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Autore Topic:

Della seduzione come arte diabolica

(Letto 1580 volte)

Della seduzione come arte diabolica

« del: 19 Ottobre 2009, 17:50:41 »

Introduzione

L’imminente apertura dell’accademia del marpione ha provocato molti elogi (tra cui il mio), e qualche sparuta critica, di cui si è reso protagonista qualche utente del forum; lasciando da parte le beghe personali, c’è, dietro le critiche, una posizione ben precisa, che, a mio avviso, risulta condivisa dal 95% del mondo esterno ai forum di seduzione; l’idea, cioè, che la seduzione sia un qualcosa di non insegnabile.

Il pensare che lo sia è, sempre a mio avviso, idea del tutto eversiva nel mondo d’oggi, se non rivoluzionaria; si andrebbe ad incrinare il postulato che, la capacità di acchiappare e sedurre femmine sia dovuta, da un lato ad elementi materiali quali denaro, potere, bellezza ed attraenza fisica, dall’altro, a qualità quasi mistiche, non correttamente inquadrabili ed afferrabili, spesso definite come “quel non so che di...".

In realtà penso, e ne parlerò piu’ avanti, che lo stesso parlare di metodi di seduzione, sia, per come lo interpreto, un tentativo di matrice scientifico-illuminista, in quanto si propone di considerare la materia trattata, che di fatto è l’amore, alla stregua di qualsiasi altro fenomeno naturale; il pensarlo non piu’ come sacro, come dovuto a fattori non spiegabili, ma come analizzabile, spiegabile, e, soprattutto, replicabile da chi abbia inteso le dinamiche in modo corretto. Non piu’ l’amore come evento salvifico, e di connessione col trascendente, ma l’amore come fatto materiale, totalmente immanente.
Capirete che, messa così, la questione è davvero scottante; ed è scottante perchè  pretende di infrangere uno degli ultimi miti sopravvissuti.

Mi sono spulciato un po’ di post; ho riletto le polemiche successive all’intervista di Termy da parte di acqua sul suo blog; e dietro tutto questo c’è appunto l’idea da me su prima enunciata.
Al solito mi chiedo: perchè? Cosa nasconde questa convinzione? Perchè il semplice parlare di queste tematiche spesso genera fastidio, perplessità, talvolta avversione (specie nelle donne)?

1) Don Giovanni

Quando parliamo di seduzione, e di seduttori, il primo nome che viene in mente (con buona pace di Mistery e dei suoi epigoni) è quello di Don Giovanni: figura leggendaria se non mitologica, i cui tratti affondano nella realtà, come per ogni mito che si rispetti. Non credo che tutti conoscano con esattezza questo mito; i piu’ sanno che questo strano tipo aveva un grande ascendente sulle donne, che se ne è scopate a migliaia, che le disprezzava assai, e che fa una gran brutta fine. Quello che non tutti sanno è che Don Giovanni finisce all’inferno non per aver “sedotto” un migliaio abbondante di fanciulle, o per il fatto che non le amasse, che le abbia ingannate, o cose simili.

Finisce all’inferno perchè è un personaggio diabolico, un empio, un ateo in un periodo in cui la religione aveva ben altro peso e rilevanza di quella che ha nel secolarizzato mondo odierno. Nelle varie declinazioni dell’opera, ci sono alcune costanti, alcuni episodi caratterizzanti: ad esempio l’incontro con il mendicante, al quale Don Giovanni darà un luigi d’oro, a patto che questi bestemmi; il colloquio con lo spettro, che lo invita a pentirsi finchè è in tempo; l’episodio finale, in ragione del quale l’opera prenderà anche il nome di “convitato di pietra”, cioè l’invito a cena rivolto alla statua del commendatore ucciso dallo stesso Don Giovanni; e sarà proprio la statua a condurre il nostro all’inferno.

Vi starete indi chiedendo: cosa lega tra loro la seduzione, ed il fatto che Don Giovanni fosse un senza dio, un blasfemo, un libertino nel senso proprio dei libertini seicenteschi?

Le lega il fatto che la seduzione è sempre stata vista come un’arte diabolica; la seduzione è storicamente stata vista come un inganno; Circe seduce Ulisse, ma solo mediante l’uso delle sue arti magiche; le sirene provano ad irretire Ulisse tramite il loro canto, e sempre si tratta di un’artifizio, di una magia. Ulisse ama in realtà Penelope, e nulla gli può far cambiare idea.

Se ci pensate, tale idea è passata, anzi, è stata amplificata dalla cristianità; a partire da Eva che tenta Adamo, è strettissimo il legame tra donna-seduzione-diavolo. Molte culture condividono questo timore verso le strane e misteriose doti femminili, ed hanno spesso tentato di imbrigliarle, di frenarle. La stessa bellezza, uno dei fattori principali della seduttività femminile, è stata nel tempo vista come attributo diabolico.

Ma torniamo al mito di Don Giovanni: come dicevo prima, il tema principale del Don Giovanni non risiede nella rappresentazione di uno sfrenato impulso sessuale; non viene punito in ragione del suo smodato collezionismo erotico, o perchè abusi delle grazie femminili, ma perchè, irridendo la morte (il teschio, la blasfemia, il sepolcro funebre), dimostra di non credere al mistero su cui si fonda il cristianesimo. Egli è di fatto un personaggio che compendia in sè, in forma paradigmatica, una violenta critica alla figura del Cristo, ed ai due temi in cui si articola la buona novella, come annunciata nel nuovo testamento: la morte quale evento temporaneo in attesa del giudizio universale, come testimoniato dal cristo che resuscita; l’amore come agape (qui rimando all’enciclica di Ratzi sul tema, in alternativa
http://it.wikipedia.org/w...ki/Agape_%28sentimento%29).

Continua...

Nad84

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Re: Della seduzione come arte diabolica

« Risposta #1 del: 19 Ottobre 2009, 18:24:14 »

Merde! (Perdona il francesismo cambronniano)
M'era venuta l'ispirazione per un nuovo TermYdelirio, poi ho letto "continua".
Aspetto il seguito.

TermYnator

« Ultima modifica: 19 Ottobre 2009, 18:26:12 da TermYnator »

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Re: Della seduzione come arte diabolica

« Risposta #2 del: 19 Ottobre 2009, 19:43:35 »

Ma... +1 e Best Of!

Bell'approfondimento, anche questo era un tema che non avrei mai intrapreso perchè convinto che "interessi poco".

Colgo l'occasione per chiederti PERCHE' la donna sia collegata alla materia, all'antitesi dello spirito. Deve esserci qualche spiegazione antropologica. L'associazione ha effettivamente attraversato i millenni e i popoli, ma non ho mai avuto il piacere di capire dove si è originata.

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Re: Della seduzione come arte diabolica

« Risposta #3 del: 19 Ottobre 2009, 20:26:38 »

Citato da: Acqua il 19 Ottobre 2009, 19:43:35

Ma... +1 e Best Of!

Bell'approfondimento, anche questo era un tema che non avrei mai intrapreso perchè convinto che "interessi poco".

Colgo l'occasione per chiederti PERCHE' la donna sia collegata alla materia, all'antitesi dello spirito. Deve esserci qualche spiegazione antropologica. L'associazione ha effettivamente attraversato i millenni e i popoli, ma non ho mai avuto il piacere di capire dove si è originata.

Acqua

Beh questo è semplice:
la donna è fonte di liti fra i maschi, e di competizioni fra gli stessi per accaparrarsi le risorse per conquistarle.
In una società di esseri deboli (come gli uomini) dove lo spirito collaborativo è l'unica speranza di sopravvivenza
contro predatori ben più dotati, va da se che qualsiasi fonte di disordine nel branco debba essere controllata.
Le strutture di comando devono per prima cosa inibire il potere attrattivo delle donne per evitare questo tipo di problemi: e la prima azione è la creazione di regole morali come il pudore, o il coprire il corpo feminile per ridurre la tentazione fonte di disordine. In una società più evoluta, ovvero libera dai predatori, l'ancestrale potere punitivo del predatore nei confronti di colui che non rispetta le regole di sopravvivenza, viene esercitata dal potere, che scrive nuove regole di sopravvivenza a tutela del sistema: le leggi.
La legge delle società meno libere, spesso legata alla religione, che si appanna il potere di gestire la morale, vieta alla donna di scoprirsi paventando in questa azione il male, che non viene più contestualizzato, ma diventa un'entità a se stante.
La semplicità del proiettare concetti più o meno astratti in personaggi con reali fattezze nata con le religioni politeiste, con il monoteismo fa il passo successivo: la legge è buona e rappresenta Dio.
Cio che viola la legge è male, e rappresenta il demonio.
La seduzione, ovvero il trarre a se delle donne è quindi tentazione, intesa come potere del male, e quindi del diavolo.

TermYnator

« Ultima modifica: 19 Ottobre 2009, 20:29:38 da TermYnator »

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Re: Della seduzione come arte diabolica

« Risposta #4 del: 19 Ottobre 2009, 21:25:28 »

Citato da: Acqua il 19 Ottobre 2009, 19:43:35

Ma... +1 e Best Of!

Bell'approfondimento, anche questo era un tema che non avrei mai intrapreso perchè convinto che "interessi poco".

Colgo l'occasione per chiederti PERCHE' la donna sia collegata alla materia, all'antitesi dello spirito. Deve esserci qualche spiegazione antropologica. L'associazione ha effettivamente attraversato i millenni e i popoli, ma non ho mai avuto il piacere di capire dove si è originata.

Acqua

Grazie mille Acqua!

Ovviamente è giusta e pertinente la risposta di termy; voglio solo puntualizzare un'attimo meglio il binomio da te citato materia/spirito, articolato nel tempo anche come natura vs spirito.

In effetti è vero, storicamente l'uomo si è autorappresentato come detentore del fattore spirito, contrappondosi al fattore materia/natura della donna.
Penso che il motivo base risieda nel corpo, e nella diversa percezione che maschio e femmina hanno della propria corporalità; le femmine, a causa della loro funzione riproduttiva, sono in contatto molto piu' stretto con la propria natura; se non altro, se ne debbono ricordare almeno una volta al mese, causa ciclo mestruale.Il ritmo ciclico della natura le femmine ce l'hanno dentro, non possono evitarlo!

Il rapporto del maschio col suo corpo è molto diverso; il maschio se ne accorge in occasione di stimoli temporanei molto forti, ma discontinui nel tempo; può passare molto tempo, dimentico di fatto di avere un corpo, di essere egli stesso corpo, oltre che intelletto (o spirito, se preferisci). Da questo deriva anche la maggior prudenza della femmina, custode della vita, contro la maggior intrapredenza, molto piu' disposto, anche oggi, a mettere a repentaglio la propria vita.

Cito a proposito Umberto Galimberti.< La donna  ha con la natura un rapporto diverso e più stretto dell’uomo. In affinità con essa, che crea e distrugge , “la donna ha il potere esclusivo di generare così some di spegnere la vita prima della nascita” . Potere di vita e di morte, che il maschio ha cercato di “imitare” riuscendoci solo parzialmente. “Il re, infatti, condanna a morte ma non esegue direttamente la condanna”. Il luogo maschile è la storia, quello femminile il corpo, che gli uomini conoscono e riconoscono solo come fatica o piacere. Per la donna, invece, il corpo è il suo elemento naturale, il suo linguaggio immediato . Corpo che accoglie e accudisce, che si deforma per ospitarne un altro e che la donna capisce, sente, percepisce in ogni pur piccolo gesto>
 
Nella storia esiste un momento, lettarario quanto vuoi, ma altrettanto simbolicamente pregnante, che segna il passaggio da una cultura basata sul sangue (matriarcale) ad un basato sul diritto, quindi culturale; è L'Orestea di Eschilo (http://it.wikipedia.org/wiki/Orestea) nella quale Oreste, per vendicare il padre (Agamennone) uccide Clitennestra, la madre; secondo il diritto antico, questo delitto era inespiabile, ed il reo sarebbe stato perseguitato dalle Erinni (le Furie romane, personificazioni della vendetta) fino alla pazzia ed alla relativa morte.

In sua difesa, però, si fionda l'Apollo iperboreo (garante della potenza, della giustizia e della sovranità di Zeus - padre), il quale, complice anche l'appoggio di Atena (figlia di Zeus e priva di madre, designata giudice del pubblico processo) lo accompagna all'assoluzione e lo investe della dignità e della missione di innalzare l'umanità oltre i vincoli del tellurismo più profondo, della generazione puramente materiale e della giustizia come « motus duplice ed opposto» che, di assassinio in assassinio, di vendetta in vendetta, non si conclude se non con l'estinzione della stirpe.

Come ben dimostra Bachofen nella sua teoria del matriarcato, l'antico diritto tramonta, ed alla sovranità della madre, subentra quella del padre, ai vincoli della materia l'evoluzione spirituale, «alla conformità (nell'uguaglianza universale) alla legge l'individualismo con cui l'elleno vuole creare da sé il proprio mondo di cose»

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Re: Della seduzione come arte diabolica

« Risposta #5 del: 19 Ottobre 2009, 21:29:23 »

+1 e Best Of a Nad84 per il topic e una domanda: parlerai anche di casanova, l' antitesi di don giovanni?

+1 a TermYnator per le riflessioni e una domanda anche a te Smile : nell' ottica del tuo discorso che ruolo assume il femminismo, forse un tentativo da parte delle donne di controllare il sistema?

« Ultima modifica: 19 Ottobre 2009, 21:36:29 da JBGrenouille »

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Re: Della seduzione come arte diabolica

« Risposta #6 del: 19 Ottobre 2009, 22:04:26 »

Citato da: JBGrenouille il 19 Ottobre 2009, 21:29:23

+1 e Best Of a Nad84 per il topic e una domanda: parlerai anche di casanova, l' antitesi di don giovanni?

grazie mille anche a te JB! Non so se parlerò del casanova; non c'avevo pensato in effetti, in ragione del fatto che, volendo essere schematici al massimo, Don Giovanni è un seduttore, Casanova, per quanto faccia mirabolanti conquiste anche lui, è un sedotto; spiega molto bene la cosa, in un libricino penso ormai esaurito, Franco Cuomo nel suo "Elogio del libertino"!
Don Giovanni usa le donne, senza amarle; Casanove ama tutte le donne con cui ha a che fare! Casanova, di ogni donna di cui s'innamora, pensa che sa quella giusta, quella che sposerà e lo renderà completo; Casanova adora il femminile, si prosta ai piedi della donne, che reputa infinitamente superiori a se stesso, e quindi al maschile.
 In un senso vicino a quello di cui parlo nel mio post, Don Giovanni è un campione della ragione e dell'illuminismo, ed è un senza dio; Casanova è, in un certo senso tutto suo, religioso; non cristiano nel senso proprio del termine, ma rispetta ed onora la tradizione; e del Pantheon cristiano, sicuramente adora la figura della vergine Maria!

Si potrebbe dire che entrambi collezionano infinite avventure, e di queste ne raccontano e ne tengono nota.
Ma è l'approccio ad esser diverso: se nessuno rimane fedele alla singola donna, diversa è la motivazione: per casanova amarne solo una, significa far torto a tutte le altre; lui ama tutte le donne;per Don Giovanni, se amarne una vuol dire far torto alle altre, allora non ne amerà nessuna.

"E' tutto amore/Chi a una sola è fedele/verse l'altre è crudele "

canta il Don Giovanni del Da Ponte, con una sensibilità però piu' vicina al Casanova, che all'immagine che abbiamo del Don Giovanni!

Nad84

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Re: Della seduzione come arte diabolica

« Risposta #7 del: 19 Ottobre 2009, 22:44:42 »

Citato da: JBGrenouille il 19 Ottobre 2009, 21:29:23

+1 a TermYnator per le riflessioni e una domanda anche a te Smile : nell' ottica del tuo discorso che ruolo assume il femminismo, forse un tentativo da parte delle donne di controllare il sistema?

Più che altro di ristabilire una parità intellettuale e giuridica, basata sulla ovvia constatazione che sia uomini che donne posseggono un cervello.
Non ci dimentichiamo, il 2 giugno del 46, è stata la prima occasione nella quale le donne italiane hanno votato, e che tale decisione fu considerata una grande conquista.
Il che dice tutto su quale dovesse essere la condizione precedente.
L'aberrazione del femminismo, è che da una parità intellettuale, venga dedotta una dovuta parità numerica 
di ruoli nella società, in mancanza della quale si adottano politiche paragonabili a quella dei dazi doganali nel campo delle importazioni.
Di fatto, ci sono cose nelle quali le donne non eccellono, al pari di cose nelle quali peccano gli uomini.
Per garantire questa parità, si creano standard appositi, il che fa venir meno il criterio di selezione più restrittivo.
Prendi ad esempio le selezioni militari: le donne devono rispondere a standard molto più bassi.
Questo non è ovviamente giusto, e penalizza i maschi oltre che l'intera efficienza sul campo.
Idem in politica: l'ultima volta che sono stato eletto, abbiamo dovuto cercare con il lanternino 4 donne che decidessero di candidarsi, pena la non presentabilità della lista.
E ti assicuro che è stato veramente difficile trovarne 4 su 1600 abitanti.
E' anche vero che le donne rendono meglio in determinati studi: basti vedere il trend di vincita dei concorsi in magistratura, per rendersi conto che vincono più le donne che gli uomini, e che presto saranno in maggioranza.
Che succederà quando gli uomini saranno in minoranza? Si farà una nuova legge sessista per garantire un numero X di posti agli uomini usando standard ridotti, o per cavalleria ce la prenderemo in culo come sempre?
Ma allora, se per essere giudice servono determinati requisiti che rendono gli uomini poco competitivi rispetto alle donne, uno che verrà giudicato da un uomo così selezionato sarà esposto ad un giudizio di qualità inferiore, con un ovvio timore di lesione dei diritti.
La storia che le donne vengono discriminate è sicuramente vera.
Ma se in un ufficio nessuno fa più un caxxo se una tettuta quanto porca segretaria si presenta in minigonna, decolletè vertiginoso e calze a rete, se realmente vogliamo la parità dei diritti e dei doveri rispettiamo pure la natura maschile: per rispetto quel decolletè deve sparire,e  la gonna allungarsi.
Perchè?

Molestie sessuali sul lavoro:
•mostrare, esporre, mettere a disposizione e inviare materiale pornografico (anche per via elettronica);
Quindi se in preda ad arrapamento irrefrenabile, ti guardi youtube porn in ufficio e la porca si avvicina e ti vede, sei denunciabile. La porca che scoscia, pure esponendo materiale pornografico VERO è invece intoccabile.

•osservazioni allusive e «barzellette» sessiste;
Raccontare una barza sulle prostitute, è passibile di denuncia se lo fai in presenza della porca.
Se invece la porca racconta ad una amica una barza sui cazzi piccoli e ti guarda ridendo, non è reato, anche se la barzelletta sei tu.

•approcci e pressioni per ottenere favori di natura sessuale, spesso abbinati alla promessa di vantaggi e/o alla minaccia di svantaggi
"Se ti porto a cena me la dai?", è passibile di denuncia. Se invece la porca ti guarda languida paventando favori sessuali dopo averti arrapato tutto il giorno per ottenere favori di altra natura, non è reato: l'adescamento è stato depenalizzato. Non c'è reciprocità.
E se per caso in questa circostanza ti scappa una palpata, puoi pure finire in galera. (palpeggiamento= violenza sessuale)

Ma il massimo, si ha se pur rimanendo nella tua postazione, non riesci a non guardargli le tette:
e si, perchè si può vedere la propria fedina penale macchiata per "sguardo insistente!":
http://www.repubblica.it/...o-condannato-sguardo.html

Se è parità questa....

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Re: Della seduzione come arte diabolica

« Risposta #8 del: 20 Ottobre 2009, 10:01:07 »

+1 Thumbs Up per nad

+burka alle femene

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per la forza di volontà che ci metti nel superarti sempre©beeblebrox
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Sei una splendida persona, dentro, fuori e ricoperto@Amica
Ottimo osservatore@Termynetor
Si vede che stai diventando forte. Continua così e tra poco ce l' avrai fatta@Shark
mi piaci, uno che dice le cose dirette come stanno, fanculo il politically correct @Kleos
Sfigatto è uno che ci prova incessamente a differenza di moltissimi altri @ SunBeam

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Re: Della seduzione come arte diabolica

« Risposta #9 del: 20 Ottobre 2009, 14:25:27 »

Citato da: TermYnator il 19 Ottobre 2009, 22:44:42

Più che altro di ristabilire una parità intellettuale e giuridica, basata sulla ovvia constatazione che sia uomini che donne posseggono un cervello.
T

Condivido ogni parola! ovvio il +1! Ci sarebbe da spiegare molto su quanto sta succedendo nella società odierna, che, a mio avviso, va verso la discriminzione del maschile! Piu' in là scriverò qualcosa!

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Re: Della seduzione come arte diabolica

« Risposta #10 del: 20 Ottobre 2009, 14:41:44 »

Citato da: nad84 il 20 Ottobre 2009, 14:25:27

Condivido ogni parola! ovvio il +1! Ci sarebbe da spiegare molto su quanto sta succedendo nella società odierna, che, a mio avviso, va verso la discriminzione del maschile! Piu' in là scriverò qualcosa!

Grazie.
Le parziali sicurezze dovute alla scienza, ci stanno portando ad ignorare la natura, distruggendola.
Su queste sicurezze, la società moderna sta idealizzando la concezione di "essere umano", calpestando completamente la nostra natura animale.
Questo è Il Male.
Forse sarò estremo, ma invito chiunque a fare l'esperienza che narro nel report "Alpha":
farsi 20/30 giorni da solo in un'isola deserta per riscoprire cosa siamo veramente.
Non c'è corso, lettura o maestro che possano dare lo stesso risultato: li viene fuori chi sei,
e ne diventi consapevole una volta per tutte.
Se ne avete l'occasione fatelo, se non ce l'avete createvela.
E' l'illuminazione.

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Re: Della seduzione come arte diabolica

« Risposta #11 del: 20 Ottobre 2009, 16:25:03 »

2) La mistica della sincerità

E veniamo quindi al punto piu’ interessante: parlando di seduzione, andiamo inevitabilmente a parlare di amore; di cos’è, di cosa dovrebbe o non dovrebbe essere.

L’atto della seduzione implica il convincere qualcuno a reputarci “amorevoli”, meritevoli d’amore; se renderci tali, è un qualcosa che si può apprendere, e che quindi qualcuno ci può insegnare, può voler dire, in prima istanza, che l’amore che si può provare per qualcuno non sia piu’ un’affinità elettiva, una scelta che, in realtà, rivela quanto di piu’ profondo ed autentico c’è in noi.
C’è un brano esemplare a proposito di Ortega Y Gasset, che prendo dal suo “Scelta in amore”:

“Ci sono situazioni, circostanze vitali in cui, senza rendersene conto, l'essere umano svela gran parte della sua intimità più decisiva, di quello che autenticamente è. Una di queste situazioni è l'amore. Nella scelta dell'amata l'uomo rivela la propria essenza, così come la donna in quella dell'amato. Il tipo di umanità che mostriamo di preferire nell'altro essere delinea il profilo del nostro cuore”.

Se così è, e stiamo dicendo che l’amore svela una parte essenziale di noi stessi, il pensare che si possa indurre in qualcuno amore per la nostra persona, mercè tecniche, metodi, strategie, implica che il suo amore è non autentico, è un inganno, è dovuto al fumo negli occhi che gettiamo grazie alle nostre arti seduttive.

Siamo così di fronte ad un’altro mito della contemporaneità: la mistica della sincerità.

Si sceglie una persona per quello che è, non per l’immagine artefatta che, mediante tecniche, lui è riuscito a farci pervenire.
Per quanto vecchio di 2500 anni, il mito platonico dell’androgino segato in 2 da Zeus a causa della sua Hybris, della sua tracontanza, è ancora vivo e vegeto nella mentalità attuale: molti hanno la pretesa d’affermare che esistono persone destinate in qualche modo l’una all’altra; e che, a prescindere da strategie, tattiche e quant’altro, nel momento dell’incontro, esse si “sapranno riconoscere”; ricosceranno nell’altro la metà mancante della propria “mela originaria”; se pensiamo l’eros in questo modo, come riconquista della nostra parte perduta, è chiaro che non c’è proprio nulla da insegnare; bisogna sol sperare di trovare il nostro complementare.

Chi sostiene questa posizione ha spesso la pretesa d’affermare che, se i due, al momento dell’incontro, non si prendono, non si riconoscono, allora “non era destino”, “non erano fatti per stare insieme”
Convicere qualcuno ad amarci, convincere qualcuno, che non sia in realtà la nostra metà complementare, significa ingannarlo.
Cito qui alcune affermazioni tratti dai commenti (femminili) all’intervista di Termy:

“mai sentito parlare di persone che spontaneamente incrociano uno sguardo, si sentono attratte e poi si trovano naturalmente bene a fare 4 chiacchiere etc etc???.. perchè son così strana se dico che a me un uomo che mi studia, mi analizza, decide cosa mi infastidisce o meno, decide di che argomenti parlare, come assomigliarmi e come essere l'artefice e la guida del nostro incontro non mi piace?? anzi MI IRRITA, perchè non c'è nulla di vero, se non tanta arroganza e tanta "recita".
O ancora:” il concetto che in mezzo a tutti questi paroloni sembri trascurare è molto semplice: l' attrazione è una cosa molto semplice, naturale e SPONTANEA.”

Ed è precisamente questa l’idea che si continua ad avere della seduzione: l’arte dell’inganno. Lo stesso Don Giovanni è il personaggio dell’inganno, del travestimento, delle maschere. Come dice molto bene Umberto Curi :
“Don Giovanni - questo, per esempio sia nella versione di Molière, che soprattutto nella versione di Mozart e Da Ponte - ama travestirsi [...]il modello del seduttore seduce solo a condizione di apparire diverso da come è, seduce soltanto travestendosi e, quindi, come se non fosse sicuro del proprio aspetto per poter essere un seduttore [...]Don Giovanni per indurre Zerlina a compiacere ai suoi desideri, gli deve promettere ciò che poi egli non ha nessuna intenzione di mantenere, cioè promette a Zerlina di sposarla. Anche questo è un travestimento”.

Una cosa che in pochi sono disposti a riconoscere è che tutti ingannano; ed il campo amoroso è il territorio eletto dell’inganno; gli AFC, come volgarmenti definiti nei forum, ingannano non meno dei seduttori. E, soprattutto, le femmine ingannano; il trucco, l’abbigliamento, il fare ritroso, le strategie, non costituiscono forse l’essenza del comportamento femminile?  La loro suprema preoccupazione non è quella di piacere ad ogni costo, curando meticolosamente il loro apparire, al fine di poter accalappiare il tipo che le piace? Non sono educate a fare questo da sempre? Di cosa parlano le riveste femminili se non di questo?

Come ben dice Carmelo Bene nella sua autobiografia:
 “qualunque donna, civettando di un lutto appena accaduto o di Immanuel Kant, estrarrà all’improvviso dalla trousse un po’ d cipria, del rossetto,schiuderà uno specchiettino e comincerà scimmiescamente a pittarsi [...] è il trucco di che consistono; credono di restaurare la facciata, invece sprofondano nel nulla”.
Che dire invece del Lucien de Rubembrè nelle Illusioni perdute, il quale “non poteva immaginare il cambiamento prodotto da una sciarpa al collo, un abito grazioso, una pettinatura elegante nella persona di Louise”, rimanendo del tutto sorpreso di fronte alla metamorfosi della donna, che non a caso gli “appare irriconoscibile”?

A parti rovesciate, quante volte si è visto un ragazzo che, invaghitosi di una ragazza dedita alla lettura, cercasse poi un punto di contatto con questa, improvvisandosi accanito cultore di Turgenev e Puskin? E’ un fatto scandaloso?
Per una certa mentalità, per chi predica la sincerità ad oltranza si; ma mi pare davvero come la cosa piu’ comune del mondo; le persone hanno sempre agito così; e non sarebbe poi un ingannare il cercare magari di smussare i contrasti, lasciando in ombre certe cose, certi dettagli, enfatizzando solo quel che al momento ci è (o ci sembra) piu’ utile allo scopo?
Ma il fatto che sia reputato scandaloso, quasi immorale, mi fa pensare che risulta tale, agli occhi femminili in particolare, in quanto è una loro prerogativa l’agire in questo modo.

Continua...

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Re: Della seduzione come arte diabolica

« Risposta #12 del: 20 Ottobre 2009, 19:28:53 »

Citato da: drJerry il 20 Ottobre 2009, 18:52:47

+1 e Best of di cuore. Ormai è raro collegarsi al forum ed avere la fortuna di potere spendere un pò del proprio tempo su letture così estremamente interessanti.
Aspettando con ansia la terza parte, ti faccio un paio di domande.
1. Hai fatto studi classici o tutta la tua cultura sulla letteratura e filosofia greca è dovuta ad un Hobby?
2. Hai parlato di discriminazione maschile, di femine che ingannano l'uomo attraverso l'uso di artifizi. Se invece è l'uomo che usa queste tattiche viene "perseguitato". Come pensi evolverà questo ciclo nei prossimi anni?

Grazie mille Jerry!

Non ho fatto ( e mi dispiace) studi classici; ho fatto lo scientifico, ed ora sto ultimando la laurea in economia politica; cose piuttosto distanti quindi dagli studi letterari; quindi si, è una passione che coltivo per hobby, anche se il termine hobby mi fa drizzare i capelli in testa! Piu' correttamente direi che studio determinate cose a fini conoscitivi!

Tu mi chiedi come vedo il futuro; beh, fin quando i maschi non riacquisiscono consapevolezza di sè, fin quando non inizieranno a ribellarsi al modello di maschio che viene oggi proposto, soprattutto a livello di mass media (dalle fiction alle pubblicità, il maschio è dipinto come ignorante, tonto, incapace, e succube delle femine; loro invece, sono dipinte come intelligenti, sensibili, capaci; in una parola, superiori ai maschi sotto ogni punto di vista; mi viene in mente l'ultima pubblicità Tim, se non erro, con De Sica e Belen Rodriguez, dove lui è l'idiota piacione, lei la figa, intelligente e miss perfettina), la vedo davvero grigia, se non nera.

Il punto, a mio avviso, è che l'attuale società dei consumi ad esigere non piu' l'uomo, come essere responsabile ed autonomo, ma vuole un bamboccio consumatore.

Siamo la società dei senza padri; stiamo diventando quella dei senza uomini. Il mondo si avvia verso l’unisex; è l’androgino, specie in cui si mischiano tratti del maschile e del femminile, a dominare. Ed è la società dei consumi, maternalistica e matriarcale a volerlo.
Stiamo ormai vivendo in una società fondata sulla soddisfazione istantanea di bisogni materiali, indotti artificialmente, su un concetto ossessivo di sicurezza., e sul prevalere dei diritti rispetto ai doveri, tutti valori assai vicini alla psicologia femminile. La capacità di rinuncia in vista di obbiettivi più alti, la sopportazione delle ferite, il gusto per il rischio e l’imprevidibilità, il concetto di dovere come norma morale interiore (ben diverso dall’osservanza delle leggi per convenienza o paura), caratteristiche maschili e paterne, non solo sono considerate disvalori, ma costituiscono un ostacolo all’oleato funzionamento del meccanismo socioeconomico, e quindi devono essere eliminati con ogni mezzo.
Togliere di mezzo gli uomini: questa è all’ordine del giorno da circa 60 anni; ma era in preparazione da almeno 200.

Mai come oggi il maschio è sotto scacco; e lo dimostra un dato poco noto al grande pubblico, quello dei suicidi maschili: su 4 che si suicidano, dati istat alla mano, 3 sono maschi.

Questi i dati ISTAT ufficiali relativi ai suicidi in Italia aggiornati al 2003 (fra parentesi i dati 2002).

DECESSI PER SUICIDIO E AUTOLESIONE
Maschi: 3.078 (3.145)
Femmine: 997 (924)

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