In tre parole:
la causa della crisi economica è la globalizzazione.
La tecnica, l'arte e la capacità sono stati esportati nel terzo mondo da pionieri imprenditori, che hanno fatto fare i loro prodotti in luoghi dove la manodopera costa zero, non ci sono vincoli legali alla produzione (Es: norme di sicurezza nelle aziende), non ci sono sindacati ecc...
In un primo tempo questo ha portato giovamento soltanto ad alcune grandi aziende, non influendo nell'economia di massa occidentale, che tale rimaneva, essendo scalfita solo in minima parte da una piccola fetta di prodotti realizzati "non liberalmente" (dove con liberalmente s'intende secondo il principio del liberalismo).
In un secondo tempo però, l'azione colonialistica di pochi è diventato il must per gli altri. Ovvero tutti si sono spostati fuori dai confini europei per produrre. Da qui tre conseguenze gravi: la creazione di mercati paralleli a quelli europei, che producono a costi irrisori fregandosene dei diritti umani e vendono i loro prodotti in occidente creando una concorrenza sleale che pian piano ha indebolito e distrutto la piccola-media imprenditoria, che non può competere con il prodotto della multinazionale, perchè il suo prodotto costa 5 volte tanto, dovendo pagare i salari occidentali, dovendo pagare le tasse occidentali e dovendo investire continuamente sulla sicurezza delle proprie aziende per rispondere ad una legislatura sempre più invadente e pretenziosa.
Due: la fuoriuscita di capitali dal circolo economico occidentale verso i paesi dove si produce. (investimenti, tangenti, salari, infrastrutture). Un conto è pagare un dipendente in Italia che spende il suo stipendio in italia ed acquista scarpe, vestiti, cibo italiano ed europeo. Un conto è darli ad un indiano. Un conto è creare nuove infrastrutture in Italia, nuove aziende, nuovi investimenti, che vengono realizzati da ditte italiane dando lavoro agli italiani. Un conto è costruire frabbriche in Brasile, in Cina, in Taiwan.
Tre: le popolazioni del terzo mondo sono state investite di tecnica e capacità, dovendo svolgere un lavoro che prima si faceva in occidente. Pian piano qualche piccolo politico del luogo, con le prime tangenti ricevute dalla Nike, ha capito come si fanno le scarpe e ha deciso di iniziare a creare un economia locale, svincolata dagli occidentali. Se aggiungiamo anche la globalizzazione della comunicazione, il risultato è che tanti prodotti non sono solo più appannaggio degli occidentali, ma possono essere fatti anche nel terzo mondo.
Tutto questo mentre nell'occidente i sindacati protestano al fine di abbassare l'orario di lavoro a 35 ore settimanali, i politici mangiano con le tasse dell'impresa privata, i giovani non lavorano ma sprecano i loro anni nelle università, facendo in modo che l'occidente perda la forza lavoro della fascia di popolazione tra i 20 e i 30 anni, che non è più una risorsa su cui puntare, la risorsa dell'ambizione, della voglia di fare, di lavorare, di cambiare, il motore propulsore di un economia, ma anzi, diventa un costo sociale, perchè dentro le università vanno mantenuti.
Infine dei bei signori in giacca e cravatta, molto furbi, si sono illusi di poter comprare e vendere denaro, rivendendo debiti su debiti e spacciandoli per titoli. Eh già.. però poi il giochino finisce quando l'economia reale che sta alla base crolla, e quando i soldi "virtuali" diventano 3 volte i soldi reali. Ovvero giocano a comprare e vendere soldi che non ci sono. E per giunta ce ne sono sempre meno.
L'europa si era illusa di fare l'alta finanza facendo lavorare gli altri.
Bella cazzata.
In conclusione, il terzo mondo ci sta facendo le scarpe. Fino ad ieri mangiava una ciotola di riso e stava zitto, oggi invece lavorano come noi e più di noi, impiegano la loro gioventù per dare spinta al loro lavoro, sono ambiziosi, e non hanno vincoli etici e quindi legali alla produzione. Oggi hanno tutti il motorino, e vogliono la macchina.
Il centro del mondo, il centro del lavoro non è più l'occidente. Il centro si sta spostando in quei paesi che prima non contavano un cazzo.
Se gli italiani perdono il lavoro come può non esserci la crisi?
Guardate la fiat. Fabbrica italiana automobili torino? Ma dove??? Ci sono due stabilimenti in Italia e li chiuderanno tutti e due.
E adesso i sindacati protestano perchè non c'è più lavoro.......
Dovrebbero essere contenti i comunisti solidali pacifisti buonisti che dicevano che tutti si deve stare bene.
Ecco: adesso si assiste ad una ripartizione della ricchezza nel mondo più equilibrata e quindi più equa.
Eppure quando i soldi non bastano più per arrivare alla fine del mese e le loro vacanzuccie sono compromesse sbraitano più di prima....
Ciao Kant, ho riletto da poco le tue riflessioni e continuo un pò a documentarmi sulla crisi. La tua analisi e di una lucidità e sinteticità impressionante.
Altro che crisi economica mondiale, si tratta di una crisi economica del mondo occidentale, cioè di quei paesi facenti parte del nord del mondo, laddove i paesi, che eufemisticamente venivano chiamati in via di sviluppo, cioè del sud del mondo, iniziano a svilupparsi veramente e a prendere lentamente il nostro posto.
Dopo secoli di miseria, sinceramente, mi sembra anche giunto il momento.
Complimenti.