Questo post è la versione integrale di un report che feci su un altro forum un paio d'anni fa.
Lo posto in modo da fornire un esempio pratico che renda comprensibili le teorizzazioni delle
varie fasi della seduzione che posterò.
E' lunghissimo, quindi prendetevi un po' di tempo...
Recatomi al mare, ho iniziato la consueta prassi che compio ogni volta che mi reco in un posto
dove ho deciso di passare qualche giorno: l'avvistamento.
Per far questo, percorro un tratto di spiaggia ad orari fissi, oltre che frequentare sempre gli
stessi posti.
In questa prima fase, mi guardo bene dal cercare di attaccare discorso, mi limito ad osservare
se ci sono presenze costanti, e nel caso avvisti qualcosa, cerco di osservarla a distanza per
capire con chi avrò a che fare.
Considero fondamentale l'evitare di farsi notare prima di aver determinato la strategia con la
quale attaccare: lasciare che una donna si faccia una impressione di me senza che io possa
pilotare le sue impressioni, è uno svantaggio enorme.
Non c'era un gran che in quel momento, tranne una HB7 facente parte di un piccolo set misto,
composto da 5/6 persone.
Essendo gia 2 giorni che mi ustionavo i piedi, tormentato da continui alzabandiera mattutini,
ho deciso di colpire l'HB7.
La ragazza era una mora, ben tornita, sui 25: il mio tipo.
Per prima cosa, ho osservato il set.
L'alpha del gruppo, un maschio dal bel fisico (e si, perchè ci sono anche alpha femine nei
set...) sulla trentina, aveva particolare confidenza con hb7, tanto che in principio ho pensato
fosse l'uomo.
I gregari dell'alpha, non sembravano interessati ad HB7, cosa che in principio mi sembrò una
conferma del fatto che stesse insieme all'alpha.
Poi ho notato che l'Alpha,faceva battute su una femina distante, e sembrava quasi chiedere le
impressioni di HB7 sulla sconosciuta.
Ne ho dedotto che probabilmente avevano avuto una storia, ma attualmente non stavano più
insieme.
Oltre a questo, ho cercato di capire, dal modo di vestire, dalla mimica, e da cosa portassero
in spiaggia, sia lo status sociale della Hb, sia quello delle persone che aveva scelto come
gruppo per andare in vacanza.
Ritengo questo tipo di osservazione fondamentale per evitare di "strafare" o di apparire
"sboroni", con argomenti o proposte di luoghi che potrebbero non risultare graditi.
La ragazza era evidentemente tranquilla, senza grossi problemi.
Dalla sinergia con l'alpha, era probabilmente una Femina Realizzata nel Montone, che aveva
chiuso la storia tramutandola in amicizia.
Sicuramente apprezzava i piaceri della vita:
un cadavere di ceres alle 5 del pomeriggio vicino all'asciugamani ne era l'evidente
dimostrazione.
Di evidenti ideali politici legati al post '68, classe media, vestiva pratico più che bello.
Al passaggio del figaccione di turno, ho notato che ridacchiava con l'amica, ammiccando al
fisico del tipo, segno che aveva una certa predisposizione per i "fusti".
L'ora delle sue apparizioni in spiaggia, e la facies da assonnata, tradivano il fatto che le
piaceva fare tardi, quindi, per conoscerla bastava capire dove andasse la sera evitando
l'approccio diurno: finchè il metabolismo non è "a palla", anche il Picasso del rimorchio
rischia di apparire uno scassapalle indesiderato.
Era altrettanto evidente, che era aperta a nuovi contatti, essendo il gruppo privo di elementi
per i quali dimostrasse interesse sessuale.
Finita questa fase di apprendimento, ho elaborato le cose da fare e quelle da evitare.
Evitare di dar l'idea che consideravo importante la ricchezza in tutte le sue forme materiali.
Dare quindi importanza a tutte le forme di ricchezza che non si basano sul denaro,
come l'arte ed il sociale.
Rispolverare il frasario fasbinderiano - "omo un po' perso", tutto buttato sulle sensazioni
della vita e sul metafisico.
Creare curiosità tramite il contrasto fra l'impatto fisico ed un argomentare profondo.
Vista la grande differenza di età (ne avevo gia 41, anche se non li dimostro), un ulteriore
problema era rappresentato dalla probabile reticenza ad essere abbordata da una persona in una
diversa fase della vita, che per luoghi comuni tende a fregarti.
Era necessario quindi, che in qualche modo, apparissi ai suoi occhi diverso dal classico
marpione quarantenne.
Qui termina la fase osservativa, in questo caso lunga, visto che volevo riprendermi ed essere
in perfetta forma prima di agire.
L'idea che volevo si facesse di me, era quella di un bell'uomo, estremamente pieno di se, ma
completamente stupido: il classico pavone, magari anche un po gay.
Un soggetto da prendere in giro, ma che piace far vedere ti sia attorno a farti la corte.
In pratica, un soggetto che non rappresenta alcun pericolo e che si pensa di padroneggiare a
piacimento sculettando, per annullare la paura del "quarantenne marpione".
Finita l'elaborazione strategica, e creato il personaggio, sono passato all'azione.
Per ben due giorni le sono passato davanti un paio di volte al giorno, curando ogni passo per
farle notare la possenza fisica, ma badando bene di sembrare il più scemo possibile.
Notato che mi aveva osservato, e che mi fissava nei miei passeggi, mi sono guardato bene dal
rispondere allo sguardo, fingendo di non accorgermi di nulla.
Questo perchè ritengo sostanzialmente sbagliato lasciare alla preda qualsiasi potere
decisionale nello stabilire il contatto: le da modo di valutarti e di costruirsi delle difese.
Ho fatto finta di nulla, ma avevo gia in tasca la mia prima sicurezza: non ero più uno
"sconosciuto", sicuramente si era fatta una idea di me, ed in qualche modo si era posta degli
interrogativi su che strana bestia fossi.
Il contatto è avvenuto verso la mezzanotte del secondo giorno di "passeggiate".
Avevo saputo (a questo servono gli amici) che si fermava per qualche ora al bar del campeggio
dopo cena. Ovviamente ho accuratamente evitato di metterci piede prima di entrare in azione.
Non sapevo esattamente come aprirla, ma mi fido molto dello studio che faccio dell'ambiente.
Ho quindi usato uno stratagemma classico, che sfrutta l'effetto sorpresa per disorientare la
preda e piazzare due parole per incuriosirla.
Ho aspettato che entrasse nel bar, ed appena ho capito che stava per uscire, sono entrato in
modo da trovarci entrambe nella porta bloccandoci a vicenda.
Entrando, ho abbassato la testa, fingendo distrazione nell'entrare. Questo ha fatto si, che non
appena ho visto i suoi piedi bloccarsi, io abbia alzato la testa per far sembrare completamente
casuale l'evento.
Faccia a faccia, l'ho guardata per qualche istante tenendo con la coda dell'occhio il resto del
corpo.
Per aprire il discorso, avevo bisogno di farle il più a lungo possibile credere che stessi
cercando nella mia mente qualcosa, ma dovevo anche bloccarla con una risposta prima che
tentasse di aggirarmi come un birillo per uscire dal bar.
Dovevo quindi intercettare quei piccoli movimenti che precedono un movimento più ampio (andare
via) per evitare che scappasse prima che fossi riuscito nel mio intento.
Ho sfruttato spesso questo meccanismo: se si pone una persona in una situazione paradossale
come quella di trovarsi bloccata da una persona apparentemente "assente" ma conscia del fatto
di bloccarti, questa si chiederà la natura del comportamento.
Questa muta richiesta di "spiegazioni" la porta ad accettare positivamente una "risposta" che è
il primo scambio dialettico.
Ho arretrato la testa, come fanno i presbiti per focalizzare meglio, ed allargando le narici
l'ho guardata fissa negli occhi.
T: "Ma tu sei..."
Hb7:"Eh?"
Prima che la fine di quel temporaneo stupore potesse riportarla a pensare, bruscamente, come se
mi risvegliassi da una trance, mi sono fatto da parte allargando le braccia e riabbassando la
testa come per farle strada dicendole:
"Scusa, ti stò impedendo di uscire".
Questo ha prolungato l'attimo di stupore, e l'ha portata ad uscire in direzione della mia mano,
che era tesa verso un tavolino nel gesto di farle strada.
E' uscita lentamente, con la sua birretta tenuta a braccia piegate all'altezza del plesso
solare, guardandomi interrogata.
Qui finisce la fase del primo contatto: la preda è incuriosita, si è fatta un'idea di te sulla
quale puoi giocare con i contrasti, e piena di tarli, ed è disposta a risolverli ascoltando
quello che dici.
Il gesto di farla passare mettendomi da parte serviva ad eliminare eventuali residui di timore
dovuto al mio fisico: un uomo che non mostra di essere minaccioso è accettato molto più
facilmente da una donna.
A quel punto, il primo passo era già realizzato: incuriosita, era predisposta a ricevere i
primi imput verbali, quello che voi definite "fluff-talking".
Ma anche qui, in ogni frase c'è un tarlo. Dall'accento era evidentemente fiorentina, quindi ho
buttato li una frase che riunisse le cose che secondo me le piacevano con un elemento personale
sicuramente vero.
T:"Tu non hai fatto quel vernissage a Firenze il mese scorso?"
Hb7:"Sono di Firenze, ma non ho mai fatto un vernissage..." ha risposto lentamente e sorridendo.
Hb7:"Sei di firenze? Dall'accento non si direbbe."
Qui ho iniziato un piccolo dialogo sul perchè ero stato a Firenze, che ho prontamente
interrotto dicendo:"sediamoci, così bevo una birra anch'io" e ci siamo seduti.
Notare che non ho chiesto se voleva sedersi con me, ma ho compiuto il gesto con naturalezza.
Questo è il primo contatto, gestito unicamente sulla curiosità. Non c'è attrazione!
Una volta seduti, ho recitato un clichet. Prendendo spunto da dettagli presenti nella sala, le
ho raccontato dei piccoli aneddoti relativi alla mia vita, aneddoti divertenti nei quali
apparivo impacciato ed in situazioni spesso paradossali, evitando in qualsiasi modo (compresa
una mimica un po' effeminata) di apparire "Macho". Ha cominciato a ridere e divertirsi, non
sentendosi minimamente minacciata. La scelta degli aneddoti è caduta su cose divertenti, ma
orientate all'arte o al mondo del culturale in modo da stupirla con una verve dialettica che
non si sarebbe aspettata dal pavone idiota, inoffensivo e un po finocchio che le avevo fatto
pensare di essere.
Questo perchè volevo che mi rivelasse questa contraddizione. Cosa che ha
fatto puntualmente con un bel "Sai, pensavo tu fossi completamente diverso da quello che vedo".
Qui, avendola completamente riassata e "estratta" dal contesto che ci circondava, ho creato il
"Territorio Virtuale".
Ho quindi cominciato a parlare di me, argomento che conosco perfettamente, stupendola con altri
episodi relativi alla mia vita, in parte fasulli. Ma a quel punto, completamente confusa dal
constatare che l'essere che aveva davanti era la dimostrazione della falsità di tutte le idee
che si era fatta, avrei potuto dirle qualsiasi cosa e ci avrebbe creduto.
In questa fase, le donne perdono i loro riferimenti e non riescono più a catalogarvi in modo
netto nella loro scala dei valori. Si sentono a loro agio con voi, le fate stare bene,
sopperite alle loro necessità di sicurezza, perchè non pensano che siate li per mero sesso.
E la fase di "Riprogrammazione dei valori", nella quale la donna, che è in uno stato di totale
dipendenza, comincia a chiedersi se le piacete, se siete il Montone (il maschio ideale).
In questa fase, la donna è praticamente gia sedotta, ma non necessariamente è pronta al
contatto fisico. Questo perchè in realtà pure provando "trasporto" non necessariamente prova
attrazione. Si viaggia sul confine fra friendly zone e qualcosa di più.
Volevo comunque qualche conferma, ed ho attuato un vecchio cerimoniale che osservo da una
ventina d'anni.
(http://groups.google.it/g...ismo/msg/7e3faaee1ab685ff )
(http://groups.google.it/g...ismo/msg/e69e829e3da2de89)
ho espresso apprezzamento per un suo anello. Lei mi ha teso la mano, che con delicatezza ho
preso e lentamente rigirato, come se volessi leggergliela, (senza il banalissimo atto di
chiedergliela) seguendo le linee in modo sensuale. Lei ha chiesto se fossi in grado di
leggergli la mano. Le ho risposto che non lo facevo più da quando diagnosticai un cancro al
seno ad una ragazza ( cheppoi, e pure vero...) per creare pathos.
Breve incupimento della tipa che non ha però ritratto la mano. Ho finto espressione rammaricata
e triste per suscitare un primo trasporto emotivo a mio vantaggio.
Il primo contatto fisico era avvenuto senza problemi, ma avevo bisogno di una ulteriore
conferma del fatto che fosse "riprogrammata", ma meno pilotata.
A quel punto le guardo interessato un piede, senza proferire parola.
Divertita da quell'insolito atteggiamento, mi chiede perchè le guardo un piede.
Le spiego che dal tipo di piede si possono rivelare cose molto più interessanti rispetto a
quelle che si vedono in una mano.
Prima che potesse commentare in alcun modo la mia affermazione, ho allungato una gamba a 20
centimetri dal suo piede, e mostrando il mio, le ho detto: "che piede piccolo che hai, quanto
porti?"
Questo è un test principe per capire se la topa è disponibile al contatto.
Ha attaccato il suo piede al mio, dicendo che numero aveva.
A questo punto ero sicuro di essere il suo Montone, ma occorreva generare abbastanza attrazione
da farmi desiderare sessualmente.
Bastava solo portarla in un posto che conciliasse un prosieguo... degno, visto che se l'avessi
fatto al bar, si sarebbe sicuramente bloccata.
Ricominciando a parlare, le ho fatto notare che in spiaggia stavano suonando i Jambe (Tamburi
africani ndr), manifestando contemporaneamente quanto fosse vuoto il bar a quell'ora.
Ha quindi dato qualche cenno di irrequietezza: fino ad allora avevo condotto io con entusiasmo,
vedendomi annoiato, ha recepito la cosa come una perdita d'interesse.
In pratica ho spezzato il trend della serata per farle desiderare che riprendesse: le fasi
consentite da un bar erano ormai esaurite, e necessitavo di uno sforzo da parte sua per
portarla da un'altra parte. Questo è quello che definisco creare una fase di rivoluzione, ovvero
allentare completamente la pressione psicologica dovuta alla riprogrammazione dei valori.
Manifestando di nuovo una botta d'entusiasmo, le ho detto:"Senti che musica... Prendo due
birre, due asciugamani e andiamo a sentire i senegalesi che suonano in spiaggia, ti va?"
Ha accettato...
In questo modo ho risolto la pressione psicologica che la teneva in bilico,proponendomi come
alternativa per sfuggire alla pressione stessa. E la fase di rivoluzione.
Il resto è pura routine.
In spiaggia, ho fatto crescere il climax, con il mare di sottofondo ho abbassato il tono,
aumentando i bassi. Vengono recepiti non solo con le orecchie, ma anche con la pelle. poi le ho
fatto un massaggino per non farle sentire freddo, ma senza chiederlo, spontaneamente e sempre
parlandole di luoghi ed eventi "strani" legati alla mia persona.
trovo fondamentale in questo tipo di approccio, il non calcare l'evento con una domanda, che
potrebbe generare rifiuto. Se si è certi di provocare sensazioni piacevoli, anche una iniziale
repressa reticenza sparisce in un attimo.
Ho iniziato a concentrarmi per sentire quel "fremito" emotivo che so essere il colpo di grazia.
Poi l'ho baciata. Lungamente, era cotta, e non c'era più bisogno di tatticismi.
La cosa è andata avanti, finchè, varcando il limite dei suoi jeans con una mano, non mi ha
bloccato.
"Che succede, le ho chiesto dolcemente".
"Sai, è la prima sera che ci conosciamo, ci conosciamo troppo poco, non vorrei andare oltre un
certo limite, ed in questi casi metto il freno a mano".
Tradotto in un linguaggio comprensibile ai maschi, significa "te la darei a bestia, ma farmi
suonare la prima sera ti potrebbe farti pensare che sono una troia".
Ma se sei il Montone, questa frase assume un'altra valenza: "se te la do subito, altrettanto velocemente scappi:
quindi non te la do, e tu rimani con me."
Servivano quindi segnali che la tranquillizzassero sulla mia "costante presenza", e sulla mia
affidabilità.
Staccandomi,le ho detto molto dolcemente carezzandole il viso, che non l'avevo costretta a
venire in spiaggia, che non era minimamente obbligata a far nulla di cui non avesse voglia, e
che in qualsiasi momento era libera di andarsene, non per questo me la sarei presa.
In pratica, un'altra fase di rivoluzione.
Fatto sta che abbiamo continuato.
Per smuovere il blocco e spingerla a fidarsi di più, mi serviva un imput dall'esterno. Input
fornito da una coppietta che passò in spiaggia. Mi fermai bruscamente, alzando la testa con
fare guardingomentre rapidamente le richiudo la camicetta e la stringo a me, quasi a
nasconderla. Lei, allarmata, mi chiede "che succede?".
"nulla, mi sembravano due ragazzi che venissero verso di noi".
Questo ha fatto si che mi sentisse protettivo e si fidasse di più.
Dopo un po' visto che detesto gli effetti abrasivi della sabbia sul mio Igor, e che la
situazione rischiava di concludersi con del petting pesante causa ambiente inadatto, ho
cominciato a tremolare per finta.
Quando ha chiesto "tremi?" , ho confessato di avere freddo, e le ho
detto:
T : "che ne pensi se ci spostiamo in un luogo meno esposto, caldo e con una abbondante riserva di
biscotti al cioccolato?"
Hb7 :"Tipo?"
T :"la mia strepitosa casba in questo luogo, la mia tenda".
Ha ritirato fuori la storia del freno a mano, che eravamo andati gia troppo oltre quello che
lei si aspetta dalla prima sera etc etc.
Sono stato più determinato, anche in virtù del mio nuovo punto guadagnato:
"In tenda staremo solo più caldi, e ti prometto che se mi rendo conto di fare qualsiasi cosa ti
sia sgradita, mi fermerò prima ancora che tu me lo chieda. Penso tu abbia capito che non sono
una persona disposta a farti del male, cosa che farei se non rispettassi la tua volontà."
Gli è piaciuto, e siamo andati in tenda.
Se avessi ricominciato il petting, sarei andato in bianco, si aspettava che lo facessi. In
realtà, venire in tenda era una specie di Test per mettere alla prova la mia determinazione nel
rispettare l'impegno di non trombarla. Seee....
Quindi ho usato un ulteriore diversivo per creare una ulteriore fase di rivoluzione:
Le ho detto " ora ti mostro un segreto".
Così, con naturalezza, ho tirato via il lenzuolino che copriva la mia tastiera (me la porto sempre dietro
in ferie) appoggiata su una valigia e le ho fatto sentire un pezzo stra-romantico in cuffia.
Notare che con una sola cuffia, bisognava stare guancia a guancia.
il ritorno al petting è stato veloce, ma stavolta senza vestiti,
e con il completo contatto di pelle, non ha tirato fuori "il freno a mano".
TermYnator
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