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Controllo o padronanza?

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Controllo o padronanza?

« del: 28 Marzo 2009, 19:52:24 »

Prima leggete la parte in corsivo, poi vi dico cos'è.

La parola “padronanza” ci riporta al mondo interiore, “controllo” a quello esteriore. La prima rimanda all'autodeterminazione, la seconda all'eterodirezione.

La fiducia nei propri mezzi viene solo dalla padronanza, atteggiamento che non implica potere autoritario ma competenza. Di un buon musicista si dice, infatti, che è padrone del proprio strumento, non che lo controlla. Chi controlla, invece, molto spesso si limita a mettere un coperchio sulla pentola delle proprie emozioni. Le persone “controllate” sono in genere fredde, distanti, diffidenti, pulite, ben vestite, civili, ma senza l'intensità di chi è veramente a contatto con il proprio essere.

Chi esercita controllo su di sé agisce a volte sui propri pensieri, più spesso sul proprio corpo. Le persone di questo tipo sono minuziose, meticolose, più analitiche che sintetiche. Se soffrono di stomaco diventano più esperti di diete, e possono trattenersi per ore col medico o col coniuge sulle proprie funzioni intestinali. Altri si dedicano alla ginnastica, al jogging. Alcuni diventano vegetariani. L'ambizione è sempre la stessa: controllare il corpo con la volontà. Se potessero, questi ipercontrollati vorrebbero raggiungere anche l'erezione a loro piacimento. A volte efficienti, spesso noiose, le persone controllate divengono pericolose quando impongono le proprie tendenze agli altri. E' anche per bisogno di controllo che si diventa poliziotti, preti, secondini, politici, insegnanti. E, perchè no?,  psicanalisti. Oppure si riversa questo bisogno su un animale, cane o gatto non importa: basta che non abbia eccessive possibilità di difendersi.

Il mondo è pieno di persone che hanno confuso controllo e padronanza. E se chi padroneggia le situazioni può facilmente agire con saggezza, chi le controlla indulge più spesso in atteggiamenti tirannici. Quanti genitori hanno abbandonato qualsiasi velleità di padroneggiare il proprio ruolo di genitore e si sono lasciati andare all'autoritarismo? Moltissimi, e lo dimostrano le testimonianze dei ginecologi che, per esigenza professionali, sono abituati  ad avere in contatto diretto con le adolescenti. I loro racconti sono popolati di madri e di padri che si intromettono nella vita privata delle figlie: da quelli che frugano nelle borse alla ricerca di diari compromettenti o pillole a quelli che addirittura sorvegliano gli slip alla ricerca di tracce di sperma o di sangue. Come se il il corpo dei figli fosse una proprietà da sottoporre a continui controlli.

Ci sono due o tre cose che mi hanno fatto aprire questo 3d, che riprende il nome di un paragrafo di un libro che sto leggendo e dal quale ho tratto quello che ho trascritto. E mi sono posto delle domande paragonando l'argomento padronanza o controllo alla seduzione:

Leggendo il topic di Kant "Metodo?" la mia testa si divide in due parti. Una parte pensa che i metodi per rimorchiare servono come motivazione, come linea guida, come supporto, almeno inizialmente, giusto il tempo di rompere il ghiaccio con un mondo nuovo, dopodichè tutto dipende interamente da te stesso, niente e nessuno può cambiarti. L'altra parte parte pensa che quando trovi il tuo metodo, il tuo stile per rimorchiare, devi svilupparlo sempre più, andando a studiare fino al minimo particolare, per avvicinarsi sempre di più alla perfezione che tende a infinito (si vede che ho aperto due volte la dispensa di matematica?  Laughing ma non vi preoccupate, non sto studiando, tranquilli, non ci capisco un caxxo...).

Ovviamente il controllo descritto nel paragrafo sopra citato lo detesto, e preferirei padroneggiarla una qualsiasi cosa. Ma in ambito seduttivo cosa sarebbe meglio?

Cosa voglio dire, voglio dire che forse il controllo è una caratteristica negativa, ma probabilmente necessaria per poter crescere. Dopo un certo periodo di controllo il seduttore potrebbe sfociare nella padronanza, quando il processo diventa naturale, si è integrato con la nostra persona, in rapporto alle nostre caratteristiche intrinseche.

C'è il rischio comunque di non riuscire a raggiungere la fase di padronanza fossilizzandosi nella fase di controllo, che alla lunga si rivelerebbe controproducente. Questo perchè inizalmente si cerca di controllare ogni minimo comportamento e ogni minimo contesto perchè sono situazioni completamente nuove. Quando questo diventa un'abitudine, col passare di tanto tempo e con tanto lavoro dietro, dovremmo effettuare una muta (sto studiando entomologia ahahhaha  Tongue), lasciarci qualche tutore alle spalle e continuare godendo dei risultati ottenuti e dei passi in avanti fatti. Se non riusciamo però ad abbandonare questi supporti finiremo in una fase di stallo.

Credo che questo pensiero sia complementare col post di kant. Probabilmente ho fatto un pò di confusione, sta di fatto che ho fame e che vado a mangiare.  Smile

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Re: Controllo o padronanza?

« Risposta #1 del: 29 Marzo 2009, 11:57:03 »

Citato da: zlatan il 28 Marzo 2009, 19:52:24

. Le persone “controllate” sono in genere fredde, distanti, diffidenti, pulite, ben vestite, civili, ma senza l'intensità di chi è veramente a contatto con il proprio essere. ......

Le persone di questo tipo sono minuziose, meticolose, più analitiche che sintetiche.....

 Altri si dedicano alla ginnastica, al jogging....L'ambizione è sempre la stessa: controllare il corpo con la volontà.......spesso noiose,

sono io.
apparte l'essere puliti.

Citato da: zlatan il 28 Marzo 2009, 19:52:24

Se soffrono di stomaco diventano più esperti di diete, e possono trattenersi per ore col medico o col coniuge sulle proprie funzioni intestinali..

parliamone

Citato da: zlatan il 28 Marzo 2009, 19:52:24

Oppure si riversa questo bisogno su un animale, cane o gatto non importa: basta che non abbia eccessive possibilità di difendersi.

preferisco riversarmi su Kant

Citato da: zlatan il 28 Marzo 2009, 19:52:24

Cosa voglio dire, voglio dire che forse il controllo è una caratteristica negativa, ma probabilmente necessaria per poter crescere. Dopo un certo periodo di controllo il seduttore potrebbe sfociare nella padronanza, quando il processo diventa naturale, si è integrato con la nostra persona, in rapporto alle nostre caratteristiche intrinseche.

IMHO confondi la padronanza con l'abitudine.
Ripetere le stesse frasi, gli stessi atteggiamenti, gli stessi schemi mentali...lo stesso metodo insomma, non vuol dire farlo proprio, solo abituarsi a farlo, meccanicamente. ma in questo modo non lo padroneggi, lo controlli, a tal punto che riconosci quando sei uscito dai binari, e ci rientri
padroneggiarlo vuol dire che sai comportarti in maniera diversa, ottenendo gli stessi risultati anche senza seguire, coscientemente e non, le regole che ti eri dato. lo padroneggi quando sei libero di non seguirlo

Citato da: zlatan il 28 Marzo 2009, 19:52:24

C'è il rischio comunque di non riuscire a raggiungere la fase di padronanza fossilizzandosi nella fase di controllo, che alla lunga si rivelerebbe controproducente. Questo perchè inizalmente si cerca di controllare ogni minimo comportamento e ogni minimo contesto perchè sono situazioni completamente nuove. Quando questo diventa un'abitudine, col passare di tanto tempo e con tanto lavoro dietro, dovremmo effettuare una muta (sto studiando entomologia ahahhaha  Tongue), lasciarci qualche tutore alle spalle e continuare godendo dei risultati ottenuti e dei passi in avanti fatti. Se non riusciamo però ad abbandonare questi supporti finiremo in una fase di stallo.

Credo che questo pensiero sia complementare col post di kant. Probabilmente ho fatto un pò di confusione, sta di fatto che ho fame e che vado a mangiare.  Smile

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Re: Controllo o padronanza?

« Risposta #2 del: 29 Marzo 2009, 14:53:01 »

Io vorrei solo sottolineare di non confondere controllo con competenza.
Il musicista che ha padronanza dello strumento segue comunque una serie di regole per suonarlo. Altrimenti le note che vuole non le produce.

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Re: Controllo o padronanza?

« Risposta #3 del: 29 Marzo 2009, 16:39:39 »

Anche io sono schiavo del controllo. Su questo non saprei dire altro perchè mi controllo.  Buck
Il testo che stai leggendo parla anche delle soluzioni?

Comunque bel post :*

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Re: Controllo o padronanza?

« Risposta #4 del: 29 Marzo 2009, 18:39:19 »

Citato da: zlatan il 28 Marzo 2009, 19:52:24

Leggendo il topic di Kant "Metodo?" la mia testa si divide in due parti. Una parte pensa che i metodi per rimorchiare servono come motivazione, come linea guida, come supporto, almeno inizialmente, giusto il tempo di rompere il ghiaccio con un mondo nuovo, dopodichè tutto dipende interamente da te stesso, niente e nessuno può cambiarti. L'altra parte parte pensa che quando trovi il tuo metodo, il tuo stile per rimorchiare, devi svilupparlo sempre più, andando a studiare fino al minimo particolare, per avvicinarsi sempre di più alla perfezione che tende a infinito (si vede che ho aperto due volte la dispensa di matematica?  Laughing ma non vi preoccupate, non sto studiando, tranquilli, non ci capisco un caxxo...).

Ovviamente il controllo descritto nel paragrafo sopra citato lo detesto, e preferirei padroneggiarla una qualsiasi cosa. Ma in ambito seduttivo cosa sarebbe meglio?

Cosa voglio dire, voglio dire che forse il controllo è una caratteristica negativa, ma probabilmente necessaria per poter crescere. Dopo un certo periodo di controllo il seduttore potrebbe sfociare nella padronanza, quando il processo diventa naturale, si è integrato con la nostra persona, in rapporto alle nostre caratteristiche intrinseche.

C'è il rischio comunque di non riuscire a raggiungere la fase di padronanza fossilizzandosi nella fase di controllo, che alla lunga si rivelerebbe controproducente. Questo perchè inizalmente si cerca di controllare ogni minimo comportamento e ogni minimo contesto perchè sono situazioni completamente nuove. Quando questo diventa un'abitudine, col passare di tanto tempo e con tanto lavoro dietro, dovremmo effettuare una muta (sto studiando entomologia ahahhaha  Tongue), lasciarci qualche tutore alle spalle e continuare godendo dei risultati ottenuti e dei passi in avanti fatti. Se non riusciamo però ad abbandonare questi supporti finiremo in una fase di stallo.

Per me le cose sono complementari. Però cambiano anche con i progressi, perchè cambiano le necessità.

All'inizio servirà più controllo, perchè si deve mettersi in situazioni non abituali, uscire spesso, fare cose apparentemente senza senso, mettersi molto in gioco  ecc. ecc.

Ma dopo un po' deve subentrare ben altro, quindi la padronanza. Quando mi so controllare alla perfezione devo iniziare a...sapermi lasciare andare, a vivermi la cosa in scioltezza, come fosse mia, fino a ri-inventarla.

Faccio un esempio terra terra: io ho spesso problemi anche ad aprire i set, devo usare il controllo per uscire, aprire ecc. Solo con il controllo potrò forzare la mia inerzia....e controllarmi di più per mettermi in gioco!

Tu, secondo me, apri senza problemi e stai nei set tranquillamente. A te serve più la padronanza che non il controllo. Per fare in maniera più estrosa, naturale e creativa quello che già sai fare.

Comunque, per me si può dal controllo, sviluppare la padronanza mentre non è possibile fare il contrario. Vero è anche che le 2 cose sono complementari. Ma cambiano anche con i progressi, perchè cambiano le necessità.

Come dire alla fine serviranno sempre tutte e due, ma in alcune fasi del processo una dovrà essere nettamente predominante sull'altra.

Infine, per me si può dal controllo, sviluppare la padronanza mentre è  impossibile fare il contrario.

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Re: Controllo o padronanza?

« Risposta #5 del: 29 Marzo 2009, 20:27:02 »

Vi ringrazio dei commenti. Sto cercando solo di far luce su questo mio pensiero.

Citato da: Acqua il 29 Marzo 2009, 16:39:39

Il testo che stai leggendo parla anche delle soluzioni?

Purtroppo no!  Razz

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Re: Controllo o padronanza?

« Risposta #6 del: 30 Marzo 2009, 14:14:08 »

Siamo sempre lì, come a proposito del metodo (post di Kant) . Il controllo deve essere un mezzo per acquisire la padronanza, non fine a se stesso, ma per tale obiettivo serve molto di più, ovvero un reale apprezzamento di valore della persona, senza il quale tutto sarà inutile (metodo, controllo, ecc.).

Dunque, zlatan, visto che ti diletti con l' analisi matematica, posso dirti che "il controllo è condizione necessaria, ma non sufficiente".  Tongue

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Re: Controllo o padronanza?

« Risposta #7 del: 30 Marzo 2009, 15:05:17 »

Ho letto, interessante ma troppo fottutamente teorico e psicologico per me.. lasciamo perdere la padronanza.. ma il seduttore è uno che ha il controllo.. nota i particolari.. pianifica.. cura i dettagli.. cura le relazioni nel tempo.. un narciso.. e ha anche qualche nemico..altrimenti  significa che non è insidioso per nessuno.

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Re: Controllo o padronanza?

« Risposta #8 del: 30 Marzo 2009, 15:41:00 »

Citato da: zlatan il 28 Marzo 2009, 19:52:24

Prima leggete la parte in corsivo, poi vi dico cos'è.

letta.
Allora che testo e'?

Citazione

Cosa voglio dire, voglio dire che forse il controllo è una caratteristica negativa, ma probabilmente necessaria per poter crescere. Dopo un certo periodo di controllo il seduttore potrebbe sfociare nella padronanza, quando il processo diventa naturale, si è integrato con la nostra persona, in rapporto alle nostre caratteristiche intrinseche.

il punto chiave e' questo (condizione necessaria e non sufficiente, come dice Shark).

Io ero molto controllato, ora sono man mano sempre piu' sciolto... ma non tanto perche' divento piu' padrone, ma perche' ho intravisto i rischi del controllo totale e li prevengo abbandonandomi alla caxxonaggine  Laughing

Per come la vedo anch'io, padronanza e' una condizione che si puo' ragionevolmente ottenere in 1-2 campi, in qualche aspetto della propria vita, ma non in tutto (e non per sempre).

grazie Zlatan  Thumbs Up

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