La teoria psicologica della personalità scientifica (TPP) è una disciplina vaga ed indefinita, come sono vaghe ed indefinite tutte le scienze sociali. La TPP in particolare si sforza di racchiudere le mille sfacettature della psiche umana in categorie ben definite. Nella TPP troviamo tre teorie dominanti la prima è la Teoria dei Tipi Psicologici (Jung), la seconda è la Teoria dei Tratti (Allport-Eynsenck-Cattel), la Terza è composta dalle teorie Psicodinamiche della Personalità (Freud).
Nel seguente non tratterò le teorie psicodinamiche della personalità.
Tutte le teorie, convengono che la struttura della personalità è unica e tipica dell’individuo.
Oltre alle teorie scientifiche ci sono anche teorie non scientifiche come l’oroscopo o teorie religiose soprattuto nelle religiosità orientali.

Teoria dei Tratti
Con il termine Tratti si intendono quelle disposizioni della personalità, per lo più ritenute
in buona parte di origine genetica (Eysenck, 1990), e quindi difficilmente modificabili, che influenzano il comportamento umano in modo stabile. I tratti si oppongono agli stati che sono quali disposizioni transitorie della personalità che, in quanto tali, sono contingenti e facilmente modificabili. Ad esempio,l’ansia può essere sia un tratto che uno stato. Una persona che ha l’ansia come tratto, è ansiosa nella maggioranza delle situazioni, una persona che ha ansia come stato lo è in determinate situazioni.Eyesenck misura il tratto ansia con il fattore nevroticismo. Allen e Potkay (1981), affermano che tale distinzione è arbitraria e non ha alcuna base scientifica. I tratti rappresentano delle variabili latenti della personalità, nel senso che essi, pur causando il comportamento umano in modo diretto o indiretto, non sono osservabili direttamente. La loro presenza può solo venire stimata tramite procedure statistiche. I tratti sono utilizzati nelle teorie della personalità per rispondere
a due domande fondamentali :
1) quali sono le determinanti del comportamento;
2) qual è la struttura della personalità,ossia come i tratti sono correlati fra loro.
Attualmente le teorie dei tratti sono certamente considerate più scientifiche rispetto a quelle dei tipi. Lo studioso della personalità che si rifà alle teorie dei tratti ritiene che la personalità non sia nient’altro che la somma dei tratti di un individuo e che questi tratti siano in grado di spiegare il comportamento osservato delle persone. Pertanto, è importante capire quanti e quali sono i tratti nonché qual è la relazione tra tratti e comportamento. I tratti rappresentano variabili latenti, che spiegano le manifestazioni del comportamento umano.
La teoria dei tratti che conosco meglio è quella di Eyenseck perchè è quella per un economista come me più simile ad un modello economico e quindi più semplice da comprendere. La teoria di Eyesenck è una teoria trifattoriale, identifica quindi tre fattori quali Estroversione (E), Psicotisimo (P) e Nevroticismo(N) ed è il test statisticamente più valido. Le ricerche effettuate fino ad oggi dimostrano che E, N e P sono in larga misura ereditabili. Eaves, Eysenck e Martin (1988) in uno studio basato su 500 gemelli mostrarono che queste variabili hanno una elevata ereditabilità e che circa il 70% della variabilità (R quadro se qualcuno mastica un po’ di statistica) è determinata da fattori genetici. L’Estroversione è stata collegata all’eccitabilità del sistema nervoso centrale, in particolare all’eccitabilità corticale,Eyensenck spiega l’introversione e l’estroversione come caratteristiche fisiologiche del uomo, in quanto tali atteggiamenti sono determinati dal grado di eccitabilità della neocorteccia. In particolare, gli estroversi hanno una scarsa sensibilità della neocorteccia ossia hanno bisogno di numerosi stimoli per ottenere un risultato. E dimostrato come l’uso di stimolanti esterni come caffeina aumenti sensibilmente le prestazioni della mente estroversa (Revelle, Amaral and Turriff, Science, 1976 - Smillie  e Gökçen 2010). Gli introversi al contrario hanno un alta sensibilità della neocorteccia e non hanno bisogno di stimolanti esterni, anzi gli stimolanti esterni danno un risultato opposto .Il Nevroticismo alla labilità del sistema nervoso autonomo, in quanto ha le sue basi nel sistema limbico, e lo Psicoticismo al livello di diverse secrezioni ormonali ed, in particolare,al livello di ormoni androgeni. Nonnostante i presupposti teorici i tratti vengono spesso trattati come tipi.

Teoria dei tipi psicologici

Secondo la teoria dei tipi psicologici, le differenze tra le persone non sono dovute al caso, ma piuttosto ad alcune differenze di base nelle loro preferenze. La teoria dei tipi è basata su due atteggiamenti e quattro funzioni. I due atteggiamenti. L’estroversione e l’introversione sono nella
teoria dei tipi psicologici i due atteggiamenti complementari verso  la vita. Nell’atteggiamento estrovertito l’attenzione è rivolta verso il mondo esterno degli oggetti e delle persone. Le persone estroverse tendono, ad esempio, ad essere socievoli, orientate all’azione ed impulsive. Nell’atteggiamento introvertito l’attenzione è rivolta verso il mondo interno delle idee. Le persone introverse tendono ad essere, per esempio, contemplative, solitarie ed a basarsi sui concetti più che sulle esperienze esterne. Secondo Jung l’introversione e l’estroversione rappresentano due atteggiamenti del tutto normali della personalità,  entrambi egualmente utili per la società. Jung, pertanto, non riconosce l’accezione negativa che, a volte, viene data nel linguaggio comune alla parola «introversione». Nota bene Jung utilizza la parola ESTRAverso ossia che si relaziona verso l’esterno, tale parola in italiano è tradotto come estroverso, che fa cadere nell’errore di credere che l’estroverso sia dotato di ‘estro’.
Le quattro funzioni. Secondo Jung (1921), ciascuna persona utilizza quattro funzioni mentali di base denominate sensazione, intuizione, pensiero e sentimento. Le funzioni sono per Jung (1921) delle attività psichiche stabili che rimangono eguali a se stesse con il variare delle condizioni.  La percezione rappresenta la modalità con la quale si diviene consapevoli di cose, persone o idee. Il giudizio, invece, include le varie modalità di giungere a delle conclusioni su ciò che è stato percepito. Tutte le attività percettive sono divise da Jung in due categorie: la sensazione e l’intuizione. Entrambe sono definite funzioni irrazionali, ossia non influenzate, o scarsamente influenzate, dalla critica razionale. La sensazione si riferisce a tutte quelle percezioni che «passano» attraverso i sensi. Le persone che preferiscono la percezione possono essere definite realiste e pratiche. L’intuizione si riferisce alla percezione di possibilità, relazioni e significati. Vi sono anche due tipi di giudizio, per l’esattezza il pensiero ed il sentimento, che Jung definisce  funzioni razionali, in quanto si esprimono in accordo alla ragione. Qui si trovano le maggiori differenze tra i sessi. Il pensiero cerca di creare connessioni logiche tra le idee basate su principi di causa ed effetto. Essendo basato sulla logica, il pensiero tende ad essere impersonale. Le persone che preferiscono il pensiero sono, infatti, logiche,
precise e critiche. Il  sentimento  è una funzione che si pone l’obiettivo di giungere a delle decisioni determinando i relativi valori e meriti delle diverse alternative tra le quali bisogna decidere. La funzione del sentimento è meno impersonale ed oggettiva del pensiero, in quanto le persone che preferiscono il sentimento prendono le decisioni non basandosi essenzialmente sulla logica, ma sulla comprensione dei punti di vista altrui. Queste quattro funzioni possono assumere un andamento introverso o estroverso e sono presenti tutte in ogni individuo. I tipi di Jung sono quindi 8, identificano una e una sola funzione dominante, con direzione introversa o estroversa.

Myers-Briggs Type indicator
Il Myers BriggsType indicator è senzaltro il più famoso (negli USA) dest preferenziali dei personalità. A differenza di quanto si pensi non nasce come test Junghiano, ma viene adattado ad essere un test Junghiano. Katharine Cooks-Briggs (KCB) crea un modello di personalità nel 1917 basato su quattro funzioni Meditative,Spontaneous, Executive, and Social. Nel 1923 dopo aver letto i Tipi psicologici di Jung, decide di applicare la sua teoria a quella di Jung, in quanto quest’ultima aveva un background teorico maggiore. La teoria di KCB è adattabile al pensiero Junghiano quasi solo per l’atteggiamento estroverso. La figlia di KCB è Isabell Briggs-Meyers, essa sviluppa il pensiero della madre introducendo una nuova funzione il giudizio/percezione tale funzione è determinante per gli introversi, nel valutare il loro rapporto con il mondo esterno. Jung Utilizzò la razionalità e l’irrazionalità per il medesimo motivo, tuttavia l’ultima funzione di Myers-Briggs J/P ci porta a non poter valutare la direzione e la dominanza delle funzioni per quanto riguarda gli introversi e ad avere un interpretazione distorta delle funzioni.
Il MBTI è il più diffuso strumento psicometrico a preferenze negli Stati Uniti, utilizzato in ambito lavorativo, non prende in considerazione l’aspetto sociale della vita dell’uomo.

Socionica
La teoria della socionica nasce nel ex-Blocco Sovietico ad opera di un Economista e Sociologa lituana, tale  Aušra Augustinavičiūtė  conosciuta come Aušra Augusta (per semplicità) che indagava su come i soggetti scambiavano le informazioni tra loro. Il maggior contributo a tale teoria fu dato da Antoni Kępiński che nel suo libro “Psicologia della neurosi” introdusse come critica al pensiero di jung il concetto di metabolismo dell’informazione. Tale concetto spiega al come le persone apprendono dall’esterno. Augusta sviluppa la teoria socionica unendo i principi dei tipi psicologici di Jung con il Metabolismo dell’informazione di Kępiński e attingendo anche da Freud e dalla teoria dei MBTI con la quale la socionica è spesso confusa.
La teoria socionica non si basa sui test, sebbene ne esistano, inquanto ogni test per quanto sofisticato è comunque falsabile dal soggetto, pertanto è meglio studiare la teoria socionica e identificare il tipo. La Teoria socionica ha il vantaggio rispetto alla teoria dell’MBTI di essere più simile al paradigma junghiano. Inoltre ha il vantaggio di essere in gran parte open source, è molto utile più che dal punto di vista lavorativo dal punto di vista sociale

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