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TermYpensiero 12) Teoria del contatto: L'Ambiente.

(Letto 1404 volte)

TermYpensiero 12) Teoria del contatto: L'Ambiente.

« del: 15 Maggio 2008, 01:55:32 »

Nel post l'osservazione, ho descritto un processo mentale che porta ad
avvicinarsi alla femina con la mente, a sentirla come se fosse la
nostra donna, a pensare di essere conoscenti da molto tempo. Questo
processo, lo definisco "Confidenza in Vitro"

Qualcuno potrà chiedersi il perchè perdere tempo ad osservare, quando
con un bel frame si può tranquillamente partire in quarta.
Un bel frame risolve molti problemi, ma è un fatto personale, non ha
nulla a che vedere con la persona che abbiamo davanti.
Se non c'è attrazione fisica a priori, quando ci presenteremo non ci
sarà nulla in comune con la persona che abbiamo davanti. LA persona ci
osserverà, si farà una quadro rapidissimo in base a microsegnali che
trasmettiamo, e se non piaciamo comincerà a delimitare il proprio spazio.
LA Confidenza in Vitro agisce su questi microsegnali facendovi indossare
parte delle caratteristiche che si ottengono dopo una prolungata interazione.
Per gli amanti della pnl, è come se aveste fatto rapport senza averlo fatto:
il quadro che si farà nei tre secondi della presentazione sarà quello di
una persona più familiare, con la quale ci sono più affinità, più somiglianze
mimiche: una persona che non è poi così estranea.
L'effetto di chi ha attuato confidenza in Vitro su se stesso è quantificabile
come un aumento della quiete interiore, una mimica che trasmette più
sicurezza ed in definitiva, una maggiore attrattività sulla donna che avete osservato
(non su tutte).
A questo si aggiunga che per un cultore degli odori quale sono, il
presentarsi tesi equivale a secernere ingenti quantità di adrenalina,
che per me sono inevitabilmente percepite sentendo la persone che le
emette come "sgradevole".
Il primo punto è quindi essere rilassati nei confronti dell'obbiettivo,
e la Confidenza in Vitro è il sistema principe. (1)
Per una corretta apertura, oltre che tener conto dei dati forniti dalla
osservazione, tengo sempre il fattore Ambiente.

Il Fattore ambiente.
L'ambiente è il palcoscenico sul quale si attua il rimorchio. Come tutti
i palcoscenici va attentamente studiato onde conoscere tutto ciò che può
fornire come aiuto.
Quando entro in un locale ad esempio, compio sempre un giro d'ispezione
per individuare i luoghi più adatti alle varie fasi dell'interazione.
Non mi limito a catalogarli per colore (ogni fase del rimorchio predilige
una dominante cromatica) o per quantità di persone: "incollo" ai dettagli
salienti dell'ambiente dei racconti.
Faccio un esempio chiarificatore:
supponiamo di essere in una disco con un acquario, e di trovarci dentro
un oggetto che ci ricorda qualcosa di piacevole. Ci racconteremo la storia,
e ne rivedremo i dettagli in modo da renderla piacevole e divertente da
raccontare. Allenandosi in questa pratica ed utilizzando la tecnica delle
corrispondenze, avremo molte storie divertenti da raccontare, ed altrettante
aperture da usare nei vari ambienti: basterà vedere una femina che guarda
l'oggetto, e come se nulla fosse accostarla e partire con la storiella.
A tal fine considero i personaggi strani o ridicoli come parte dell'ambiente.
Aprire un set composto da donne che indicano un soggetto stravagante o
ridicolo inserendosi facendo una battuta sul soggetto stesso, è una apertura
tipica.

La dominante cromatica
La dominante cromatica dell'ambiente è importante al pari della quantità di
luce.
Uno dei segnali di consenso meno gestibili, ad esempio, è la diatazione
delle pupille, fenomeno che al buio, avviene anche se guardiamo una cacca.
Ma vedendo una persona con le pupille dilatate, siamo istintivamente portati
a pensare di essere attratti da lei perchè manifesta consenso.
Questo è il motivo che rende le persone "più affascinanti" nella
semioscurità.
Consci di questo, in condizioni di luce forte, avremo aperture più complesse,
mentre nella semioscurità potremo usare sistemi più diretti, basati sulle
regole base dell'attrazione.
I colori, possono influenzare la nostra dialettica,
o meglio darci una vaga idea di ciò che sarà più gradito, aiutandoci
nella scelta dell'opener più funzionale.
Per antonomasia, il rosso è il colore che eccita di più. Una persona
in un ambiente rosso, sarà tendenzialmente più reattiva, più portata
al materiale e meno al filosofico. Anche la mimica potrebbe cambiare.
Quindi, in un ambiente con dominante rossa, sarà più difficile
estraneare una preda, mentre sarà più facile fare sesso con una preda
già marchiata da un bacio.
Giallo. Tende a sollecitare la psiche razionale. Ottimo per discorsi
impegnati, ma a mio avviso pessimo per rimorchiare.
Ricordo ancora una lunga dissertazione al tavolo di un pub ocra
sul dimorfismo sessuale dei dinosauri, che volse positivamente solo
grazie alla maestria col quale operai con tutti e due i piedi sotto
al tavolo sui piedi di lei.
Verde. Rilassante al massimo, rallenta i processi percettivi. Da un
punto di vista rimorchiartorio lo considero positivo, essendo privo
dei difetti propri del giallo e del rosso.
Blu: il top. E' un colore nel quale possiamo far vedere qualsiasi cosa
con i nostri racconti,
lascia la mente libera di sognare e l'ammaliatore di sedurre.
I K-close in riva al mare non si contano per questo motivo.
Viola: deprimente per antonomasia, è bene evitare di essere associati
ad ambienti descritti da questo colore.
Nero. Desta timore, ma può essere vantaggiosamente utilizzato sfruttando
questa caratteristica per mostrarsi come scudo alle paure oscure del
nostro io nascosto.
Calibreremo quindi il nostro frasario ed il
nostro campionario di racconti in base al colore degli ambienti.
Questo è molto importante nel gestire le varie fasi del Territorio Virtuale.
Infatti, una dominante cromatica (e lo stato d'animo associato), non
necessariamente deve essere reale, può essere infatti evocata da un racconto.
Ed i nostri racconti evocheranno immagini con dominanti adatte al momento
della seduzione nel quale ci troviamo.
Un racconto capace di estraneare (portare la mente della femina "lontano da dove ci si trova"),
 partirà sempre dall'evocazione di
dominanti luminose, per arrivare al blu, e poi al rosso, che può essere
evocato anche con il concetto di amore.
In posti che offrono diverse soluzioni cromatiche, sfrutteremo le
caratteristiche dell'ambiente per operare la fase giusta nel posto con
l'atmosfera giusta, ovvero gestiremo le location a seconda di quello che
vogliamo ottenere.

Per quanto riguarda il rumore, vale la regola che più l'ambiente è
rumoroso, meno dovrà essere impegnativa la conversazione: nel casino,
frasi semplici e divertenti,nel silenzio frasi che colpiscono modulando
il tono della voce.
Per discorsi di medio spessore, come quelli che seguono di poco l'approccio,
sono proficui gli ambienti all'aperto, ma se non siete gia degli artisti,
capaci di concentrare il mondo su di voi, evitate le interazioni alla luce
del sole.

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Re: TermYpensiero 12) Teoria del contatto: L'Ambiente.

« Risposta #1 del: 26 Maggio 2008, 00:20:59 »

sotto odore di adrenalina, cosa intendi esattamente?

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Re: TermYpensiero 12) Teoria del contatto: L'Ambiente.

« Risposta #2 del: 26 Maggio 2008, 00:35:17 »

Citato da: firelover il 26 Maggio 2008, 00:20:59

sotto odore di adrenalina, cosa intendi esattamente?

L'adrenalina è una specie di acceleratore metabolico.
Accelera il battito cardiaco, e ti predispone a reagire ad un pericolo in una frazione di secondo.
E' l'ormone della paura.
E trasmette paura, eccitazione, malessere.
I cani sono sensibilissimi all'adrenalina degli umani, la percepiscono perfettamente ed adeguano il loro comportamento a questo.
Nelle mie radicate convinzioni, l'uomo riesce ancora a percepire questi messaggi olfattivi, in particolare
il rilascio di adrenalina.
Non lo senti consciamente, ( è inodore come i feromoni) ma in linea con il comportamento atavico, se qualcuno emette
adrenalina attorno a te, vieni coinvolto dal suo stato.
La funzione di questi messaggi è da ricercarsi nel vantaggio evolutivo del trasmettere ad altri componenti del branco
un segnale di paura scarsamente direzionale, che non consente quindi di localizzare chi lo emette in modo istantaneo,
come ad esempio si può fare con l'udito.
Se ad esempio un predatore viene avvistato al buio, la preda ha modo di sfuggirgli senza essere localizzata da urli, mentre
allerta il resto del branco con messaggi olfattivi.
Nell'uomo, l'olfatto e minimo, quindi per la percezione di messaggi chimici è determinante la distanza:
se sei vicino, l'ansia da adrenalina verrà collegata a te.
Se sei lontano, non ci sarà messaggio, perchè troppo "diluito" per essere percettibile.

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