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Autore Topic:

(da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

(Letto 1918 volte)

(da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

« del: 16 Agosto 2009, 16:33:56 »

Riporto dal blog di un mio amico:
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Re: (da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

« Risposta #1 del: 16 Agosto 2009, 17:49:26 »

Bisogna necessariamente essere registrati per leggere.
Magari è meglio un copia-incolla. Wink

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Re: (da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

« Risposta #2 del: 16 Agosto 2009, 17:52:44 »

Ecco il testo:

Il romanticismo è probabilmente una delle correnti artistico-letterarie che, nel sapere comune, esercita il maggior fascino. Non per altro anche nel linguaggio parlato il termine "romanticismo" ha assunto un'importanza semantica rilevante, pur non essendo più strettamente collegato alla sua originaria dimensione artistica. Tuttavia, a voler ben vedere, nonostante la fama trasversale di cui gode, il romanticismo è esclusivamente maschile. Sono rarissime, infatti, nella letteratura, le pagine che una donna, una scrittrice, abbia dedicato ad un amore disperato o travagliato, all'amore per il proprio amante. Mentre, ribaltando la questione - e cioè passando ad un punto di vista maschile - i nomi non vengono certo a mancare: Lamartine, Chateaubriand, Musset, Flaubert, Goethe, Foscolo, Leopardi, Keats, Coleridge, Wordsworth, e via dicendo. Mi si potrebbe obiettare, a buon diritto, che questa situazione non valga unicamente per il romanticismo ma per tutta la letteratura, vista la grave difficoltà - se non addirittura l'impossibilità - che la donna ha avuto, nel corso della storia, ad avvicinarsi al campo dell'Arte o del sapere in generale. Questa obiezione d'altra parte non cambia di una virgola ciò che voglio dire. O meglio, ciò che voglio chiedermi. E cioè quale legame vi sia tra romanticismo e maschilità.

Ecco cosa scrive Flaubert in un'opera giovanile:

"Oh, come avrei amato se avessi amato, se avessi potuto concentrare in un punto solo tutte le forze divergenti che ricadevano su di me! Talvolta ero come ossessionato dall'idea di trovare una donna, volevo amarla, aveva in sé tutto ciò che desideravo, da lei mi aspettavo di tutto, era il mio sole di poesia che avrebbe fatto sbocciare ogni fiore e risplendere ogni cosa bella; mi ripromettevo un amore divino, gli conferivo in anticipo un'aureola abbagliante, e alla prima che mi veniva incontro, per caso, nella folla, consacravo la mia anima (...)"

In queste poche righe Flaubert mostra non solo il carattere richiuso e contemplativo dell'uomo romantico - il suo debordante anelito d'amore - ma soprattutto lascia presagire la tonalità sconsolata di colui che vorrebbe ma non può. Ecco allora l'esternazione: " Oh come avrei amato se avessi amato".
E' importante notare come l'autore esordisca con la cognizione di un fallimento, con la mesta e rassegnata convinzione di non poter agire, di non poter accedere all'esperienza erotica. Ecco allora che in mancanza di un oggetto, di un Altro a cui tendere, subentra l'immaginazione, la proiezione di ornamenti onirici e celestiali che trascendono la realtà carnale. E la questione, a pena di risultare semplicistico, credo sia meno difficile di quanto possa apparire.
Il desiderio sessuale dell'uomo verte fondamentalmente su uno stato di tensione, sulla necessità del getto, della liberazione da uno stato di rigidità e pienezza.
E' conseguenziale, dunque, che nell'uomo il piacere sia legato ad un agire liberatorio (mentre per la donna il discorso sarebbe ben più complesso)
E qual è il momento di maggior piacere se non il rapporto sessuale concluso in un orgasmo?

Non è un caso che tutti gli esponenti del romanticismo avessero grandi difficoltà di relazione, di avvicinamento alla donna.
Molti tra essi , schiavi dell'immagine materna, non riuscivano a concepire il corpo di donna in una prospettiva sessuale (vedi donna-angelo), relegando dunque la propria amata nella dimensione dell'intoccabilità. Altri invece, per eccessiva timidezza, per poco coraggio, operavano una sorta di migrazione interiore, ripiegando il concreto nella fantasticheria, ora depressa, ora malinconica.
Leopardi scrisse quel capolavoro di poesia che prende il titolo: " A Silvia". Ma parliamoci chiaro, Leopardi la scrisse perchè non scopava. Cosiccome non scopava Foscolo quando scriveva le lettere di Jacopo Ortis o Goethe quando scriveva riguardo i dolori di Werther. E si badi bene che uso il termine "scopare" in un'accezione estremamente ampia. Non intendo solo l'atto sessuale in sè ma tutto ciò che ad esso attiene; il tocco, la pelle, gli sguardi, la lingua, la saliva, il sudore, i liquidi...

Ecco cosa voglio dire. Al di là di consolanti rappresentazioni, il romanticismo non è mai una questione di uomini sensibili, di anime candide, nulla di tutto ciò.
Il vagheggiamento romantico di un uomo, in ogni caso, non è mai altro che un'eiaculazione inespressa o, in alternativa, inesprimibile.

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Re: (da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

« Risposta #3 del: 16 Agosto 2009, 20:42:59 »

... ??? ...  Confused

Cioè? ... Un  AFC che non scopa da un secolo riesce ad esprimere il suo Romanticismo meglio, ed a sublimare così un orgasmo e/o un'emmissione di liquidi tanto da goderne quanto uno vero ?

... non riesco a capire ... Boh !!?

... forse sarò poco romantico, ma preferisco la mia realtà di perfetto sconosciuto e non noto scrittore ed artista, che esserlo ed avere tanto, ... se non meno di prima.  Coolsmiley

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Re: (da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

« Risposta #4 del: 16 Agosto 2009, 21:55:26 »

Che ficata...  Cool

Ecco perché Acqua è così romantico  Evil

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Re: (da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

« Risposta #5 del: 16 Agosto 2009, 22:05:50 »

Trovo in gran parte condivisibile il post! Quello che penso l'autore voglia mettere in evidenza è che il romanticismo, correttamente inteso, non è quello cui pensano la gran parte delle persone, in special modo le femmine, fatto, cioè, di corteggiamenti inesausti, fiori, cene a lume di candele ecc.; il romanticismo è afflato verso l'irrangiungibile, insoddisfazione perenne, struggimento per qualcosa di più alto, continuo "streben"; vi è implicita, in questa visione, un distacco dalla realtà, un rifiuto premeditato di tutto quel che è ordinario, quotidiano!   
C'è un rapporto conflittuale con il mondo, e aspirazione verso l'infinito; per dire, Nieztsche era romantico fino al midollo. In ragione di quanto detto, romantico allo stato puro è il sedicennne che si invaghisce in modo non corrisposto e (quindi) disperato della sua compagna di classe!; egli idealizza la donna, non meno di quanto fecero Dante e Petrarca, assai prima di Goethe e Foscolo, con Beatrice e Laura; la distanza, il non essere corrisposti, lo portano alla sublimazione di quell'incredibile energia (in gran parte di natura sessuale) che gli esplode dentro! Non può farne a meno, deve in qualche modo trovare una via d'uscita da quel tormento in cui si agita; sublimerà, a seconda del tipo, in tanti modi; potrà tanto scrivere un canzoniere, tanto impegnarsi a capofitto in una qualsiasi attività sportiva!
E questo è un fenomeno prettamente maschile; per quanto sia la donna a cercare il principe azzurro, è l'uomo a creare il fenomeno della donna angelicata, pura e immacolata, e per questo irrangiungibile, quasi a giustificare la propria incapacità di passare all'azione, e farla propria; di conquistarla quindi. Il romantico è un anticipatore di quell'inetto che sarà protagonista dei romanzi e della narrativa novecentesca (da Zeno Cosini, all'Uomo senza qualità di Musil), dell'uomo chiuso in se stesso, nella passività, che, a prescindere dalle considerazioni teoriche e storiche sul perchè di queste figure, si risolve nell'incapacità di passare all'azione, di essere uomini d'azione, attivi, creatori  ed artefici del proprio destino, quale è sempre stato l'ideale della figura maschile; anche gli antichi filosofi cinesi ci aiutano in questo, quando, ai vari significati che attribuiscono allo Yin e allo Yang, dicono che al maschile corrisponde l'attività, al femminile il riposo. Sarebbe interessente capire il perchè del realizzarsi di questa condizione nell'uomo moderno, ma credo sia questa la sede più adatta  Smile
In conclusione, regalate pure fiori e cioccolatini alla vostra bella , e sarete romantici nel giudizio dei più , sicuramente, anche seocndo lei, ma non certo nell'accezione di romanticismo che qui si è discusso, anche perchè, già il proporsi in questi gesti, implica  la presenza di una volontà di non esser più solo passivi, ma di passare all'azione!

Saluti!

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Re: (da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

« Risposta #6 del: 16 Agosto 2009, 23:16:43 »

il tuo amico la sa lunga Wink

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Re: (da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

« Risposta #7 del: 17 Agosto 2009, 05:49:32 »

Citato da: nad84 il 16 Agosto 2009, 22:05:50

Trovo in gran parte condivisibile il post! Quello che penso l'autore voglia mettere in evidenza è che il romanticismo, correttamente inteso, non è quello cui pensano la gran parte delle persone, in special modo le femmine, fatto, cioè, di corteggiamenti inesausti, fiori, cene a lume di candele ecc.; il romanticismo è afflato verso l'irrangiungibile, insoddisfazione perenne, struggimento per qualcosa di più alto, continuo "streben"; vi è implicita, in questa visione, un distacco dalla realtà, un rifiuto premeditato di tutto quel che è ordinario, quotidiano!   
C'è un rapporto conflittuale con il mondo, e aspirazione verso l'infinito; per dire, Nieztsche era romantico fino al midollo. In ragione di quanto detto, romantico allo stato puro è il sedicennne che si invaghisce in modo non corrisposto e (quindi) disperato della sua compagna di classe!; egli idealizza la donna, non meno di quanto fecero Dante e Petrarca, assai prima di Goethe e Foscolo, con Beatrice e Laura; la distanza, il non essere corrisposti, lo portano alla sublimazione di quell'incredibile energia (in gran parte di natura sessuale) che gli esplode dentro! Non può farne a meno, deve in qualche modo trovare una via d'uscita da quel tormento in cui si agita; sublimerà, a seconda del tipo, in tanti modi; potrà tanto scrivere un canzoniere, tanto impegnarsi a capofitto in una qualsiasi attività sportiva!
E questo è un fenomeno prettamente maschile; per quanto sia la donna a cercare il principe azzurro, è l'uomo a creare il fenomeno della donna angelicata, pura e immacolata, e per questo irrangiungibile, quasi a giustificare la propria incapacità di passare all'azione, e farla propria; di conquistarla quindi. Il romantico è un anticipatore di quell'inetto che sarà protagonista dei romanzi e della narrativa novecentesca (da Zeno Cosini, all'Uomo senza qualità di Musil), dell'uomo chiuso in se stesso, nella passività, che, a prescindere dalle considerazioni teoriche e storiche sul perchè di queste figure, si risolve nell'incapacità di passare all'azione, di essere uomini d'azione, attivi, creatori  ed artefici del proprio destino, quale è sempre stato l'ideale della figura maschile; anche gli antichi filosofi cinesi ci aiutano in questo, quando, ai vari significati che attribuiscono allo Yin e allo Yang, dicono che al maschile corrisponde l'attività, al femminile il riposo. Sarebbe interessente capire il perchè del realizzarsi di questa condizione nell'uomo moderno, ma credo sia questa la sede più adatta  Smile
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Saluti!

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Il meccanismo di sublimazione spiega tutte le piu "alte" attività umane: scienza, religione, arte sono tutti derivati da un'energia repressa.

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Re: (da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

« Risposta #8 del: 17 Agosto 2009, 05:50:42 »

Citato da: Dan il 16 Agosto 2009, 21:55:26

Ecco perché Acqua è così romantico  Evil

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Re: (da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

« Risposta #9 del: 17 Agosto 2009, 09:15:54 »

+1 a nad84 per l' analisi del testo, fosse stato un tema ti avrei dato 10  Grin

Citato da: nad84 il 16 Agosto 2009, 22:05:50

il romanticismo è afflato verso l'irrangiungibile, insoddisfazione perenne, struggimento per qualcosa di più alto, continuo "streben"; vi è implicita, in questa visione, un distacco dalla realtà, un rifiuto premeditato di tutto quel che è ordinario, quotidiano!   

per dire, Nieztsche era romantico fino al midollo. In ragione di quanto detto, romantico allo stato puro è il sedicennne che si invaghisce in modo non corrisposto e (quindi) disperato della sua compagna di classe!; egli idealizza la donna, non meno di quanto fecero Dante e Petrarca, assai prima di Goethe e Foscolo, con Beatrice e Laura; la distanza, il non essere corrisposti, lo portano alla sublimazione di quell'incredibile energia (in gran parte di natura sessuale) che gli esplode dentro! Non può farne a meno, deve in qualche modo trovare una via d'uscita da quel tormento in cui si agita; sublimerà, a seconda del tipo, in tanti modi; potrà tanto scrivere un canzoniere, tanto impegnarsi a capofitto in una qualsiasi attività sportiva!

Alla fine non é una novita che tutti i piú grandi poeti della nostra letteratura siano stati AFC da primato, basti leggere la biografia di leopardi Rolling Eyes

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Il romantico è un anticipatore di quell'inetto che sarà protagonista dei romanzi e della narrativa novecentesca (da Zeno Cosini, all'Uomo senza qualità di Musil), dell'uomo chiuso in se stesso, nella passività, che, a prescindere dalle considerazioni teoriche e storiche sul perchè di queste figure, si risolve nell'incapacità di passare all'azione, di essere uomini d'azione, attivi, creatori  ed artefici del proprio destino, quale è sempre stato l'ideale della figura maschile

Vero, ma paradossalmente agli inizi del novecento si é sviluppato pureil movimento futurista che propagandava l' esatto contrario ovvero il "passare all'a zione" (Marinetti ha scritto "come si seducono le donne") Evil

Citato da: Acqua il 17 Agosto 2009, 05:49:32

Il meccanismo di sublimazione spiega tutte le piu "alte" attività umane: scienza, religione, arte sono tutti derivati da un'energia repressa.

Myamoto Musashi ha dedicato tutta la sua vita a perfezionare l' arte della spada, senza mettere su casa, sposarsi, fare figli o lavarsi  Shocked (fonte: l' introduzione a "il libro dei 5 anelli").

Barbara Mc Clintock, premio nobel per la medicina nel 1983, é stata un pioniere dell' attuale biologia molecolare.
Nemmeno lei si é mai sposata o ha generato figli... Confused

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Re: (da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

« Risposta #10 del: 17 Agosto 2009, 11:38:25 »

Citato da: Acqua il 17 Agosto 2009, 05:49:32

Best Of e +1

Il meccanismo di sublimazione spiega tutte le piu "alte" attività umane: scienza, religione, arte sono tutti derivati da un'energia repressa.

Grazie mille acqua!!

Sul meccanismo di sublimazione non posso che esser d'accordo: ma, a mio avviso, vale anche il meccanismo in senso contrario probabilmente: se voglio dedicarmi, ad esempio, all'elaborazione di un nuovo modo di spiegare il reale, avrò bisogno di tutte le energie disponibili, le dovrò convogliare in un'unica direzione, chiudendomi, in qualche modo, alle altre cose, che, altrimenti, implicherebbero una inutile (in questo caso)dispersione di energia; devo in qualche modo trattenere ed accumulare, per poter poi sfociare in modo proficuo! In questo senso si vede anche perchè grandi filosofi e scienziati (mi vengono in mente Kant e Spinoza) erano celibi e totalmente disinteressati a faccende sentimental-sessuali: troppo presi ed impegnati nel costruire i loro sistemi, rimanevano privi di energie da dedicare ad altro!  Si potrebbe dire che fottere e creare si escludano a vicenda, anche se è ben possibile alternare una fase all'altra!

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Re: (da un blog): Romanticismo ed eiaculazione.

« Risposta #11 del: 17 Agosto 2009, 11:51:14 »

Citato da: JBGrenouille il 17 Agosto 2009, 09:15:54

+1 a nad84 per l' analisi del testo [...] Vero, ma paradossalmente agli inizi del novecento si é sviluppato pureil movimento futurista che propagandava l' esatto contrario ovvero il "passare all'a zione" (Marinetti ha scritto "come si seducono le donne") Evil

Grazie mille anche a te!
Sul fatto che esistano nel novecento anche movimenti in senso contrario, quali il futurismo, è assolutamente vero! Ma lo stesso futurismo lo vedo come una reazione, violenta, stizzita e sfastidiata, contro quel clima indolente, sognante, quasi stagnante, che a partire dal romanticismo, per passare nel decadentismo e nel movimento estetista, arrivando nel novecento alle elaborazioni circa la crisi dell'uomo (da Splengler ad Huizinga, lo stesso Freud ecc)) ecc che era dinventato assolutamente dominante in europa!

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