"L’innamoramento rende timidi, rispettosi, adoranti. Il ragazzo innamorato perciò prova orrore vedendo che la sua amata gli preferisce uno che non l’ama ma è brillante, sbruffone, sa farla ridere, divertire. E la ragazza innamorata resta allibita vedendo che l’uomo più forte, più intelligente cede di fronte alle moine, ai vezzi, alla seduzione sessuale di donne mediocri ma spregiudicate.
Così nel profondo del loro cuore tanto i maschi come le femmine temono che l’amore profondo, vero, sincero sia pericoloso perché l’altro è sensibile solo all’artificio, alla manipolazione. Questa paura spinge tutti e due a studiare l’arte della seduzione. Con essa imparano a recitare per ottenere i loro scopi, ma anche a distinguere chi recita e chi invece è veramente innamorato"
Francesco Alberoni
Questo brano, scritto da un autore non certo di parte, sembra confermare una cosa abbastanza evidente in effetti: l'amore, l'esser innamorati, è una gran palla al piede; ha un effetto paralizzante; il che,a ltresì, si vede nel fatto che tanto più siamo disinteressati, tanto più riusciamo, anche senza volerlo, ad esser seduttivi.
La domanda che però mi viene è: siamo condannati a sedurre solo femine che non ci interessano realmente, o verso cui proviamo un interesse comunque sia limitato, parziale?