Cari colleghi marpioni, più o meno evoluti e/o di successo, in un anno e mezzo di militanza tra di voi, mille post, e last, but not least, la frequentazione dell' ADM, riguardo alla definizione del cosa sia la vita del seduttore sono arrivato ad una conclusione decisamente significativa.
La vita del seduttore la vedo un immenso palcoscenico, sul quale si interpreta un personaggio, che possiede della abilità funzionali al processo seduttivo. Così come un bravo attore interpreta magistralmente la sua parte, e trascina lo spettatore dentro la rappresentazione, così il bravo seduttore dispiega abilmente i suoi fondamentali (che ovviamente possiede, per nascita o perchè li ha maturati), e fa entrare la femmina nel suo mondo.
Il problema è che nulla avviene per caso : dietro il successo sia del primo, che del secondo, ci sono mesi, ma che dico, anni di lavoro. Anche nel caso dei natural : sembrano possedere per qualche motivo misterioso un talento innato, ma in realtà, se riflettiamo su quale sia l' origine del loro talento, ci accorgiamo che essi hanno sviluppato nel corso degli anni una serie di atteggiamenti rimorchianti attraverso una pratica costante, lavorando su grandi numeri, ricalibrando il tiro più o meno consapevolmente, alla luce dei feedback, che sono stati generalmente positivi fin da subito. Non per questo il nostro Mestro li chiama "marpioni autodidatti".
Chi invece natural non è, deve farsi un mazzo assai maggiore, ma ciò non toglie che possa riuscire a fare bene come loro, o addirittura meglio. E su questo, posso affermare senza tema di smentita, per una persona normalmente dotata a livello fisico e intellettuale, e nessuno di noi qui dentro è cerebroleso o deforme, che il successo è direttamente proprozionale alla quantità e qualità di lavoro svolto.
Per un attore non basta studiare tanto e darsi da fare per avere successo : deve anche avere le occasioni giuste per mostrare cosa sa fare. Dietro a uno che sfonda, magari ci sono cento giovani di talento usciti dalle accademie e dai laboratori, ugualmente bravi, ma meno fortunati, perchè nessuno li ha chiamati a recitare nei giri che contano. Per fortuna, per noi seduttori, sia aspiranti che affermati, questo problema non sussiste : il palcoscenico dove esibirsi è costituito dalla vita quotidiana, ci basta uscire e metterci in gioco, quindi meriti e demeriti sono tutti nostri. Quindi, sul palcoscenico ci possiamo salire quando vogliamo, l' unica cosa che dobbiamo fare (e ti pare niente!) è essere preparati a dovere per farlo.
E se ci facciamo un mazzo pazzesco nei vari fondamentali occorrenti, lo diventiamo. E' sicuro. Già, ma esiste anche , purtroppo, la vita reale : lo studio, il lavoro, gli impegni familiari, le beghe quotidiane.
E in questo quadro si inserisce la mia megalomania delirante. E se mettessi in naftalina tutto quanto, anzi, in ibernazione, per un pò, e mi dedicassi in modo pressochè esclusivo al gioco, e allo sviluppo dei fondamentali necessari per affrontarlo al meglio ? Diciamo per un annetto. Ecco come riempirei la giornata, se fossi completamente libero da impegni quotidiani :
- Lavoro allo specchio e alla webcam (non meno di un' ora al giorno ) ;
- Corsi di recitazione, improvvisazione teatrale (non so la cadenza, in genere bisettimanale), con annesse pratiche di lavoro sulla voce ;
- Massì, mettiamoci anche un corso di ballo, migliorarsi lì facilita le aperture non verbali e scioglie il BL ;
- Studio serio di un paio di lingue straniere ;
- Varie letture, correlate al tema e non , per avere un armamentario dialettico il più ampio possibile, almeno un' ora al giorno ;
- Se qualcuno ha delle idee, le aggiunga, please!
E la sera, se non dal tardo pomeriggio...tutto gioco!! 
Per il momento questo è solo un sogno nel cassetto, ma lo immagino come "arma nucleare" qualora non riuscissi ad arrivare ai risultati attesi in tempi ragionevoli.
Chi lo può fare, lo faccia : se siete ancora ventenni, consideratelo come un anno di fancazzismo all' università, se siete appena laureati alla ricerca di un lavoro, in un anno potreste perdere delle opportunità, ma tornerete persone più forti e riuscirete a costruirvi opportunità migliori. Chi invece, come me, è più attempato, deve prima assicurarsi le risorse finanziarie per coprire il periodo di aspettativa, anche se di questi tempi, con le aziende che non aspettano altro che la scusa per licenziare, è meglio evitare...ma verranno tempi e occasioni migliori.
S.