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Alla ricerca della virilità

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Alla ricerca della virilità

« del: 18 Febbraio 2014, 16:56:40 »

È una questione che mi pongo da tempo, e vedo che ultimamente sta uscendo fuori in molte discussioni su questo forum e non.
C'è un'inversione di rotta tra gli uomini: stanno diventando sempre più femminili e con caratteristiche sempre meno dominanti, quasi fosse una vergogna essere maschi di questi tempi.
Parlo per i ragazzi della mia età o poco più; per quelli che non hanno avuto la fortuna di avere figure maschili di riferimento (un padre non molto virile o una madre dominante,castratrice o iperprotettiva o il rifiuto di un cameratismo di gruppo), per quelli che trovavano nelle amicizie femminili un rifugio alla propria sensibilità, o per altri mille motivi.
I più grandi sono toccati molto meno da questo problema: nel corso degli anni, anni in cui femen poteva essere il nome di una marca di preservativi e niente più, hanno avuto modo di sviluppare un forte senso di appartenenza al genere e di avere ben chiare le differenze tra uomo e donna.
Guardo i capolavori di Fellini, le interpretazioni di Masporcellanni, Gassman (vittorio ndr), Paul Newman, James Dean e tanti altri, provando nostalgia per un'epoca che non ho mai vissuto e che dietro il bianco e nero dello schermo faceva sembrare ogni rapporto tra i due sessi semplice e lineare.
Non so cosa stia causando la svalutazione della figura maschile di questi tempi e non so più a cosa credere, se a una degenerazione del movimento femminista che da tempo a questa parte sta squilibrando i piatti della bilancia sempre più a favore della donna, se a un impigrimento del maschio medio che si sente al sicuro e non ha più bisogno di mostrare i denti, se a un generale infrociamento della società ad opera di parrucchieri gay e stilisti massoni.

Dai 14 anni fino ai 18 sono stato sempre da solo, chiuso in me stesso e terrorizzato dal mondo che guardavo dalla finestra della mia cameretta. L'unica persona con cui riuscivo a parlare e vomitare i miei sentimenti era mia cugina, persona intelligentissima, aggressiva e con le idee ferme su ogni questione ponesse direttamente o indirettamente la donna in secondo piano rispetto all'uomo.
Mi ha dato consigli e aiuti su molte cose.
Il mio senso di genere è stato profondamente condizionato durante l'adolescenza da questo mentore femminile: continuavo a considerare le donne come creature sensibilissime e delicate che subivano violenza e soprusi da parte dei maschi dominanti  Idiot
Questo mi ha portato ad assumere atteggiamenti docili, effeminati, calmi e pacati che non hanno fatto altro che accentuare la mia timidezza e il mio timore nei confronti dell'altro sesso, oltre a ricevere qualche dichiarazione gay e domande femminili del tipo: "ah ma quindi non sei gay? lo pensavamo tutte"
Se all'inizio non ci facevo caso e li catalogavo come semplici fraintendimenti poi hanno iniziato a farmi sentire frustrato ed umiliato dentro, e a mettere in discussione tutte le mie credenze per l'ennesima volta.
Ho capito che la donna è donna, e indipendentemente dalla sensibilità e dai modi di fare di un ragazzo cerca sempre e comunque un uomo, qualcuno che la faccia sentire protetta e al sicuro e che dimostri le sue caratteristiche maschili, non un tipo effemminato ed insicuro.
Lavorando duramente su molti aspetti di me stesso ho notato che venivano spontanei modi di fare, gesti e atteggiamenti maschili, cercando di eliminare dalla mia vita ogni riferimento al passato e vecchi schemi di comportamento.
Sento comunque di star crescendo pian piano, tra blocchi inconsci che non mi permettono di vivere bene il sesso con un'altra persona e il provare ancora una sorta di "ripudio" per la figura dell'uomo maschio e virile.

Io credo che in ogni persona sia presente una parte femminile ed una maschile con annesse caratteristiche, una sorta di gioco yin/yang in cui ogni squilibrio tra le due funzioni genera un conflitto nella psiche dell'individuo.
Ad esempio fino ai 18 anni ho eccentuato molto la mia parte femminile (sensibilità, passività, bisogno di sicurezze) a scapito della mia parte maschile (sicurezza, attività, protezione), ad oggi invece sento di aver molto lavorato sulla mia parte maschile che si è accresciuta a scapito di quella femminile.
Stessa dinamica la noto in molte persone:
I gay hanno abdicato la loro parte maschile in favore di quella femminile, il macho invece ha fatto il contrario.
Una cosa che ho notato durante il mio periodo "femminile" è che sono andato solo con ragazze un po' mascoline, che quindi avevano quelle caratteristiche che mi mancavano, e stessa cosa rappresentavo io per loro, come una sorta di gioco di compensazione.

La strada è ancora in salita, e dovrò percorrerla da solo. A volte mi viene da buttare tutto al vento, mi sembra tutto molto innaturale. Altre volte sento di star facendo la cosa giusta, altre ancora sento di aver bisogno di una spinta paterna che mi rassicuri.
Per questo sono contento di aver trovato questo forum e voi.  Smile

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Re: Alla ricerca della virilità

« Risposta #1 del: 19 Febbraio 2014, 09:45:26 »

Sai che questo è un intervento molto interessante?

Certo, forse non esiste un'unica forma di 'virilità' (altrimenti gli uomini sarebbero fatti con lo stampino), ma esistono comunque delle caratteristiche di base dell'uomo virile, che potrebbero ritrovarsi sia nel buon padre di famiglia responsabile che nell'avventuriero che cerca fortuna per il mondo.

Di sicuro sono importanti le persone che incontriamo durante la nostra crescita. Sia uomini, sia donne, perché in fondo ci insegnano le caratteristiche dei sessi. In questo mi ritengo fortunato: un padre nato umile (non povero... ma mio nonno era un semplice sottufficiale dei carabinieri) che si è fatto strada nella vita. Forse un po' troppo concentrato su quegli aspetti della vita che riguardano il lavoro, la famiglia, le responsabilità, il guadagnarsi le cose con l'impegno... mi ha sempre fatto un sacco di prediche, però giuste. Ed anche se mi sono goduto molto di più la vita, ed anche se ovviamente ho iniziato a pensarla a modo mio su molte cose, queste idee mi sono entrate ugualmente in testa.
Mia madre una bravissima donna, un po' apprensiva come qualsiasi madre italiana, aliena da qualsiasi femminismo, ma al tempo stesso moderna, autonoma, con un lavoro e non ridotta al ruolo di casalinga.

Poi mi ha fatto bene lo sport di gruppo, anche se in seguito ho sempre preferito quelli individuali.
Sembra una cazzata, ma acquisire familiarità coi corpi di altri maschi (lo so, detta così sembra una cosa da omosessuali) è importante per capire meglio la propria fisicità.
Solo in seguito ho realizzato che molti ragazzi arrivano a 20 anni senza aver mai visto uno spogliatoio o una doccia comune.
Ed il servizio militare. Fatto molto comodamente dietro casa, da volontario pagato, per carità quasi un anno di vacanza divertimento. Ma comunque una esperienza dove ti trovi in un sistema gerarchico, impari a rispettare una infinità di piccole regole (anche molto stupide) e ad adempiere al tuo ruolo, in una microsocietà improntata a valori maschili (nonostante ci fosse già qualche donna) dove i superiori sono marescialli paterni o ufficiali di poco più grandi di te, che chiedono principalmente lealtà nel comportarsi. Senza contare il fatto di dormire in uno stanzone pieno di ragazzotti di regioni diverse. Anche lì si impara a capire "il maschio" andando oltre le differenze di istruzione, di estrazione sociale e geografica, e le barriere... linguistiche Cheesy.

Una cosa che ho notato, è che pur non essendo venuto fuori smidollato ed effemminato, mi è rimasto addosso un carattere maschile più ironico e disincantato che aggressivo e prorompente. E comunque da un lato sono infastidito dai personaggi troppo machisti, volgarmente maschilisti, aggressivi senza ragione, mentre tendo sempre a ricercare una figura maschile autorevole, magari di mezza età, affidabile e sicura di sé, preparata, consapevole, senza eccessi moralisti e senza egocentrismi.

Per fare esempi banali legati alla politica... i politici italiani mi creano quasi tutti disgusto come persone. Mentre mi piaceva molto l'ex cancelliere tedesco Schröder. Come attori, senza dubbio Masporcellanni, ma anche Alain Delon, o Jean-Paul Belmondo.

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Giulio83

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Re: Alla ricerca della virilità

« Risposta #2 del: 19 Febbraio 2014, 16:02:58 »

Complimenti per il thread, è un tema molto interessante (di 'sti tempi poi  Razz),appena ho un lasso di tempo medio-lungo  a disposizione butto giù qualche minchiata  Thumbs Up

Citato da: Giulio83 il 19 Febbraio 2014, 09:45:26

Masporcellanni

E beh.... Coolsmiley

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"Perché è di questo che si tratta: di maestria. Le donne vanno sapute trattare al primo approccio, bisogna entrare nella loro mente e nella loro anima, cercare la situazione giusta, capire se è l'ora di mille fiori o se è il momento di battere in ritirata. Ma quando la porta è socchiusa è inutile metteri a bussare: bisogna entrare."

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Re: Alla ricerca della virilità

« Risposta #3 del: 19 Febbraio 2014, 20:20:36 »

È vero giulio, stare a contatto con altri maschi è importante per sviluppare comunque un "sentire maschile", e anche per quella fase della crescita in cui non siamo ancora autonomi e andiamo creandoci un senso d'identità grazie al gruppo.  (io ho fatto calcio per molti anni, ma ero sempre in guerra col mondo e rifiutavo puntualmente di aggregarmi ad altre persone. Non ho mai capito se sono sempre stato un lupo solitario o un coglione o tutt'e due   Rolling Eyes)
Quello che mi chiedo è che genere di "virilità" si stia delineando oggi.
Gli homini di una volta erano di sicuro più virili di quelli di oggi, così come le donne erano meno autonome, indipendenti e sicure, e quindi alla ricerca di un Homo che potesse offrire loro garanzie, sicurezze, stabilità.
Oggi la donna tutto mi sembra tranne che una creatura indifesa: è sempre più indipendente ed autonoma, non è alla ricerca affannosa di un marito e può benissimo vivere da sola (cosa impensabile fino a qualche tempo fa).
Quali qualità quindi cerca in un uomo?
Per il panorama dei giovanissimi la situazione è a mio parere molto più confusa.
In primis il bombardamento mediatico che ci spiega come essere belli, fighi, ben vestiti, che fisico avere, cosa dire e non dire, che sforna dei bellissimi damerini dagli abiti firmati ma senza spina dorsale, poi film, serie tv (fateci caso, in moltissime serie tv c'è uno schema quasi fisso: il padre un po' sprovveduto, imbranato, la donna al contrario è sicura, ferma, quella che tiene in mano le redini della famiglia) che hanno livellato sempre più le differenze uomo-donna.
Il messaggio che sbuca fuori da tutto questo è: "noi facciamo le stesse cose degli uomini, non abbiamo bisogno della vostra protezione"
E la mia generazione sembra averlo assimilato appieno: i maschi non sanno più che ruolo devono avere, sono confusi e succubi della figura femminile.
Le femmine "si accontentano" di uno che le faccia star bene, molte volte bypassando il fattore virilità:
vedi ragazzi palesemente infrociati con sopracciglia sottili come un capello
vedi leggins maschili
vedi tono di voce, movenze e gesti da effemminati
Nonostante tutto rimorchiano.
Rimorchiano secondo me principalmente per valore sociale, la femmina sa che "è uno che conta" ed entra nel suo giro. Praticamente è come se le sicurezze date dal valore sociale avessero preso il sopravvento su tutte quelle altre qualità che un uomo tradizionalmente doveva possedere.
È come se la 20enne di oggi pensasse "voglio un figo (in altre parole uno che ci sappia fare in ogni sorta di situazione sociale)" e non più "voglio un uomo che mi faccia sentire al sicuro".
Il principe azzurro ha smesso di combattere contro i draghi e ha cominciato a combattere contro se stesso?

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Re: Alla ricerca della virilità

« Risposta #4 del: 19 Febbraio 2014, 23:02:25 »

Quoto tutto ed aggiungo: la discriminante sono le esperienze. Mio padre a 13 già lavorava, si alzava alle 5 e stava tutto il giorno in contatto con signori di 50 che cercavano di fotterlo in qualunque modo. A sedici anni era li bello abbronzato (fino al gomito  Smile) con la sigaretta in bocca perché tanto guadagnava i suoi soldi, a provarci con tutte le ragazzine che vedeva in giro. A 20 aveva l'esperienza di un trentenne navigato, in tutti i campi, non solo in quello trombereccio, aveva conosciuto migliaia di persone e si era creato una personalità solida basata sulla sua vita vissuta, senza condizionamento di serie tv americane o grandi fratello vari (tv, videogiochi, ahhhh?? Uglystupid)

Io a quindici anni avevo il moccolo che mi colava dal naso...

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Re: Alla ricerca della virilità

« Risposta #5 del: 20 Febbraio 2014, 00:54:04 »

Citato da: Blixa il 19 Febbraio 2014, 20:20:36

Le femmine "si accontentano" di uno che le faccia star bene, molte volte bypassando il fattore virilità:
vedi ragazzi palesemente infrociati con sopracciglia sottili come un capello
vedi leggins maschili
vedi tono di voce, movenze e gesti da effemminati
Nonostante tutto rimorchiano.
Rimorchiano secondo me principalmente per valore sociale, la femmina sa che "è uno che conta" ed entra nel suo giro. Praticamente è come se le sicurezze date dal valore sociale avessero preso il sopravvento su tutte quelle altre qualità che un uomo tradizionalmente doveva possedere.
È come se la 20enne di oggi pensasse "voglio un figo (in altre parole uno che ci sappia fare in ogni sorta di situazione sociale)" e non più "voglio un uomo che mi faccia sentire al sicuro".
Il principe azzurro ha smesso di combattere contro i draghi e ha cominciato a combattere contro se stesso?

Forse perché non lo hanno *ancora* trovato, l'uomo che le faccia sentire donne... servirebbe un parere femminile qui, eh-ehm... Laughing

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Re: Alla ricerca della virilità

« Risposta #6 del: 20 Febbraio 2014, 02:43:21 »

Citato da: Gardenia il 20 Febbraio 2014, 00:54:04

Forse perché non lo hanno *ancora* trovato, l'uomo che le faccia sentire donne...

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Re: Alla ricerca della virilità

« Risposta #7 del: 20 Febbraio 2014, 06:03:26 »

Citato da: TermYnator il 20 Febbraio 2014, 02:43:21

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