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Dal branco al lupo solitario

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Dal branco al lupo solitario

« del: 28 Febbraio 2015, 15:50:21 »

Spesso leggo topics dove si parla di vecchie generazioni contrapposte alle nuove. Guarda caso la vecchia generazione è sempre meglio della nuova. Beh, ho deciso di sputare come al solito il mio punto di vista politically uncorrect ...

La massificazione
Mio nonno diceva a mio zio che la sua generazione era la classe di ferro. Ma mio nonno era un eroe di guerra con brevetto di volo a 2 cifre, abbattuto 2 volte con un Bleriot ed uno SVA38.  Insomma era uno con delle palle ed un coraggio inimmaginabili, quindi non fa testo.
Mio padre mi diceva più o meno la stessa cosa. Mio padre era una eccellenza nel campo del sapere, professore universitario  a fine carriera, 4 lingue parlate correntemente... Insomma non  fa testo.
Quando però sento fare le stesse affermazioni da un mio coetaneo sfigato, sono costretto ad osservare, e noto che generazione dopo generazione, i giovani sono sempre più massificati. Sempre più vengono educati al possesso di una sola immagine che spesso non collima con il loro essere. Sempre più le leggi del commercio si sostituiscono all'educazione dei genitori, che troppo indaffarati a lavorare, non passano più tempo con i figli.

La crisi del maschio
I giovani maschi sono molto più colpiti delle giovani femine. Questo per una questione di ormoni: i maschi sono più aggressivi e tendono ad esternare più facilmente. In un contesto che vieta tutto ciò che fa parte del rituale di crescita maschile, la crescita del maschio è quindi fortemente ostacolata.
I maschi a dispetto di qualche imbecille che ha rubato la laurea in psicologia ignorando completamente i meccanismi evolutivi, non sono eguali alle donne. Non lo sono nella crescita, non lo sono nei modelli, non lo sono negli "esercizi" per crescere. Non farò la lunga introduzione che faccio nei corsi ADM per spiegare il tutto, ma non posso non dire tre cose: la maschilità passa per la violenza. La violenza è quindi una condizione necessaria per gestire una parte del se in un maschio. Le zuffe da ragazzini e qualche ragionevole scaxxottata da adolescenti sono cose necessarie. Di fatto, pochissimi hanno questo approccio naturale, mentre non si fatica più a trovare cinture nere di tutto e di più. Ma non è la stessa cosa...
Non parlo di bullismo ne di prevaricazione, ma semplicemente della prosecuzione di quella linea filogenetica che porta il padre a punire il rampollo ed il rampollo a punire il maschio che gli manca di rispetto. IMHO questa è una conditio sine qua non allo sviluppo maschile in tempi rapidi ed al suo distacco dal branco.

Il branco
Il branco (senza nessuna allusione ad un noto quanto disgustoso film) è il contesto nel quale si sviluppa il carattere dell'adolescente. Il branco, con le sue gerarchie e le sue evoluzioni è IMHO la fucina del maschio.
Nel branco, tramite il gioco a chi ce lo ha più lungo, i maschi imparano a collocarsi nella scala gerarchica senza farsi illusioni, sono spinti a migliorare se stanno troppo in basso, e prima o poi diventano indipendenti.
Nel branco si comunica, ci si scambiano idee e si passa dall'avere riferimenti esclusivamente posti nel padre (che spesso non c'è o è "invisibile) all'avere riferimenti in altri maschi da lui scelti. Questo è un primo passo nell'autodeterminazione che porta al diventare un lupo solitario.
In questa fase trovo grandi differenze fra generazione e generazione: un tempo i bambini venivano lasciati liberi di andare a giocare per strada ed il branco si formava subito. Mio nonno era del 1901 e probabilmente quando era piccolo, non c'erano grandi pericoli per le strade: un luogo d'incontro elettivo quindi.
Mio padre, come la stragrande maggioranza dei suoi coetanei, oltre che far parte di gruppi di amicizie spontanee faceva parte dell'Opera Balilla, altro enorme centro di aggregazione.
A mano a mano che le generazioni si sono succedute però, i bambini sono stati sempre più segregati cercando di occuparli con cartoni prima e pleisteshò dopo. L'esito è che i branchi non si formano più, o se si formano hanno connotazioni diverse e spesso rasentano l'associazione a delinquere.
...segue.

« Ultima modifica: 28 Febbraio 2015, 15:57:35 da TermYnator »

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Re: Dal branco al lupo solitario

« Risposta #1 del: 01 Marzo 2015, 15:13:00 »

Trovo veritiero tutto ciò che hai fatto notare in questo post e lo condivido....io a 13 anni vedevo ancora formarsi dei gruppi..ma come dici tu erano gruppi di associazioni a delinquere. Il bullo rappresentava per molte femmine colui che aveva un potere seduttivo perché per le donne era colui che più si avvicinava a un uomo ( poco importa se era un bastardo coatto che picchiava chiunque) e infatti si baciavano tutte le tipe della classe o quasi, magari c'era quella cui piaceva il ragazzo più grande o quella che si faceva baciare dal bullo di classe. Io invece ero completamente emarginato perché non amavo quel tipo di compagnia e la scelta di restare solo mi costò tantissimo, sia in termini di conquiste femminile ( pari a zero) sia in termini di amicizie.

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Re: Dal branco al lupo solitario

« Risposta #2 del: 01 Marzo 2015, 17:02:09 »

Citato da: TermYnator il 28 Febbraio 2015, 15:50:21

La crisi del maschio
Non farò la lunga introduzione che faccio nei corsi ADM per spiegare il tutto, ma non posso non dire tre cose: la maschilità passa per la violenza. La violenza è quindi una condizione necessaria per gestire una parte del se in un maschio. Le zuffe da ragazzini e qualche ragionevole scaxxottata da adolescenti sono cose necessarie. Di fatto, pochissimi hanno questo approccio naturale, mentre non si fatica più a trovare cinture nere di tutto e di più. Ma non è la stessa cosa...
Non parlo di bullismo ne di prevaricazione, ma semplicemente della prosecuzione di quella linea filogenetica che porta il padre a punire il rampollo ed il rampollo a punire il maschio che gli manca di rispetto. IMHO questa è una conditio sine qua non allo sviluppo maschile in tempi rapidi ed al suo distacco dal branco.

Bell'articolo che riassume ad un livello molto alto il perchè di certi comportamenti nell'evoluzione di una persona, aggiungo solo un punto: quella che tu hai definito violenza, tecnicamente è chiamata "aggressività adattiva":
http://online.scuola.zani...olenza-non-sono-sinonimi/

La cura nel caso se ne abbia troppa o troppo poca è quindi questa: 'Riconoscere e parlare dei sentimenti e delle emozioni è il primo passo per potere poi controllarli' [...] 'è bene consentire di esprimere il dissenso, di parlare della rabbia e dell’odio: sono sentimenti reali e come tali vanno riconosciuti'...

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Tuco

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Re: Dal branco al lupo solitario

« Risposta #3 del: 02 Marzo 2015, 03:23:38 »

Non ho capito il nesso con il discorso introduttivo sulla generazione vecchia e generazione nuova.

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Re: Dal branco al lupo solitario

« Risposta #4 del: 02 Marzo 2015, 19:46:05 »

Citato da: Lupo il 02 Marzo 2015, 03:23:38

Non ho capito il nesso con il discorso introduttivo sulla generazione vecchia e generazione nuova.

Lecita osservazione, ma considera che questa è solo la prima parte.

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Re: Dal branco al lupo solitario

« Risposta #5 del: 02 Marzo 2015, 20:46:58 »

Avevo aperto un topic tempo fa sullo spaesamento del "giovane maschio" di oggi nei confronti di una società che non gli offre più nessuna figura di riferimento o modello da cui seguire-imparare, se non esempi di persone grossolane e disgustose (uno a caso: fabrizio corona).
Lessi anche la notizia del ritrovamento di un reperto, credo babilonese, in cui si condannava la pigrizia e la mancanza di valori delle nuove generazioni di quel tempo; nulla di nuovo sotto al sole: i vecchi guardano male i giovani che poi crescendo iniziano a lamentarsi pure loro di quel che loro furono: giovani.
La cosa che trovo allarmante di questi tempi, oltre allo scollamento della propria immagine virtuale rispetto al proprio unico ed inimitabile modo d'essere, è lo scollamento con la realtà vera e propria.
Camminando per le strade, prendendo un mezzo di trasporto o addirittura entrando nei locali c'è una percentuale enormemente alta di persone con la testa china su quattro centimetri di schermo dello smarthpone, ogni tanto si accorgono che qualcosa attorno a loro succede e capita che alzino distrattamente la testa, quasi a voler dire che quando se lo ricordano esistono pure loro. Ma è l'altra faccia della medaglia del "progresso": il "futuro" ora va in questa direzione  http://it.wikipedia.org/wiki/Oculus_Rift   e non so voi ma la cosa non mi rassicura affatto, l'innovazione e la tecnologia continuano ad accelerare a ritmi pazzeschi, lasciando dietro ogni area che ci rende imperfettamente ma splendidamente umani. Ma forse è dalla rivoluzione industriale che è iniziata la deriva dell'uomo verso l'uomo-macchina.
Curiosità per esperienza diretta: ho notato che tra le vecchie generazioni lo scollamento generazionale è molto meno grande rispetto alle nuove: la generazione di mio padre (classe 59) non è qualcosa di incredibilmente diverso rispetto a quella di uno nato nel 70, quindi a distanza di 10 anni.
La mia classe (93) è radicalmente e profondamente diversa da quella dell'83, a mia volta vedo la mia generazione anni luce lontana da quelle del 97-98. È un continuo accelerare in cui andiamo sempre più veloci, investendo miliardi e miliardi in tecnologie che ci permetterano di andare ancora più veloci, finchè...

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Re: Dal branco al lupo solitario

« Risposta #6 del: 08 Marzo 2015, 20:02:38 »

Citato da: TermYnator il 02 Marzo 2015, 19:46:05

Lecita osservazione, ma considera che questa è solo la prima parte.

forse vale per le generazioni quel che vale per le Arti Marziali.

Non esiste quella migliore delle altre, esistono Arti diverse con peculiarità diverse.
Quindi esistono generazioni diverse per via di quello che si trovano a vivere nel momento in cui nascono, per i giovincelli nati dal '95 in poi, essere scollegati vuol dire essere persi, per me è un fastidio, per loro è essere morti.
Ora la vita DEVE essere social e WWW, perchè il tempo in cui sono nati lo esige.
Ai tempi in cui io avevo 10 anni, le cose erano diverse, ma per chi all'epoca ne aveva 40, come me ora, eravamo dei bimbiminchia smidollati... tutti motorino e roba firmata, loro invece, duri e puri, bicicletta e scorza dura.

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Re: Dal branco al lupo solitario

« Risposta #7 del: 09 Marzo 2015, 21:53:53 »

Citato da: TermYnator il 28 Febbraio 2015, 15:50:21

Spesso leggo topics dove si parla di vecchie generazioni contrapposte alle nuove. Guarda caso la vecchia generazione è sempre meglio della nuova. Beh, ho deciso di sputare come al solito il mio punto di vista politically uncorrect ...

La massificazione
Mio nonno diceva a mio zio che la sua generazione era la classe di ferro. Ma mio nonno era un eroe di guerra con brevetto di volo a 2 cifre, abbattuto 2 volte con un Bleriot ed uno SVA38.  Insomma era uno con delle palle ed un coraggio inimmaginabili, quindi non fa testo.
Mio padre mi diceva più o meno la stessa cosa. Mio padre era una eccellenza nel campo del sapere, professore universitario  a fine carriera, 4 lingue parlate correntemente... Insomma non  fa testo.
Quando però sento fare le stesse affermazioni da un mio coetaneo sfigato, sono costretto ad osservare, e noto che generazione dopo generazione, i giovani sono sempre più massificati. Sempre più vengono educati al possesso di una sola immagine che spesso non collima con il loro essere. Sempre più le leggi del commercio si sostituiscono all'educazione dei genitori, che troppo indaffarati a lavorare, non passano più tempo con i figli.

La crisi del maschio
I giovani maschi sono molto più colpiti delle giovani femine. Questo per una questione di ormoni: i maschi sono più aggressivi e tendono ad esternare più facilmente. In un contesto che vieta tutto ciò che fa parte del rituale di crescita maschile, la crescita del maschio è quindi fortemente ostacolata.
I maschi a dispetto di qualche imbecille che ha rubato la laurea in psicologia ignorando completamente i meccanismi evolutivi, non sono eguali alle donne. Non lo sono nella crescita, non lo sono nei modelli, non lo sono negli "esercizi" per crescere. Non farò la lunga introduzione che faccio nei corsi ADM per spiegare il tutto, ma non posso non dire tre cose: la maschilità passa per la violenza. La violenza è quindi una condizione necessaria per gestire una parte del se in un maschio. Le zuffe da ragazzini e qualche ragionevole scaxxottata da adolescenti sono cose necessarie. Di fatto, pochissimi hanno questo approccio naturale, mentre non si fatica più a trovare cinture nere di tutto e di più. Ma non è la stessa cosa...
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Il branco
Il branco (senza nessuna allusione ad un noto quanto disgustoso film) è il contesto nel quale si sviluppa il carattere dell'adolescente. Il branco, con le sue gerarchie e le sue evoluzioni è IMHO la fucina del maschio.
Nel branco, tramite il gioco a chi ce lo ha più lungo, i maschi imparano a collocarsi nella scala gerarchica senza farsi illusioni, sono spinti a migliorare se stanno troppo in basso, e prima o poi diventano indipendenti.
Nel branco si comunica, ci si scambiano idee e si passa dall'avere riferimenti esclusivamente posti nel padre (che spesso non c'è o è "invisibile) all'avere riferimenti in altri maschi da lui scelti. Questo è un primo passo nell'autodeterminazione che porta al diventare un lupo solitario.
In questa fase trovo grandi differenze fra generazione e generazione: un tempo i bambini venivano lasciati liberi di andare a giocare per strada ed il branco si formava subito. Mio nonno era del 1901 e probabilmente quando era piccolo, non c'erano grandi pericoli per le strade: un luogo d'incontro elettivo quindi.
Mio padre, come la stragrande maggioranza dei suoi coetanei, oltre che far parte di gruppi di amicizie spontanee faceva parte dell'Opera Balilla, altro enorme centro di aggregazione.
A mano a mano che le generazioni si sono succedute però, i bambini sono stati sempre più segregati cercando di occuparli con cartoni prima e pleisteshò dopo. L'esito è che i branchi non si formano più, o se si formano hanno connotazioni diverse e spesso rasentano l'associazione a delinquere.
...segue.

Non posso che darti ragione per quanto concerna la crescita del maschio nell'epoca fortemente femminista; non che i valori femministi siano il male, ma possono essere positivi laddove si voglia costruire una società che si basa sul rispetto, tuttavia alla fine va ad intaccare il processo evolutivo maschile che si basa sul conflitto fisico.
Lo stesso romanzo Fight Club ci fa vedere una interessante panoramica della alienazione maschile, in una passiva e consumista globalizzazione associata alla "femminizazione" della cultura:"Siamo un generazione di uomini cresciuti da donne" . Tuttavia, certamente, non è così semplice: Palahniuk mostra anche il mondo macho di un eccessivo contatto fisico in combattimenti clandestini non altrettanto nocivi.

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Despotes

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Re: Dal branco al lupo solitario

« Risposta #8 del: 15 Marzo 2015, 16:14:22 »

Citato da: Despotes il 09 Marzo 2015, 21:53:53

"Siamo un generazione di uomini cresciuti da donne"

Più che donne, io utilizzerei il termine "donnicciole" anche per identificare gli uomini, ovvero proprio quelli che dovevano perpetrare una causa tutta maschile, portata avanti per secoli e secoli dalle generazioni passate e che adesso, a livello societario, si è persa. Forse per l'avanzamento delle tecnologie che hanno quasi annullato certi "duri lavori" che permettevano lo sviluppo di determinate abilità (diciamo un adagiarsi sugli allori); forse per lo sviluppo di una identità morale legata agli eventi politici degli ultimi '70 anni, che hanno portato a sopprimere certi istinti che purtroppo sono intrinsecamente parte dell'umanità, considerandoli deleteri per la stessa.

Studiando antiche culture si viene a scoprire che dalla nascita, fino ad una certa età (gli anni variavano, ma i primi 5/6 anni sono sempre indicativi per lo sviluppo di un bambino), i figli di ambo i generi erano destinati ad essere cresciuti quasi esclusivamente dalle donne della famiglia o della comunità e che solo dopo, arrivati ad un certo anno di vita, i bambini venivano "prelevati" dai maschi adulti per completare quella parte di formazione che serviva a renderli ottimi combattenti, padri di famiglia, uomini dediti alla politica, ecc.
Il problema è che già dagli anni '80 (anche se dai '90 il fenomeno si è reso più evidente) i bambini anziché arrivare ad una certa età ed iniziare a trovare vie funzionali assieme all'ausilio degli adulti, per la loro crescita in quanto uomini, son stati letteralmente abbandonati ad un mondo di surrogati (tv, videogiochi, assenza di presenza familiare, ecc), mentre all'esterno si son trovati quasi sempre davanti a moralismi esaltati all'inverosimile dalla fine della seconda guerra mondiale e che continuano adesso, sopprimendo qualsiasi tentativo di crescita; nemmeno una scaxxottata fosse il preludio a qualcosa di agghiacciante.
I ragazzini che NON avevano vissuto in questi ambiti distorti non solo avevano sicuramente livelli di stress più bassi, causati anche dallo sfogo corretto del testosterone; ma ai tempi, si sviluppavano caratteristiche sociali fondamentali come il valore, l'importanza della parola data, il vero significato di amicizia, il bisogno-sogno di costruire concretamente qualcosa nel futuro assieme a quello che è stato definito "branco", ecc. tutte cose che io -al momento- e nelle nuove generazioni a partire dalla mia NON vedo.
Una donna o un uomo che hanno avuto la fortuna di crescere "con il vecchio stampo", senza rinunciare alla modernità della società in cui ci troviamo...purtroppo vivono male.
Io stessa, in quanto donna, faccio una fatica immensa a definire "uomo" una persona della mia età. Gli attuali maschi fra i 20 e 30anni hanno avuto un crollo identitario non indifferente, lo si nota ad occhio nudo per i comportamenti che hanno, per i discorsi che affrontano, per gli obiettivi che raggiungono.
Fino a 50anni fa il Nobel lo prendevano 30enni, adesso il raggiungimento di obiettivi lavorativi, familiari, personali, ecc è lento ed ostacolato da una sorta di deficit...come se agli uomini di adesso mancasse qualche nozione per passare dall'essere ragazzini a uomini.

(p.s. pensate a quanto sia deprimente per certe donne avere a che fare con queste nuove generazioni, di cui magari fanno anche parte...)

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"NOI DONNE" è un'espressione che non ha alcun senso. A me, con certe donne da' fastidio persino condividere il genere. ~cit
Stai a vedere che alla fine mi ritroverò a ringraziare il mio carattere di cacca, per tutta la selezione naturale che fa ogni giorno.  ~ cit.

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Re: Dal branco al lupo solitario

« Risposta #9 del: 15 Marzo 2015, 17:06:43 »

Citato da: Vaguely S. U. il 15 Marzo 2015, 16:14:22

...
(p.s. pensate a quanto sia deprimente per certe donne avere a che fare con queste nuove generazioni, di cui magari fanno anche parte...)

Non stento a crederci anche perchè sentire trentenni che dicono "non ci sono più gli uomini di una volta" è un po' strano. Quello che però mi sfugge, è il perchè non esistano gruppi di donne che si attuano affinchè le cose cambino. Io vedo solo un correntone composto da feministe/gay/lesbo/trans che nell'illusoria credenza che "più diritti ci sono meglio è",  spinge continuamente nella direzione di stroncare i due generi per fondarne uno solo: il genere neutro.

Un genere che sta molto stretto a chi si sente uomo, ma che secondo me devasta anche chi si sente donna.
Se la natura ci ha fatti evolvere diversificandoci, è perchè evidentemente per andare avanti nel modo migliore dobbiamo avere competenze diverse ed ambiti diversi.
Le leggi truffa atte a pareggiare in modo artificiale i conti non risolvono la situazione ma creano solo frustrazione e rabbia nei confronti di una entità inafferrabile che esercità la sua potestà ingiustamente sulla legge dei numeri. Prendiamo ad esempio le prove fisiche èper entrare nei CC o nell'esercito: sono diverse per uomini e donne che teoricamente dovrebbero poi fare le stesse cose.
Il che è assurdo.
Se è richiesto un determinato livello di prestazioni fisiche per affrontare un determinato contesto operativo, quel livello deve essere assoluto. Ma se lo fosse, entrerebbero due donne ogni cento uomini. Abbassare il livello per tutti farebbe si che la selezione avvenga solo in base a requisiti mentali, che non bastano per l'impiego operativo.
Che fa il legislatore pressato dalle feministe? Crea una legge dispari e sessista che pone artificialmente e falsamente maschi e femine sullo stesso piano selezionando più duramente i maschi rispetto alle femine...
Non esistono parimenti leggi truffa che favoriscono i maschi rispetto alle femine in altri ambiti, dove le donne hanno una marcia in più. E non è un caso che in certi ambiti (la sanità fra tutti) sia ormai dimostrato dai numeri che le donne siano più brave. Ed il fatto che ci siano più donne che uomini per me è una nota di eccellenza, di garanzia di uno standard più elevato se sono più brave.
Ma se si ragionasse in termini di reali pari opportunità, attuando per gli uomini le stesse leggi truffa che si stanno facendo per le donne Cosa penserebbe l'opinione pubblica se si facesse una legge che abbassa gli standard selettivi per gli uomini altrimenti non ci sarà mai più una proporzione 50/50 nella sanità?

chiudo qui...

« Ultima modifica: 15 Marzo 2015, 17:09:16 da TermYnator »

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Re: Dal branco al lupo solitario

« Risposta #10 del: 15 Marzo 2015, 17:28:41 »

Gli uomini cacciavano, le donne erano raccoglitrici e proteggevano la prole. La diversità sostanziale è qui.
Per quanto riguarda le prove per entrare nei CC o in altre forze armate, il problema risiede nello sviluppo diversificato della muscolatura. Prendete una bambina, fatele fare sport prettamente seguiti da uomini, fatela continuare specie durante il periodo della pubertà, probabilmente in età adulta avrebbe un corpo decisamente più maschile e funzionale per ciò che concerne l'ambito operativo delle forze armate, ma a livello sociale non verrebbe considerata donna dallo stesso uomo che vorrebbe evitare di farsi il culo, più della donna.
Breve excursus per dire che comunque certe differenze di genere si riflettono sulla realtà di tutti i giorni, solo che non vivendo più in una società patriarcale, anche la donna deve avere a suo modo le stesse possibilità di un uomo; poi ci sono certe che -come me- fisicamente non sono esili e sono portate per certi ambiti. Nel XXI secolo è la propensione e la passione che annullano le differenze di genere.

Comunque

Citato da: TermYnator il 15 Marzo 2015, 17:06:43

Quello che però mi sfugge, è il perchè non esistano gruppi di donne che si attuano affinchè le cose cambino.

anche le donne, come gli uomini sono state soggette a questo cambiamento radicale e peggiorativo. Si confonde la parità con lo strafare, come l'annullamento della propria identità, un continuo avanzare sul campo di battaglia lasciato libero dall'uomo che si sta ritirando in una esternazione tutta differente da quella degli uomini passati. Se l'uomo si comporta da donnicciola, la donna per avere almeno qualche soddisfazione (ad esempio in ambito amoroso) è costretta a fare l'uomo, cercando di decidere anche per il partner.
Una come me che vive male il presente perché è stata cresciuta con valori diversi, ha difficoltà a conoscere persone di ambo i sessi che siano nelle sue stesse condizioni. Son come mosche bianche e son più le batoste che le soddisfazioni.

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Re: Dal branco al lupo solitario

« Risposta #11 del: 15 Marzo 2015, 17:38:47 »

Citato da: Vaguely S. U. il 15 Marzo 2015, 17:28:41

Gli uomini cacciavano, le donne erano raccoglitrici e proteggevano la prole. La diversità sostanziale è qui.

Perdonami, ma questa è la differenza operativa, non la differenza sostanziale.
La differenza sostanziale è come la selezione naturale ha selezionato le caratteristiche che rendevano più funzionali femina e maschio al fine di rimanere come specie.
L'impiego ha avuto influssi sulla forma mentis e le attitudini di base: noi abbiamo una raffigurazione spaziale diversa dalla vostra, attitudini ad astrarre diverse, una capacità percettiva diversa, una attitudine al linguaggio diversa, una sessualità diversa etc etc.... Il dimorfismo sessuale è di fatto l'ultima delle cose e non dipende certo dall'allenamento ma dagli ormoni.

Citazione

anche le donne, come gli uomini sono state soggette a questo cambiamento radicale e peggiorativo. Si confonde la parità con lo strafare, come l'annullamento della propria identità, un continuo avanzare sul campo di battaglia lasciato libero dall'uomo che si sta ritirando in una esternazione tutta differente da quella degli uomini passati. Se l'uomo si comporta da donnicciola, la donna per avere almeno qualche soddisfazione (ad esempio in ambito amoroso) è costretta a fare l'uomo, cercando di decidere anche per il partner.
Una come me che vive male il presente perché è stata cresciuta con valori diversi, ha difficoltà a conoscere persone di ambo i sessi che siano nelle sue stesse condizioni. Son come mosche bianche e son più le batoste che le soddisfazioni.

Su questo secondo passo sono completamente d'accordo: si confonde la parità con l'annullamento della propria diversità, come scrivevo parlando di genere unico (quello neutro Buck ).

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