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Problemi sessuali: il mio racconto

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Problemi sessuali: il mio racconto

« del: 04 Marzo 2012, 22:44:03 »

Ultimamente ho letto vari post di ragazzi con problemi sessuali; non ne guadagno nulla, e non c'è un vero motivo per cui pubblico questa cosa; ma risultasse di aiuto anche solo ad una persona, riterrò utile aver scritto questo post; se vi annoia, se non ve ne frega nulla, semplicemente skippatelo senza remore

Problemi sessuali

Andiamo con ordine: la prima volta che feci sesso con una donna avevo circa 20 anni; lei era molto più grande di me, e fu una cosa che si consumò nel breve volgere d'una nottata; la cosa bizzarra fu che in quel caso il problema che ora passerò a descrivere non si manifestò, ed in effetti non ho mai capito bene il perchè; il problema emerse in tutta la sua flagranza quando mi fidanzai la prima volta, circa un annetto più tardi; strettamente parlando si trattava di frenulo breve, che portava ad una fimosi, per fortuna non serrata: in sostanza avevo difficoltà nella scopertura del glande (mi si scappellava con grosse difficoltà). Quando provavo la penetrazione mi facevo male, e insomma non potevo procedere; facendomi male ovviamente perdevo l'erezione.

Una volta mi successe una cosa assurda: dopo vari tentativi, ero cmq rimasto a glande scoperto per vario tempo; ebbene scoprii che più tempo mi rimaneva scoperto, più mi faceva male; infatti mi si iniziava a gonfiare; stetti un giorno con il pene scoperto, e mi si gonfiava sempre più,e non sapevo che minchia fare per riportarlo alla situazione di normalità; più si gonfiava, più era difficile ricoprirlo; dovetti andare in ospedale, e li me lo rimisero apposto (il tipo, tanto per farmi stare sereno LOL disse che se passavo un altro giorno così rischiavo pure di perderlo...non ho mai capito se dicesse sul serio o meno)

fatto sta, andai da un andrologo a vedere che minchia potessi fare; il tipo da cui andai (scoprii solo dopo essere un imbecille) mi disse che secondo lui non avevo nessun problema, e sarebbe bastata l'applicazione di una banale crema emolliente, e andava tutto apposto da sè; cosa falsa, non ci facevo una sega con la crema che mi diede: infatti mi faceva male uguale; solo che andai nel panico, i miei genitori, stante che non dicevo più nulla in merito, pensarono che era ora tutto ok (caxxo l'aveva detto pure il medico che era ok...), ed in tutto ciò stavo con la tizia cui sopra, e di fatto non potevo scoparla; facevamo tutto il contorno certo, ma non ci pensavo neppure a tentare la penetrazione; lei che iniziò anche ad accusarmi, neanche troppo velatamente, di essere io a non volerlo fare, di avere problemi solo psicologici, dato che il sesso orale ad es non mi causava alcun problema; cmq sia, ero troppo impanicato, spaventatissimo, ed appena lei mi si metteva sopra perdevo all'istante l'erezione, e quindi di fatto non potevo neanche tentarla la cosa

In tutto ciò stavo malissimo: non ne volevo assolutamente parlare, e non parlandone la cosa si ingigantiva, era un mostro che mi covava dentro. Io mi sentivo in colpa nei suoi confronti, e allo stesso tempo la odiavo, e non tolleravo alcun riferimento alla cosa; una relazione che poteva tranquillamente andare avanti, si rovinò per questo motivo; era diventata insostenibile, per me in primo luogo, ma anche per lei credo; e dopo varie volte che provai a lasciarla, e su sua insistenza tornavamo assieme, alla fine l'ultima volta capi che non si poteva andare avanti così, e la cosa finì

Finita la cosa, dovevo porre cmq un rimedio alla mia condizione, che era invalidante; ma stavo talmente fuori di testa, oltre al fatto di vergognarmi un sacco, che per un po' pensai di rimanere in quel modo, e rinunciare per sempre ad ogni attività sessuale...alla fine trovai il coraggio di parlarne con mio padre, andammo da un altro medico e fissammo l'intervento; altro calvario: i mesi prima di farmi l'intervento, totalmente terrorizzato dall'idea di questo intervento (contribuì il racconto di un tipo che conoscevo che si era fatto quello stesso intervento verso i 15 anni, e che era svenuto sul lettino operatorio al contatto col bisturi, al che dovettero operarlo con anestesia totale)

Alla fine l'intervento fu di una banalità estrema, me lo anestetizzarono manco con un'ago come temevo, ma con una crema, e non sentii proprio nulla; 10 minuti e puff

L'impotenza come male mentale

Cmq sia, la cosa non andò subito a posto; ero segnato psicologicamente, e per un po' mi tenni lontano dalle femmine; non ero convinto che le cose fossero davvero risolte, avevo dei dubbi sulla mia funzionalità; ebbi delle microrelazioni con delle tipe, ma che troncavo prima di arrivare al vero atto che mi aveva in passato creato così tanti problemi; in sostanza non mi fidavo delle tipe, di fronte alle quali non volevo espormi alla possibilità di uno scacco. In questo periodo mi persi una ragazza che mi piaceva davvero molto, e a cui pure piacevo molto (era pure fidanzata in quel periodo, ma questa è un'altra cosa); mi ritrovai una sera a casa sua, bacio, pomiciata, casa libera e tutto quanto, ma al momento di quagliare mi prese il panico, e me ne andai adducendo perlopiù  false motivazioni (tra cui il fatto che fossi stato un bravo cristo a non voler rovinare la sua relazione...lol) Non avevo la forza di parlare, di dire quale era la cosa che mi turbava, avevo paura, e non mi fidavo. E mandai a prostitute questa cosa.

Andando avanti trovai un altra ragazza, e con questa decisi di provare; ma sulla scia delle profezie autoavverantisi, temendo di fallire e di non farcela, effettivamente fallii: passai in un secondo da un erezione a uno stato di morte clinica; non ci fu più modo di smuoverlo, provai ogni cosa: mi chiusi in bagno per tentare di rianimarlo, ma non sarebbe servita manco la madonna di lourdes: era morto. Ovviamente sta tipa non la volli più vedere. Però con lei per la prima volta trovai la forza di parlare del mio problema, e di quello che avevo passato; non fu risolutivo, ma fu un passo avanti tremendo: no avevo mai parlato ad anima viva (al di fuori dei miei), e dicendolo sentii una sensazione fortissima di libertà

Ma da qui mi venne un ulteriore panico: il panico dell'impotenza. Andai da un altro andrologo, al quale spiegai il problema, e mi disse una cosa molto saggia, ma che li per li non volli seguire: non avevo più veri problemi, e la cosa era solo mentale: avrei dovuto trovare una ragazza con cui condividere la mia situazione, di cui mi fidassi, e con cui potessi con calma riuscire a superarlo; parlarne mi avrebbe aiutato a superare la cosa; non gli diedi retta, e volli che mi prescrivesse un simil viagra, per avere la certezza di non perdere l'erezione quando mi servirebbe servita;

la cosa funzionò (quei farmaci sono pazzeschi, mi ritrovai totalmente scisso tra mente e corpo: la mete vagava, e non aveva nessuna voglia di trombare, ma il pisello era più duro che mai; quindi, seppur in maniera molto tecnica, riuscìì a compiere l'atto, e a dimostrarmi che ero effettivamente funzionante): decisi di andare con una escort, viagrato. Ero convinto fosse la cosa migliore, e che dimostrandomi che fisicamente non avevo più problemi, avrei risolto una volta per tutte le mie difficoltà.

La cosa non andò esattamente così

Non avevo più problemi fisici, ma avevo un tarlo continuo: e se non funziono? Se non mi si alza?
Tali pensieri, nati in conseguenza d'un problema ben specifico, ora continuavano a persistere anche a problema superato; e mi gettarono nell'inferno: più pensavo, più mi sforzavo di fare qualcosa, di contribuire attivamente alla cosa, e meno io funzionavo. I preliminari, il pomiciaggio spinto, andava alla grande; ma quando arrivava il momento di dover procedere, di andare al sodo, il pisello mi moriva. Da li le crisi sulla mia identità maschile, la frustrazione per il non riuscire, e il non sapere come caxxo fare; perché tutto mi diceva che dovevo non pensare, far si che la cosa scorresse e amen; ma come facevo a pensare di non pensare, quando quello era il mio dramma? Era evidente che ci pensavo, dioboia.

Quando invitavo la tipa di turno a casa, e sapevo che era nell'ordine delle cose che si trombasse, stavo in agitazione tutto il giorno; lei manco c'era, e io già partivo a lambiccarmi con le domande, sul se, sul come ecc tale livello di tensione, autoindotto, non era sostenibile, e finivo immancabilmente per fallire.

Insomma un incubo. Provai varie cose, seguendo vari suggerimenti che trovavo in rete: provai a smettere di fumare, di bere, mi diedi all'attività fisica, provai anche degli integratori adatti allo scopo. Ma era tutto inutile: se la mente mi remava contro, non c'era nulla che funzionasse.

L'ego spropositato

Io ho un ego spropositato e megalomane; tutto il mio modo di rapportarmi al mondo è leggibile come uno strenuo tentativo di dominare il mondo, o meglio di dominare quella parte di mondo che si palesa alla mia vista; ma al centro di tutto ci sono io; a questo si affianca una logica difficoltà ad accogliere qualsiasi cosa non sia io; far entrare qualcosa nel mio bel mondo, dove tutto è ragione, tutto è previsto, dominabile e controllabile, è stata per me una sfida totale; ma più ancora di questo, rendermi conto che là dove credevo di giocare in casa, e di poter fare il bello e cattivo tempo, rendermi conto che non è così, che non posso dominare il tutto con i miei soliti modi, basati sul pensiero calcolante, fu anch'esso d'una durezza incredibile

Vedere che là dove credevo d'esser più forte, è anche lì dove in realtà sono più debole, e rischio costantemente di cadere, è stato frustante; ma duramente istruttivo

Istruttivo perchè tutto ciò mi costrinse a rivedere profondamente il modo in cui mi relazionavo al mondo, e mi indicò una strada verso una maggiore leggerezza, una maggiore accettazione di quel che è, che non può sempre essere come la vorrei io, nel momento in cui la vorrei io

Tutta quest'esperienza del non funzionare mi insegnò questo; ho capito che non potevo razionalmente farci nulla; mi ha portato, da un certo punto di vista, a disperare; dovevo lasciar fare, lasciar perdere; lasciar perdere il primo luogo il senso di colpa, che era di fatto si la conseguenza, ma la causa alla fine del tutto;

L'altro giorno stavo rivedendo l'inizio di fuoco fatuo;

<a href="http://www.youtube.com/v/YPIc-zqA0-k&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;rel=0" target="_blank">http://www.youtube.com/v/YPIc-zqA0-k&amp;ap=%2526fmt%3D18&amp;rel=0</a>

lui è a letto con la tizia, la guarda, è dice con voce rotta "è colpa mia, mi spiace" e la voce fuori campo commenta "anche quella volta la sensazione gli era sfuggita via, inafferrabile, come una biscia tra due massi" tra l'altro ho fatto vedere questo pezzo a mia madre, e poi le ho chiesto "secondo te che è successo qui?" e lei non ha capito; come non avevo capito quando l'avevo visto io la prima volta, quando ero mille miglia lontano dal pensare potessero esistere problematiche del genere

Lasciar andare

ed il problema era li: lasciar andare via la sensazione, perchè ci pensi, perchè la sminuzzi, la analizzi, ti ci interroghi su; e nel mentre lo fai, questa è volata via; perchè non c'è più posto per nulla fuori di te che ci stai pensando; e qui torna l'ego: ho riletto a posteriori un sacco di cose che in passato avevo letto senza capire, perchè i poeti, gli intellettuali ecc tutta gente dall'animo affine al mio, quando scrive e parla di queste cose, lo fa quasi sempre in modo cifrato, mai esplicito (il grande tabù del maschio, di cui non si deve mai e poi mai parlare; tant'è che stendhal scrisse il de l'amour tutto in vista del capitolo sullo "scacco", che alla fine scrisse ma espulse dal libro; non se la sentì di pubblicarlo...) rilessi la famosa frase di baudelaire nei diari intimi:

“Più un uomo ama le arti e meno gli si rizza. Si produce un divorzio via via più sensibile tra lo spirito e il bruto. Solo al bruto si rizza bene, e la chiavata è il lirismo del popolo”

insomma, per gente come me, come noi, come chi si rispecchierà in queste esperienze, è impossibile non cadere prima o poi in problematiche del genere; è l'ego spropositato che fa si che, in maschi di altra natura, quando capiti (e fidatevi, prima o poi capita a tutti), loro possano scrollare le spalle dicendo "vabè, sti cazzi, ero stanco/svogliato/colpa di lei ecc” e che se ne scordino subito dopo, non caricandoselo sulla spalle come problema insolubile; e che a noi non consente una cosa di questo tipo, non consente il lasciar andare, il non crucciarsi, il fregarsene e andare avanti senza colpo ferire; e che invece è proprio la loro salvezza

in sostanza, il grimaldello del tutto stava qui: il riuscire a vivere il momento, senza interrogarcisi su, viverlo, senza l'ansia di volerlo dominare; accoglierlo come un dono, come si accoglie il fatto che la notte ci si addormenta, senza che lo si voglia razionalmente; alla fine è la stessa cosa: quando lasci fare, e non ci pensi, puff, manco te ne accorgi e stai nel mondo dei sogni D;

abbandonarsi alla sensazione, più che pensarci su; tutti quei pensieri che, sommati alla sensazioni, producono il "lo posso fare? ci siamo o non ci siamo? adesso o tra un po?? e nel mentre pensi, così, ti rendi conto che non c'è già più nulla cui pensare; e da lì il dramma

il senso del tutto alla fine quindi risulta: meno menate, più partecipazione emotiva (e non razionale) ai momenti; più fede che le cose possono e devono andare bene, anche se non sono io li io a farle andare.

Non sto dicendo che riuscire in questo sia facile; è estremamente difficile. E' una sfida con voi stessi. Ma è l'unica strada: se non imparate progressivamente a lasciarvi andare, a non esser sempre vigili, attenti, sul chi va la, vi rovinate l'esistenza. La vita stessa diventa un inferno, dove l'inferno non sono più gli altri (come diceva Sartre), ma siete voi stessi: l'inferno abita presso di voi, e non potete in alcun modo fuggire via da voi stessi

Non c'è del resto una soluzione rapida e definitiva: se ne esce a poco a poco, con molta pazienza, e imparando a non colpevolizzarsi; capendo che non siete i soli sulla terra; tutti i maschi sono a rischio, certo quelli introversi e riflessivi molto di più; ma non siete i soli, gli unici che vivono questi drammi; e già sapere questo è, in un certo qual senso, consolatorio.

Avrete dei successi, e ricadute; ma pian piano ce la potete fare; se riuscirete a cambiare in meglio il vostro modo di affrontare la realtà, sarete ricompensati, e potrete financo scoprire che andare a letto con una donna è una bella cosa, e non una sfida mortale con voi stessi

in bocca al lupo

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Re: Problemi sessuali: il mio racconto

« Risposta #1 del: 05 Marzo 2012, 11:22:36 »

Ciao Alba, premetto che sono portato a stimarti e che il post che hai scritto mi è piaciuto molto, perchè mi dice qualcosa di bello sul suo autore ( ti ho inviato un PM).

Se permetti voglio farti una critica, spero non non ti offenderai:
Non sò che fai nella vita, ma Baudelaire ha scritto "I fiori del male", una opera immortale, la libido possiamo anche sublimarla, ma bisogna creare, creare con sincerità. Diversamente rimaniamo solo consapevoli di un talento inespresso.

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Re: Problemi sessuali: il mio racconto

« Risposta #2 del: 05 Marzo 2012, 15:52:23 »

Citato da: ilmaredinemo il 05 Marzo 2012, 11:22:36

Se permetti voglio farti una critica, spero non non ti offenderai:
Non sò che fai nella vita, ma Baudelaire ha scritto "I fiori del male", una opera immortale, la libido possiamo anche sublimarla, ma bisogna creare, creare con sincerità. Diversamente rimaniamo solo consapevoli di un talento inespresso.

non ho capito dove sia la critica, e c'entra poco onestamente cosa io faccia nella vita; non mi pare neanche il caso di paragonarmi a baudelaire, e se dal post si è potuto inferire un qualcosa di vagamente similare, era in un senso che non riguardava certamente il genio poetico (di cui sono sprovvisto, mentre B ne era dotato in sommo grado), ma era solo nell'accostarmi a lui (ma a lui come tanti altri) in una certa sensibilità di fondo; la somiglianza è in un certo sguardo sul mondo, in una comunanza di sofferenze, derivante da una certa impostazione caratteriale di base;

e non potrebbe che essere così: parte della mia crescita culturale deriva anche dalla lettura delle opere di baudelaire, che apprezzo sommamente; è già l'apprezzamento, cui faccia seguito una compenetrazione non meramente razionale, piuttosto emotiva, a quello che è il messaggio poetico dell'autore, necessita di una certa qual affinità di fondo.

Per il resto: il discorso sulla sublimazione è insidioso, ed eviterei di affrontarlo; sono però convinto che un certo qual tipo di sofferenza interiore, ampli tremendamente la facoltà di percepire il mondo e le persone in profondità, dona uno spessore della vista che non è cosa comunissima (e forse neanche del tutto auspicabile); ma per tradurre ciò in opere di genio, serve d' esser stati fatti dono di tale genio, senza di cui si può sublimare fino alla morte, producendo solo cacca

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Re: Problemi sessuali: il mio racconto

« Risposta #3 del: 06 Marzo 2012, 12:36:16 »

Straquoto.
E poi bisogna saper sublimare per fare veramente arte. Occorre una urgenza interiore alla creazione, occorre essere sinceri e appassionati, diveramente si commettono due errori in una volta: ci si spara la pippa del genio incompreso, quando in realtà non si vale molto e non si vanno a "sfrocoliare" le femmine alla ricerca di bei momenti e sane scopate.

Praticamente un inno alla deficenza Shocked

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Re: Problemi sessuali: il mio racconto

« Risposta #4 del: 09 Marzo 2012, 14:23:39 »

Uno dei post più belli in assoluto  Smile

Albachiara, mi sfugge però come hai risolto questi tuoi problemi

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AlterEgo

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Re: Problemi sessuali: il mio racconto

« Risposta #5 del: 10 Marzo 2012, 14:16:46 »

Citato da: AlterEgo il 09 Marzo 2012, 14:23:39

Albachiara, mi sfugge però come hai risolto questi tuoi problemi

perchè non c'è stato un modo, razionale e spiegabile, con cui ho superato queste problematiche; Jung diceva che ogni qualcosa superiamo qualcosa, anche ad un basso livello come quello di cui parlo, non avviene "nisi deo concedente"; ora, qui non voglio incentivare nessun a credere o fare discorsi teologici, ma ritengo questa cosa profondamente vera: ho dovuto in un certo qual modo aver fede che le cose potessero andare a posto

più pragmaticamente, una volta che avevo avuto delle esperienze in cui funzionavo, e capito che non avevo veri problemi, semmai difficoltà a rilassarmi, ho cercato di non forzare troppo la mano, di non cercare a tutti i costi la risoluzione immediata; ho avuto momenti in cui andavo alla grande, altri in cui non ce la facevo; ma col tempo, accumulando episodi positivi, è iniziato a diventare progressivamente più semplice, perdevo meno tempo a pensarci su, lo consideravo sempre meno un problema; e meno ci pensavo, e meglio le cose andavano

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Re: Problemi sessuali: il mio racconto

« Risposta #6 del: 12 Marzo 2012, 22:22:42 »

Ahem, mi permetto di rispondere a questo post perchè abbiamo più di una cosa in comune.
Prima di tutto l'ego.
Lo so quanto ti faccia soffrire essere così perchè anch'io lo sono, arrivo a prendermi delle responsabilità assurde dal punto di vista sociale, molto al di sopra di quelle che dovrei, perchè io valgo (cit.) e sono il deus ex machina.
Dio solo lo sa quante bastonate.

E l'altra cosa è la fimosi.
Non mi accorsi da bambino di averla, ma lo dissi a mia madre a 12 anni e lei mi portò da un pediatra che lo scalpellinò bel bello.
Non ci crederai ma dopo un paio d'ore ero già sul campo da calcio (rischiando davvero grosso) perchè non potevo lasciare i miei compagni di squadra da soli, c'era una partita importante da giocare.
Per fortuna vinsi la partita della mia futura virilità perchè non arrivarono palloni in zona morbida.

Poi dopo negli anni sono stato condizionato parecchio dalla cosa e a volte è capitato pure di avere degli "strappi" e tu solo sai cosa voglia dire, però per il momento pare che me la sono cavata (chiavata?) sempre bene, sangue solo qualche volta.
Andai pure dall'urologo una volta per altri problemi e lo feci visitare e lui mi guardò schifato perchè non riusciva ad aprirlo bene.
Ma non mi disse nulla.
Operarmi non ci penso proprio, solo se sarò costretto. A quanto pare regge bene nei rapporti anche ad alte pressioni senza aprirsi tutto.
E cosa importante le mie partner non si sono quasi mai soffermate su questo dettaglio.

Però ripeto più di una volta credo mi abbia mentalmente condizionato in negativo, per cui mi sento di dirti: vai tranquillo, è normale.
Siamo uomini come gli altri, anzi di più.
Perchè ce l'abbiamo (o avevamo, nel tuo caso?) con il pearcing naturale di carne.

Ovviamente se avete una fimosi serrata andate di corsa da uno bravo, eh.

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Re: Problemi sessuali: il mio racconto

« Risposta #7 del: 10 Aprile 2012, 21:42:58 »

Io rientro nella persona emotiva

la parte emotiva e difficle da togliersi in quei momenti, ho frequentato un paio di ragazze ma sempre si ripresenta, non ci sono ancora guarito....devo ancora capire come anestetizzare la mente, ci sono serate che sei stanco e stressato e la mente vaga vaga ed il problema non persiste altre che subito....

Parlarne con una confidente, con la trombaamica ?

Sul fatto di durare è qualcosa di meccanico prima o poi si cede senza volerlo o ??? illuminatemi

Per mia fortuna ho anche utilizzato/utilizzo altro o sarei stato subito o quasi scaricato

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Re: Problemi sessuali: il mio racconto

« Risposta #8 del: 21 Giugno 2012, 02:17:33 »

Uno dei post più belli di sempre..
Mi chiedevo, operazione in sè a parte...il decorso post operazione?

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Re: Problemi sessuali: il mio racconto

« Risposta #9 del: 21 Giugno 2012, 02:55:01 »

dopo due settimane ero come nuovo

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Re: Problemi sessuali: il mio racconto

« Risposta #10 del: 02 Luglio 2012, 13:38:04 »

Se un post come questo riceve 5 risposte il forum è morto.

Bravo gayne, post enorme su tutti i punti di vista.

Best offe.

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Emiliano

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Re: Problemi sessuali: il mio racconto

« Risposta #11 del: 02 Luglio 2012, 14:53:51 »

aggiungo un p.s. che va preso molto con le molle, del genere "don't try this at home", o meglio, provatelo pure, ma poi non venitemi a rompere il caxxo se ci rimanete incastrati dentro; i rischi ci sono, sappiatelo.

una delle cose che più mi aiutò nella risoluzione del mio problema sessuale fu l'alcool. esatto, proprio quello.

l'alcool libera la testa, riduce la capacità di concentrarsi, di pensare, di analizzare continuamente tutto. dopotutto ci sarà un motivo se bacco/dioniso era anche il dio delle orgie: l'alcool abbatte le barriere, riduce le differenze, ci rende tutti incredibilmente simili, fratelli, membri di un'unica cosa

da iperanalista quale sono, l'alcool fu un toccasana; tra l'altro su di me, a meno di arrivare alle soglie del coma etilico, non produce conseguenze a livello di erezione; unico neo è che mi ritarda spaventosamente la capacità di venire (il vino rosso sopratutto), cioè duro nei millenni; e se può essere buono da un certo punto di vista, dall'altro dopo due ore che gli dai di su e giu, non venire diventa frustante; alcune volte ho addirittura desistito.

detto questo. nei primi tempi era diventato il mio tonico, una sorta di viagra naturale (era in realtà viagra per il cervello, nel senso che annebbiandomelo faceva si che la natura facesse liberamente il suo proprio corso)

col tempo ho dovuto imparare a farne a meno, anche perchè non è che te stai con una tipa, arrivi sul più bello e pigli e fai "no cara, ora mi scolo un paio di drink e poi scopiamo"; diciamo che è un po' fastidioso

col tempo ho superato questa cosa; ammetto candidamente però che quando mi sento nervoso, la mente mi inizia a vagare troppo, un bel drink (o anche più  Exclamation ) aiuta a distendermi i nervi, e fa andare le cose per il verso giusto

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Re: Problemi sessuali: il mio racconto

« Risposta #12 del: 02 Luglio 2012, 21:40:18 »

Straquoto la situazione dell'alcool Wink (senza eccessi pero...diciamo...quanto basta!)

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