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Autore Topic:

Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

(Letto 2617 volte)

Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« del: 29 Giugno 2011, 14:06:55 »

Una mia personalissima riflessione che ho fatto dopo aver visto questi due video delle iene:

http://video.giovani.it/3...-non-dire-donna-iene.html
http://video.giovani.it/i...nn-dire-tutori-legge.html

Nel primo video la iena va dalle tipe che incontra e dice loro frasi tipo “che belle gambe, a che ora aprono?”, oppure “ragazze stasera ho deciso che vi scopo a tutte e tre”; mentre nel secondo avvicina poliziotti e carabinieri prendendoli in giro, come quando va dal finanziere fingendo di vendergli degli orologi taroccati.
Se notiamo molte di queste frasi sono al limite dell’offensivo, qualche ragazza potrebbe arrabbiarsi ed insultarlo oppure mollargli un sonoro ceffone, e magari lo ha anche fatto ma hanno preferito non inserirlo nel video, chi lo sa.
Eppure la iena ci va lo stesso consapevole di questi piccoli rischi. Come mai?
La risposta sarebbe semplice: è il suo lavoro.
Cosa comporta questo?
Mettiamoci nei panni della iena che avvicina una ragazza per dirle una di queste frasi.

  • Perché ci va? Perché lo pagano, se si rifiuta probabilmente lo licenziano.
  • Vuole piacere alla tipa? No, anzi, se la tipa si incazza è anche meglio perché fa spettacolo.
  • Teme conseguenze negative? No, e credo anche che se alla peggio arrivasse un energumeno a riempirlo di botte, qualcuno potrebbe prendere le sue difese, o comunque nessuno direbbe “te la sei cercata”, anzi gli darebbero ragione perché lui fa quello che il suo capo gli dice di fare, e comunque quello è il suo ruolo.
  • Teme l’opinione della gente? No, anzi …

Insomma ha ansia d’approccio? No, perché ha una forte motivazione nell’andare (lo stipendio e il mantenimento del suo lavoro), non gli frega niente del risultato e, forte del suo ruolo, sa di essere nel giusto ad andarci.

Ma noi non siamo Le Iene
Abbiamo una motivazione forte che ci spinge a superare in nostri blocchi per avvicinarci ad una ragazza ?
Ce ne sbattiamo del risultato o il nostro obiettivo è comunque quello di piacere alla tipa e quindi di dire e fare cose gradite?
Siamo sicuri di sentirci nel giusto a provarci con una tipa o qualcosa ci dice che è meglio lasciar stare, che la società in cui viviamo non gradisce queste cose? E in quest’ultimo caso ce ne sbattiamo o diamo peso a questa voce?

Personalmente se il medico mi diagnosticasse una rarissima forma di pippismo cronico guaribile solo aprendo 10 set al giorno, direi che senza farmi problemi ne apro 20 al giorno per sicurezza. Stessa cosa se fossi senza lavoro e venissi pagato un euro per ogni minuto che passo a parlare con una tipa (8 ore al giorno = 8 x 60 minuti = 480 euro al giorno, in un anno mi faccio una villa!)
In entrambi i casi me ne sbatterei altamente di piacere alle tipe perché il mio obiettivo primario è un altro: aprire per ottenere qualcosa che va al di la della tipa stessa, insomma l’aprire e il relazionarmi con la fanciulla di turno diventa non più l’obiettivo finale ma il mezzo per raggiungere un altro obiettivo. Obiettivo che, negli esempi citati, diventa più importante di eventuali conseguenze negative come la tipa che che si incazza, fidanzato che arriva, ecc...

Quindi?
Quindi, rimanendo nel mio ambito personale, fino a che il mio obiettivo è quello di attrarre una tipa non combino nulla, se il mio obiettivo è un altro allora se ne può parlare.
Per fare un esempio se fossimo per strada alla disperata ricerca di una via per andare ad un appuntamento al quale siamo già in ritardo, credo che nessuno di noi abbia problemi a fermare una tipa per chiederle informazioni.

Conclusione: sbattitene il caxxo e buttati!
Davvero? E quindi siamo tutti qui a suicidarci di seghe mentali attorno ad un concetto che si trova anche nella sezione off-topic dei forum che parlano di soldatini di piombo?
Dammi una motivazione per avvicinare una donna.
Appagamento del proprio ego? Mi basta il complimentarsi del mio capo per un buon lavoro svolto, un bel voto a scuola o il raccontare qualcosa ai propri amici che li fa scompisciare dal ridere ed ecco che l’ego è bello che pieno.
La figa? Il sesso? Il semplice passare un po’ di tempo in compagnia femminile? Per quest’ultima cosa mi basta telefonare a qualche amica per uscirci una sera; per le altre due… beh… sono abituato a vederne poca di figa e non mi sono venute le croste al culo per questo, quindi potrei anche andare avanti così...

Conclusione, quella vera
Rimane come mia personalissima opinione. Se abbiamo una forte motivazione questa può farci superare tutti i blocchi e le ansie che si pongono tra noi e la donna. Ma se non ce l'abbiamo, occorre trovarne una, o inventarsela.
Il “come fare” o “cosa trovare” rimane però un argomento per me ancora aperto…

« Ultima modifica: 29 Giugno 2011, 14:10:27 da AlterEgo »

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #1 del: 29 Giugno 2011, 14:58:13 »

Citato da: AlterEgo il 29 Giugno 2011, 14:06:55

Dammi una motivazione per avvicinare una donna.

Il fare di te stesso un'opera d'arte, il conoscerti rispecchiandoti in una donna, il trovare in lei una complice, il diventare il suo punto di riferimento e l'uomo nelle cui braccia lei si abbandonerà, che è ben diverso da una che ti scopi e basta (magari a pagamento) o al contrario da quella che ti vede come l'amico gay a cui scaricare le proprie confidenze.

Aggiungo che non c'è complimento del capo, bel voto a scuola o altro riconoscimento fittizio inventato dagli esseri umani da appioppare ad altri esseri umani che ti può appagare come la sensazione, anzi la consapevolezza, di diventare una persona affascinante un punto di riferimento; io sono agli inizi e questa sensazione non la provo spesso, però è maledettamente inebriante.

Tutti noi ad un certo punto ci chiediamo "ma ne vale la pena" quando non riusciamo più ad andare avanti e pensiamo che in fondo non siamo migliorati davvero. Qui parli di ansia di approccio, l'ansia ti viene quando non sei sicuro di te, altrimenti te ne fotteresti delle motivazioni, lo faresti e basta: se devi salire due gradini per prendere un oggetto lo fai e basta, se devi farti 4 piani a piedi cominci a pensare se quell'oggetto veramente ti serve.
Se sviluppi le capacità giuste (le famose tavole di domenica) approcciare una donna sono due gradini, se non le sviluppi sono 4 piani senza ascensore... e lì devi trovare si una gran motivazione.

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #2 del: 29 Giugno 2011, 15:24:26 »

Citato da: blackhat il 29 Giugno 2011, 14:58:13

Il fare di te stesso un'opera d'arte, il conoscerti rispecchiandoti in una donna, il trovare in lei una complice, il diventare il suo punto di riferimento e l'uomo nelle cui braccia lei si abbandonerà, che è ben diverso da una che ti scopi e basta (magari a pagamento) o al contrario da quella che ti vede come l'amico gay a cui scaricare le proprie confidenze.

Aggiungo che non c'è complimento del capo, bel voto a scuola o altro riconoscimento fittizio inventato dagli esseri umani da appioppare ad altri esseri umani che ti può appagare come la sensazione, anzi la consapevolezza, di diventare una persona affascinante un punto di riferimento;

Fin qui sono d'accordo, però tu dici anche :

Citato da: blackhat il 29 Giugno 2011, 14:58:13

io sono agli inizi e questa sensazione non la provo spesso

Questo vuol dire che prima non la provavi, quindi hai avuto un'altra motivazione che ti ha spinto ad impegnarti in questo percorso, una motivazione diversa da quella che descrivi sopra.

Citato da: blackhat il 29 Giugno 2011, 14:58:13

Se sviluppi le capacità giuste (le famose tavole di domenica) approcciare una donna sono due gradini, se non le sviluppi sono 4 piani senza ascensore... e lì devi trovare si una gran motivazione.

Sviluppare le capacità giuste richiede di fare 4 piani a piedi, dopo che li hai fatti sei a posto, ma prima? Occorre come dici anche tu una gran motivazione, e torno a qualche riga sopra dove la motivazione non è quella di provare la sensazione inebriante che hai adesso, c'è stato qualcos altro che ti ha spinto a fare i 4 piani, e ovviamente non ti chiedo cosa perchè andrei troppo sul personale  Smile

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #3 del: 29 Giugno 2011, 15:28:12 »

la rivalsa, non ne vedo altre; l'ho scritto fin troppe volte ormai, ma io agisco per puro spirito di rivalsa

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #4 del: 29 Giugno 2011, 15:38:34 »

Citato da: AlterEgo il 29 Giugno 2011, 15:24:26

Questo vuol dire che prima non la provavi, quindi hai avuto un'altra motivazione che ti ha spinto ad impegnarti in questo percorso, una motivazione diversa da quella che descrivi sopra.

No, vedevo le persone che hanno fascino e pensavo "voglio essere come loro" poi ho cominciato a studiare e ho cominciato ad avere i primi piccoli successi e ho detto "bello" poi successi più grandi e ho detto "figo" poi ho avuto qualche down ecc... però ho sempre quella motivazione, quello che cambia è quanto mi sento vicino al mio modello

Citato da: AlterEgo il 29 Giugno 2011, 15:24:26

Sviluppare le capacità giuste richiede di fare 4 piani a piedi, dopo che li hai fatti sei a posto, ma prima? Occorre come dici anche tu una gran motivazione, e torno a qualche riga sopra dove la motivazione non è quella di provare la sensazione inebriante che hai adesso, c'è stato qualcos altro che ti ha spinto a fare i 4 piani, e ovviamente non ti chiedo cosa perchè andrei troppo sul personale  Smile

Sviluppare le capacità giuste richiede di fare 400 piani a piedi, poi non sei ancora a posto, ma ogni donna è un'avventura diversa. Affrontare quest'avventura partendo da una solita base è qualcosa di gratificante, affrontarla senza basi è frustrante.
Comunque la motivazione per il "prima" è sempre quella.

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #5 del: 29 Giugno 2011, 18:26:46 »

Citato da: blackhat il 29 Giugno 2011, 15:38:34

Sviluppare le capacità giuste richiede di fare 400 piani a piedi, poi non sei ancora a posto, ma ogni donna è un'avventura diversa. Affrontare quest'avventura partendo da una solita base è qualcosa di gratificante, affrontarla senza basi è frustrante.

C'è indubbiamente del vero in quanto dici. Però (parlo per quella che è la mia esperienza personale), vivere la più classica delle frustrazioni, quella del "vorrei ma nn posso", può anche essere un'esperienza altamente istruttiva ed edificante. Questo ti insegna (ma non è detto che uno poi impari, ci sono anche coloro che rimangono frustrati a vita) a fare le cose per te stesso e a dare il giusto peso ai successi e agli insuccessi.  E' un pò quello che -sempre secondo me- può essere definito il naturale passo evolutivo da ragazzino insicuro e segaiolo a Uomo trombante e realizzato.
Perché ti ho fatto questo appunto, ti chiederai... Perché secondo me tutto (anche le frustrazioni e l'autocommiserazione) serve a qualcosa, sta poi all'individuo e alla sua forza di volontà (nonché intelligenza) non far diventare dei singoli momenti delle condizioni croniche e anzi saperne trarre i naturali benefici. Wink 

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #6 del: 29 Giugno 2011, 19:55:44 »

Citato da: blackhat il 29 Giugno 2011, 15:38:34

No, vedevo le persone che hanno fascino e pensavo "voglio essere come loro"

Citato da: Nad il 29 Giugno 2011, 15:28:12

la rivalsa, non ne vedo altre; l'ho scritto fin troppe volte ormai, ma io agisco per puro spirito di rivalsa

in entrambi i casi il vostro obiettivo primario non sono le donne in se, quelle diventano un mezzo per ottenere il vero obiettivo (es. la rivalsa) o la conferma del raggiungimento della meta cercata (es. il fascino)

Citato da: blackhat il 29 Giugno 2011, 15:38:34

ho cominciato a studiare e ho cominciato ad avere i primi piccoli successi e ho detto "bello" poi successi più grandi e ho detto "figo" poi ho avuto qualche down ecc...

questa è una cosa che succede anche a me, i piccoli successi ti danno la spinta per continuare e la conferma che stai percorrendo la strada giusta, il che ti serve anche per affrontare i momenti down  Smile

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #7 del: 29 Giugno 2011, 19:57:51 »

Citato da: AlterEgo il 29 Giugno 2011, 14:06:55

(8 ore al giorno = 8 x 60 minuti = 480 euro al giorno, in un anno mi faccio una villa!)

Con 150.000 euro compri una villa?  Shocked

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #8 del: 29 Giugno 2011, 20:03:35 »

Citato da: james.mar il 29 Giugno 2011, 19:57:51

Con 150.000 euro compri una villa?  Shocked

in certi paesini dell'entroterra calabrese ti basta anche meno della metà  Exclamation

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #9 del: 29 Giugno 2011, 20:05:18 »

Citato da: Nad il 29 Giugno 2011, 20:03:35

in certi paesini dell'entroterra calabrese ti basta anche meno della metà  Exclamation

Sperando poi in un condono edilizio Exclamation..

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #10 del: 29 Giugno 2011, 20:08:18 »

Citato da: james.mar il 29 Giugno 2011, 19:57:51

Con 150.000 euro compri una villa?  Shocked

175.200, ho contato anche i weekend e le festività

Citato da: Liam il 29 Giugno 2011, 20:05:18

Sperando poi in un condono edilizio Exclamation..

 Exclamation

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #11 del: 29 Giugno 2011, 20:10:59 »

Citato da: AlterEgo il 29 Giugno 2011, 20:08:18

175.200, ho contato anche i weekend e le festività

Quindi per un anno non mangi e non spendi neanche un euro  Shocked

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #12 del: 29 Giugno 2011, 20:12:56 »

Citato da: james.mar il 29 Giugno 2011, 20:10:59

Quindi per un anno non mangi e non spendi neanche un euro  Shocked

devo risparmiare... c'è crisi

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #13 del: 29 Giugno 2011, 20:19:10 »

Citato da: AlterEgo il 29 Giugno 2011, 19:55:44

in entrambi i casi il vostro obiettivo primario non sono le donne in se, quelle diventano un mezzo per ottenere il vero obiettivo (es. la rivalsa) o la conferma del raggiungimento della meta cercata (es. il fascino)

claro che no; ma uno che amasse sul serio le femine, ne bramasse la compagnia, la presenza ecc, non si porrebbe mai la domanda che ti poni tu

Il problema (tuo come di tanti altri) è che vuoi migliorare con le femine, al fine di averne di più, di migliori, al fine di scopare di più ecc; ma per fare questo giochi statistico, cioè apri a caxxo; questo comporta che andrai nei set non veramente convinto, e giocherai bene solo se ti trovi col morale particolarmente alto (indipendente dalla tipa quindi), oppure se le tipe si capisce che ci stanno subito; lascerai perdere le tipe che non risultano immediatamente recettive, perchè alla fine sticazzi, non te ne frega nulla della tipa che apri (una vale l'altra); e quindi ne tromberai poche, e non è manco detto che queste ti soddisfino; inoltre ti pigli un sacco di pali.

Questo è il duro lavoro del facchino della figa; non è una bella vita

la svolta è quella che propone il termolo, il vero uomo ecc, che apre quando vede una che gli piace sul serio; ma bisogna arrivarci, e con ogni probabilità bisogna farsi tutto lo sfacchinaggio; a chi non va, può sempre accasarsi con la prima decente

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Re: Ansia d’approccio… e se aprire fosse un lavoro?

« Risposta #14 del: 29 Giugno 2011, 20:34:14 »

Ma se fai 480 euro al giorno non puoi andare a escort?  Confused

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