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Come comportarmi con un'amica/collega di lavoro che mi piace?

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Come comportarmi con un'amica/collega di lavoro che mi piace?

« del: 22 Agosto 2012, 15:16:33 »

Salve gente, vi chiedo un consiglio su come posso agire con una mia collega di lavoro. Premetto che la storia è un attimino lunga, quindi mettetevi seduti comodi con una birra ghiacciata. E partiamo. Lei è piuttosto carina, li in fabbrica le girano intorno abbastanza. Io però cerco di starmene un po’ in disparte, non voglio essere uno dei tanti che contribuisce a mantenerla sul piedistallo. Qualche tempo fa, le chiesi se voleva uscire una sera: mi rispose che da soli io e lei era meglio di no per via di una situazione particolare che si trascinava dietro. Ma se si voleva fare un’uscita di gruppo con altri amici in comune, allora non c’erano problemi. Al che, io ho mollato la presa. Quest’anno quando è tornata a lavorare, i primi tempi non mi sono fatto vivo per niente: allora è venuta lei a cercarmi. E tuttora adesso, quando siamo al lavoro, è sempre lei a cercarmi con lo sguardo, a salutarmi per prima. Io cerco di restare un attimo in disparte, perchè non voglio far parte del branco che le corre dietro. Ho anche il suo cell, però non l’ho mai chiamata, al limite qualche messaggio ogni tanto. Anche perchè amici in comune, mi hanno detto che ha già un ragazzo. Ma di questo tipo… nessuna traccia: non ce in nessuna delle sue foto su FB, quando la vedi al giro o al solito bar, è sempre con le stesse persone in gruppo, e mai sola con un ragazzo. Quando è con noi del lavoro a cena, oppure in altri locali, mai una chiamata o un sms al suo cell… inizio a dubitare dell’esistenza di questo ragazzo. Magari il loro è un rapporto un po’ atipico. C’è il rischio, che più si va avanti così, e più penso che mi inserisca tra gli amici (questo è un altro dei motivi per cui cerco di “evitarla” al lavoro, non voglio entrare nella sua zona di amicizia). Ultimamente ho notato dei comportamenti, delle piccole cose, chiamiamole pure caxxatine, che però magari inconsciamente vogliono dire qualcosa. Ad esempio:
1) Una mattina sono andato da un collega a parlargli di una questione di lavoro, ed ero vicino alla sua (di lei) postazione: ebbene, senza che me ne ero accorto, stava cercando di mettermi al cinturino dell’orologio un piccolo lucchetto, di quelli che si usano per chiudere le cassette degli attrezzi.
2) Un altro giorno, eravamo di turno assieme, per un’esigenza lavorativa lei è stata spostata in un’altra parte della ditta, più distante dalla mia postazione. Quando ho avuto occasione di passarle vicino mi ha detto “… si si, ci hanno messo più lontani ma ti tengo d’occhio…”.
3) Un venerdì sera dopo il lavoro, con un collega, siamo andati a trovarla nel suo solito bar (già questa cosa mi faceva un po’ tristezza, cioè una ragazza carina come lei… che passa i venerdì sera al bar… mah, sorvoliamo!!!). Ad un certo punto si parlava di uno scherzo da fare ad un amico pensionato. Il nostro collega al tavolo disse:
COLLEGA: “Dai, inventiamogli che vuoi 2 state assieme, sai che gusto…”
IO: “No, no non iniziamo co ste escrementate, che dopo la gente ci crede…”
COLLEGA: “E dai, che ti frega… pensa come gli roderebbe a lui (all’amico pensionato)…”
IO: “Dai su, smettetela de fare gli stupidi…”
Ebbene, durante questa conversazione, lei non ha detto ne si, ne no all’eventualità che fossimo una coppia. E’ stata solamente ad ascoltare le teorie del nostro amico comune, e le mie controrisposte sulla non fattibilità della cosa. E questo mi è risuonato un po’ strano, perchè di solito quando ad una persona viene associata un’altra nel senso di coppia, un benchè minimo accenno di reazione (positiva o negativa che sia), c’è sempre. Ed invece lei niente… zitta ad ascoltare… mah. Noi ogni tanto la prendiamo in giro, dicendo che potrebbe uscire con tizio, caio o sempronio (dei nostri colleghi… non molto attraenti). Al che lei subito, risponde negativamente e ci chiude ogni possibilità di replica per un suo possibile incontro con questi tipi. L’altra sera invece, quando il nostro amico ha pianificato lo scherzo, ipotizzando che noi eravamo una nuova coppia giù in ditta, lei non ha detto ne Sì, ne No. Oppure, replicava, dicendo che magari quella è una cena solamente per maschi, che non ci sono ragazze, o che lei non è dipendente fissa come noi. Cioè, nessun riferimento negativo al fatto che noi potessimo essere una coppia. E’ questo che mi ha lasciato interdetto… spiazzato, questa sua non-reazione non me l’aspettavo proprio… Questi piccoli 3 esempi sono delle cavolate, ma forse potrebbero nascondere un qualche significato intrinseco?!?! A me piace, ma cerco di non starle troppo attorno al lavoro, per evitare di finire nella zona amicizia (ammesso che non ci sia già dentro). A volte mi dice di chiamarla, per andare a correre insieme, oppure per fare dei giri in bici. Queste cose andrebbero accettate? Perchè già qualche anno fa, con un’altra ragazza che mi piaceva, iniziai ad andarci a fare delle passeggiate in bicicletta, e purtroppo per me, caddi nel circolo dell’amicizia e non ne feci nulla.
Martedì 7 l’ho chiamata appena uscita dal lavoro (ancora quella settimana lei lavorava, mentre io ero in ferie): è sembrata felice di sentirmi, come al solito diceva che però non si fa così, che non dovevo lasciarli soli e che sarebbe ora che tornassi al lavoro. Nonostante lei stava per andare a riposarsi (aveva lavorato la mattina dalle 6 alle 14, io l’ho chiamata verso le 14,20) non accennava a voler chiudere la telefonata, e mi raccontava quello che succede giù in ditta in mia assenza. Le ho chiesto se nel tardo pomeriggio era libera per andare a fare un giro in bici, però aveva già preso un impegno per andare a correre con altre persone. Allora non ho insistito, dicendo che potevamo tranquillamente rinviare (la prossima settimana saremmo stati in ferie entrambi, e da quello che ho capito, non aveva in programma di andare da nessuna parte). Lei si era offerta di andare a pedalare anche dopo cena, ma fa buio presto, non mi pareva il caso. Comunque ha ribadito che le darebbe proprio gusto andare a fare una girata in bici. Noi abitiamo a circa 10 km di distanza, si è anche proposta magari di venirmi incontro, per non farmi fare tutta la strada (non che io non ce la faccia, ancora sto in forma: 1,90 per 88 kg!!! ).
Dopo circa un 10 minuti, ho chiuso io la chiamata e l’ho lasciata andare a riposare. Il mercoledì mi ha mandato un messaggio, dicendo che non poteva venire per impegni suoi personali. Il giovedì invece, l’ho chiamata alla solita ora, il telefono ha squillato ma niente. Allora non ho insistito. Bho…
Una cosa sola, mi lascia un po’ di dubbio: lei, quando ci parlo sia dal vivo, che via cell, mi ride sempre spesso. Cioè, io sono un tipo divertente, dinamico, e di solito aggancio volentieri una battuta ad una cosa seria. Ecco, con lei mi capita frequente di notare che riesco a farla ridere con facilità. Come va interpretata questa cosa? Little Tony nelle sue canzoni, diceva che farla ridere è una cosa buona e giusta, ma è davvero così?!?! Poi però, come al solito, ho rovinato tutto: il venerdi sera mi richiama, dopo che il giorno prima avevo chiamato io a vuoto (dice che non aveva visto subito la chiamata, e poi dopo non aveva i soldi sul cell). Si parla un po’, ci scherzo, come l’altra volta sono io a voler chiudere, lei sarebbe restata ancora a parlare penso. Dopo in serata la rivediamo al suo bar, sempre io e quel collega dell’altra volta (da notare che quando arriviamo, lei lascia subito i suoi amici del bar e si dirige verso di noi): purtroppo sabato mattina doveva andare a fare delle analisi all’ospedale, sennò credo che venerdi sera sarebbe venuta assieme a noi a vedere le stelle su in montagna ed a mangiar le spighe (era la notte di San Lorenzo). Ad un certo punto mi dice che ha anche comprato i faretti per la bici, e che presto bisognerà fare una cena su alla mia casina in montagna. Ok. Sabato niente contatti. Domenica pomeriggio la chiamo, ma come sempre squilla a vuoto. Verso le 18,00 la ritrovo su FB, dice che era andata in piscina, ed era entrata li proprio per rispondermi. Ok, scherzo sul fatto che venerdi non è venuta a mangiare le spighe con noi. Poi dopo le dico se il domani (lunedì) si andava a fare una pedalata da qualche parte: niente da fare, mi risponde che in questa settimana era pienissima, e che poi sarebbe pure andata anche al mare. E quindi deve sfruttarla al massimo (ti anticipo che lei aveva soltanto la scorsa settimana di ferie, lunedi 20 è tornata al lavoro. Io invece rientro lunedi 27). E qui io non ci capisco più niente: cioè… prima mi dici di chiamarti se vogliamo andare a correre, se si vuol fare una pedalata assieme… poi al lavoro ed al bar diversi IOI… ed adesso viene fuori che è pienissima… io bho, ti dico che un po’ me l’aspettavo, però ci son rimasto di cacca proprio!!! Al lavoro le hanno fatto un grosso contratto, fino alla fine di febbraio 2013, quindi occasioni di ritrovarla ci saranno. Poi anche in giro, è probabile che la possa rivedere, dopotutto non abitiamo in delle metropoli. Però davvero… mi sento un po’ tonto… anzi più tonto del solito. E devo dirti che ci sto anche male. Dov’è che sbaglio ragazzi? Devo andare dai frati in qualche convento, così elimino tutte queste possibili tentazioni? Tanto io sono un caso clinico irrecuperabile!!! Bene, detto questo, grazie per l'enorme pazienza che avete avuto a leggere questo poema. Attendo vostre critiche, suggerimenti, commenti... insomma quello che volete!  Smile

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Re: Come comportarmi con un'amica/collega di lavoro che mi piace?

« Risposta #1 del: 22 Agosto 2012, 18:38:45 »

Poema lunghetto  Smile ma che ha spiegato a fondo la situazione!

Se permetti...hai sbagliato tutto!

Dicevi di non voler essere uno dei soliti che la mette sul piedistallo. Invece l'hai messa!
La tua posizione doveva essere coerente con le tue azioni, ma non lo è stata. La coerenza è una caratteristica che distingue tutti i seduttori. Probabilmente lei ha anche notato la tua scarsa autostima.

Quelli che tu hai creduto di vedere come segnali di interesse, in realtà non lo sono. I veri IOI sono altri!

Tu, prima di approcciarla avevi un valore uguale al suo, poi con il tuo comportamento, lei ha aumentato il suo valore, tu hai ridotto il tuo. bastano solo questi tre fattori, per vanificare la seduzione!

Non sei un caso disperato, tanto meno devi ritirarti in convento. Hai vissuto la tipica situazione di un ragazzo che si invaghisce di una ragazza bella e per paura di perderla o di fare qualcosa di sbagliato, disattende tutto ciò che ha appreso riguardo la seduzione.

Difficile recuperare la situazione. Impara piuttosto la lezione per la prossima volta. Credi di più in te stesso, perché ora come ora, non hai autostima. O sbaglio? E ti capisco perché l'autostima non è facile da costruire.

Datti valore e le persone avvertiranno che hai valore! Solo cosi potrai sedurre!

La tua collega conosce bene le regole della seduzione e sa giocare egregiamente! Lei è diventata il burattinaio, tu e i tuoi colleghi, i burattini.

Anche il fatto di prendere in giro altri colleghi non prestanti sotto il punto di vista fisico, credi che ti abbia dato maggior valore? No! Ha sminuito il tuo valore agli occhi della ragazza.

Farla ridere non basta, altrimenti i comici di zelig sarebbero dei seduttori straordinari, non credi?
Essere simpatico e brillante non significa avere successo automatico in un approccio.

Non avvilirti per un rifiuto, ma fanne un insegnamento per il futuro!

In questo forum troverai utenti e argomenti validi per migliorare. Confrontati con gli altri seduttori e impara anche dagli errori altrui.

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Rain

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Re: Come comportarmi con un'amica/collega di lavoro che mi piace?

« Risposta #2 del: 23 Agosto 2012, 08:00:10 »

Ciao Davide. Ti dico tre parole soltanto: SEI UN GRANDE!!! Ora lunedì tornerò al lavoro, bisogna che cerco assolutamente di non fare altre cazzate di questo genere...

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Re: Come comportarmi con un'amica/collega di lavoro che mi piace?

« Risposta #3 del: 23 Agosto 2012, 21:31:40 »

We Ballesi, non è che te lo sei creato tu quest'account ''T3NN1'' per farti pubblicità?  Exclamation

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La demenza senile é una malattia, la demenza giovanile una tragedia...

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Re: Come comportarmi con un'amica/collega di lavoro che mi piace?

« Risposta #4 del: 23 Agosto 2012, 21:38:25 »

ahahahhahah!  Grin no!

Poi un post cosi lungo non sarei riuscito a crearlo  Smile

Pubblicità diretta non ne voglio fare più! ma il mio nome lo tengo!

« Ultima modifica: 23 Agosto 2012, 21:57:22 da davide balesi »

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Rain

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Re: Come comportarmi con un'amica/collega di lavoro che mi piace?

« Risposta #5 del: 29 Agosto 2012, 13:41:02 »

secondo me è la tipica che si fa schiacciare da tempo da qualcuno sposato /fidanzato.

quindi si sente legata ma ovviamente non ufficialmente ed in gran segreto, sono le peggiori credi che siano single ed invece loro credono di essere impegnate..
poverine, bene x il poligamo.

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Re: Come comportarmi con un'amica/collega di lavoro che mi piace?

« Risposta #6 del: 29 Agosto 2012, 15:20:23 »

Citato da: maxcavezzi il 29 Agosto 2012, 13:41:02

secondo me è la tipica che si fa schiacciare da tempo da qualcuno sposato /fidanzato.

quindi si sente legata ma ovviamente non ufficialmente ed in gran segreto, sono le peggiori credi che siano single ed invece loro credono di essere impegnate..
poverine, bene x il poligamo.

Sono d' accordo, è molto probabile, anzi, quasi sicuro.

Citato da: davide balesi il 22 Agosto 2012, 18:38:45

Tu, prima di approcciarla avevi un valore uguale al suo, poi con il tuo comportamento, lei ha aumentato il suo valore, tu hai ridotto il tuo. bastano solo questi tre fattori, per vanificare la seduzione!
..............................

Difficile recuperare la situazione. Impara piuttosto la lezione per la prossima volta. Credi di più in te stesso, perché ora come ora, non hai autostima. O sbaglio? E ti capisco perché l'autostima non è facile da costruire.

Datti valore e le persone avvertiranno che hai valore! Solo cosi potrai sedurre!

La questione del "valore" non la vedo come hai scritto te, o quantomeno, occorre precisare meglio questo concetto . La seduzione funziona come un mercato, fatto di domanda e offerta. E' evidente che nel contesto della fabbrica, dove lei è l' unica ragazza, con diversi ragazzi che le sbavano dietro, lei ha un valore superiore, e questo indipendentemente dalle dinamiche dell' interazione.

Ahimè, in generale il maschio, ha SEMPRE meno valore (rispetto a target da un certo livello in poi, intendo), per il semplice fatto che la domanda di gnocca da parte dei maschi è molto superiore alla disponibilità di tale "bene" . Questo perchè su 100 donne, specie in italia, almeno 70-80 sono dei catorci . Quindi le altre 20 sanno bene di avere una "merce pregiata", e se la fanno pagare : non nel senso di soldi (a parte le "pro" e  "semi - pro" che pure ci sono, Silvio , Fede & Co insegnano! Cheesy ), ma nel senso che possono permettersi di selezionare e valutare con tutta calma tra i tanti candidati . In questo sono anche agevolate dal fatto che il desiderio sessuale femminile è molto meno forte e impulsivo di quello maschile : pensa a certe serate in discoteca, dove cominci ad aprire le più gnocche, loro non ti cagano, e via via abbassi il livello, pur di portare a casa qualcuna da trombare...non dire di no perchè lo abbiamo fatto tutti. Invece, la donna, o trova "chi dice lei", o se ne torna tranquillamente a casa .

Se si è fisicamente prestanti, si ha un look impeccabile, e si ha anche valore sociale elevato, è chiaro che il proprio "valore" complessivo in ambito seduttivo aumenta : ma è per questi motivi che aumenta, non perchè quando abbiamo approcciato la tipa abbiamo evitato di offrirle da bere o non ci siamo chinati all' altezza del divanetto dov'è seduta per parlare con lei ! Gli pseudo guru che sostengono come sia possibile creare dal nulla del valore semplicemente con certi atteggiamenti costruiti, quando magari si hanno evidenti carenze su prerogative fondamentali, andrebbero fermati per abuso della credulità popolare, ricordati del discorso che ti ho fatto sulla moneta, il cane e i due gatti .

La buona notizia è che l' uomo a 35-40 anni, è al massimo del suo valore, e anche 50 o più, può conservarne una parte di tutto rispetto, mentre la donna già a 30 anni inizia a perdere valore .

E comunque, l' unico sistema per acquisire valore, è il lavoro su sè stessi per potenziare le qualità fondamentali in ambito seduttivo, e non . Non basta credere di possedere un valore, quando nella realtà non lo si ha, per risolvere il problema : si rischia di fare la figura di quello che per far credere di essere ricco, si compra la mercedes, e dentro casa ha un pacco di cambiali alto come un tavolino .

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