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Amore materno e amore paterno, una diversa campana

(Letto 970 volte)

Amore materno e amore paterno, una diversa campana

« del: 13 Marzo 2015, 22:52:48 »

Buona sera carissimi e carissime,

Vorrei discutere con voi una questione che da qualche tempo mi affligge, o meglio mi incuriosisce.
si tratta di discutere sui ruoli dei genitori all'interno di una coppia con figli. il pensiero mainstream è che all'uomo è associato il ruolo di padre, alla donna il ruolo di madre. Non vi sarà estranea questa distinzione
cosa si intende con ruolo di padre e ruolo di madre?  Avete sentito parlare di istinto materno, giusto?
Con questa espressione si intende l'apprensione della madre verso il proprio figlio, le sue cure, le sue attenzioni.
Questo perchè i primi momenti di vita del bambino sono, in genere, legati indissolubilmente alla madre: è lei che lo allatta, è lei che lo coccola quando piange. Il bambino non comunica a parole, ma la madre lo capisce comunque. E in questo, il bambino si sente amato.
Il padre invece, nei primi periodi della vita di un bambino, non è presente tanto quanto la madre.
Ovviamente mi riferisco ai casi tipici. Non sto dicendo che tutte le famiglie sono cosi, nè che non possono esistere situazioni diverse da queste.
Si potrebbe parlare anche di amore materno e amore paterno:

l'amore materno è incondizionato. e se c'è è una beatitudine, una gioia, sostituibile con poche cose al mondo.
la madre ama il proprio bambino a prescindere da quello che fa, da quello che produce, a prescindere dalle sue scelte.
C'è però il risvolto della medaglia, l'amore materno non può essere controllato, non si può conquistare. Se non c'è, non ho modo di farmi amare dalla madre.

L'amore paterno invece è diverso, principalmente è condizionato: ama il proprio figlio perchè vede sè stesso in lui, vede una continuazione di sé, una sua, non a caso, riproduzione.
Prendendo direttamente le parole di Erich Fromm, nel suo libro L'arte di amare:
"L'amore paterno è un amore condizionato. Il suo principio è: io ti amo perché tu soddisfi le mie aspirazioni, perché fai il tuo dovere, perché sei come me."

Essendo condizionato, si può perdere l'amore del padre, ma lo si può anche conquistare.
Entrambi gli amori sono necessari per la crescita del bambino.

Ora però, leggendo un blog consigliatomi da una persona a me cara, mi sono imbattuto in questa storia, che vi consiglio di leggere ( e perchè no, commentarlo anche):
https://abbattoimuri.word...he-si-occupano-dei-figli/

Qui si mette in crisi questa associazione dell'amore materno associato alla madre, e amore paterno associato al padre.

Perché si è fatta negli anni questa associazione? è corretta secondo voi? Si può parlare quindi di istinto? o è un ruolo che deriva dalla società in cui viviamo, dove semplificando grezzissimamente, il padre porta i soldi a casa, e la madre porta avanti la prole?

Gli altri temi di quel posto sono molto caldi, per cui necessitano di tanta attenzione per essere letti. Per di più sfociano nel politico, ma è un argomento che non mi interessa discutere qui. Ovviamente sentire una nuova campana è sempre cosa buona e giusta penso.

Lascio a voi la parola!

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Re: Amore materno e amore paterno, una diversa campana

« Risposta #1 del: 14 Marzo 2015, 06:19:47 »

E' la quarta volta che rispondo ed è la terza che cancello quello che scrivo.
Temo che non esista un modo "claim-free" di risponderti ma ci provo comunque: quell'articolo è di una faziosità unica.

Il solo fatto che la prima immagine sostenga che i comportamenti di genere sono una invenzione sociale è la negazione di qualsiasi cultura scientifica, seconda solo all'ignoranza ed alla demagogia  feminista.
La progressione delle immagini, partenti dal giovane con i capelli lunghi di evidente appartenenza politica che finisce con i due omosessuali seminudi che cullano il bambino, è IMHO di pessimo gusto. Se poi si arriva faticosamente alla fine, quella scritta in rosso sulla difesa delle adozioni gay chiarisce definitivamente il perchè di quell'articolo e dei suoi "contenuti".
 Thumbs Down

Riguardo alla tua domanda, da un punto di vista evolutivo sicuramente l'amore paterno è un vantaggio:
trasmettere la propria cultura al figlio significa infatti renderlo più adatto alla sopravvivenza e quindi tutelare il proprio investimento genetico.
Ma c'è un ma. Noi mammiferi abbiamo una suddivisione dei ruoli nella crescita dei figli molto specifica. Un maschio non può sostituirsi completamente ad una femina perchè non può allattare. L'amore paterno è quindi un fenomeno più tardivo e meno pressante dell'amore materno: la madre garantisce infatti la sopravvivenza fisica del nascituro prima ancora di quella psicologica.
Una madre isolata in natura può portare all'indipendenza il proprio cucciolo. Un padre no.
In prima analisi si potrebbe pensare che questa non intercambiabilità dei ruoli sia un bug della selezione naturale. Cosa che non si verifica ad esempio per i corvi (o gli uccelli in genere), che possono invece nutrire i figli senza distinzione di sesso. Il punto è che i corvi sono una specie monogama mentre noi siamo una specie poligama. Se la madre umana muore, un'altra femina dell'harem del maschio la sostituisce. Il maschio nella sua capacità di tenere e proteggere le sue femine sopperisce quindi alla sua incapacità di allattare.

La forzatura sociale non è quindi ravvisabile nei comportamenti di genere, che sono dettati da istinti ereditati,  quanto all'imposizione culturale della monogamia.

« Ultima modifica: 14 Marzo 2015, 06:58:28 da TermYnator »

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Re: Amore materno e amore paterno, una diversa campana

« Risposta #2 del: 15 Marzo 2015, 23:36:18 »

Citato da: TermYnator il 14 Marzo 2015, 06:19:47

E' la quarta volta che rispondo ed è la terza che cancello quello che scrivo.

L'orario forse non era dalla tua parte  Razz

Ho letto attentamente la tua risposta,e mi trovi d'accordo sull'importanza della presenza dell'amore paterno circa la crescita del proprio figlio, e che questa componente arriva dopo il primo periodo di vita di un bambino.
Non ho capito perchè consideri l'amore parterno come un vantaggio. Mi è sembrato di capire che in questo modo, l'amore materno non lo sia. Personalmente ritengo importanti entrambi, non riesco a fare una distinzione tra vantaggi di uno rispetto all'altro.

Sull'allattamento ho ancora un piccolo dubbio: vero che un uomo con un bambino appena nato, isolati completamente da qualsiasi contesto sociale moderno, immersi nella natura per cosi dire, non sarà capace di far sopravvivere il bambino.
Ma un uomo, con una bella casa, un bel lavoro, un mucchio di tempo libero,e un sacco di pazienza e premura, e un biberon a forma di tetta, può sopperire all'assenza della madre.

Chiaro è che senza la madre, il bambino neanche esisterebbe..

Per cui si possono costruire le condizioni per cui un maschio assuma il ruolo della madre prima e del  padre dopo, e viceversa per la donna, a mio avviso. Potrei dire che la specie homo sapiens, nella sua capacità di costruire una società di un certo tipo, sopperisce alla distinzione netta dei ruoli di padre e madre.  E in questo modo risulterebbe comunque falso che i i ruoli di genere siano una forzatura sociale.

Quanto alla tua osservazione relativa al fatto che la vera forzatura sociale sia l'imposizione culturale della monogamia, beh, posso anche essere d'accordo, ma questo non sarebbe in antitesi con quanto ho scritto prima.

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Re: Amore materno e amore paterno, una diversa campana

« Risposta #3 del: 16 Marzo 2015, 04:59:31 »

Citato da: Venerabile il 15 Marzo 2015, 23:36:18

Non ho capito perchè consideri l'amore parterno come un vantaggio. Mi è sembrato di capire che in questo modo, l'amore materno non lo sia. Personalmente ritengo importanti entrambi, non riesco a fare una distinzione tra vantaggi di uno rispetto all'altro.

Esistono specie (cosiddette promisque perchè le femine si accoppiano con molti maschi) dove non esistono cure parentali paterne. In queste specie non si sa chi è il padre, e per questo i padri non concorrono all'allevamento dei cuccioli. Farlo sarebbe dedicare parte del proprio utile tempo al giuoco del lotto rischiando di favorire i geni di un altro. Il fatto che nella nostra specie le cure siano paterne siano un vantaggio è quindi legato alla certezza della paternità, che in natura non si ottiene di certo con contratti matrimoniali, ma con la difesa del proprio harem dagli altri maschi.
Questo atteggiamento tipico dei poligami ti spiega perchè i maschi umani sono più grossi e più prestanti delle rispettive femine. Di fatto, non esiste alcun motivo biologico affinchè in una specie il maschio sia più grosso della femina: dovrebbe essere il contrario.

Citazione

Sull'allattamento ho ancora un piccolo dubbio: vero che un uomo con un bambino appena nato, isolati completamente da qualsiasi contesto sociale moderno, immersi nella natura per cosi dire, non sarà capace di far sopravvivere il bambino.
Ma un uomo, con una bella casa, un bel lavoro, un mucchio di tempo libero,e un sacco di pazienza e premura, e un biberon a forma di tetta, può sopperire all'assenza della madre.

Il fatto che questo avvenga non significa certo che la tua parte istintuale comprenda ed abbia interiorizzato questo fatto. I tuoi comportamenti istintivi sono quelli che hanno selezionato la specie umana in centinaia di migliaia di anni. Va da se che il sostenere che se debitamente educati i padri hanno gli stessi istinti delle madri è una minkiata finalizzata al demolire l'esistenza di comportamenti di genere innati.
Qualsiasi uomo può voler bene ad un bambino e sopperire alle sue necessità così come compie qualsiasi altro task. L'istinto materno è però un qualcosa di enormemente più forte.

Citazione

Potrei dire che la specie homo sapiens, nella sua capacità di costruire una società di un certo tipo, sopperisce alla distinzione netta dei ruoli di padre e madre.

Questo è sicuramente vero. Sopperisce perfino alla totale assenza di genitori se è per questo.
Ma sostituire un surrogato ad una azione naturale è come dire che un orfanotrofio ha lo stesso valore di una coppia di genitori...

« Ultima modifica: 16 Marzo 2015, 05:03:56 da TermYnator »

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