si è immaginato. Cosa che non è vera per l'ascoltone, che non è in grado di prevedere il risultato.
Supponiamo che entrambe vadano in bianco: il misurone saprà esattamente perchè, mentre l'ascoltone riterrà che non ha
trovato gli elementi giusti, o che non ha avuto tempo o fortuna nel trovarre gli elementi a lui noti per effettuare la giusta
combinazione.
Ma di fatto, non ha imparato un gran che: egli impara solo quando ottiene, e memorizza quella precisa combinazione che tenderà
a replicare per ottenere il successo. Il suo gioco tende quindi a diventare statico, e funzionante solo in presenza di determinati requisiti
che devono esistere a priori.

L'espressione del fenomeno nel misurone: l'esigenza della forma.
Un misurone, per misurare, ha bisogno di parametri, ovvero di una resa formale di un fenomeno reale.
Un misurone non può comparare due fenomeni sull'affermazione  "questo suona meglio di quest'altro",
perchè questa affermazione non ha nessuna valenza per modificare il risultato.
Un Misurone, per comparare un risultato ha bisogno di scindere i parametri in modo formale: il suono sarà quindi
individuato da parametri come distorsione, frequenza, etc etc.
Un suono sarà migliore di un altro SE avrà meno distorsione, ed un'arco di frequenze più ampio.
Va da se, che se un misurone deve accoppiare una cassa con un ampli che ha troppi acuti, sceglierà una cassa che li attenua.
Ma se è obbligato ad usare quella cassa, userà un ampli con carateristiche opposte.
In questo modo, egli bilancia il risultato sulla carta, ed otterrà l'effetto voluto. Cosa che non farà l'ascoltone, il quale dirà
"quest'impianto non suona bene", ma senza mai capire il vero perchè, finchè non va sul campo e comincia la solita serie
di permutazioni, al fine di ottenere il pacchetto funzionante.

I metodi, i seduttori e la topa.
La topa è indubbiamente un fenomeno. E come tale può essere trattato come qualsiasi altro fenomeno.
Ci si può avvicinare alla topa per tentativi, combinando a caso una apertura con una transizione o un atteggiamento, oppure
si può cercare di estrarre da questi componenti delle caratteristiche "tecniche", che consentano di prevedere il risultato.
Questo tentativo formale di traduzione in variabili al fine di prevedere il risultato, è quello che nella seduzione, ed in qualsiasi
altro campo dell'applicazione dell'uomo chiamiamo "metodo".
I metodi sono scritti da misuroni, e vanno presi come tali. Gli ascoltoni scrivono "prassi", che come descritto, essendo combinazioni
fisse, funzonano solo in ambiti ristretti.
Non ha senso applicare un metodo traducendolo in prassi, così come non ha senso il pensare di seguire un metodo se non
se ne accetta l'interpretazione formale delle variabili. Si può discquisire se questa interpretazione sia corretta, ma questo equivale
a calarsi nella forma mentis dell'estrapolazione di variabili dal contesto, e non più dell'osservazione del contesto come un fenomeno
a se stante. Questa sostanziale differenza è quello che divide il pensiero scientifico dall'empirismo.

TermYnator e le discussioni sulla seduzione.
TermYnator è uno che ragiona da misurone: quindi tenta in ogni modo di dare una rappresentazione formale dell'universo,
al fine di ottenere risultati ripetibili nel tempo. Va da se, che io ritenga questo tipo di approccio fondamentale, altrimenti
sarei rimasto l'empirico che ero a 16 anni, ovvero la prima volta che ha funzionato, ma senza capire perchè.
Conseguentemente, quando discuto con qualcuno, cerco di andare a fondo dei problemi, per eviscerare al massimo la loro
vera natura. Riportare un fatto senza motivarlo con i perchè il fatto è avvenuto, è per me di nessun interesse dialettico:
un fatto è un insieme di eventi, ed ogni fatto è diverso dagli altri perchè cambia l'insieme degli eventi che lo compongono.
Cambiano le variabili.
L'interesse di un forum come questo, è quindi la ricerca e la comprensione di queste variabili, perchè questo è l'unico modo
per rendere l'enunciazione di un field report un'esperienza utile al gruppo, piuttosto che una ricerca di consenso da parte degli
altri per soddisfare la voracità di un ego in crescita.

Conclusione
Sedurre è quindi un processo che per essere costante, necessita di uno sforzo intellettuale non indifferente. Sedurre con costanza,
senza ogni volta lamentare la sfortuna, la mancanza d'occasione, o la volontà di Dio e del destino, significa piegarsi con umiltà al duro
lavoro dello studente, sia per conoscere il mondo, sia per interpretarlo anche in base alle esperienze altrui per capire le variabili che
governano il mondo stesso.
Applicarsi in questo modo è una scelta personale, non farlo significa stare nella propria confortevole indolenza, e prendere il mondo dalla
parte sbagliata: il culo.

TermYnator

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TermYdelirio 12) Siamo tutti Fellini!

« Risposta #11 del: 28 Marzo 2009, 19:07:55 »

Eh, Fellini... grande regista, che ha fotografato l'Italia, e ne ha immortalato splendidi
spaccati di vita. Certo però, che se filmassero dentro la nostra capoccia,
di cose strane se ne vedrebbero tante. C'è chi le chiama "films", ci le chiama
più volgarmente "seghe mentali", chi invece è più legato alla cultura degli anni '70
e le chiama "trips". Ma cosa sono in realtà? Cercherò di spiegarlo, malgrado io sia
estremamente poco serio stamani...

Le seghe mentali.
Le seghe mentali, sono proiezioni aberrate di eventi che temiamo o che speriamo si
realizzino. La sega mentale come definizione, assomiglia a quella che Freud da dei sogni,
ma le SM (Seghe Mentali), a differenza dei sogni, si fanno da svegli.
La sega mentale è quindi un distacco dal reale, che non arriva a toccare l'inconscio come
la sfera onirica. La SM, essendo cosciente, eredita in una persona sana tutte le caratteristiche
proprie dell'azione cosciente: ad esempio proteggere chi la fa dal prendere schiaffi all'ego.
E SM la spiegazione logica di un insuccesso barando sui presupposti, così come
è SM il ritenersi incapaci di compiere un'azione, attribuendosi un valore volutamente basso
per non affrontare il problema, è SM "l'overattraction": se ti hanno mandato affanculo
perchè facevi lo stronzetto, inutile dare la colpa a loro perchè fai l'overcoglione...
Esiste una ulteriotre tipologia di sega mentale, che spesso porta alla sega materiale: il rivivere
situazioni mentalmente, dandogli un risvolto opposto a quello che hanno avuto nella realtà.
La SM è in realtà il preservativo dell'ego.

I presupposti protettivi.
Per autoproteggersi mediante SM, si assumono presupposti sbagliati, in modo da far diventare
credibile la propria dimostrazione. Ad esempio, il MDP non ci proverà con una donna bella,
perchè sostiene di essere brutto. In base al presupposto di inferiorità, egli riterrà illogico
compiere qualla azione, e non la compirà.
Non si pensi che pompandogli l'ego facendogli pensare che è bello, il risultato cambi di molto:
egli, è intimamente convinto di essere brutto, e si porrà come brutto: sarà brutto.
In modo analogo, se qualcosa va storto, il SM dipendente si cercherà tutti i possibili presupposti
fasulli per non assumersi la responsabilità dell'insuccesso, e dargli una spiegazione logica.
Questo preserva il suo ego.

I  presupposti reali
I presupposti reali si traggono dalla realtà. Anche se è lecito sperimentare per creare realtà
che non fanno parte del nostro conosciuto. Mi spiego.
Supponiamo di andare in disco, e vedere in un balletto corteggiativo, una strappona spintonata
a pisellate in pista dal solito mandrillo patito per i decibel. Il nostro primo pensiero deve essere
il fatto nella sua completezza ed immediatezza: "Ci sta, la sta rimorchiando".
Il secondo deve sempre essere "perchè".

La ricerca dei presupposti reali
Una volta che ci siamo chiesti perchè, dobbiamo analizzare tutti i parametri ottenuti osservando
l'esperimento, e verificarne la validità per confronto.
Riprendendo l'esempio precedente, ci metteremo ad osservare la pista in caccia di episodi analoghi.
Non appena scorgeremo un altro coattone che lo appizza nella danza, nelle sode chiappe
di una puledra, cercheremo di verificare se ci sono analogie fra i due.
Noteremo ad esempio che ballano diversamente, pur protendendo il pacco nello stesso modo alla ricerca di
contatto. Noteremo pure, che entrambe usano sicuramente un collirio distillato da palle di toro macedone.
Uno è biondo l'altro e moro, quindi il colore dei capelli non è un presupposto reale.
E se hai i capelli rossi, dal momento che il colore dei capelli è ininfluente, puoi tentare anche tu.
Abbiamo notato che neanche il ballo è un fattore determinante, quindi balleremo come ci pare,
purchè lo stile adottato ci consenta di protendere il pacco.
In questo mirabile esperimento di alto rango scYentifico, abbiamo ottenuto dei presuppopsti di massima.
Ora si giunge alla fase sperimentale, ovvero alla verifica sul campo, ed alla raffinazione dei presupposti.
Quindi, dopo esserci recati in farmacia per comprare ovatta e collirio, andremo in discoteca, che sarà
il nostro laboratorio. Replicheremo i comportamenti appresi, e misureremo gli effetti del nostro agire.
Ma senza farsi SM tipo "ho il pacco piccolo": se non taccagnavi sull'ovatta, avevi un dubbio in meno.
Quest'ultima affermazione, ha una valenza subliminale che potrebbe sfuggire ai più...

Un caso singolo, non è un presupposto.
Per trarre presupposti replicabili, ci vogliono molti casi. Un caso singolo, non consente di capire cosa
funziona, e rischia di creare falsi presupposti. Nell'esempio del Coatto e del Mandrillo, se avessimo visto
uno solo dei due, avremmo potuto pensare che il colore dei capelli possa essere determinante. Solo
vedendo il secondo in azione abbiamo capito che non è così.

I presupposti, sono di coppia.
Una coppia in procinto di accoppiamento, manifesta comportamenti alterati da ambo le parti. Quando vedete
un seduttore in procinto di trombarsi una femina, avrà atteggiamenti diversi da quelli che ha con un maschio.
A meno che non sia in frocinto di sodomizzarlo... Non osservate solo gli uomini, quindi! Osservate la coppia,
e cercate di capire che tipo di donna è quella che il seduttore tenta di concupire con quel particolare atteggiamento.
Le donne non sono computers (il tasto reset le renderebbe gestibili, purtroppo non c'è), e non reagiscono
tutte allo stesso modo: non hanno pulsanti. Potrete rimorchiare una strappona appuntandoglielo
in pista, ma molto difficilmente riuscirete a fare la stessa cosa con una donna che ha un'autostima di se
molto elevata. Possono avere anche loro la botta di matto, ma non ha senso far affidamento su questo.

conoscere il nemico
Talvolta le razioni comportamentali sono così sottili, che finchè non si incontra il caso limite che
crea una differenza visibile fra un comportamento e l'altro, non si riesce a capire cosa cambia fra i due.
Per comprendere meglio questo concetto, immaginiamo di trovarci in scandinavia, dove per il freddo le tope
sono notoramente sempre raffreddate (quelle bone che vanno in giro scollacciate, quelle brutte stanno benissimo).
Orbene, se basate la vostra dieta su cipolle, aglio e datteri, non avrete nessun problema nel baciare le
scandinave bone. Ma rischiate di prendere un sonoro palo provandoci con una brutta, che per educazione non
vi dirà mai la verità. Ma lo farà conoscendovi un po' meglio.
E' quindi fondamentale per evitare SM, parlare di donne con le donne , frequentando amicizie feminili.
Incrociando le vostre osservazioni con i loro commenti, ne viene sempre qualcosa di utile. Non prendetele
alla lettera: spesso a sentir alcune di loro dovreste comportarvi esattamente come quelli a cui non la daranno mai.
Ma ricordate che non avendo un tasto reset, se fate errori rimangono bloccate, e non vi parlano più.
A questo proposito, vi suggerisco una routine da attuarsi in fase avanzata di conoscenza, per capire se la femina
è affidabile: chiedete quale posizione preferisce. Se vi dice da dietro (non nel culo) è affidabile al 65%.
Se vi dice "da davanti", spesso si fa seghe mentali pure lei.

Arrivare all'essenza
La cura delle SM quindi, è la misura assoluta, la misura di massima precisione, ottenuta osservando
decine di casi. Nel caso delle interazioni umane, cio è particolarmente difficile, basti pensare che
un noto MdP autore di testi di seduzione, ancora non ha capito che l'attrazione nelle femine nasce
(e non "si crea") dopo il  confort e non prima...
Questo processo, strettamente legato all'esperienza ed all'allenamento, è la calibrazione.
La calibrazione è il processo con il quale il seduttore adatta il proprio comportamento di massima, alla
soggettività della donna che ha davanti, che essendo unica, in realtà ha bisogno di un dosaggio a se stante.
Più si è abili in questo processo, più è alta la percentuale di successo.
Spero di esservi stato utile...

TermYnator

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TermYdelirio 13) La morale del Marpione.

« Risposta #12 del: 16 Giugno 2010, 12:57:30 »

Parlare di etica è di marpionismo sembra quasi il voler cercare l'ossimoro perfetto.
Ma anche i Marpioni hanno un'etica. Cercherò di delineare con il mio solito disgredire razionale teso all'astrazione tipico dei TermYdeliri, i principi etici di un marpione.

Il rimorchio è un campo di battaglia ottocentesco.
Sino a quando non fu inventata la Blitz-Krieg, gli eserciti si affrontavano per ondate. Nobili quanto eroiche erano le cariche di cavalleria. Ne morivano a frotte, ma i sopravvissuti avevano la consapevolezza di essere realmente i più forti.
Avevano affrontato nemici ben armati e vinto grazie alla loro abilità: una vittoria vera, uomo contro uomo.
"Sono il migliore, e per questo reggimento sono un premio", era la considerazione che lo cavaliere faceva con consapevolezza e fierezza. Affermazione che non hanno certo fatto i piloti del B29 Enola Gay.
Eppure questi ultimi hanno posto da soli fine ad una guerra.
Ma non hanno combattuto uomo a uomo con un avversario di pari valore: Enola Gay aveva un vantaggio incolmabile, gli avversari erano erano civili inermi e non potevano difendersi: un massacro esecrabile.

Il coraggio, la paura, la bomba atomica e la riprova sociale
Un cavaliere ottocentesco, non aveva paura di andare in battaglia: era conscio del suo valore
a prescindere da chi avrebbe incontrato. Sapeva di potersela cavare perchè era sicuro delle sue capacità.
Se avesse fatto finta di essere sicuro, sarebbe morto al primo scontro: la vista di un altro cavaliere, agguerrito e sicuro di se, gli avrebbe paralizzato la mente e bloccate le braccia: un suicidio.
Il grande cavaliere veniva riconosciuto come tale, e i neofiti volevano stargli accanto in battaglia:
era una garanzia di riportare la pelle a casa.
Il comandante dell'Enola Gay, pur godendo di grande stima dal governo, non era visto nello stesso modo
dal mondo: era il simbolo di una strage. Tanto sta, che inviato in missione diplomatica in India, lo rimandarono
indietro perchè non lo ritenevano degno.
Un marpione che non affronta avversari di pari livello, pur potendo essere stimato da altri marpioni di basso livello, non è ben visto dalle donne. Vantarsi di facili conquiste, non è indice di eroismo o di essere un palledotato: è indice di insicurezza.

Se vuoi vincere la paura, affronta te stesso in un altra
Un aspirante Marpione quindi, non si fa seghe mentali sul valore delle donne in basso o in alto. Osserva le donne, e quando sente che una ragazza è del suo livello, indipendentemente dal voto estetico si cimenta con essa. Il valore estetico non ha nessun senso: non rimorchiate per vantarvene con gli altri, ma semplicemente per far contenti voi stessi.
Se il pisello gradisce, va tutto bene. La donna più bella è quella che sentite vostra e che vi ispira sesso.
Più donne conoscerete, più sarete coscienti del vostro valore reale, e di come sia il mondo.

adulti e bambini
Ho gia scritto che divido l'umanità in tre generi: i bambini, gli adulti ed i vecchi.
Ci sono bambine di 30 anni, e vecchie di 19.
Sotto i 18 sono tutti bambine, anche se non lo sono a sentirle parlare.
Un Vero Uomo, tratta le bambine con affetto e con rispetto. Stessa cosa fa con i vecchi.
Un vero Uomo non tocca le bambine, neanche se hanno 30 anni.
Ma soprattutto non esercita il suo fascino su di esse: non sono di pari valore.

Le donne perse
Alcune donne sono perse, non hanno più autostima e si gettano nelle braccia del primo venuto.
Non c'è merito nel rimorchiare queste donne: sono bambine deluse.
Una donna che lancia troppi segnali di consenso di primo acchitto, fa si che l'uomo si avvicini baldanzoso, convinto di essere un figo. In realtà, egli si comporta esattamente come farebbe un cefalo che si lancia su  un verme appeso ad un amo: non c'è merito.
E se non c'è merito, non c'è crescita. E senza crescita non c'è aumento della consapevolezza ne tantomeno sicurezza.
Le donne troppo facili vanno accuratamente analizzate: nascondono sempre qualcosa che non va.
Se vi abituate a rimorchiare queste donne, non solo sarete inermi di fronte ad una donna vera, ma nel momento in cui incontrerete quella "giusta" non saprete minimamente come comportarvi.
In pratica, capirete improvvisamente che siete sempre stati dei Morti di Pippe, e che vi siete solo illusi di essere diventati dei seduttori.

Le donne d'altri.
Quello che non devi mai fare è cercare di convincere una donna che il suo uomo non fa per lei.
Puoi astenerti se vuoi. Ma se nasce qualcosa malgrado tu non stia facendo nulla in questo senso, è perchè la natura sta facendo il suo corso. L'evoluzione va avanti, e lei con te.

I mezzi subdoli
Invitare una ragazza a bere sperando che abbassi le difese, o qualsiasi cosa assomigli a questo procedere, è da assoluto pezzo di merda. Se lo fai, sei un senza palle assoluto.
Un Vero Uomo affascina con il suo valore, senza ricorrere a mezzucci del cazzo per nascondere la sua insicurezza.

L'onore ed il potere del Vero Uomo
il potere del Vero Uomo è la sua autoconsapevolezza, e la capacità di autocollocarsi nei contesti in modo valido senza rubare, ne sminuirsi.
Un uomo che ha questo potere, ha capito l'essenza del relazionarsi, e non ha limiti al crescere.
La seduzione è il metro con il quale si misura questa autoconsapevolezza, ed il parametro che deve spingerci a focalizzare i nostri sforzi nella direzione di conoscere il nostro lato oscuro.
Non esistono scorciatoie, nasconderti dietro a tattiche che non ti appartengono, non ti da maggiore consapevolezza: può solo rallentare il tuo percorso.
Il tuo potere, il segreto della seduzione, è la capacità di vedere negli altri quanto sono simili a te, per rivolgere su di loro l'amore che hai per te stesso.
Il tuo potere è il sentire che negli altri c'è tanto di te stesso.
Il tuo fine è annullare la barriera del contenitore costituito dal corpo, per diventare un tutt'uno con la coscienza di un'altro.
Il tuo fine è la coscienza del mondo vedendo quello che i tuoi occhi non vedono, con gli occhi degli altri.
La solitudine è uno stato di transizione.
Ma non potresti mai capire cos'è la luce, se prima non hai conosciuto la notte:
Capisci te stesso e capirai il mondo.

TermYnator

Dedicato ad Edward Bloom.

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« Ultima modifica: 16 Giugno 2010, 12:59:32 da TermYnator »

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TermYdelirio 14) Papponi, Marpioni e Morti di Pippe.

« Risposta #13 del: 16 Giugno 2010, 13:01:26 »

Ogni tanto risento parlare di fotografi che approfittano di ingenue modelle, di falsi talent scout che abbindolano
tipe stupide promettendo miracoli, o di fasulli che si spacciano per ricchi agenti di moda con credit card vuote.
Ma ne ho sentite anche di peggio: sedicenti grandi seduttori, che portano quanche sprovveduto in un night, facendogli credere che li si rimorchiano le fighe, e gli fanno un corso di rimorchio a pagamento sulle entraineuses... 
Tutto cio, mi fa profondamente schifo.

Homme e'mmierd
il napoletano, è un dialetto ricco di espressioni forbite e pittoresche. Homme e'mmierd è quella che più si confà alle categorie citate.
Chi è il perdente? Il perdente è colui che sapendo di non poter assecondare i propri desideri, sfrutta qualsiasi canale per ottenerli. Il ladro è un perdente, lo stupratore è un perdente, quello che droga o ubriaca le donne è un perdente.
Ma è un perdente anche colui che promette cose che non può mantenere, per usare una femina sfruttando il suo entusiasmo.  Un coglionazzo del genere, si sente figo solo vendendo fumo: e di fronte ad una donna non interessata alle sue false promesse, ritorna ad essere quello che è sempre stato: un'homme e'mmierd.

Morti di Pippe ed Homme e'mmierd
Un MdP è un perdente? Non necessariamente.
Uno può tagliarsi in due dalle seghe, ma mantenere una sua dignità. E spesso, proprio per una questione di dignità, alcuni uomini finiscono per diventare MdP.
Per molti, è meglio evitare l'umiliazione di una donna che non si concede, o peggio che ti tratta male, soddisfacendo il proprio desiderio da soli. Preferiscono seppellire le loro ambizioni in una mortificante sega, piuttosto che continuare a prendere pali col naso.
Ma sono persone degne. Sono persone che hanno un amor proprio.
E nonostante gli "alpha" li scherniscano, sono spesso meglio di quest'ultimi.

MdP Pride!!
Sei un Morto di Pippe? Vanne fiero. Meglio mille come te, che possono guardarsi in pace allo specchio, che un solo homme e'mmierd che non ha nessuna dignità.
Tu hai modo e tempo per crescere, migliorare te stesso, e godere di ogni cosa che avrai fatto con le TUE mani.
Tu prometti e dai a te stesso, senza mai rubare a nessuno. Tu puoi andare a testa alta, e sputare in faccia a chi ostenta conquiste estorte con promesse vane.
Tu darai prima a te stesso, poi agli altri e sarai libero e felice.
Lascia parlare gli Homme e'mmierd, oltre a non potersi guardare allo specchio, ci sta pure che prima o poi finiscano al gabbio per raggiro.

Le ballerine dei Night
Sono donne, è vero. Spesso sono pure belle. Ma c'è orgoglio nel trombarsi una che viene da te per farsi pagare consumazioni, nella speranza di migliorare una triste esistenza con qualche soldo?
C'è orgoglio nel trombarsi una che te la da, per magari mantenere una bimba in un paese lontano con i soldi che prende pestando la sua dignità di donna?
Farebbe mai la stessa cosa, se avesse un lavoro che la soddisfa e la gratifica?
NO.
E chi si illude di essere un figo rimorchiando questa tipologia di donne, magari promettendogli un brillante futuro, si guardi in faccia e si renda conto dell'evidenza: è un fallito.

Concludendo
L'avere una dignità e l'essere senza macchia, equivale all'essere senza paura.
Sfruttare le debolezze altrui, non è una cosa bella: quante volte l'hanno fatto a voi facendovi soffrire?
Come è possibile trarre piacere sfruttando la sofferenza di un altro essere umano?
Chi approfitta, non ha palle: è un codardo che vive nell'astio e nel sentimento di rivalsa.
E' una persona cattiva che propina il male sapendo di farlo.
E va punito con fermezza.
Se vi capita uno di questi soggetti tra le mani, infierite, trattatelo male, fatelo star male, non abbiate nessuna pietà. Farlo soffrire, è forse l'unico modo per fargli capire che sbaglia, e per fargli sentire ciò che provoca agli altri.

TermYnator, tuonante...

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TermYdelirio 16) Dare ed avere.

« Risposta #14 del: 16 Giugno 2010, 13:03:12 »

Al mondo ci sono 2 modi di sedurre: dare, ed avere.

Il modo "avere"
Il modo avere è quello più comune nei cosiddetti paraculi e nei ruffiani.
Il sistema è molto semplice: si individua una qualità della donna, che è alla base della sua autostima.
Dopodichè, si comincia a relativizzare la persona sul reale possesso di quella qualità, sino a farle credere che siamo contornati da tutte persone che possiedono quella qualità in misura maggiore della sua, o che il suo possesso di quella qualità non corrisponde al nostro standard.
Il passo successivo, è mettere in evidenza tutte le qualità che le mancano, per essere ua persona completa.
Ma sempre in modo indiretto, ovvero dando valore a persone che possiedono quelle qualità che la malcapitata non possiede.
Piano piano, si mina la sua autostima, e si scardinano le sue difese (che si basano sull'esibizione di un modello che riscuote successo), onde costringerla a dimostrarci qualcosa.
Questo processo subdolo (e piuttosto viscido), porta la persona a provare una certa "attrazione" (non in senso fisico, ma psicologico) nei confronti del detrattore, e si tramuta in un bisogno di conferme.
Agendo sapientemente sui tempi, ovvero facendo cuocere la malcapitata nel suo brodo, si riesce con una certa facilità a renderla dipendente, e generare entusiasmo con dei "contentini" ovvero piccoli riconoscimenti ogni volta che fa una cosa che va a nostro vantaggio.
In pratica, si fa come con i cavalli da ammaestrare, ma a differenza della frustata, si molla un vile colpo alla sua psiche. Mentre per lo zuccherino, si da un piccolo riconoscimento.
Le prede più facili di questo (disgustoso) modo di fare, sono ovviamente le donne che basano la loro autostima sull'estetica, o quelle che in qualche modo ostentano ferite evidenti.
Il fatto di vedere la propria autostima minata, genera generalmente delle reazioni disperate che tese a cercare conferma dell'autorevolezza del discreditatore: tali manifestazioni sono gli Shit test "cattivi", e molto diretti.
Chi pratica il TM, non usa questo sistema.

Il modo "dare"
Nel modo dare, si procede inizialmente con uno studio della persona, in modo da determinare quali sono le qualità sviluppate, e quali sono quelle carenti, ovvero quelle che il soggetto vorrebbe fossero invece evidenti.
Questa prassi, si attua in osservazione, e perfezionata tra il primo ed il secondo momento.
Durante l'interazione, si agisce cercando di evidenziare il fatto che ciò che il soggetto percepisce come una mancanza, in realtà non è tale. Cio avviene ad un livello basso relativizzando coloro che sono i massimi portatori di quelle qualità, o ad un livello più avanzato, portando il soggetto a riflettere sul fatto che noi non siamo attratti in grande misura dalla qualità mancante.
Anche qui, si crea una sorta di legame, ma è un legame diverso da quello di dipendenza descritto nel modo "avere". E' un legame empatico e privo di quel senso di sfida, che è invece ben presente nel modo "avere".

Differenze sostanziali fra i due modi.
Il modo avere, è di fatto una truffa, tramite la quale il "seduttore" cerca di prevaricare l'interlocutrice, per sopraffarla, e soggiogarla al fine di ottenere sesso.
L'esito di questa prassi, che spesso funziona, genera uno stato di malessere nella vittima, che prima o poi viene razionalizzato. L'esito, è che dopo una o poche notti di sesso, la donna fugge e lascia il "seduttore" al suo destino.
I praticanti questo stile, spesso pensano che ci siano due modi per sedurre le donne: ovvero uno per avere "notti di sesso", l'altro per avere storie serie. Il secondo modo, implicherebbe un maggior rispetto, ma sarebbe poco produttivo, in quanto da bisognosi.
A prescindere dalle implicazioni morali, questo stile di gioco presenta il grosso vizio di bruciarsi a priori sia le donne che non cascano in questi giochetti, sia quelle con le quali si potrebbe voler proseguire una storia, che si accorgono di essere state circuite da una persona di cui in realtà non sanno nulla.
Come tale, è un gioco che va a discapito di chi lo pratica, a meno che non si abbia l'assoluta certezza di non voler in nessun modo proseguire nel rapporto.
Certezza, che esiste solo frequentando donne che riteniamo di bassissimo lignaggio.

Il modo dare, invece, non fa differenze: il comportamento è sempre lo stesso, sia che si voglia una sola notte di sesso, sia che si desideri far evolvere la storia dopo la prima notte.
Nel caso la cosa finisca, avrete lasciato la persona con uno spunto per essere migliore, nel caso vada avanti, sarà migliore insieme a voi.
In entrambe i casi, avrete comunque investito su voi stessi, e dato qualcosa di positivo ad un altro essere umano.

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