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Autore Topic:

Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

(Letto 16948 volte)

Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

« del: 02 Febbraio 2011, 15:07:06 »

Eravamo rimasti alla scelta di uno o più gruppi sociali nei quali ci si sente più a proprio agio e formati da persone con una certa affinità oggettiva a noi stessi.
Prima di passare al dominio dell’ambiente, occorre però una lunga fase di integrazione; è in questa fase che ho spesso notato errori grossolani che pregiudicano qualsiasi possibilità futura. Il più grosso errore è quello di avere fretta di essere accettati; questa ansia si concretizza in molti modi, come ad esempio:

    * Eccesso di presenzialismo ai ritrovi
    * Simpatia ed estroversione in eccesso verso quasi sconosciuti in un esagerato tentativo di compiacere
    * Troppa fretta di copiare le simbologie del gruppo (modo di vestire, modo di parlare ecc..)
    * Ignorare le gerarchie di potere pre-esistenti

Occorre tenere a mente due punti importanti:

    * In qualsiasi contesto, specialmente agli inizi, occorre più dare che ricevere
    * Il nostro ingresso deve essere graduale

Con “dare” non intendo ovviamente correre come un matto a fare lo zerbino di turno, ma cercare di rispondere soprattutto ai bisogni inespressi del gruppo; in tal modo non si pestano i piedi di nessuno e si riescono ad aprire dei nuovi spazi inesplorati di cui diventare leader.
Posso portare un esempio personale. Dove abito adesso sono entrato in contatto con un gruppetto di metallari nel quale mi sarebbe piaciuto entrare (per andare ai concerti, per essere invitato alle feste private, per potermi fare una birra in allegria…); i problemi erano svariati, a partire dal fatto che non parlo la loro lingua madre per terminare con una comprensibile “chiusura di partenza” che contraddistingue sia la latitudine geografica che il tipo di sottocultura.
Ho iniziato quindi a farmi vedere di tanto in tanto nei loro locali e ad andare ai vari concerti delle band locali durante i quali, per hobby personale, ho iniziato a fare foto semi-professionali e a mandagliele per email. La cosa è stata molto apprezzata, e grazie anche all’amicizia che si era pian piano venuta a creare con uno di loro che parla anche un ottimo italiano, ora sono conosciuto come uno dei fotografi ufficiali degli eventi della zona. Questo cosa significa? Significa conoscere gli organizzatori, non pagare l’ingresso, poter andare sul palco e tante piccole cose che sono estremamente visibili agli altri.
In sostanza dominare l’ambiente non significa considerarlo una piramide dalla quale scalzare l’occupante della cima, ma trovare/crearsi un proprio spazio di dominio che venga riconosciuto utile e accettato dagli altri. Poi nulla vieta di espandere questo spazio in modo da farlo diventare maggioritario rispetto agli altri, ma nel momento in cui gli altri leader si accorgeranno della mossa, generalmente sarà troppo tardi per loro reagire efficacemente.
Notate che finora non ho parlato né di bellezza fisica (totalmente irrilevante), né di donne (troppo presto).
Ma cosa implica il dominio sull’ambiente? Sostanzialmente una conoscenza sempre maggiore delle sue dinamiche e delle sue vicende, un’accettazione sempre maggiore da parte degli altri suoi componenti… insomma in generale una percezione generalizzata di voi stessi molto più positiva.
Tale accettazione/controllo forma la base per le mosse successive; infatti è proprio in questo momento che si può cominciare ad osare e rischiare per emergere dal mucchio.
Si è parlato tantissimo di Peacocking in passato, e anche per questo aspetto in misura quasi religiosa con forti divisioni di vedute. La realtà della mia esperienza è molto semplice: se sei una figura ben integrata nell’ambiente e generalmente apprezzata, gli slanci di estrosità pagano molto. Se invece si è percepiti come già ai margini del gruppo, il tentare di differenziarsi dagli altri genera esattamente l’effetto opposto (=derisione, isolamento ecc…)
Questa lezione l’ho imparata in modo abbastanza naturale. Perché –mi chiedevo- se io indossavo una giacca della marina inglese dell’800 venivo fermato in continuazione da ragazze che volevano conoscermi, mentre un altro mio amico –con abbigliamento simile- veniva reputato un pagliaccio? La risposta era che a quel genere di abbigliamento io ci ero arrivato gradualmente in mesi e per tentativi ed ero conosciuto nell’ambiente, mentre lui tentava solo di copiare spinto dal desiderio di avere gli stessi risultati. Anche restando a me, lo stesso abbigliamento ma in contesti in cui non ero conosciuto/apprezzato non sortiva alcun risultato.
Un altro punto forte è che raggiunto questo stato si possono cominciare ad introdurre ragazze nuove nel “nostro” contesto; secondo me è importante farlo PRIMA di iniziare a considerare le insiders come target. La differenza è enorme, provate a pensare agli amici che invitate alle vostre feste che si presentano a mani vuote e iniziano a bere e mangiare, e paragonateli a quelli che invece arrivano con due-tre bottiglie (idealmente piu’ di quanto berranno in seguito).
Se ci pensate bene, ognuno di noi conosce un mare di colleghe, compagne di studio in biblioteca, amiche di amiche… se non c’è mai stata una scintilla di attrazione tale da giustificare un appuntamento, potete sempre invitarle nel vostro dominio (per un concerto, un servizio fotografico, una festa…). Io faccio sempre così, e tendo a presentarmi nei primi tempi ogni volta con un’amica diversa; attenzione solo che facendo così avrete tutti gli occhi puntati addosso. Mentre in generale i maschi grossolanamente penseranno che ve le state scopando tutte, le ragazze sono molto più abili a valutare dall’atteggiamento delle vostre accompagnatrici se queste sono li per scroccare un drink e assillarti con i loro problemi di fidanzamento, oppure se sono interessate anche minimamente…

Ma questo è l’ambito della terza puntata, che riguarda il principio di preselezione.

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Re: Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

« Risposta #1 del: 02 Febbraio 2011, 15:43:05 »

robba ottima...
per me stiamo già ai livelli di bestoffe  Afro Thumbs Up

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Re: Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

« Risposta #2 del: 03 Febbraio 2011, 11:26:02 »

1) C'è un concetto che proprio non riesco a farmi andare giù... supponiamo che

"io non trombo, sono e mi sento oggettivamente brutto però sto benissimo nello storico gruppo sociale in cui sono "nato" e cresciuto, in cui ci sono i mitici amici SOF di una vita ed in cui mi ammazzo dalle risate ogni santo momento... però sono e rimango comunque il più NERD, sfigatello, pecora nera, ultima ruota del carro della "cumpa" ed a me sta bene perché è sempre stato così, non mi da fastidio, in fondo sono i miei amici nel bene o nel male."

tu stai affermando che se voglio trombare (o aumentare le mie possibilità di...) devo necessariamente abbandonare il mio gruppo sociale e cercarne uno in cui sono tutti come me ma paradossalmente riesco a sembrare l'AMOG  ?

(domanda che sembra retorica ma non lo vuole essere)

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Con “dare” non intendo ovviamente correre come un matto a fare lo zerbino di turno, ma cercare di rispondere soprattutto ai bisogni inespressi del gruppo; in tal modo non si pestano i piedi di nessuno e si riescono ad aprire dei nuovi spazi inesplorati di cui diventare leader.
...
In sostanza dominare l’ambiente non significa considerarlo una piramide dalla quale scalzare l’occupante della cima, ma trovare/crearsi un proprio spazio di dominio che venga riconosciuto utile e accettato dagli altri. Poi nulla vieta di espandere questo spazio in modo da farlo diventare maggioritario rispetto agli altri, ma nel momento in cui gli altri leader si accorgeranno della mossa, generalmente sarà troppo tardi per loro reagire efficacemente.

Concetto molto... molto interessante, mi piace questo pezzo, fossi in te lo avrei evidenziato perché è senz'altro un argomento davvero poco masticato in questa community e tu lo hai introdotto in maniera sublime a mio parere.

2) Ti domando... e se il nuovo gruppo è talmente chiuso e selettivo (perché per natura quella tipologia di sottocultura -la tua- è così) da lasciarti comunque entrare ma facendoti immediatamente capire quale sia il tuo posto e riprendendoti "a prescindere" ogni volta che anche solo velatamente tenti di emergere rispetto agli altri... magari con una nuova proposta o con una buona idea che però siccome è TUA e non dell'AMOG diventa immediatamente merda allo stato puro... che fai ? cambi gruppo ? tenti comunque di sfondare ? cambi tattica ?

3) Una volta ascoltavo l'intervista in TV di un ex galeotto che raccontava di come il suo primo giorno di prigione si azzuffò di proposito con un altro carcerato più grosso di lui al solo scopo di mostrare immediatamente che non avesse paura di nulla, quindi mettendo in chiaro il suo posto prevenendo l'intervento eventuali AMOG.
Avevo già sentito una cosa simile, credo nel film "Quei bravi ragazzi"...
Tii chiedo, secondo te, se entrando in un gruppo sociale percepisci che c'è scontento e dissapori tra i membri e "l'AMOG in carica", quale sarebbe il miglior modo di sfruttare questa situazione  a proprio favore?
Schierandosi con l'AMOG, puntando sul suo ritorno in cattedra e quindi iniziando la tua "scalata" sicuramente da un gradino più alto ?
Provando a fare "il capo dell'opposizione" e di conseguenza salire al governo alla caduta dell'AMOG ?
O magari rimanere nell'ombra ed accontentandoti di un posto in seconda fila ma sicuramente non da ultima ruota del carro ? ...diciamo "uno del popolo".

Citazione

bellezza fisica (totalmente irrilevante)

niente... a me gli estremismi proprio mi causano orticaria... ma faccio finta di non aver letto  Smile

Citazione

Ma questo è l’ambito della terza puntata, che riguarda il principio di preselezione.

Mi sto appassionando alla collana... quando fai il cofanetto dimmelo che mi prenoto  Exclamation

Questa seconda parte mi è piaciuta anche più della prima, hai parlato di cose su cui non solo non ho un parere preciso e chiaro in merito ma credo di aver appreso anche qualcosa di utile... quindi grazie  Wink

A.

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...ovviamente IMHO


=> Se ti sei sentito infastidito da questa mia risposta,
se pensi che io sia presuntuoso,
saccente o più semplicemente un rompicoglioni...
invece di guaire sterili offese da BETA,
mandami un PM e dai un senso alla tua protesta !!!
 Ci conto !!! Smile <=

Maschio Alpha

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Re: Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

« Risposta #3 del: 03 Febbraio 2011, 16:20:11 »

Per me tutta la trilogia merita il Best Of  Cheesy (come quella di Lord of the Rings  Exclamation )

Comunque se posso rispondere a un punto di Maschio Alpha

Citato da: Maschio Alpha il 03 Febbraio 2011, 11:26:02

1) C'è un concetto che proprio non riesco a farmi andare giù... supponiamo che

"io non trombo, sono e mi sento oggettivamente brutto però sto benissimo nello storico gruppo sociale in cui sono "nato" e cresciuto, in cui ci sono i mitici amici SOF di una vita ed in cui mi ammazzo dalle risate ogni santo momento... però sono e rimango comunque il più NERD, sfigatello, pecora nera, ultima ruota del carro della "cumpa" ed a me sta bene perché è sempre stato così, non mi da fastidio, in fondo sono i miei amici nel bene o nel male."

tu stai affermando che se voglio trombare (o aumentare le mie possibilità di...) devo necessariamente abbandonare il mio gruppo sociale e cercarne uno in cui sono tutti come me ma paradossalmente riesco a sembrare l'AMOG  ?

Si, devi cambiare gruppo!

Nei gruppi storici certi ruoli sono ormai fissati, quindi se sei il maschio beta (o gamma o delta) tale probabilmente rimarrai, anche cambiando le qualità fondamentali. (vd anche la discussione qui http://seduzioneitaliana....uction/msg84393/#msg84393 ).

Ho notato questa cosa durante il periodo all'estero in cui, bene o male, mi ero ritagliato una nicchia seguendo più o meno le mosse descritte da ^X^. Non ero diventato di colpo un AMOG, semplicemente ho giocato meglio le mie carte (leggi->qualità fondamentali) in un gruppo di gente che non mi conosceva riuscendo a ottenere un ruolo migliore.

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Re: Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

« Risposta #4 del: 04 Febbraio 2011, 20:05:33 »

Grazie a tutti per l'apprezzamento e i commenti, ai quali risponderò al piu' presto.
Devo purtroppo prendermi una pausa di qualche giorno, perchè ho fatto un intervento poco piacevole ad uno dei due occhi e devo stare a riposo, oltre che avere il morale sotto terra  Sad

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Re: Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

« Risposta #5 del: 04 Febbraio 2011, 20:52:10 »

Citato da: ^X^ il 04 Febbraio 2011, 20:05:33

Grazie a tutti per l'apprezzamento e i commenti, ai quali risponderò al piu' presto.
Devo purtroppo prendermi una pausa di qualche giorno, perchè ho fatto un intervento poco piacevole ad uno dei due occhi e devo stare a riposo, oltre che avere il morale sotto terra  Sad

Riprenditi presto!
Ah, anche per me è da best of!

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Re: Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

« Risposta #6 del: 06 Febbraio 2011, 15:42:33 »

^X^: +1 mi è piaciuto molto!  Afro

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Re: Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

« Risposta #7 del: 13 Febbraio 2011, 17:48:22 »

Le compagnie... gruppi sociali generalmente chiusi, nei quali entrare è difficile, soprattutto quando hai e dimostri un valore sociale più alto della media, o non rispondi a certi canoni di alcuni componenti (spesso femine).

La fase uno, ho imparato che devi prima prendere le misure, cioè capire quanti sono dove e come si muovono e con quali interessi, cosa molto semplice se li vedi spesso, perchè vuol dire che avete giri simili, cioè interessi, locali, tendenze, ecc. ecc.
La fase due, consiste nel capire le gerarchie, non importa sapere chi è in fondo, conta capire quali sono i vertici, occorre capire chi sono a tirare le file del grosso.
Cerco di spiegarmi, tutti i capi hanno ascendente su una parte del gruppo, due persone al massimo tre hanno voce per il grosso, diciamo il 70% della compa, il resto non lo dovete considerare, sono gregari di basso livello.
Cerca di capire quale di questi ti sia più congeniale ed entra in amicizia con lui, ma al di fuori della compagnia, in questo modo, sei già in fase tre, ti trovi a essere in vantaggio perchè nessuno cerca di amogarti, quindi puoi giocare il tuo gioco, con le tue reali possibilità, senza farti problemi ad essere ciò che sei.
Arrivi ad essere in fase quattro, quando un giorno gli dici: "oh, dove andate stasera?" e lui ti invita ad andare con loro, meglio ancora se ti invita senza che tu lo chiedi, quello è il top.
Entri nella compa e lo fai in punta di piedi, i primi tempi, cerca di conoscere gli elementi, quali sono i gregari e quali sono i capi, soprattutto non metterti MAI contro nessuno, a meno che non sia uno che sta in culo un po a tutti, di solito il boys o la girl di un membro storico della compa, che è accettato solo perchè "deve esserci".
Non mettere mai i piedi in testa a nessuno, dai qualche apprezzamentopalese ad alcune idee del capo, se ti sembrano buone, mantieni l'amicia con chi ti ha fatto entrare in compagnia ma amplia il tuo volume di amicizia interno, senza dimenticare che c'è sempre una lotta intestina per il potere e per il numero di maschi a fare da codazzo..
Io nel gruppo dove sto cercando di entrare, sto facendo così, ed infatti, non ho particolari problemi, c'è uno del gruppo di ballo che viene con moglie e figlia, saluti calorosissimi a lòui, rispettosi a lei, tranquilli alla figlia che non mi digerisce, infatti lei è sempre li che corre dietro ai fighetti.
Ottimi rapporti con il "leader storico ed anima" della compa, con il quale intrattengo sempre scanbio sociale, tipo sigaretta in compagnia o brindisi al bancone, per continuo sugellamento di un rapporto sereno ed amichevole.
Non tratto male ma nemmeno bene, una che sarebbe anche simpatica se se la tirasse di meno, l'ho messa in difficoltà davanti a due suoi pseudo spasimenti, facendo un favore al mio amico storico del gruppo, perchè la stessa rischiava di incrinare i rapporti per i suoi giochetti, in pratica vuole che tutti i maschietti siano in gara tra loro, zerbini totali ai suoi piedi...
Purtroppo la stada è lunghetta...

@ maschio alpha:

Il gruppo dove sei un nerd, ti considererà un nerd a vita, prima lo lasci meglio è, anche perchè ogni tuo tentativo di salire verrà deriso per tenerti "al tuo posto", cioè in fondo alla scala sociale.
Ci sono passato due o tre volte, sono riuscito ad emergere e migliorarmi solo tagliando i ponti con certa gente, dai retta, non c'è altro modo.

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Re: Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

« Risposta #8 del: 13 Febbraio 2011, 18:10:30 »

apparentemente non c'entra un cazzo, ma invece, in un'altro tread ho trovato quaesta cosa che mi pare interessante, ecco perchè la riporto con dei CUT e, se permettete, la commento pure.

Citato da: Jason N. Dohring il 11 Febbraio 2011, 16:26:49

CUT
 puoi essere bello o brutto l'importante e' quanto sei bravo in tutte le altre variabili...se non credi a qualcosa del genere CUT vai in palestra, fatti una lampada e quando sarai un 9 e vedrai che se gli fai vedere gli addominali non ti cadono ai piedi come pensavi torna e studia tutte le altre variabili

tono di voce         a risentirmi, sembro paperino Cry
espressivita'         boh, dicono che sono un maniaco, altre assassino, altre tossico
BL                       non lo so... a volte mi sento io stesso a disagio
convinzioni           specificare, intendi pensieri limitanti?
dialettica             me la cavo abbastanza bene
risposta pronta    ci sto dentro per bene
conoscenza dinamiche sociali  cioè?
preselezione        se è tipo ricliclaggio separato, me la cavo bene
social proof         beh, potrebbe andarmi peggio
vita eccitante       nulla di che, sono operativo in Afghanistan...
stare bene con se stessi ci sto dentro ben stretto
essere calmo rilassato e tranquillo in ogni occasione  qui vado molto bene, più merda c'è, più sono tranquillo
e tutto il resto che fa' brodo (esempio: conoscere un'arte marziale) karate dal '90 ti basta?

quindi se io sono brutto ma vado in giro con 2 donne da 8
o sono bello e vado in giro da solo
vengo ammirato di piu' da uomini e donne se sto' con le donne e molto meno se sono da solo Cheesy
ci ho fatto caso, anche se sono solo amiche, danno punti come poche cose al mondo....
quindi se sono brutto ma ho una vita super eccitante e tutti ne vogliono far parte o se sono bello e mi faccio le seghe a casa dalla noia vengo scopato di piu' se ho una vita super eccitante e tutti ne vogliono far parte che se sono a casa ad annoiarmi
JAS.

Questo è interessante, perchè dà uno spaccato di cosa fare, con termini diversi ma come il termy, alpha, "X" shark ed altri, in modo abbastanza pratico.
Io sto maturando e mutando delle idee e delle convinzioni in me, demolendo pezzo a pezzo quelle limitanti, non è facile, perchè invecchiando induriscono e si autoalimentano, creando ulteriori idee e supporto, come creature che si sostengono l'un l'altra, quindi devi abbatterle tutte assieme, non una alla volta.
Si è difficle, ma si può fare, senza scordarti che se sei brutto, hai un biglietto da visita pessimo, quindi non lamentarti dei pali che prendi, perchè saranno i tuoi compagni di vita.

« Ultima modifica: 13 Febbraio 2011, 18:14:38 da sfigatto »

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Re: Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

« Risposta #9 del: 20 Febbraio 2011, 14:03:48 »

Ciao M.A., scusa se ti rispondo dopo due settimane ma sono stato e sono parecchio nei casini.

Citato da: Maschio Alpha il 03 Febbraio 2011, 11:26:02

1) C'è un concetto che proprio non riesco a farmi andare giù... supponiamo che

"io non trombo, sono e mi sento oggettivamente brutto però sto benissimo nello storico gruppo sociale in cui sono "nato" e cresciuto, in cui ci sono i mitici amici SOF di una vita ed in cui mi ammazzo dalle risate ogni santo momento... però sono e rimango comunque il più NERD, sfigatello, pecora nera, ultima ruota del carro della "cumpa" ed a me sta bene perché è sempre stato così, non mi da fastidio, in fondo sono i miei amici nel bene o nel male."

tu stai affermando che se voglio trombare (o aumentare le mie possibilità di...) devo necessariamente abbandonare il mio gruppo sociale e cercarne uno in cui sono tutti come me ma paradossalmente riesco a sembrare l'AMOG  ?

Quello che scrivi è un'estremizzazione, e a te non piacciono le estremizzazioni! Purtroppo, come ho già scritto piu' volte, se si parte da una situazione di disadattamento sociale non c'è forum di seduzione che tenga.
Quindi se si è lo sfigato massimo di un gruppo di sfigati, c'è poco da fare qui.
Pero' io vedo spessissimo persone normali che tentano di inserirsi in gruppi cosiddetti "cool" senza averne le caratteristiche minime per essere accettati, e finendo quindi per essere gli sfigati del gruppo figo. Sono certo che anche tu hai in mente vari esempi... quello che intendo è che meglio essere i fighi di un gruppo normale.

Citato da: Maschio Alpha il 03 Febbraio 2011, 11:26:02

2) Ti domando... e se il nuovo gruppo è talmente chiuso e selettivo (perché per natura quella tipologia di sottocultura -la tua- è così) da lasciarti comunque entrare ma facendoti immediatamente capire quale sia il tuo posto e riprendendoti "a prescindere" ogni volta che anche solo velatamente tenti di emergere rispetto agli altri... magari con una nuova proposta o con una buona idea che però siccome è TUA e non dell'AMOG diventa immediatamente merda allo stato puro... che fai ? cambi gruppo ? tenti comunque di sfondare ? cambi tattica ?

Non mi è mai successo, o forse io non me ne accorgo nemmeno e tiro diritto...

Citato da: Maschio Alpha il 03 Febbraio 2011, 11:26:02

Tii chiedo, secondo te, se entrando in un gruppo sociale percepisci che c'è scontento e dissapori tra i membri e "l'AMOG in carica", quale sarebbe il miglior modo di sfruttare questa situazione  a proprio favore?
Schierandosi con l'AMOG, puntando sul suo ritorno in cattedra e quindi iniziando la tua "scalata" sicuramente da un gradino più alto ?
Provando a fare "il capo dell'opposizione" e di conseguenza salire al governo alla caduta dell'AMOG ?
O magari rimanere nell'ombra ed accontentandoti di un posto in seconda fila ma sicuramente non da ultima ruota del carro ? ...diciamo "uno del popolo".

Anche qui non saprei cosa dirti, in generale non credo che esista una tecnica valida che sia svincolata dal contesto. Certo è che finchè non sono sicurissimo di aver capito le dinamiche (che spesso sono molto piu' complicate di quello che appare) evito di schierarmi; tendenzialmente i gruppi con dissapori si separano quasi subito (qui da me c'è una faida tra due DJ metal, per fare un esempio, che ha portato alla scissione delle serate in un già microscopico gruppo).
Ti ricordo che la mia "scalata" avviene in spazi lasciati liberi da altri, o inventati da me, cosa che genera zero o poca competizione.

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Re: Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

« Risposta #10 del: 01 Febbraio 2017, 13:18:24 »

utile lo era e lo rimane..

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Re: Quindi che fare se si è brutti? (parte 2)

« Risposta #11 del: Oggi alle 01:51:38 »

A occhio mi sembra un po' lunga e farraginosa la faccenda. Il rimorchio è uno sport individuale, e se un uomo è brutto in palestra già può farsi col duro lavoro un bel fisico.
Poi va benissimo sviluppare le proprie doti artistiche e metterle a disposizione dei gruppi, ma se non sviluppi prima quelle psichiche è impossibile, anche perché se hai a che fare con sconsociute fuori dal contesto non hai il tempo di costruire quanto hai scritto...
Mi sbaglierò ma secondo me va bene giusto per chi ha paura di muoversi in solitaria e fare nuove conoscenze. Che già saperlo fare non è sinonimo di rimorchio , ahimè...

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