Discorso interessante, ma per me spinoso.
Si viene educati al fatto che l'uomo è cavaliere, la donna è debole e va aiutata, il senso del sacrificio ecc. ecc. e adesso mi si rivolta la frittata, sono confuso.
Il mostrarsi non interessati è quello che avete già lungamente spiegato e dibattuto, come l'essere "non bisognosi", il concetto sarà diverso ma siamo molto vicini suppongo, quindi ok.
Il seguito è per me un campo minato, essere zerbino, o semplicemente sfruttati inconsapevolmente....
Consentimi di separarmi da quel "voi" che ha lungamente dibattuto spiegando come non essere bisognosi:
io sostengo cose molto precise, che vado ad elencare.
L'essere bisognoso
L'essere bisognoso è una condizione interiore che decreta un comportamento preciso.
Pedanza, insistenza, eccessiva presenza ed opprimenti attenzioni, rivelano l'essere bisognoso. Ma non sono comportamenti che vengono attuati razionalmente, quanto comportamenti che vengono attuati perchè se ne sente la necessità. Per non essere bisognosi, occorre avere la coscienza dei propri bisogni, e di come soddisfarli.
Se sei bisognoso, rimarrai bisognoso finchè non capisci quello che vuoi e come ottenerlo, non cambiando atteggiamenti.
L'essere cavaliere
L'essere cavaliere, non parte dalla condizione tipica del bisognoso, di dimostrarsi utile per ricevere consenso. L'essere cavaliere è una condizione di pienezza nella quale si sente il potere di dare una mano.
POsso agire cavallerescamente sia aprendoti lo sportello della mia macchina, sia lasciandoti a piedi.
Dipende solo da cosa reputo utile per aiutarti.
La differenza fra un cavaliere ed un bisognoso, è la mancanza di aspettative del secondo, che non agisce per ricevere riconoscimento, ma agisce in base ad un suo criterio, senza timore di conseguenze.
Il mostrarsi "poco interessati"
Nella mia filosofia, il mostrarsi poco interessati non esiste, ed è una condizione da bisognoso che non vuole apparire tale. Io non mostro interesse sessuale all'inizio di una interazione per evitare che vengano innalzati muri antimarpione, ed abbia così il tempo di spiegare il mio armamentario marpionico.
Ma dopo, faccio quello che sento di fare, sia esso il mostrare estremo interesse, sia il mostrare disinteresse se provo disinteresse. IN sintesi, sono libero dalla schiavitù del sentirmi giudizicato:
schiavitù che è ciò che rende bisognoso il bisognoso.
Detto cio, è evidente che nella mia folosofia ci sia una costante di base, che è la fermezza.
Qualità che nasce dalla conoscenza dei propri bisogni, e del prezzo che si può pagare per soddisfarli.
Non avendo la mia dignità un prezzo, se una donna lede la mia dignità, molto cavallerescamente la mando affaculo. Con fermezza.
Penso che trovarsi al suo posto, in maniera diversa, sia possibile per tutti, allora chiedo: come capire se si sta diventando zerbini, o se si sta avendo un contatto umano alla pari dell'amicizia tra maschi con una persona di sesso femminile, dato che secondo me, non è poi così facile ne scontato.
Ho letto il post del "termy guru", ma penso che occorrerebbe una spiegazione più mirata a quello in grassetto, problema secondo me più comune di quanto si può pensare, nei rapporti interpersonali con le donne.
Le premesse sono di per se una spiegazione. Nello specifico, se una donna cerca di risparmiarsi fatiche che prima di conoscerti faceva, e che dopo la tua conoscenza tenta di scaricare su di te, molto probabilmente sta cercando di inzerbinarti.
Quindi, valuta se dette fatiche meritano di essere eseguite, o piuttosto sia il caso di continuare a lasciarle fare a lei.
Esempio:
Io, se esco con una donna, la vado a prendere, la riaccompagno, e finchè non è entrata in casa aspetto sotto al portone. Non lo faccio per zerbinismo, ma lo faccio perchè così sono tranquillo e so che non gli succede nulla.
Se una donna mi dice "vienimi a prendere", quindi, ci vado, e ci sarei andato comunque.
Se invito una a cena, pago il conto prima che arrivi al tavolo. E considero una tremenda mancanza di educazione invitare una donna a cena, e pretendere che paghi la sua parte.
Quindi, se una donna mi dice "andiamo a cena" ed io ci vado, pago, perchè avrei pagato comunque.
Ma se vado in disco con una tipa, e quella mi dice "ho sete", gli dico "vai": non mi metto in fila alla cassa per pagargli la consumazione, e considero un senzapalle chiunque lo faccia.
Farlo è zerbinismo.
Se esco con una tipa in "amicizia sospetta" e quella fa la scema con un altro, aspetto 2,7 secondi poi mi metto a rimorchiare. E chi si comporta diversamente, è uno zerbino.
Penso di essere stato piuttosto chiaro 
T
« Ultima modifica: 30 Aprile 2010, 01:45:38 da TermYnator »
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