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Autore Topic:

Stare troppo bene con se stessi

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Stare troppo bene con se stessi

« del: 28 Novembre 2013, 21:57:55 »

Ciao ragazzi, è da tanto che non entro sul forum, sia a causa di disservizi vari forniti da seducenti compagnie di telecomunicazione (fastweb nda) sia per mia volontà di disintossicarmi da sta caxxo di gabbia virtuale.
Ho la pelle d'oca mentre sto scrivendo queste righe. Rileggendo i miei post iniziali, quando avevo anche solo il timore di parlare con degli estranei, mi sono scese lacrime nel ricordare cosa fosse stato quel periodo in confronto a cosa sto vivendo ora.
Ho ragazze in fila che si scannano per uscire con me? Ho vinto alla lotteria? Ho scoperto impenetrabili segreti del cosmo?
No. Ho semplicemente imparato la sottilissima arte di vivere con me stesso.
Ho sbattuto la testa in mille direzioni, ho preso bastonate da ogni parte, assaporato in profondità ogni dissapore ed ogni sensazione che prima lasciavo a ribollire nel mio corpo senza valvola di sfogo.
Ho vissuto giornate così intense che il solo ripensarci mi da la forza di superare anche i periodi più neri e senza speranza.
Ho vissuto giornate in cui ero così immerso nella vita da non sentire la necessità di dormire o mangiare, tutto quello di cui avevo bisogno erano emozioni, relazioni sociali e libri.
Ho vissuto giornate in cui pensavo di esser diventato completo, di essermi congiunto in qualche maniera perversa con Dio, di averlo ucciso e preso il suo posto; queste giornate erano puntualmente seguite da periodi bui in cui avevo il terrore di aver perso quel legame che univa così profondamente me stesso agli altri, lo stesso terrore che martellava incessantemente nella mia testa mettendomi in tremenda difficoltà: "e se hai perso le tue capacità? se non sei più all'altezza della situazione? se...?" e mi trasformava inevitabilmente in un morto di seghe alla ricerca di conferme e approvazione, inutile parlare dei circoli viziosi che inevitabilmente venivano a crearsi.
Se dovessi fornirvi un'immagine di questo periodo sarebbe quella della curva di Gauss: giorni in cui avevo paura di uscire di casa seguite da mattine e pomeriggi in cui ho conosciuto un'enormità di persone, riuscendo ad esprimere tutto me stesso e ad ascoltare l'altro in attimi che duravano eternità, comunione spirituale è l'espressione corretta. Ho fatto l'amore con molte donne solo con un semplice scambio di sguardi, ho fatto emozionare e mi sono emozionato nel fare quel che facevo.
Poi finiva il giro in giostra e si ritornava al picco più basso, all'alienazione e all'isolamento.
In tutto questo non ho avuto una donna, nè il desiderio di averne alcuna.
Intendiamoci, le occasioni non sono mancate, durante i picchi massimi avevo piena consapevolezza di come funzionasse il mondo, di come rapportarmi alla persona che avevo davanti e come sedurla, in altre parole tutte le ore passate su questo forum, in particolare su termYpensiero e termYdelirio che dall'inconscio mi guidavano per indicarmi la cosa migliore da fare in quel momento; è ad interazione conclusa che mi stupivo di me stesso e di come avessi creato, ad esempio, un fortissimo TV in maniera del tutto inconsapevole.
Paradossalmente più sto bene con me stesso e più riesco ad esprimermi naturalmente, meno sento la necessità di una donna al mio fianco, viceversa più mi sento insicuro e in conflitto con me stesso più cerco di trovare un paio di tette qualsiasi, ma sapete bene come va a finire in questi casi: seghe selvagge.
Ad oggi non riesco a trovare una spiegazione razionale del mio atteggiamento, al punto da chiedermi seriamente se non stessi diventando asessuato, gay o che altro. (per chi ama la semplificazione: no, non lo sono). Forse in quei momenti penso di essere troppo in alto rispetto alla donzella, quasi a non voler nè poter abbassarmi al suo livello. Sempre in quei momenti percepisco un abisso intellettuale, culturale e di fascino che mi porta a non essere attratto da lei, sarà che molto spesso le ragazze di 20 anni sono ancora semplicemente ragazze e non si può pretendere altro da loro, sarà che mi sono sempre sentito attratto dalle donne più grandi e mature, sarà che sono un coglione.
Chiedo a voi frammenti di luce per illuminarmi nel buio del mio cammino senza meta, sono affamato di prospettive, sono affamato di punti di vista, sono affamato di critiche.
Mi rendo conto solo ora di aver scritto un papiro delirante senza un filo conduttore, ma stasera girava così.
Per concludere l'odissea: ho imparato dall'esperienza che non c'è mai da fermarsi, che siamo locomotive su binari troppo stretti, siamo acque in piena che non possono essere contenute da nessun argine, siamo progettualità, azione, siamo imprevedibilità, siamo forze e moti d'animo che Dio stesso non può controllare, forse siamo Dio, forse siamo spermatozoi che si muovono guerra perchè non riescono a parlare la stessa lingua, forse questo è un inno alla vita.
Vi stringo forte chiunque voi siate.

Alessandro.

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Re: Stare troppo bene con se stessi

« Risposta #1 del: 29 Novembre 2013, 08:49:34 »

Ale, sarebbe troppo semplice risponderti con un perentorio :" e devi scopare di più..." In realtà il tuo delirio nasconde sia disagi che profonde riflessioni sull'esistenza e sull'animo umano. Troppo vario e sfaccettato per poter essere compreso appieno. Ognuno trova la propria strada verso la felicità. Personalmente ho smesso di farmi eccessive seghe mentali, ho scoperto che spesso la felicità sta nella semplicità. Un serata passata a ridere a scherzare con gli amici, un bel libro, la città che si sveglia al mattino mentre assoporo il caffè, il bacio della donna che amo, lo sguardo di un bambino, la gioia dei miei vecchi zii quando vado a trovarli, come dice un grande, sono piccoli attimi di felicità che non hanno prezzo. Naturalmente per me, ma ognuno, come dicevo, deve trovare la propria strada. Mi permetto solo di dirti, sii più lieve e prenditi meno sul serio.

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Re: Stare troppo bene con se stessi

« Risposta #2 del: 29 Novembre 2013, 09:03:24 »

Citato da: Blixa il 28 Novembre 2013, 21:57:55

Ciao ragazzi, è da tanto che non entro sul forum, sia a causa di disservizi vari forniti da seducenti compagnie di telecomunicazione (fastweb nda) sia per mia volontà di disintossicarmi da sta caxxo di gabbia virtuale.
Ho la pelle d'oca mentre sto scrivendo queste righe. Rileggendo i miei post iniziali, quando avevo anche solo il timore di parlare con degli estranei, mi sono scese lacrime nel ricordare cosa fosse stato quel periodo in confronto a cosa sto vivendo ora.
Ho ragazze in fila che si scannano per uscire con me? Ho vinto alla lotteria? Ho scoperto impenetrabili segreti del cosmo?
No. Ho semplicemente imparato la sottilissima arte di vivere con me stesso.
Ho sbattuto la testa in mille direzioni, ho preso bastonate da ogni parte, assaporato in profondità ogni dissapore ed ogni sensazione che prima lasciavo a ribollire nel mio corpo senza valvola di sfogo.
Ho vissuto giornate così intense che il solo ripensarci mi da la forza di superare anche i periodi più neri e senza speranza.
Ho vissuto giornate in cui ero così immerso nella vita da non sentire la necessità di dormire o mangiare, tutto quello di cui avevo bisogno erano emozioni, relazioni sociali e libri.
Ho vissuto giornate in cui pensavo di esser diventato completo, di essermi congiunto in qualche maniera perversa con Dio, di averlo ucciso e preso il suo posto; queste giornate erano puntualmente seguite da periodi bui in cui avevo il terrore di aver perso quel legame che univa così profondamente me stesso agli altri, lo stesso terrore che martellava incessantemente nella mia testa mettendomi in tremenda difficoltà: "e se hai perso le tue capacità? se non sei più all'altezza della situazione? se...?" e mi trasformava inevitabilmente in un morto di seghe alla ricerca di conferme e approvazione, inutile parlare dei circoli viziosi che inevitabilmente venivano a crearsi.
Se dovessi fornirvi un'immagine di questo periodo sarebbe quella della curva di Gauss: giorni in cui avevo paura di uscire di casa seguite da mattine e pomeriggi in cui ho conosciuto un'enormità di persone, riuscendo ad esprimere tutto me stesso e ad ascoltare l'altro in attimi che duravano eternità, comunione spirituale è l'espressione corretta. Ho fatto l'amore con molte donne solo con un semplice scambio di sguardi, ho fatto emozionare e mi sono emozionato nel fare quel che facevo.
Poi finiva il giro in giostra e si ritornava al picco più basso, all'alienazione e all'isolamento.
In tutto questo non ho avuto una donna, nè il desiderio di averne alcuna.
Intendiamoci, le occasioni non sono mancate, durante i picchi massimi avevo piena consapevolezza di come funzionasse il mondo, di come rapportarmi alla persona che avevo davanti e come sedurla, in altre parole tutte le ore passate su questo forum, in particolare su termYpensiero e termYdelirio che dall'inconscio mi guidavano per indicarmi la cosa migliore da fare in quel momento; è ad interazione conclusa che mi stupivo di me stesso e di come avessi creato, ad esempio, un fortissimo TV in maniera del tutto inconsapevole.
Paradossalmente più sto bene con me stesso e più riesco ad esprimermi naturalmente, meno sento la necessità di una donna al mio fianco, viceversa più mi sento insicuro e in conflitto con me stesso più cerco di trovare un paio di tette qualsiasi, ma sapete bene come va a finire in questi casi: seghe selvagge.
Ad oggi non riesco a trovare una spiegazione razionale del mio atteggiamento, al punto da chiedermi seriamente se non stessi diventando asessuato, gay o che altro. (per chi ama la semplificazione: no, non lo sono). Forse in quei momenti penso di essere troppo in alto rispetto alla donzella, quasi a non voler nè poter abbassarmi al suo livello. Sempre in quei momenti percepisco un abisso intellettuale, culturale e di fascino che mi porta a non essere attratto da lei, sarà che molto spesso le ragazze di 20 anni sono ancora semplicemente ragazze e non si può pretendere altro da loro, sarà che mi sono sempre sentito attratto dalle donne più grandi e mature, sarà che sono un coglione.
Chiedo a voi frammenti di luce per illuminarmi nel buio del mio cammino senza meta, sono affamato di prospettive, sono affamato di punti di vista, sono affamato di critiche.
Mi rendo conto solo ora di aver scritto un papiro delirante senza un filo conduttore, ma stasera girava così.
Per concludere l'odissea: ho imparato dall'esperienza che non c'è mai da fermarsi, che siamo locomotive su binari troppo stretti, siamo acque in piena che non possono essere contenute da nessun argine, siamo progettualità, azione, siamo imprevedibilità, siamo forze e moti d'animo che Dio stesso non può controllare, forse siamo Dio, forse siamo spermatozoi che si muovono guerra perchè non riescono a parlare la stessa lingua, forse questo è un inno alla vita.
Vi stringo forte chiunque voi siate.

Alessandro.

Ciao Alessandro,
ti rispondo semplicemente così: arrenditi.
Arrenditi al flusso della vita, e affina l'accettazione e la percezione delle tue sensazioni. Ognuna di esse è un'evoluzione, un segnale della tua natura che emerge.
Sei sulla buona strada, sappilo. Vai avanti così! Ti sono vicino! Wink

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Re: Stare troppo bene con se stessi

« Risposta #3 del: 29 Novembre 2013, 14:54:22 »

Non me ne volere, ma a me tutta questa tua dissertazione, non mi pare affatto uno sfogo, ma un colossale ribaltamento di frittata. Stai cioè cercando di vedere come elementi positivi, punti di forza, delle circostanze che nella realtà non hanno nulla di soddisfacente. Come dire, se hai perso 2 - 0, vabbè, non ho perso 4 - 0. Insomma, una specie di anticamera della rassegnazione, del farsene una ragione di non aver rimorchiato nemmeno una femmina, il tutto visto con autocompiacimento, della serie, sticazzi, io sto bene così.
Quello che serve è l' esatto opposto, ovvero la sofferenza, la rabbia e la fame!
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"Il tuo è un gioco molto politico" - Athos
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"Quando fai l' espressione giusta, sei quasi fico" - TermYnator
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Re: Stare troppo bene con se stessi

« Risposta #4 del: 29 Novembre 2013, 15:34:49 »

Citato da: Shark72 il 29 Novembre 2013, 14:54:22

Non me ne volere, ma a me tutta questa tua dissertazione, non mi pare affatto uno sfogo, ma un colossale ribaltamento di frittata. Stai cioè cercando di vedere come elementi positivi, punti di forza, delle circostanze che nella realtà non hanno nulla di soddisfacente. Come dire, se hai perso 2 - 0, vabbè, non ho perso 4 - 0. Insomma, una specie di anticamera della rassegnazione, del farsene una ragione di non aver rimorchiato nemmeno una femmina, il tutto visto con autocompiacimento, della serie, sticazzi, io sto bene così.
Quello che serve è l' esatto opposto, ovvero la sofferenza, la rabbia e la fame!
S.

Shark, è vero, ma molto spesso quelle sopraggiungono al termine di un percorso tormentato.
Non tutti sanno essere da subito pragmatici.
Per quello secondo me il buon Blixa deve innanzitutto accettare il suo tormento.
La reazione al tormento solitamente arriva a mente lucida, quando l'angoscia si è dissolta in maniera assolutamente naturale, senza forzare tappe e senza rimuginarci sopra.
Per cui, credo che prima di tutto, bisogna imparare a smettere di farsi le seghe mentali.
Per arrendersi non intendo mica rassegnazione. E' una resa temporanea alle emozioni . Lasciarle fluire.
E dopo il cervello, quando è finalmente libero da tormenti, offre sempre un'idea e uno spunto.
Esperienza personale, poi sono convinto che ognuno la strada la trova da sè Wink

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Re: Stare troppo bene con se stessi

« Risposta #5 del: 29 Novembre 2013, 16:00:13 »

Citato da: Shark72 il 29 Novembre 2013, 14:54:22

Non me ne volere, ma a me tutta questa tua dissertazione, non mi pare affatto uno sfogo, ma un colossale ribaltamento di frittata. Stai cioè cercando di vedere come elementi positivi, punti di forza, delle circostanze che nella realtà non hanno nulla di soddisfacente. Come dire, se hai perso 2 - 0, vabbè, non ho perso 4 - 0. Insomma, una specie di anticamera della rassegnazione, del farsene una ragione di non aver rimorchiato nemmeno una femmina, il tutto visto con autocompiacimento, della serie, sticazzi, io sto bene così.
Quello che serve è l' esatto opposto, ovvero la sofferenza, la rabbia e la fame!
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Non posso che quotare in pieno. Brutale ma vero.

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Re: Stare troppo bene con se stessi

« Risposta #6 del: 29 Novembre 2013, 17:46:35 »

in parte ti capisco. quella di isolarsi, vivere nel proprio mondo, contando solo su se stessi è un opzione gradevole per talune personalità. ho subito anche io a mio tempo, vari anni fa, quando non vedevo possibilità con le femmine, la tentazione di rintanarmi in un isolamento mezzo ascetico

però poi mi sono reso conto che sarebbe stato un gettare la spugna di fronte alle difficoltà, di fronte alla vita; ma anche dinanzi alla mia natura, che è innanzitutto natura di maschio, che mi porta a cercare le femmine. fare l'asceta, rinunciando, oltre ad essere una scelta troppo distante dal mondo e dalla nostra cultura europea (che è molto diversa da quelle orientali, e ciò va sempre tenuto presente quando si leggano anche per diletto libri di quelle culture), è un errore clamoroso nelle persone giovani, ed ancora acerbe; mi sono anche detto che era una presa per il culo quella rinunciare a qualcosa che in fondo non conoscevo; come rinunciare per sempre alla cioccolata non avendola mai assaggiata: la rinuncia è tale quando rinunci a qualcosa che conosci e che ti piace. conclusi il mio ragionamento dicendo che avrei, semmai in futuro, potuto votarmi all'ascetismo, se mi fosse andato, ma solo dopo aver provato, trombato, amato e fatto tutta la trafila

in conclusione: ok star bene con se stessi, ma non ti esimere dal tentare l'approccio con le femmine. e, inutile a dirsi, a meno che il tuo valore non sia elevatissimo, non potrai permetterti il lusso di avere a che fare solo con le strafighe. torna coi piedi per terra: fly down

« Ultima modifica: 29 Novembre 2013, 17:50:34 da Albachiara »

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Re: Stare troppo bene con se stessi

« Risposta #7 del: 29 Novembre 2013, 18:20:09 »

Citato da: Rusty il 29 Novembre 2013, 15:34:49

Shark, è vero, ma molto spesso quelle sopraggiungono al termine di un percorso tormentato.
Non tutti sanno essere da subito pragmatici.
Per quello secondo me il buon Blixa deve innanzitutto accettare il suo tormento.
La reazione al tormento solitamente arriva a mente lucida, quando l'angoscia si è dissolta in maniera assolutamente naturale, senza forzare tappe e senza rimuginarci sopra.
Per cui, credo che prima di tutto, bisogna imparare a smettere di farsi le seghe mentali.
Per arrendersi non intendo mica rassegnazione. E' una resa temporanea alle emozioni . Lasciarle fluire.
E dopo il cervello, quando è finalmente libero da tormenti, offre sempre un'idea e uno spunto.
Esperienza personale, poi sono convinto che ognuno la strada la trova da sè Wink

Troppe pippe inutili...sarà un limite mio, che ho capacità introspettive quasi nulle, ma cosa significa "accettare il proprio tormento, lasciar fluire le emozioni, rendere il cervello libero da tormenti" ? Quale valenza ha tutto ciò sul piano pratico? Non posso condividere.

Quello che ci vuole è l' esatto opposto, una reazione, come dicevo io, rabbiosa e affamata, tipica di un leone per anni rinchiuso in una gabbia e sottonutrito, che se ha l' occasione di scappare, sbrana chiunque trova sulla sua strada !

Citato da: Albachiara il 29 Novembre 2013, 17:46:35

in parte ti capisco. quella di isolarsi, vivere nel proprio mondo, contando solo su se stessi è un opzione gradevole per talune personalità. ho subito anche io a mio tempo, vari anni fa, quando non vedevo possibilità con le femmine, la tentazione di rintanarmi in un isolamento mezzo ascetico

però poi mi sono reso conto che sarebbe stato un gettare la spugna di fronte alle difficoltà, di fronte alla vita; ma anche dinanzi alla mia natura, che è innanzitutto natura di maschio, che mi porta a cercare le femmine. fare l'asceta, rinunciando, oltre ad essere una scelta troppo distante dal mondo e dalla nostra cultura europea (che è molto diversa da quelle orientali, e ciò va sempre tenuto presente quando si leggano anche per diletto libri di quelle culture), è un errore clamoroso nelle persone giovani, ed ancora acerbe; mi sono anche detto che era una presa per il culo quella rinunciare a qualcosa che in fondo non conoscevo; come rinunciare per sempre alla cioccolata non avendola mai assaggiata: la rinuncia è tale quando rinunci a qualcosa che conosci e che ti piace. conclusi il mio ragionamento dicendo che avrei, semmai in futuro, potuto votarmi all'ascetismo, se mi fosse andato, ma solo dopo aver provato, trombato, amato e fatto tutta la trafila

in conclusione: ok star bene con se stessi, ma non ti esimere dal tentare l'approccio con le femmine. e, inutile a dirsi, a meno che il tuo valore non sia elevatissimo, non potrai permetterti il lusso di avere a che fare solo con le strafighe. torna coi piedi per terra: fly down

Mannaggia a te, ci avrei giurato che saresti intervenuto, non di dico cosa mi ci sarei giocato  Laughing.
Stavolta però hai espresso un intervento più moderato, che nel complesso condivido : rinunciare alla gnocca, ma dopo averne consumata a sazietà, quella è una scelta, mentre rinunciarvi perchè costretti, in quanto non si tromba, non è una scelta, ma una resa ignominiosa.

Apprezzabile anche il richiamo all' umiltà : indipendentemente dal proprio valore, come una volta ricordò SunBeam, nella carriera di un marpione, le strafiche saranno inevitabilmente una ristretta minoranza rispetto al totale, pertanto, anche qualora capiti di farsi qualche strafica, non per questo poi ci si può permettere di cercare di rimorchiare solo altre di pari livello, altrimenti si rischia che la sola femmina con cui ci si trastulla sia la mano amica.

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Re: Stare troppo bene con se stessi

« Risposta #8 del: 29 Novembre 2013, 21:00:29 »

Vi ringrazio per le risposte, in molti avete centrato un punto importante: il lasciarsi andare.
Non sto qui ad ammorbarvi con l'adolescenza difficile e altre storie, sappiate solo che ho da sempre avuto enormi problemi nel gestire i miei stati emotivi e le mie sensazioni (ricordo vere e proprie crisi di panico nello stare in mezzo ad una folla).
Per quanto possa apparire paradossale sono un essere estremamente razionale, e questo conflitto tra razionalità-sensibilità ha inciso su molte parti del mio vissuto, anche se sto lentamente imparando ad armonizzare e far convivere queste due parti.
Mi rendo conto di aver scritto righe facilmente soggette a fraintendimenti quindi metto in chiaro un paio di cose:
@shark: mi sei sempre piaciuto per la franchezza ed il tuo modo di esprimerti senza mezzi termini, ma stavolta credo tu abbia frainteso, o forse ho frainteso io la tua risposta, ad ogni modo il mio non voleva essere uno sfogo, in verità non so neanch'io che cosa sia quel che ho scritto, però ero estremamente felice nel farlo, sarà stata l'emozione di rivedere questo forum dopo tanto tempo..
Non voleva essere neanche uno sbrodolamento di autolodi (ma de che poi dato che vengo qui, in un forum di seduzione, a dirvi che non ho manco avuto una donna in tutto questo?), credo di aver scritto tutto sto maloppo per vedere se qualcuno avesse passato periodi simili al mio in vita sua o giù di lì, sono cose estremamente difficili da spiegare a parole, però magari a qualcuno si era accesa la lampadina.
Il ribaltamento della frittata sarebbe legittimo ammetterlo nel caso avessi toppato e sarei qui ad autogiustificarmi, il problema è che non ho nulla di cui autocommiserarmi e nulla da giustificare, non ho rimorsi di alcun genere su questo versante. A titolo d'esempio posso citarti il caso di una ragazza carina che conosco durante un esame di filosofia medievale, viene a crearsi un ottimo rapporto in brevissimo tempo (complice quel clima di tensione generato dall'esame che riuscivamo a distendere insieme) e il giorno dopo mi invita a cena a casa sua (una cenona coi fiocchi tra l'altro), la serata finisce in camera sua con lei che mi ripeteva di continuo quanto fosse sola sto periodo blablabla cercando sempre di abbracciami e trovare un contatto fisico a cui puntualmente sfuggivo. Semplicemente sta tipa non mi diceva nulla, non mi interessava.
È stata la prima volta in tutta la mia vita che accadeva una cosa simile, di solito succedeva il contrario.
Non ho mai dubitato un istante della mia scelta, in quel momento sapevo che quella era la cosa più giusta perchè era quello che sentivo di fare.
Il rimorchio dozzinale non credo faccia per me, non per questo credo ci sia qualcosa di sbagliato in me, o forse c'è qualcosa di tremendamente sbagliato in me che non riesco a capire e mi tiene lontano dal rimorchio dozzinale, per questo ti ringrazio Shark e ringrazio chiunque altro contribuisca a bastonarmi, criticarmi e farmi sbattere sul duro granito della realtà, solo che mi resta un po' difficile darvi tutti i termini del problema, spero di riuscire a indirizzarvi e indirizzarmi correttamente rispondendo di volta in volta.
ps aggiungo: non mi interessa la strafiga, ma una donna che mi prenda, che mi tiri per una sua qualche caratteristica e mi dia un valido motivo per andar lì, aprirla e sedurla, è ben diverso.
@Albachiara: sono una persona riflessiva e molto probabilmente non avrei problemi a star solo con me stesso anche per mesi interi, però non confondiamo, io ADORO stare insieme ad altre persone (o meglio, ho imparato ad adorarlo piano piano) e avere scambi di battute di punti di vista e quant'altro, ma soprattutto riuscire a emozionarsi grazie all'altro.
Se in una sera qualsiasi inizio a pensare "caxxo DEVO uscire di casa non posso rimanere da solo" vuol dire che qualcosa nella mia vita in questo periodo non va, io non devo fare proprio nulla, se non fare i conti con me stesso, e non me ne frega nulla che tutti gli altri vadano fuori a divertirsi. Io non mi sento in armonia con me stesso io decido di non uscire, fanculo tutti i condizionamenti sociali del sabato sera, le mie serate migliori le ho avute di lunedì e in altri giorni non molto in voga tra il grande pubblico.
Riguardo il volare basso.. o mi brucio le ali volando troppo vicino al sole o sprofondo sottoterra, ho 20 anni e quindi sono immortale.

« Ultima modifica: 29 Novembre 2013, 21:02:38 da Blixa »

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Re: Stare troppo bene con se stessi

« Risposta #9 del: 29 Novembre 2013, 22:57:36 »

Urian era un uomo bruttissimo. Un giorno, guardando il proprio riflesso nelle acque del lago Tulcan, schifato dalla sua bruttezza decise di far qualcosa per se stesso. Uccise 5 polli ed una capra, e con questi doni si recò così dalla maga Toris.
Toris lo vide e gli disse:
"Io cambierò il tuo volto, ma ricorda: se il vento soffia da est e nel luogo della terra opposto a dove posi i piedi camminerà una donna, il tuo volto tornerà quello di prima. Quando la donna cambierà posizione, tornerai ad essere quello che io avrò creato. Vuoi tu che io vada avanti?"
Urian accettò: nulla era peggio del volto che aveva avuto sino ad allora.
Così, Toris scatenò i venti e le furie della terra e dopo un incantesimo cambiò il viso di Urian.

Per Urian cominciò una nuova vita, la sera invece di guardare le feste del villaggio dalla sua piccola finestra usciva e si divertiva. Al mattino raggiante andava a vendere i suoi polli al mercato invece di darli ad un commerciante che li vendesse al posto suo.
Urian cominciò anche ad apprezzare la solitudine e a fare cose nuove: poteva finalmente permettersi la scelta di star da solo. Fino all'incantesimo di Toris infatti, egli dedicava tutte le sue energie  a struggersi e pensare come nascondere l'orrenda bruttezza. Ora era invece libero, e poteva permettersi di dedicare energie ad altro.

Un giorno della terza luna, un sinistro rumore agitò gli scuri delle finestre:  Urian si affacciò dove si alza il sole e sentì il suo bel volto raffreddato dalla brezza. Un sinistro fremito gli pervase le gambe: il vento dell'est si era levato. Corse al tino dell'acqua fresca e si guardò: era sempre bello. Decise così di andare al mercato a vendere come aveva fatto in quei giorni. Ma appena uscito scorse una persona che lo guardava male. Terrorizzato rientrò in casa, e si rispecchiò: era sempre bello, ma aveva una grossa macchia di sangue di pollo sulla camicia.
La persona lo aveva guardato male per il sangue, o perchè dall'altro lato della terra era passata una donna e lui era per un lampo ridiventato orrido?
Il dubbio lo assalì, ma non sapendo, decise di occupare il proprio tempo preparandosi per il giorno successivo: prima o poi il vento dell'est sarebbe finito.
Così si mise a suonare il liuto, cosa che aveva imparato a fare non appena divenne bello.
Dopo aver suonato il liuto, Urian fece con gusto molte altre cose: stava di nuovo bene con se stesso perchè riceveva piacere dalle cose che faceva: lo facevano sentire migliore dell'ultima volta che le aveva fatte. Ma desiderava anche mostrare i suoi progressi, e questo aumentava la voglia di veder qualcuno a cui mostrarli.
Il vento passò, ed Urian tornò ad uscire. Ma ogni volta che si alzava una brezza di vento gli tremavano le gambe ed andava a richiudersi in casa.
Urian voleva una donna, ma aveva paura che se un giorno si fosse alzato il vento dell'est, la compagna lo avrebbe lasciato nel momento in cui fosse di nuovo mutato. La paura di soffrire creò in lui una sorta di filtro: riusciva a trovare in ogni donna un difetto talmente grande da far si che essa perdesse ogni lato affascinante. Questa abitudine di Urian lo portò ad essere hipercritico, e a perfezionare involontariamente una sorta di cerimoniale con il quale valutava, con l'ottica di poterla scartare, ogni donna.
Il poter affrontare le donne scartandole, dava ad Urian un senso di indipendenza da esse.
Ma quando si alzava il vento dell'est, Urian piangeva la sua solitudine ed avrebbe dato le mani per una donna che alleviasse la sua sofferenza. Ma il suo timore di essere scoperto ogni volta lo fermava. Un giorno incontrò una mendicante con il volto coperto: si chiamava Lunghten. Lunghten era una ragazza alta e bellissima ma non vedeva. Urian pensò che la cecità era un vantaggio e per la prima volta non sottopose la ragazza alla solita trafila di domande per renderla insiglificante. Si limitò ad ascoltarla e se ne innamorò perdutamente. Si sposarono e la portò in casa. Dopo 12 lune e 12 giorni, una notte si levò il vento dell'est, e per la prima volta Urian sentì le pliche del volto contrarsi rabbiosamente: si stava trasformando. Istintivamente nascose il viso e si girò di spalle a Lunghten.
La ragazza gli chiese cosa avesse, e Urian si rese conto che se anche si fosse trasformato, Lunghten non avrebbe comunque potuto notare differenze. Così, per la prima volta smise di pensare al proprio aspetto, convinto che Lunghten non potesse smettere di amarlo a causa del mutare del suo aspetto.
Passarono 20 anni e molte volte Urian muto il suo viso. Ma mai egli cambiò atteggiamento con Lunghten. Un giorno sulla riva del lago, Urian regalò un orecchino a Lunghten. Ma nel gesto di attaccarglielo, l'orecchino gli sfuggì di mano volando verso l'acqua. Lunghten con un gesto felino si abbassò e lo prese al volo.
Urian impallidì: quel gesto sarebbe stato impossibile per una non vedente: che in tutti quegli anni Lunghten avesse visto? Sapeva quindi? La interrogò.
Lunghten ammise che dopo il matrimonio, per non mancare in nessuno degli aspetti di una moglie aveva sacrificato una pecora e 5 polli per ottenere il miracolo della vista dalla maga toris. E che per tutti quegli anni non solo aveva visto, ma per timore che il loro rapporto finisse per le paure di Urian, aveva sempre finto di non vedere.
Urian finalmente capì la vita e l'amore: per vivere bene, non era importante l'essere bello e perfetto, quanto il sapere di non aver difetti. Poi pensò anche che comunque Lunghten sapeva del difetto di Urian, e che lui stesso sapeva che lei sapesse. Ma non per questo egli avrebbe smesso di amarla o di comportarsi come aveva sempre fatto in passato. Non era quindi importante sapere di non aver difetti, quanto l'accettare i propri difetti.
Da quel giorno Urian smise di preoccuparsi degli altri, e cominciò finalmente a vivere sia la compagnia del mondo, sia la gioia dello star con Lunghten anche se lei era lontana.
Da quel giorno infatti, Urian si rese conto che la solitudine non è altro che l'angoscia del non aver la riprova altrui quando se ne sente il bisogno.
E così, visse in pace con il mondo finchè il vento dell'est non lo volle con se...

« Ultima modifica: 29 Novembre 2013, 23:05:03 da TermYnator »

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Re: Stare troppo bene con se stessi

« Risposta #10 del: 30 Novembre 2013, 02:06:26 »

Citato da: Shark72 il 29 Novembre 2013, 18:20:09

Troppe pippe inutili...sarà un limite mio, che ho capacità introspettive quasi nulle, ma cosa significa "accettare il proprio tormento, lasciar fluire le emozioni, rendere il cervello libero da tormenti" ? Quale valenza ha tutto ciò sul piano pratico? Non posso condividere.

Quello che ci vuole è l' esatto opposto, una reazione, come dicevo io, rabbiosa e affamata, tipica di un leone per anni rinchiuso in una gabbia e sottonutrito, che se ha l' occasione di scappare, sbrana chiunque trova sulla sua strada !

Spiegavo semplicemente come smettere di farsi le seghe mentali. A prescindere dall'aspetto filosofico di quanto ho esposto, la valenza sul piano pratico risiede nel fatto che una delle cause delle seghe mentali, o in maniera più scientifica "compulsioni", è la mancata accettazione dei propri sentimenti. Siamo ansiosi e rimuginiamo perché non riusciamo a tollerare l'ansia, siamo incazzati e rimuginiamo perché non riusciamo a tollerare la rabbia. Risultato: tempo perso in rimuginii e ruminazioni di vario tipo, che non fanno altro che alimentare ansia e frustrazione e riempiono il cervello di non-soluzioni.
Non è possibile prendere decisioni ragionate e sensate se si è in preda a loop mentali.
Per cui, accettare le proprie sensazioni senza seghe mentali implica un più rapido passaggio all'azione, in quanto ansia e frustrazione si dissolvono in maniera del tutto naturale, senza imposizioni e senza la ricerca (inutile, disperata e compulsiva) di un sollievo.
Lo spiegano i buddisti, lo spiegano i terapisti cognitivo-comportamentali.

Shark, per te ha funzionato una reazione rabbiosa e affamata, ma sei una persona con caratteristiche differenti, in base anche a quello che traspare dai tuoi post. Non ho il piacere di conoscerti personalmente, ma da quello che leggo appari più incline all'azione che al pensiero e di conseguenza anche meno incline alla sega mentale. E' una caratteristica sicuramente vantaggiosa che ti ha dato ottimi risultati in termini di rimorchio.
Ma Blixa (come me del resto) tende a chiedersi il perché delle cose. E prima che smetta di farlo e di passare all'azione, deve imparare ad attenuare la sua vocina interiore.

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Re: Stare troppo bene con se stessi

« Risposta #11 del: 10 Dicembre 2013, 21:46:38 »

Citato da: TermYnator il 29 Novembre 2013, 22:57:36

Urian era un uomo bruttissimo...

(rispondo un po' in ritardo, avevo bisogno di tempo per metabolizzare la cosa)
Soprattutto come caxxo fai? ci prendi ogni volta..
Comunque abbia fatto le tue parole hanno provocato in me una reazione: sabato sera sono finito a letto con la mia Lunghten, ironia del caso è stata proprio la ragazza che mi ha portato alla disperazione e all'inizio del mio percorso di crescita personale. (fatevi due risate, sì è proprio lei http://seduzioneitaliana....iare-rinascere/msg102670/)
E quella roba succedeva neanche un anno fa, sento di essere migliorato davvero tanto in questo periodo.
E ho capito che in fondo non si "arriva" mai..

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Re: Stare troppo bene con se stessi

« Risposta #12 del: 10 Dicembre 2013, 23:44:59 »

Citato da: Blixa il 10 Dicembre 2013, 21:46:38

Soprattutto come caxxo fai? ci prendi ogni volta..
Comunque abbia fatto le tue parole hanno provocato in me una reazione: sabato sera sono finito a letto con la mia Lunghten, ironia del caso è stata proprio la ragazza che mi ha portato alla disperazione e all'inizio del mio percorso di crescita personale.
...
E ho capito che in fondo non si "arriva" mai..

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