Seduzione Italiana

Hobbies, cultura ed intrattenimento. => Romanzi di seduzione => Capitoli originali Kurghan's Story I => Discussione aperta da: TermYnator il 27 Ottobre 2010, 01:31:57

Titolo: Kurghan's Story: 9) Il riflesso dell'essere
Inserito da: TermYnator il 27 Ottobre 2010, 01:31:57
La stanza degli specchi
Il posto che il Maestro aveva scelto per la missione, era una stanza piena di specchi deformanti in una giostra. Il maestro fece fare prima un giro a Kurghan da solo, poi, lo accompagnò nello stesso giro. La giostra era un posto pieno di colori e di rumori, e Kurghan era felicissimo. Nonostante il suo incredibile sapere e la forza incredibile che lo contraddistinguevano, Kurghan era infatti solo un bambino di sei anni e mezzo, che nella sua breve vita non aveva mai fatto le cose che fa un bambino: aveva sempre e solo studiato La sua fisicità era molto simile a quella di un nano di un metro di altezza. Kurghan sarebbe comunque cresciuto: prima o poi.
Kurghan era molto divertito dal vedere il maestro deformato dagli specchi, talmente divertito da non vedere più la sua immagine naniforme.

M:"Ti diverti Kurghan?"
K:"Si Maestro, è divertentissimo: non avevo mai visto nulla di simile. HAHAh, guardati: sei diventato basso!"
M:"E' vero, ma noterai che se io divento basso, tu diventi ancor più basso. Lo specchio deforma, ma pur deformati, io sono più alto."

Kurghan si ammutolì, ed ebbe la terza intuizione sull'essere: se l'essere è funzione del rapporto con lo spazio circostante, le qualità dell'essere non sono assolute, ma relative. E fra due soggetti, rimangono le differenze individuali, nonostante il rapporto con lo spazio esterno possa alterare le qualità di entrambi. Ciò lo portò alla quarta intuizione sull'essere: la coscienza del se, se riferita ad uno spazio esterno che non muta, rimane limitata. Un gatto che ha sempre vissuto in mezzo ai cani, non avrà coscienza del suo essere gatto, piuttosto crederà di essere un cane deforme.
Per questo non farà mai nulla per cambiare la sua condizione di inferiorità relativamente ai cani, e non scoprirà mai di essere un animale fantastico finchè non si troverà in mezzo a gatti. Kurghan si incupì sotto il peso di un nuovo pensiero. Il Maestro se ne accorse e gli disse:

M:"Kurghan, a cosa stai pensando?"
K:"Maestro, ma se per scoprire la propria vera natura, un gatto cresciuto in mezzo ai cani deve incontrare un altro gatto: cosa succede se non ne incontra mai uno?
M:"Sebbene l'incontro del simile cosciente, risvegli la coscienza di chi ancora non sa di essere, nessuno ha mai incontrato un simile così eguale da fargli capire chi egli realmente fosse. Di fatto, noi umani scopriamo i pezzi della nostra coscienza in tanti esseri. E più ne conosciamo, più è probabile che nel'arco di una vita, si arrivi a prendere coscienza di chi siamo. Il gatto, potrebbe anche scoprire la sua natura senza mai aver visto un gatto: imparerà a saltare imitando un canguro, a miagolare imitando un bimbo che piange, a muovere la coda osservando una scimmia. Alla fine, egli unirà tutte le sue esperienze, e si sentirà gatto, perchè fare il gatto è la cosa che gli riesce meglio. Ma essendo stato lui, ad inventare il gatto, egli penserà di essere l'unico gatto. Così, gli uomini, si sentono unici ed inimitabili perchè in qualche modo ogni uomo ha inventato se stesso. Il problema degli uomini, e che talvolta sono gatti e si inventano di essere cani. Ciò, li porta a desiderare ciò che non gli corrisponde, ed essere infelici.

Kurghan capì quindi la relazione fra essere e sapere: più è grande il sapere, per aver vissuto il maggior numero di ambienti e di riferimenti possibile, più è grande la coscienza dell'essere, e più è facile scoprire la propria vera natura. Il percorso era tracciato.
 
Segue...
Titolo: Re: Kurghan's Story: 9) Il riflesso dell'essere
Inserito da: Expeausition il 27 Ottobre 2010, 01:43:30
Citazione di: TermYnator il 27 Ottobre 2010, 01:31:57
M:"Kurghan, a cosa stai pensando?"
K:"Maestro, ma se per scoprire la propria vera natura, un gatto cresciuto in mezzo ai cani deve incontrare un altro gatto: cosa succede se non ne incontra mai uno?
M:"Sebbene l'incontro del simile cosciente, risvegli la coscienza di chi ancora non sa di essere, nessuno ha mai incontrato un simile così eguale da fargli capire chi egli realmente fosse. Di fatto, noi umani scopriamo i pezzi della nostra coscienza in tanti esseri. E più ne conosciamo, più è probabile che nel'arco di una vita, si arrivi a prendere coscienza di chi siamo. Il gatto, potrebbe anche scoprire la sua natura senza mai aver visto un gatto: imparerà a saltare imitando un canguro, a miagolare imitando un bimbo che piange, a muovere la coda osservando una scimmia. Alla fine, egli unirà tutte le sue esperienze, e si sentirà gatto. Ma essendo stato lui, ad inventare il gatto, egli penserà di essere l'unico gatto. Così, gli uomini, si sentono unici ed inimitabili perchè in qualche modo ogni uomo ha inventato se stesso. Il problema degli uomini, e che talvolta sono gatti e si inventano di essere cani. Ciò, li porta a desiderare ciò che non gli corrisponde, ed essere infelici.

"Non sono dove sono il giocattolo del mio pensiero; penso a quel che sono dove non penso di pensare"


J.Lacan

...

Kurghan's Story ha dei frammenti decisamente interessanti.
E il fatto che tu, in quanto autore, non voglia fornire "intepretazioni autentiche",non fa altro che arricchire ulteriormente questa breve opera.
Titolo: Re: Kurghan's Story: 9) Il riflesso dell'essere
Inserito da: AlterEgo il 27 Ottobre 2010, 10:41:59
attendo il seguito...
Titolo: Re: Kurghan's Story: 9) Il riflesso dell'essere
Inserito da: Micione il 27 Ottobre 2010, 11:12:38
Citazione di: Expeausition il 27 Ottobre 2010, 01:43:30

"Non sono dove sono il giocattolo del mio pensiero; penso a quel che sono dove non penso di pensare"


J.Lacan

...

Kurghan's Story ha dei frammenti decisamente interessanti.
E il fatto che tu, in quanto autore, non voglia fornire "intepretazioni autentiche",non fa altro che arricchire ulteriormente questa breve opera.
lasciamo fuori Lacan e la psicanalisi grazie, che è già complicato da capire, questo pezzo.
Titolo: Re: Kurghan's Story: 9) Il riflesso dell'essere
Inserito da: -Nova- il 28 Ottobre 2010, 00:10:22
Citazione di: TermYnator il 27 Ottobre 2010, 01:31:57
Di fatto, noi umani scopriamo i pezzi della nostra coscienza in tanti esseri. E più ne conosciamo, più è probabile che nel'arco di una vita, si arrivi a prendere coscienza di chi siamo. Il gatto, potrebbe anche scoprire la sua natura senza mai aver visto un gatto: imparerà a saltare imitando un canguro, a miagolare imitando un bimbo che piange, a muovere la coda osservando una scimmia.
vero assai...

e paradossalmente, è da quando ho smesso definitivamente di cercare modelli esterni -anche negli automatismi più involontari-, che mi capita di acquisire naturalmente, qua e là, pezzetti di qualità che mi piacciono in altri..
Titolo: Re: Kurghan's Story: 9) Il riflesso dell'essere
Inserito da: TermYnator il 28 Ottobre 2010, 02:13:47
Citazione di: Nova99 il 28 Ottobre 2010, 00:10:22
vero assai...
e paradossalmente, è da quando ho smesso definitivamente di cercare modelli esterni -anche negli automatismi più involontari-, che mi capita di acquisire naturalmente, qua e là, pezzetti di qualità che mi piacciono in altri..

"Ogni uomo è il maestro di se stesso"

Primo seminario, primo precetto da imparare a memoria...  ;)