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Kierkegaard - "Il diario del Seduttore".

(Letto 8027 volte)

Kierkegaard - "Il diario del Seduttore".

« del: 14 Ottobre 2009, 21:53:35 »

"Il diario del seduttore", pubblicato per la prima volta nel 1843 (quindi molto attuale…).  Buck

Il libro in questione  viene consigliato da più di qualche sito di seduzione quindi giusto per curiosità l'ho acquistato e letto.
Protagonista è Giovanni, un  seduttore intellettuale, innamorato di una giovane e innocente fanciulla  di nome Cordelia (17 anni); egli fa di tutto, si avvale di ogni strategia e strumento per sedurla.
La storia in sé è semplice, o addirittura banale, ma resa interessante proprio per la personalità del Don Giovanni di Kierkegaard: egli contempla, riflette, ama appassionatamente, si perde in pensieri e drammi psicologici, immagina, ricorda e sperimenta.
L'ammaliante seduttore si serve abilmente della vita reale per verificare la fondatezza, la possibilità di realizzare i suoi pensieri....
La seduzione per Giovanni è arte, egli non gode del possesso, ma della rappresentazione della conquista, il suo obiettivo è il dominio e il soggiogamento psicologico dell'amata. La riuscita della seduzione, comporta la fine del gioco, determina così per lui anche la cessazione del piacere.
In tutto questo contesto che valenza assume la fanciulla?
Naturalmente Cordelia è relegata ad oggetto, priva di autonomia intellettuale e vittima della "violenza" del seduttore ... più che altro (Penso) … perché è la sua prima storia d’amore quindi ignorante della materia.

Il libro è molto basato su psicologia e pensieri dei personaggi anche perché è un romanzo epistolare: l'azione è raccontata tramite le lettere dei personaggi; non è affatto spinto e la seduzione è molto mentale.

Il titolo è molto "accattivante" ma non ho trovato nulla di utile applicabile alla seduzione; non è un libro per tutti in quanto a volte il linguaggio usato e molto aulico.  Buck
Kierkegaard non era un Mystery o un Casanova,  non ebbe un'esperienza diretta da seduttore, tale da dare valore a questo scritto ma, come per ogni cosa bisogna valutare i diversi punti di vista  filosofici e psicologici che possono  essere di stimolo allo studio di un arte come la seduzione.

... buona lettura esty75.

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esty75

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Re: Kierkegaard - "Il diario del Seduttore".

« Risposta #1 del: 14 Ottobre 2009, 22:25:51 »

Citato da: esty75 il 14 Ottobre 2009, 21:53:35

Kierkegaard non era un Mystery o un Casanova,  non ebbe un'esperienza diretta da seduttore, tale da dare valore a questo scritto ma, come per ogni cosa bisogna valutare i diversi punti di vista  filosofici e psicologici che possono  essere di stimolo allo studio di un arte come la seduzione.

Contesto vivamente!
 Il buon Kierkegaard è il reale teorizzatore della vita estetica, così come sarà poi portata avanti dai dandy decadentisti, dal buon D'annunzio, da Wilde e da tutti gli altri! Questa in realtà è teorizzata, nel suo complesso, non solo nel diario del seduttore, che come tale è solo una parte di enter/eller, il quale è composto, inoltre, da In vino veritas, dagli stadi sul cammino della vita, dallo studio sul don giovanni di mozart( oltre ad altro che ora mi sfugge). Lo stadio estetico è incarnato dalla figura del seduttore, che dedica la sua intera esistenza alla conquista dell'animo femminile, per il puro piacere della conquista stessa. La vita estetica, infatti, è incentrata sul desiderio e sul godimento. L'esteta non esce dalla sfera della sensualità:per questo il personaggio che meglio lo rappresenta è il Don Giovanni di Mozart. La musica è infatti la più sensuale delle arti, poiché in essa l'espressione è totalmente immediata, senza far ricorso alla parola, che invece comporta una dimensione concettuale e riflessiva.
Analogamente il seduttore vive nell'elemento dell'immediatezza: egli non compie mai una scelta definitiva, non si impegna mai in nulla, la sua filosofia è il motto graziano del "carpe diem".
L'unico elemento costante nella sua vita è la ricerca del nuovo e del rifiuto della ripetizione, considerata come fatale principio di noia. Il suo unico compito è la ricerca dell'eccezionalità, nell' esasperata volontà di diversificarsi da tutti gli altri individui, così come da tutte le proprie esperienza passate.

Ora, Kierkegaard ebbe un periodo della propria vita in cui sperimentò il vivere estetico, ed era il periodo universitario e quello immediatamente dopo; in quel periodo aveva fama di flaneur, se non di dandy, frequentava i caffè, l'opera, il teatro; era uno spirito libero, apprezzava le compagnie femminili ed il vino; era figura ben diversa da quella che ci trasmettono i libri di filosofia, incentrati invece sulla seconda parte della sua vita, quella in cui si faceva sentire la cosiddetta "spina della carne" (cosa fosse ancora non risulta chiaro).

Questo per dire: non era uno sprovveduto,sapeva di cosa parlava; per capire in toto il suo pensiero circa il vivere estetico, bisogna avere un panorama piu' ampio del solo diario del seduttore; bisogna sempre pensare che descriveva una società ben diversa da quella attuale, in cui i ruoli di maschjo e femmina erano profondamente diversi! Certo, non ha dato un metodo, ma i suoi contributi sono egualmente eccezzionali!

Nad84

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Re: Kierkegaard - "Il diario del Seduttore".

« Risposta #2 del: 14 Ottobre 2009, 22:28:05 »

Invece io l'ho trovato ricco di spunti interessanti. Kierkegaard per me era un grande seduttore. Solo che gli studiosi di filosofia, quasi tutti, non l'hanno capito.

Se vuoi domani ti copio-incollo qualche citazione, IMHO interessante.

Kierkegaard (l'allievo)

« Ultima modifica: 20 Agosto 2010, 12:02:02 da Juan »

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Kierkegaard

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Re: Kierkegaard - "Il diario del Seduttore".

« Risposta #3 del: 15 Ottobre 2009, 01:25:30 »

W kierkegaard.

......
......
.......

..........

no IN REALTà volevo scrivere W la figa danese ma poi andavo oT e poi the swedish one is mUCH better.................

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james.mar

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Re: Kierkegaard - "Il diario del Seduttore".

« Risposta #4 del: 15 Ottobre 2009, 22:05:24 »

+1 a Esty per la bella recensione (di un libro che imho merita).

Certamente non ci sono direttive pratiche sulla seduzione, ma quanto allo spirito estetico del rimorchio non credo ci siano letture paragonabili. Il protagonista sceglie la ragazza, la circuisce nei modi più subdoli e gode nell'indurre in lei un amore che poi lui stesso non corrisponde! Contorto e malvagio per certi versi, brillante per altri (vedasi descrizioni dell'animo femminile).

Acqua

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