Il cambiamento.

Ognuno di noi e' quello che e' per motivi genetici, ambientali/educativi/di esperienza.
Alcuni fattori sono immutabili, ma sulla maggioranza si puo' intervenire proficuamente (purche' motivati e ben diretti).

Molte persone passano attraverso metodi di miglioramento personale/seduzione e se adeguatamente diretti, motivati e dopo un certo impegno pratico, giungono ad un cambiamento personale.
Tuttavia a quanto ho visto personalmente, anche se ci si mostra diversamente agli altri l'indole della persona rimane essenzialmente la stessa:
chi era buono rimane un bravo ragazzo, chi era escremento rimane un po' escremento, chi era riflessivo rimane riflessivo, chi era impulsivo rimane tendenzialmente impulsivo ecc.
Quel che voglio dire, e' che realisticamente il cambiamento non porta (e non deve portare) alla negazione di cio' che caratterizza la propria indole, ma al completamento di questa con elementi e capacita' propri di caratteri di stampo diverso/opposto, alla rimozione di blocchi e in definitiva all'espansione delle proprie possibilita'.

Chi si mostra totalmente cambiato, mente o rischia la schizofrenia.

Per anni ho negato e combattuto alcuni aspetti della mia natura/formazione: questo mi e' servito ad esplorare i confini opposti raggiungendo nuovi equilibri, ma e' stato faticoso e non ha eliminato cio' che la mia indole se lasciata libera spontaneamente mi porterebbe a fare.
Ho imparato ad esempio a fregarmene, a rispettare prima me stesso e poi gli altri, a non essere fedele o impegnato, ma tendenzialmente resto un bravo ragazzo e il primo pensiero spontaneo in certe situazioni e' inevitabilmente di timore/preoccupazione/dispiacere/rispetto ecc.
Ho modificato pero' il mio modo di reagire e comportarmi, anche di apparire: perche' le conseguenze e i risultati dipendono da cio' che facciamo, diciamo e da come ci mostriamo, non da cosa sentiamo dentro.

Siamo responsabili delle nostre azioni, non dei nostri pensieri inespressi.

Tuttavia, cio' che rende solido e duraturo il cambiamento e' la motivazione (oltre all'aver fatto un buon lavoro):
quando viene meno la motivazione, si desiste e spesso si regredisce a stadi precedenti.
Ho conosciuto diversi esempi di cio', e io per certi versi sono uno di quelli.

Ecco dove stanno i maggiori limiti pratici dei "metodi".