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Autore Topic:

La filosofia del dandysmo- Daniel S. Schiffer

(Letto 8155 volte)

La filosofia del dandysmo- Daniel S. Schiffer

« del: 12 Luglio 2011, 17:29:49 »

Come primo post ho deciso di condividere un breve riassunto e le mie impressioni riguardo a questo libro sull'affascinante figura del dandy.. che non si capisce mai bene chi sia, visto che le informazioni e studi rivolti a questo personaggio sono sempre abbastanza superficiali e non  rivelano mai la sua essenza.
Ripeto: è il mio primo post, quindi se scrivo cacchiate oppure non ho frainteso lo spirito del forum linciatemi subito Smile

Anzitutto il libro è un saggio, rivolto a chi abbia buone conoscenze della terminologia filosofica, che tenta di dare una risposta alla domanda “chi è o che cos'è un dandy?”, figura relegata molte volte solo all'ambito letterario.
Dandy in sostanza colui che ha visto la morte di Dio e lo squallore di una società rivolta sempre più all'utile e all'efficienza .
Rifiutando il moralismo, il razionalismo ed il materialismo si ritiene un esule, rivolto alla ricerca dell'assoluto tramite una visione della vita estetica.
Sebbene disprezzi l'aristocrazia si gode le feste e la vita sociale senza però rinunciare ad uno dei tratti che più lo caratterizzano il cinismo.

Il dandy non è che abbia vita molto facile: il culto esclusivo della bellezza e dell'estromissione della realtà e il tentativo di risolvere il rapporto arte/vita a vantaggio della prima o non porta da nessuna parte (come il personaggio creato da Huysmans, Esseintes) o finisce nella tragedia (il piu famoso, Dorian Gray).
Perchè è così difficile la vita del dandy? Perchè il suo è un disperato tentativo di giungere all'unione  di anima e corpo, spezzando la tradizione Platonica, e alla sintesi di due ideali di essenza metafisica, ma di natura estetica, che furono l'edonismo epicureo e l'ascesi stoica (diventare ciò che si è diverso dal perseguire il piacere).

Essenza di questa affascinante figura si può ricondurre a due grandi pensatori dell'800: Kierkegaard e Nietzsche (studiare sti qua all'università è masochismo puro oltre che una rottura di caxxo).
Il percorso del primo porta ad un movimento trans-scendente attraverso i vari passaggi che un uomo affronta nella vita. Lo stadio estetico che corrisponde alla giovinezza, l'età del godimento e del piacere, legato all'istante. Il problema di vivere esteticamente è che si vedono i momenti della propria vita come frammentati con consecutiva potente depressione.
Poi si passa allo stadio etico, dove l'individuo sceglie consapevolmente l'indirizzo della propria vita.
Anche qui si rende conto che la vita fa schifo.
L'ultima fase è lo stadio religioso: in sostanza ci si affida tra le braccia del signore.
Nietzsche propone il percorso inverso, dal religioso all'estetico (senza passare per l'etico) in un movimento trans-discendente. Se Dio è morto e con lui sono crollati i valori assoluti della morale non rimane che ripiegare sull'esperienza estetica.

Perchè tutta sta riflessione?
Perchè questi sono i due percorsi che hanno affrontato due dandy importantissimi: Oscar Wilde, il movimento trans-scende e Baudelaire il movimento trans-discendente.

Questo è quello che troverete nel libro e ne consiglio la lettura a chi abbia le palle di affrontare un saggio lento fino alla morte e a chi abbia conoscenze sufficienti.

Aster

PS per eventuali semplificazioni troppo azzardate chiedo scusa in anticipo Smile

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Re: La filosofia del dandysmo- Daniel S. Schiffer

« Risposta #1 del: 12 Luglio 2011, 19:13:15 »

Citato da: aster il 12 Luglio 2011, 17:29:49

Essenza di questa affascinante figura si può ricondurre a due grandi pensatori dell'800: Kierkegaard e Nietzsche (studiare sti qua all'università è masochismo puro oltre che una rottura di caxxo).

questa cosa non l'ho capita (al limite posso capire che qualsiasi cosa venga studiata al fine di sostenere un esame, divenga automaticamente odiosa, e su questonon posso che esser d'accordo)

per il resto, filosofia e dandysmo sono due mondi abbastanza distanti; i dandy se ne fottono della filosofia, sono troppo intenti a guardarsi allo specchio, a cercare begli abiti, a cercare bei profumi, a leggere bei romanzi, o inventare qualsiasi sorta di stramberia per poter essere minimamente interessati alla filosofia; sono poi troppo autoreferenziali per ammettere come vero qualcosa che non sia stato pensato da loro: credono di essere unici e inimitabili, mentre la filosofia cercherà per forza di cose le similitudini, generalizzerà le caratteristiche che i dandy hanno avuto nella storia

c'è da dire che il dandy è quanto di più frainteso ci sia al giorno d'oggi: basta che ti metti un foulard, o una giacca di velluto, e butti li qualche battuta dal sapore cinico senza crederci troppo, e subito la gente ti da del dandy; oppure gli stilisit che propongono stili neo-dandy LOL come si possa fare uno stile è un mistero che continua a sfuggirmi

altra cosa: tutto questo è un gioco affascinante, ma onestamente trovo fuorviante spiegare il dandy, che nasce con brummell alla fine del 700, con delle teorie di pensatori a questo successivo

una domanda poi: cosa c'entra dal tuo punto di vista il dandy con un forum come si vorrebbe che IL fosse?

« Ultima modifica: 12 Luglio 2011, 19:16:23 da Nad »

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Re: La filosofia del dandysmo- Daniel S. Schiffer

« Risposta #2 del: 12 Luglio 2011, 21:16:37 »

Schiffer?

C'è solo lei

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Re: La filosofia del dandysmo- Daniel S. Schiffer

« Risposta #3 del: 13 Luglio 2011, 07:55:46 »

Citato da: Nad il 12 Luglio 2011, 19:13:15

questa cosa non l'ho capita (al limite posso capire che qualsiasi cosa venga studiata al fine di sostenere un esame, divenga automaticamente odiosa, e su questonon posso che esser d'accordo)

per il resto, filosofia e dandysmo sono due mondi abbastanza distanti; i dandy se ne fottono della filosofia, sono troppo intenti a guardarsi allo specchio, a cercare begli abiti, a cercare bei profumi, a leggere bei romanzi, o inventare qualsiasi sorta di stramberia per poter essere minimamente interessati alla filosofia; sono poi troppo autoreferenziali per ammettere come vero qualcosa che non sia stato pensato da loro: credono di essere unici e inimitabili, mentre la filosofia cercherà per forza di cose le similitudini, generalizzerà le caratteristiche che i dandy hanno avuto nella storia

c'è da dire che il dandy è quanto di più frainteso ci sia al giorno d'oggi: basta che ti metti un foulard, o una giacca di velluto, e butti li qualche battuta dal sapore cinico senza crederci troppo, e subito la gente ti da del dandy; oppure gli stilisit che propongono stili neo-dandy LOL come si possa fare uno stile è un mistero che continua a sfuggirmi

altra cosa: tutto questo è un gioco affascinante, ma onestamente trovo fuorviante spiegare il dandy, che nasce con brummell alla fine del 700, con delle teorie di pensatori a questo successivo

una domanda poi: cosa c'entra dal tuo punto di vista il dandy con un forum come si vorrebbe che IL fosse?

Che dandysmo e filsofia siano distanti sono d'accordo e non sono d'accordo. Ritengo che i sistemi filsofici siano di grande interesse estetico, che poi dandy del 1700-1800 non se ne siano interessati è un altra storia.
Posso essere d'accordo sul fatto che la filosofia cercherà di generalizzare le caratteristiche ma allora si dovrebbe abolire il concetto di dandy, anche questo nato da una generalizzazione.
Inoltre è difficile capire dove inizia e finisce la filsofia.

Sul fatto del foulard e della banalizzazione estetica sono d'accordo.. ma quelli non sono dandy, sono "snob".. in genere poveri di spirito

Saranno pure pensatori successivi ma l'epoca in cui vivono non è poi cosi distante. Che siano antecedenti o successivi poco importa, si possono trovare benissimo le isometrie tra i vari sistemi con un pò di cautela nel contestualizzare.

Ritengo che una riflessione sul dandy possa entrare legittimamente in IL. Lo spirito che anima il forum è quello del miglioramento e del confronto. Vivere la vita come un'opera d'arte è porsi in un continuo miglioramento.
E poi ci sono poche figure in grado di sedurre come un dandy.

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Re: La filosofia del dandysmo- Daniel S. Schiffer

« Risposta #4 del: 13 Luglio 2011, 08:49:48 »

Citato da: aster il 13 Luglio 2011, 07:55:46

Sul fatto del foulard e della banalizzazione estetica sono d'accordo.. ma quelli non sono dandy, sono "snob".. in genere poveri di spirito

La tua mi sembra un'affermazione un tantino azzardata,ma giusto un pochino è Exclamation

« Ultima modifica: 13 Luglio 2011, 08:57:47 da sixteen »

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Re: La filosofia del dandysmo- Daniel S. Schiffer

« Risposta #5 del: 13 Luglio 2011, 09:01:49 »

Citato da: sixteen il 13 Luglio 2011, 08:49:48

La tua mi sembra un'affermazione un tantino azzardata,ma giusto un pochino è Exclamation

si, potevo formularla meglio.. prendetela con le pinze  Cheesy

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Re: La filosofia del dandysmo- Daniel S. Schiffer

« Risposta #6 del: 13 Luglio 2011, 09:06:19 »

Ok

« Ultima modifica: 13 Luglio 2011, 09:25:30 da sixteen »

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Re: La filosofia del dandysmo- Daniel S. Schiffer

« Risposta #7 del: 13 Luglio 2011, 09:06:58 »

Solo un mare di froci potevano ignorare la foto che ho postato. Solo un mare di froci.

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Re: La filosofia del dandysmo- Daniel S. Schiffer

« Risposta #8 del: 13 Luglio 2011, 09:12:12 »

Citato da: james.mar il 13 Luglio 2011, 09:06:58

Solo un mare di froci potevano ignorare la foto che ho postato. Solo un mare di froci.

Io ed Aster ci stavamo calando nella parte del dandy    Razz
Tornando alla Shiffer,la trovo bellissima e irraggiungibile  Rolling Eyes

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