ragazza conosciuta ad evento lavorativo

Aperto da Manny91, 22 Dicembre 2025, 12:02:51

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Manny91

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Buongiorno a tutti,

Vi espongo una situazione che mi piacerebbe portare avanti, così potete darmi qualche spunto. E' una cosa capitata in un contesto lavorativo e non mi sono dimenticato che non ci si prova con chi lavora: l'intenzione qui era principalmente di conoscere la persona in questione, per poi capire se portare avanti un discorso non lavorativo in separata sede.

Premessa: lavoro come responsabile commerciale in un'azienda di medie dimensioni; per il mio ruolo, spesso mi capita di rappresentare l'azienda a fiere o eventi. La vicenda è iniziata proprio in una di queste fiere, qualche settimana fa.

Vicenda: fiera di argomento tecnico. Al bar interno noto una ragazza davvero carina, vestita con gusto, che prende il caffè con altre persone. Cerco di capire se ha uno stand e poco dopo la vedo che fa base in un'area della fiera dedicata alle startup. Mi segno mentalmente il nome della sua azienda e mi riprometto di passare. Quel giorno mentre vado a visitare altri stand, passo lì davanti, butto un occhio e vedo che è da sola.

Il giorno successivo (l'ultimo della fiera) passo dalla sua postazione a metà pomeriggio, quando c'era meno gente in giro e qualche espositore iniziava a smontare; in genere sono momenti tranquilli in cui si ha tempo di parlare. Mi collego ad una delle parole chiave che vedo sulla grafica della sua azienda e le chiedo cosa fanno in quell'ambito, in cui lavora anche la mia azienda (nulla di inventato). Ci presentiamo e facciamo una bella chiacchierata di lavoro, di quelle dove nessuno dei due cerca immediatamente di vendere all'altro ma solo di capire. Mi sembra molto appassionata di quello che fa e decisamente brillante, si vede che è una donna di mondo nonostante la giovane età (circa 25 anni a occhio).
Chiedendole dove è basata mi aggancio alla risposta per lanciare un piccolo tarlo personale e scopro che si alterna tra la città dove ho fatto l'Università  e che tuttora frequento e un Paese europeo dove ho lavorato alcuni anni in passato; ci mettiamo poi a parlare di com'è lavorare come commerciale quando si ha un background tecnico e ne viene fuori una bella conversazione. Infine le accenno che ora abito in Emilia e lei mi dice che per lavoro ogni tanto passa di lì, le dico allora di farsi sentire che ci prendiamo un caffè.
Ci scambiamo i biglietti da visita e le dico di passare al nostro stand prima della chiusura e ci salutiamo.
Torno al mio stand e vedo che mi ha mandato una richiesta di contatto su LinkedIn, che accetto.

Non l'ho vista passare al mio stand, ma anch'io sono stato in giro e in ogni caso c'era poco tempo prima della chiusura. Siccome non ci eravamo lasciati con intenzioni precise, provo a pensare come mantenere attiva la conversazione. Il giorno dopo le scrivo su LinkedIn commentando un prodotto di cui mi aveva parlato, le chiedo anche se conosce il centro di ricerca XX che si occupa proprio delle tematiche su cui lavora la sua azienda e che ho visitato di recente. Mi offro, se interessata, di metterli in contatto.
Nel frattempo passa il weekend e lei mi risponde ringraziandomi per la proposta, che le interessa, e dicendomi che aveva guardato meglio cosa fa la mia azienda e aveva parlato di me e della nostra chiacchiarata ai suoi cofondatori. Mi propone di organizzare una call o una visita per approfondire. Qui la cosa diventa subito un po' più lavorativa, le propongo di sentirci io e loro per inquadrare meglio che forma potrebbe prendere un'eventuale collaborazione, prima di coinvolgere i miei colleghi. Fissiamo una call io, lei e uno dei suoi cofondatori (che potrebbe anche essere il suo compagno per quanto ne so).

Alla call ci siamo solo io e lei, effettivamente le possibilità di collaborare sembrano sensate e buttiamo giù due o tre cose da fare e info ulteriori da scambiare. La conversazione procede frizzante come quando ci eravamo visti in fiera. Siccome spesso ci capita di essere nella stessa città, le dico che una volta che siamo lì entrambi organizziamo un incontro di persona e lei mi dice una cosa tipo "sì, un caffè ce lo prendiamo". Mi lascia poi di sua iniziativa il suo "numero whatsapp", che credo sia personale perchè sul biglietto da visita ne ha un altro (non italiano e con account whatsapp business anche se c'è la sua foto). Rimaniamo di sentirci dopo le feste per continuare lo scambio. Dopo la call le mando un messaggio sul numero che mi ha lasciato, usando (per ora) il mio numero di lavoro, così ho pensato che almeno si salva quello; le mando anche un breve video fatto al centro di ricerca che le avevo menzionato.

Ora, non voglio farmi film, però resta il fatto che questa ragazza è davvero interessante, oltre che molto carina. Ho cercato un po' online e ho avuto conferma che ha 25 anni (quasi 10 meno di me), vedo anche che ha svariati hobby e passioni (visti su una sua piccola pagina web personale), di cui diversi in linea con i miei. Ha un profilo instagram aperto (non le ho mandato richieste per ora), non vedo foto con ragazzi ma non vuol dire niente. Ne ha insieme ad un evidente ragazzo ma risalgono a 6-7 anni fa. Di persona avevo notato che non ha fedi, fedine, anelli di fidanzamento.

Non è un contatto lavorativo di importanza capitale casomai, diciamo che può essere interessante. Quello che vorrei fare è portare sì avanti la discussione lavorativa, ma arrivare senza aspettare mesi a prenderci questo caffè, diciamo in parallelo all'attività sul lavoro. Tutto sommato mi sembra un modo abbastanza pulito di procedere, che mi permetterebbe di continuare la conoscenza personale. Poi da lì è tutto da costruire eventualmente.

Una cosa che ho notato durante la video call è che rigirava un anello tra indice e medio e che si muoveva abbastanza (era seduta su una specie di divanetto da coworking). Sembrava "irrequieta", ma magari è solo un'impressione.

Come la vedete? Non mi va di fare brutte figure, ma non vorrei nemmeno lasciar andare la cosa visto che mi ha colpito e, fin qui, mi sono mosso di conseguenza in modo intenzionale. Abbiate pazienza per la lunghezza.

TermYnator

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#1
Dunque, per il caffè, se frequentate le stesse città, basta inserire nella conversazione un riferimento alla città che frequentate in comune, per poi chiedere "da quanto non vai a".
Potrebbe aggiungere spontaneamente quando ci tornerà se ha intenzione di farti sapere quando sarà li. Non sono stupide e se vuole rivederti ti darà modo di farlo tra le righe.

Il problema in questa tipologia di storia è che parte già zoppa. Cioè, non parte come conoscenza di Xxx e Manny, ma della dott. Xxx e del dott. Manny. E questo ê un bel problema perchè altera il senso delle azioni, esattamente come è successo quando ti sei trovato ad interpretare i comportamenti della cameriera.

Dal momento poi che sono in ballo le rispettive reputazioni in ambito lavorativo, tendenzialmente nessuno dei due farà il primo passo per paura di fare figure barbine. E questo falsa completamente l'interpretazione della situazione e le cose fattibili.

Il rischio concreto, in questi casi, è proprio che per non scoprirsi si aspetti che l'occasione propizia avvenga "per caso". Cosa possibile ma statisticamente difficile. Ergo è probabile che passi del tempo a meno che non concordiate una colazione di lavoro nella quale cerchi di lavorarti... lei. Con l'elevato rischio di passare per viscidone.

Ergo, non puoi che giocare la partita che hai iniziato, sperando che si creino delle zone franche dove iniziare ad esporre l'uomo Manny e non il professionista.

Se invece fin dal primo caffê tu fossi andato a conoscerla come "Manny", aprendola con metodo, potevi ottenere un aperitivo la sera stessa ed un contesto personale ed estraneo dal lavoro dove l'eventuale interesse è palesato senza filtri. Ovvero il tipo di rapporto che invece ti interessa realmente.
In sintesi, anche se approcciarla con la scusa del lavoro, li per li  può essere sembrata la soluzione piú facile, di fatto è quella piú difficile se non temi di fare brutte figure. Per questo consiglio sempre di non mischiare lavoro e relazioni.

Ultima modifica: 25 Dicembre 2025, 01:35:05 di TermYnator
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Manny91

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Citazione di: TermYnator il 25 Dicembre 2025, 01:28:29Il problema in questa tipologia di storia è che parte già zoppa. Cioè, non parte come conoscenza di Xxx e Manny, ma della dott. Xxx e del dott. Manny. E questo ê un bel problema perchè altera il senso delle azioni, esattamente come è successo quando ti sei trovato ad interpretare i comportamenti della cameriera.


E' quello che ho pensato anch'io. Infatti non mi faccio illusioni su eventuali manifestazioni di interesse o sul fatto che mi abbia lasciato il suo numero (credo) personale. Direi che per ora abbiamo stabilito un rapporto professionale condito da una certa simpatia reciproca.

Citazione di: TermYnator il 25 Dicembre 2025, 01:28:29Ergo, non puoi che giocare la partita che hai iniziato, sperando che si creino delle zone franche dove iniziare ad esporre l'uomo Manny e non il professionista.


L'idea era quella. Un pochino ho provato a far emergere qualcosa di personale nella nostra prima conversazione in fiera. Penso che sia fattibile far emergere qualcos'altro se ci saranno conversazioni successive, magari facendo così capisco anche se mi lancia qualche "appiglio" o meno, come dici non sono stupide. Magari qualcosa tipo "Avresti immaginato da piccola di fare questo? Era quello che sognavi?" piuttosto che altri su attività extra lavorative.

Tra l'altro in questi giorni siamo entrambi nella stessa zona da quello che mi ha detto nell'ultima call. Avevo pensato di chiederle se voleva un caffè tra Natale e Capodanno, ma poi ho lasciato perdere perchè non mi pare che abbiamo ancora la confidenza necessaria per vederci fuori dal lavoro per come stanno andando le cose; credo sarebbe stato interpretato come un po' da viscidone (che è l'ultima cosa che vorrei che pensasse di me), poi chi lo sa.

Quanto al mischiare lavoro e relazioni tendenzialmente non le ho mai mischiate. Qui ho fatto uno strappo alla regola. Ogni tanto mi sono chiesto se questo mio voler tenere le cose separate sia davvero la cosa giusta. In teoria sì, ma poi vedo tante coppie (anche che funzionano) che sono nate tra colleghi addirittura, e mi dico che forse c'è un'area grigia dove si può tastare il terreno personale senza rovinare una reputazione costruita in anni di lavoro.

Sul tema del compenetrarsi tra vita privata e lavoro ho notato che tra gli under 30 che lavorano in settori che vivono anche di visibilità (es. proprio le startup, anche di natura tecnologica) è abbastanza comune avere non solo un profilo LinkedIn che rimanda a quello della propria azienda, ma anche un profilo Instragram, spesso pubblico e con nome facilmente identificabile, che li indica come founder della Tizio Caio srl e che mescola foto ad eventi di networking, foto in spiaggia, col cane, in viaggio, con il partner...come se tutti questi elementi fossero parte di un'immagine, tipicamente dinamica e modaiola, che vogliono proiettare all'esterno.

Io sarà che sono "nato" professionalmente in un altro modo e da qualche anno in più di loro, ma i due profili LinkedIn e Instagram li tengo volutamente separati e impostati in modo diverso: la mia immagine lavorativa passa solo attraverso il primo.

TermYnator

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#3
Citazione di: Manny91 il 26 Dicembre 2025, 16:47:31Quanto al mischiare lavoro e relazioni tendenzialmente non le ho mai mischiate.
Qui dissento: Quando cercavi di approcciare la barista, stavi mischiando relazioni e lavoro. Tu volevi una relazione, lei era li per lavoro.
CitazioneQui ho fatto uno strappo alla regola. Ogni tanto mi sono chiesto se questo mio voler tenere le cose separate sia davvero la cosa giusta. In teoria sì, ma poi vedo tante coppie (anche che funzionano) che sono nate tra colleghi
Facciamo un po' di fantarimorchio per mettere in luce un parametro fondamentale delle relazioni dei naturali.
Immaginiamo un ufficio molto grande, con i dipendenti che lavorano in piccoli gruppi. Ed immaginiamo pure che la Sig.na Silvani, dell'ufficio sinistri al terzo piano, prenda sempre il caffè al bar del piano terreno alle 10:00 in punto. Il Rag. Filini, dell'ufficio abusi edilizi, la vede scendere le scale e si accorge del fatto.
Un bel giorno, alle 10:00 è al bar del piano terreno a prendere il caffè anche lui. LA Silvani lo nota con la coda dell'occhio, lo cataloga come "Mai visto prima", prende il suo caffè e se ne va.
Il Filini ripete la stessa prassi per altri 7 giorni. La silvani ormai lo considera parte dell'ambiente, e non fa più caso alla sua presenza. Ma un bel giorno, il Filini prendendo il caffè accanto alla Silvani, la urta di proposito.
Lui si scusa, lei dice che non è successo nulla e lui le chiede affermativamente se lavora all'ufficio sinistri. 
Fatto sta, dopo 5 minuti di chiacchiere brillanti sui casini combinati dal ragionier Fantozzi dell'ufficio mazzette e bustarelle, Filini si congeda. Il giorno dopo, per creare aspettativa, non si presenta. Ma due giorni dopo arriva puntuale all'appuntamento. Non si fa sfuggire il veloce sorriso della Silvani, che per lui significa "mi stava aspettando". La saluta ed inizia un nuovo brillante discorso. LA cosa va avanti per alcuni giorni, nei quali Filini stalkera il profilo instagram della Silvani, scoprendo tra le altre cose, che è una appassionata di Klimt.
Lui inizia a creare una serie di "ganci" per avere la scusa per transizionare dal bar del piano terreno al mondo esterno. Una di queste è un salvaschermo con Giuditta e la testa di Oloferne di Klimt, di cui in quei giorni si tiene una mostra in città. Durante l'ennesimo minidialogo, Filini pone il telefono sul bancone e la Silvani guarda intensamente la foto. Lui non aspetta la battuta, ma anticipa: "Un'appassionata di Klimt?"  Lei risponde affermativamente ed il dialogo transea dalla normale routine ad un tema passionale. Il dialogo si conclude con l'accordo di andare a vedere la mostra insieme. I due si godono la mostra e proseguono con una pizza, visto che si è fatto tardi e sono entrambi single. Da li a diventare coppia è solo questione di giorni.

Cosa rende possibile questo tipo di cose, estremamente frequenti (direi banali) nella vita reale? E perchè la tua storia con la ragazza della fiera, pur essendo iniziata in modo simile  è diversa e non sta prendendo la piega della storia fra Filini e la Silvani?
La ragione è che Filini sa che troverà sempre la Silvani alle 10 davanti ad un caffè. Quindi può muoversi con calma ed estrema prudenza senza mai dover fare il passo più lungo della gamba. Tu, non potevi avere questa garanzia, quindi sei stato costretto a giocare duro ed a cogliere l'attimo. Ma cogliere l'attimo implica skills più elevate di quelle che hanno i Naturali, e non tutti riescono a sfruttare l'attimo senza aver paura di bruciarsi.

CitazioneSul tema del compenetrarsi tra vita privata e lavoro ho notato che tra gli under 30 che lavorano in settori che vivono anche di visibilità...

Questo credo sia un tema diverso, nel senso che si rifà all'anima della pubblicità applicata ai professionisti: lo story telling.
Ormai da anni, il mondo della pubblicità crea campagne basate sulla creazione di una storia sia dei prodotti che delle aziende. Il banale "since XXXX" è gia storytelling, perchè fa intuire che se una azienda lavora da YY anni, è un'azienta seria. Tutti i dettagli forniti per creare una storia all'azienda o al prodotto, servono per renderne familiare e credibile l'immagine ai possibili fruitori. LO stesso vale per molti settori, quali il marketing. Avere una vita di successo, con beni di lusso e viaggi in posti esotici, è la "dimostrazione" che l'operatore lavora molto, guadagna e pretende. Ciò dovrebbe garantirne la bravura agli occhi di chi lo guarda.
Ultima modifica: 26 Dicembre 2025, 20:10:38 di TermYnator
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Manny91

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In effetti ho usato due pesi e due misure: intendevo dire che non ho mai mischiato il mio lavoro e le relazioni. Per quanto riguarda la barista, è stato un caso isolato di ragazza approcciata sul lavoro e credo tutto sommato di non essere stato troppo inopportuno (pur avendo preso un palo in pieno, quindi proprio graditissimo non sono stato).

Con la ragazza della fiera siamo a due, e qui ero sul lavoro anch'io. Condivido l'analisi sui tempi, qui non so di preciso quando sarà la prossima occasione e in ogni caso non sarà un caffè per caso, ma uno scambio lavorativo in piena regola. Valuterò quanto scivoloso sia il terreno, come detto non ho voglia di fare figuracce.

Visto che siamo a fine anno ed è tempo di bilanci: ho una discreta lista di tentativi abbozzati, ragazze rivelatesi fidanzate, mezzi pali e un palo pieno accumulati nell'ultimo anno, tutte ragazze conosciute nella vita reale, alcune intenzionalmente e altre incontrate per caso. Non sono molto soddisfatto ma ho sicuramente un po' meno ansia d'approccio rispetto a un anno fa. Sicuramente la ruggine accumulata in quasi 15 anni dal mio ultimo approccio ad una sconosciuta (con la mia ex) non aiuta. Al mio primo approccio post divorzio mi sentivo un alieno! Una cosa che mi fa piacere è che queste ragazze mi hanno lasciato tutte un bel ricordo, nel senso che tutte mi sono sembrate delle belle persone (e qui un po' mi mangio le mani); spero di aver lasciato anch'io a loro un'impressione tutto sommato positiva, al di là del risultato.