Spezzare la catena

Aperto da LYon, 21 Ottobre 2026, 22:52:07

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LYon

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La famiglia e' da sempre la prima pietra su cui costruire una casa.
Tutti ne abbiamo una, eppure nessuno di noi ha avuto la fortuna di sceglierla.
Ogni tanto mi piace pensare quanto potrebbe essere piu bello il mondo se prima di nascere potessimo entrare in una sorta di sistema automatizzato dove poter scegliere la propria. Una sorta di negozio tech in cui ci vengono mostrate tutte le opzioni disponibili. Qui puoi scegliere la madre, il padre, se avere fratelli, e molto altro. Si puo' matchare con le proprie caratteristiche personali, attitudini, gusti e sopratutto si puo' decidere il livello di supporto che ci potranno garantire in futuro. Sarebbe bello, e invece.. Invece non scegliamo nulla, ma anzi, prendiamo quello che ci capita.

Ecco la mia famiglia ha un problema.
Vive nel suo loop.
E non sto parlando di una branca della famiglia ma di tutta la famiglia intera.
Fin dai tempi dei tempi ci sono delle caratteristiche che si ripetono costantemente.
Queste caratteristiche sono sempre le stesse.
Mi spiego meglio:
Mi e' capitato nel corso degli anni di analizzare i comportamenti e le tendenze delle generazioni precedenti alle mie, sia da parte di madre che di padre, diciamo a partire dai nonni.

Mia nonna era una tenera contadina, suo marito era un militare.
Mia nonna nel corso della sua vita, forse anche perche' nell epoca degli anni 30, 40 non c'erano le stesse possibilita' di oggi, non ha probabilmente sviluppato un educazione affettiva sufficiente per poter trasmettere quello che secondo me e' sufficiente per saper dare ai propri figli una direzione coerente nella vita.
Ha sviluppato anzi, una forte gelosia.
Strappava le lettere d'amore di mio padre, non lo lasciava esprimersi, ha sempre mostrato una forma di protettivita' eccessiva.
Il padre d'altro canto, doveva fare il padre.
Mio Padre e' cresciuto insicuro, e nonostante questo ha fatto molto.
Ma quando ha avuto una figlia a sua volta non ha saputo darle una direzione corretta.
E sopratutto non ha saputo scegliere una donna che gli stesse accanto, ma ha accettato cio' che gli era capitato.
Lo capisco quando parlando con lui mi racconta che quella sera che conobbe la madre di mia sorella (non mia madre) doveva vedersi con una donna ma questa le diede buca, e cosi' mando' un altra al suo posto. Ecco mio padre accetto' questa donna.
Che comunque non piaceva alla madre, come tutte le precedenti.
Quando mio nonno si ando' ad informare su di lei apprese che lei era stata educata molto rigidamente da una madre comandina e un povero padre che la subiva.
Inevitabilmente questa cosa si riflesse in tutti i loro eventi futuri, portandoli ad una rottura dopo pochi anni di matrimonio.
Mio padre non volle ascoltare suo padre che lo aveva messo in guardia.
La madre di mia sorella litigava con sua madre perche' era rigida, cosi come lei avrebbe litigato con sua madre anni dopo.
La madre si era ribellata, cosi come mio padre si era ribellato a mia nonna.
E in questa linea di ribellione precisamente venti anni dopo, mia sorella si ribello' a sua madre quando il padre decise di andarsene.
Vi risparmio alcuni dettagli molto potenti, ma non e' questo lo scopo.
Dovete sapere che oggi mia sorella ha una figlia e questa si e' ribellata a sua madre dopo che il padre ha deciso di mollare.
una sorta di loop infinito degno di Magnolia, forse degno di un film che non sapro' mai scrivere.
Ma non finisce qui.
Le stesse minacce, le stesse dinamiche, perpetrate di generazione in generazione.

Mia madre aveva una madre rigida e un padre morente quando lei era quasi adolescente.
Ha vissuto tutta la vita nel conflitto, riportando traumi continui che si sono riflessi anche nell' educazione mia e di mio fratello.
Stessi conflitti, stessa ribellione, ma sopratutto stessa rabbia.
E qui ricade il tema piu' ricorrente di tutta la mia famiglia. "la fusione dei ruoli".
Perche' in ognuna di queste dinamiche una cosa era certa, nessuno tra piccoli e grandi  era esente dal grande dolore.
Tutti venivano coinvolti, a volte messi in mezzo come oggetti di riparazione.
Un figlio non era un figlio, non piu'.
Diveniva a sua volte un fratello, uno zio, e anche purtroppo un genitore, oltre che un oggetto di scambio.
Ed e' cosi che tra eventi duri e momenti di tensione altissima siamo cresciuti noi.
Io e mio fratello tuttavia siamo diversi.
Un giorno ci siamo guardati e ci siamo detti una cosa.
Ci siamo detti che nonostante il prezzo sarebbe stato altissimo, noi avremmo spezzato quella catena.
Noi non saremmo diventati parte dello stesso sistema malato, di quel giogo invisibile di dinamiche sofferenti.
Non lo so se ci riusciremo.
Per ora stiamo ancora imparando a portare le nostre ferite sulle spalle e saper incassare di nuove.
Solo cosi se dovessimo avere dei figli, saremo in grado di guardarli negli occhi e sorridere, anche se dentro, nel nostro profondo, staremo nascondendo il buio.

Leone
Hic Sunt Leones

Lux-K

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Quello che descrivi, con le dovute eccezioni, credo sia condiviso da una buona fetta di chi frequenta il forum.

In realtà, per quella che è stata la mia esperienza di vita, ho conosciuto pochissime persone che hanno avuto la fortuna di vivere in una famiglia solida, con dei ruoli equilibrati e con delle competenze emotive adeguate.

Nella maggior parte dei casi, proprio come nella tua famiglia o nella mia, I genitori hanno riportato gli stessi traumi subiti senza riuscire a elaborare.

Per quanto riguarda i nostri genitori, aggiungerci anche che sono cresciuti in decenni di prosperità, che gli ha permesso di "ignorare" diverse cose che a noi non sono più consentite.

Per il resto, ogni famiglia ha la sua croce ed ognuno deve trasportarsi, oltre la propria, anche quella della propria famiglia.