Da un paio di mesi a questa parte, rifletto sul comportamento di certa parte degli
uomini: quelli che sono contro qualcosa.
Se io non riesco ad avere, non devi avere neanche tu
Questo è il precetto di base di chi è contro qualcosa. Concetto legittimato capziosamente tramite il concetto di eguaglianza, usato quando conviene nella demagogia dei contro. La cosa sintomatica è però che nessun contro rinuncia ai suoi privilegi naturali per tenere fede al proprio credo: altrimenti, la maggior parte degli "intellettuali" dovrebbe farsi lobotomizzare per allinearsi ai minus habens, mentre chi ha una casa dovrebbe ospitare qualche povero senzatetto. Il contro, di fatto, si ritiene un illuminato insensibile alle manipolazioni che operano sulle masse. La cosa singolare, è che di fatto, questi illuminati sostengono le tesi di maggioranza.
Il che, porta a pensare che l'illuminazione sia un fenomeno di massa, oppure che gli illuminati siano coloro che i contro individuano come i portatori del pensiero di massa.
La realtà, è che il contro non ha le palle per affrontare i propri limiti, ma non accetta che qualcuno li abbia superati: il contro è quindi una persona che non riesce a superare uno scalino della crescita, perchè davanti a se vede qualcuno che ha realizzato ciò che lui non riesce a realizzare. Per questo, lo odia, prova astio ingiustificato, ed è disposto a peggiorare le proprie condizioni pur di non veder più questo nemico del suo ego.
Le tappe del crescere
Gli esseri umani di sesso maschile, appena possono stare sulle gambe, cominciano subito a competere fra loro. Spesso in modo estremamente violento. Basti a tal uopo, osservare due bambinetti di poco più di un anno che si contendono un giocattolo. Tempo zero, se uno dei due non recede dall'intento di tenere il giocattolo per se, si vedrà il giocattolo trasformarsi in un'arma, con la quale il più forte tenterà di colpire il capo del più debole.
L'intento è uccidere l'avversario, eliminandolo.
Il bimbo non ha imparato questa prassi da modelli: ce l'ha nel DNA, in barba alle cazzate degli strizzapiselli buonisti, dei quali fanno parte anche coloro che misero in libertà un mostro come Izzo. Il bimbo, che diventerà adulto, piano piano seguirà la linea evolutiva dell'uomo, e sostituirà la violenza rettiliana con prassi più sottili: i suoi confronti scivoleranno gradualmente sul piano intellettuale. Alcuni maschi poco dotati dal punto di vista dello scontro fisico, perfezionano la cultura proprio per poter rivaleggiare su questo piano.
Le guerre fra maschi, diventano quindi un reframe continuo, il tentativo di usare il credito sugli altri per discreditare l'antagonista, e la demagogia; che dell'ultimo assunto è l'espressione codificata.
Il contro adulto, fa uso abbondante di demagogia. Ed altrettanto demagogicamente, punta il dito sugli antagonisti sostenendo che sono vittime di demagogia. Ma perchè il contro fa tutto questo?
Come scritto, il contro tenta di abbattere delle figure che nella sua psiche sono ostacoli alla sua crescita. Lotta contro dei simboli dei quali vorrebbe in realtà avere il potere. Lotta contro proiezioni del proprio padre, del quale non riesce a prendere il posto. Il contro è quindi una figura incompleta, correttamente educata a competere per ottenere il comando del branco, che non riesce in questo compito.
Il suo modo di combattere è quindi il tentare di sottrarre potere ai capi, ponendosi in una posizione antagonista, usando concetti facilmente comprensibili per demonizzare la figura da abbattere onde ottenere consenso.
Il confronto non avviene sul campo oggettivo quindi, ma sul campo soggettivo: perchè è l'ego del contro che deve essere fatto emergere, non le sue effettive abilità o le tesi che sostiene.
La logica dei contro
I contro non riescono ad accettare una logica maschile: darebbero ragione al padre, che è un antagonista da sovvertire. Sposano quindi la logica feminile del sospetto. Per questo loro edipismo manifesto, nonostante si definiscano spesso hiperrazionali, tendono a spiegare sempre tutto con la logica del complotto e del sotterfugio. La ricerca del sotterfugio assomiglia molto alla ricerca di prove dei tribunali dell'inquisizione: il contro arriva a leggere fra le righe estrapolando frasi che ricombinate ad hoc, creano assunti inesistenti, surreali. I contro hanno bisogno di capri espiatori sui quali proiettare la figura paterna, onde potergli addossare tutti i ,ali del mondo e potersi così creare una identità antagonista. Nella ricerca di fonti, i contro adoperano un criterio di scelta unilaterale. Il contro, infatti, non usa il criterio dell'analisi e del confronto nel valutare una fonte: si ferma alla prima che conferma la sua tesi. La logica feminile si manifesta anche nel credere che se molte persone condividono un concetto, a prescindere da come ne siano venute a conoscenza, tale concetto debba econtenere una verità. Così le ipotesi suffragate dalla massa dei contro diventano pian piano reali. Il modo migliore per dare supporto alla logica dei contro, è quindi creare canali molteplici che veicolino tutti la stessa affermazione. Il secondo contraddittorio principio dei contro, è "vox populi, vox dei".
I contro mentono a se stessi
Nel momento in cui un ragionamento cessa di essere puro, ma viene strumentalizzato, è implicità la capziosità dello stesso. Il che significa che si sta tentando di manipolare l'opinione altrui per fini personali, sapendo di farlo. Il contro, non vede questo peccato ideologico come tale, ma lo inquadra nella logica calcistica: l'importante è vincere. Quindi simulare un fallo, se porta ad un rigore, è cosa buona e giusta: tanto lo fanno tutti. IL male viene valutato in modo poco oggettivo: se è il capro espiatorio a mentire, viene invocata la mancanza di morale dello stesso. Le proprie menzogne, vengono invece giustificate secondo il concetto del male minore.
Come capire se si è un contro
Date le premesse, se anche un contro si rendesse conto di essere tale, difficilmente ammetterà mai di aver sbagliato: terrà duro per puntiglio.Ma nel caso qualche lettore di questo post si rendesse conto di essere un contro, è gia sulla via della guarigione.
Per smettere di essere contro, la prima cosa è ammettere a se stessi di perseguire degli scopi che non rispondono al criterio di reciprocità: non fare ad altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso.
La seconda cosa da fare, è la revisione dei propri assiomi fideistici, trovando delle dimostrazioni degli stessi, che siano il più possibile inerenti a fatti concreti e dimostrati. In questo processo, ci si deve sforzare di essere obiettivi, e di mettere da parte il proprio risentimento.
Il terzo passo, è fare outing, sapendo di affrontare una situazione nella quale la propria credibilità verrà messa a dura prova.
Conclusioni
Il percorso del maschio, passa per la logica. E la logica non ammette sentimenti fuorvianti. Se volete quindi essere maschi, comportatevi da maschi... 
« Ultima modifica: 05 Giugno 2011, 02:41:45 da TermYnator »
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