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3 mesi dopo l'inizio dello "studio" sulla seduzione: considerazioni e consigli

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3 mesi dopo l'inizio dello "studio" sulla seduzione: considerazioni e consigli

« del: 07 Ottobre 2013, 17:15:54 »

Salve ragazzi.
Sono passati ormai tre mesi da quando un amico mi consigliò di leggere il libro di Franco sulla seduzione. Lo fece perché mi vide in difficoltà. La storia la conoscete tutti, l'ho narrata a più riprese in questo magnifico forum e adesso mi sento di condividere con voi alcune migliorie che credo di aver raggiunto.
Non sono giovanissimo, sono sulla trentina ma da sei anni mi ero isolato, accontentandomi di incontri occasionali, guidato solo dall'istinto, dimentico di quei meccanismi che sono alla base del gioco della seduzione. Questo perché ero concentrato sul lavoro e sul trasferimento per tornarmene a casa. Ma negli ultimi due anni, complice un reparto di lavoro in cui si ha molto tempo libero per allacciare relazioni e rapporti, ho dovuto fare i conti con questo mio ritiro.
Non capivo il comportamento di due colleghe (di cui ho spesso parlato) e ovviamente mi difendevo nell'unico modo possibile: colpendo! Ma lo facevo troppo duramente, ero troppo drastico!
Poi, grazie a Franco ho capito finalmente che non bisogna mai prendere le donne sul serio, non c'è bisogno di arrabbiarsi troppo ma è sufficiente prenderle in giro e sembrare allo stesso tempo tagliente e menefreghista e soprattutto: il mondo è una tavola imbandita e non bisogna mai concentrarsi su una sola portata. Una donna non deve mai diventare il centro del mio mondo (come prima tendevo a fare).
Ho capito di me anche diverse cose (confermate da una amica psicologa con cui a volte parlo. PS: E' troppo matura e non mi interessa dal lato sessuale).
Ho sempre avuto un rapporto troppo conflittuale con le donne in generale e questo mi faceva interpretare alcune ragazze come minacce ed ecco che emergeva una parte aggressiva che tentava di difendermi. Sono molto sensibile (maledizione!) e quindi la parte aggressiva mi aiutava a non soffrire troppo in alcuni casi. Ma è venuto il tempo di lasciar dormire il guerriero, quando si tratta di donne.
Sto riuscendo a prendere le donne poco sul serio, ad essere allegro e sorridente sempre, a prenderle in giro anche quando fanno le offese e mi sto divertendo molto... solo che chiudo poco ma questa è una cosa sulla quale lavorerò in questi mesi futuri.
Non so se alcuni di voi si ricordano ma nei mesi scorsi vi ho parlato molto di una COLLEGA giovane di cui non riuscivo a capire PERSONALITA' e COMPORTAMENTO.
Soprattutto un mesetto e mezzo fa mi ha incolpato di aver parlato male di lei, ecc, ecc... ma avevo capito che era tutta una manovra per farmi sentire in colpa! Lei era parsa molto offesa, piangente, oltraggiata, ecc, ecc...
ma quando ci siamo visti ho capito che in realtà era solo una tecnica per farmi sentire in colpa!
Ebbene, quando ci siamo incrociati vi descrivo il suo comportamento, che io mi aspettavo proprio così!
Io entro a lavoro
Lei: nervosa, sbatte la porta, non mi rivolge la parola, sembra quasi nevrotica. Doveva lavorare in coppia con me ma decide di farlo con un'altra collega!
Io: rido, lavoro con un'altra collega e mi diverto, faccio battute, scherzo con le dottoressine giovani..
cosa noto?
Lei mi guarda continuamente.
Io faccio finta di niente ma la osservo un pò. Lei sembra spiazzata, mi guarda come per dire "che stai facendo? Non mi chiedi scusa?". Vi giuro che è proprio così! A fine turno mi ronza intorno ma io faccio finta di niente e non le rivolgo la parola. Quando lo fa lei con me, mettendo in dubbio quello che dico (parlava piano, quasi sussurrava) io le rispondo ridendo ma in modo duro che le cose stanno come dico. Punto. Lei si ritira immediatamente ed io sorrido.
Insomma passano alcuni giorni, parliamo poco.
Alla fine a lei occorre un cambio turno e nessuno lo può dare. Prendo il telefono e ridendo: "Te lo do io il cambio turno, brutta testa di marmo!".
Lei mi dice che non voleva chiedermelo perché non parliamo più.
Io le rispondo che è una bambina e che i cambi tra colleghi si chiedono. Punto.
Il giorno seguente affrontiamo la discussione. Lei mi dice che era rimasta male dalle mie parole.
Io le dico che il motivo non è quello e che conosco quello vero.
Lei ride.
Successivamente ci incrociamo a volte, ridiamo, scherziamo. Io continuo il mio "praticantato" con le dottoressine con le quali pomicio e mi diverto.
Ieri, però, abbiamo lavorato insieme e secondo me mi sono scoperto troppo!
Mi chiede se voglio lavorare in coppia con lei
(nessun collega aveva piacere a lavorare con lei, perché é pesantina)
Le dico che non c'è problema.
Ci prendiamo il caffé, fumiamo, ecc, ecc. Io faccio il cretino con la dottoressa di turno (cinquanta anni m,a bella, bella!). La mia collega ride, si fa rossa, mi chiede se ho smesso di fare lo show. Io non rispondo.
Lavoriamo insieme
lei mi mostra spesso le mani
fa i capricci dicendo che ha paura di essersi ferita in servizio e di essersi bekkata una malattia.
Io rido e la prendo in giro (Oh, si! Ti sei presa una malattia mortale! Piccolina, ti sei fatta la bua?). Insomma non la prendo mai sul serio.
Ci gioco (la tocco, mai nelle parti intime perché HO paura che mi causi casini a lavoro) le sbottono la divisa e lei si sta e sorride (è ovvio che le piace il gioco e l'essere corteggiata).
E' ormai chiaro che lei ha capito di piacermi, anche se io le faccio capire che sto dietro a 5 dottoressine diverse e donne fuori dal lavoro (il che è vero. Con una potrei andare a convivere ma non voglio).
Adesso a voi:
Come posso migliorare ancora, come posso vincere il mio pensiero che mi fa vivere molte donne come minacce?
Io ho pensato (in generale,  non solo nella seduzione) di pormi obiettivi mensili o bimensili da raggiungere.
Grazie a tutti

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Eian

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Re: 3 mesi dopo l'inizio dello "studio" sulla seduzione: considerazioni e consigli

« Risposta #1 del: 10 Ottobre 2013, 06:35:53 »

Da quanto scrivi, qui e in altri thread, sei ancora lontano mille miglia dal vivere le donne in modo "sano", e hai una tendenza ad iperanalizzare in maniera eccessiva anche dettagli senza alcuna rilevanza.
Trovo sensata la proposta sul finale, ovvero il darti degli obiettivi di avanzamento su scadenze temporali prefissate.

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Re: 3 mesi dopo l'inizio dello "studio" sulla seduzione: considerazioni e consigli

« Risposta #2 del: 10 Ottobre 2013, 11:27:04 »

si, me ne rendo conto -tendo ad analizzare anche i più stupidi dettagli.
Questo, molto probabilmente, mi deriva dal fatto che conosco ancora poco le donne che che in passato mia sia affidato solo all'istinto, senza capire e prendendomela troppo sul personale in molti casi.
Ho ancora molto, ma molto da imparare  soprattutto per chiudere.
Tendo, e me ne rendo conto, con troppa facilità a rendere una ragazza il punto centrale dell'universo femminile. Questo non è sano. Mi affeziono con troppa facilità, idealizzando troppo una singola ragazza. Adesso capisco anche perchè, probabilmente, in passato le mie storie siano durate poco - idealizzavo, davo troppa importanza e la ragazza iniziava a perdere interesse perchè ero troppo attaccato e compiacente.
C'è chi dice che cambiare sia difficile ma io riuscirò a modificare questo lato del mio carattere. Ultimamente ho già notato molti cambiamenti in me stesso e mi fanno vivere meglio e con più leggerezza. Eventi che un tempo mi avrebbero distrutto e dato molto da pensare, li affronto con più leggerezza, pensandoci di meno.
Purtroppo, e con questo concludo, negli ultimi sei, sette anni, ho pensato solo al lavoro, chiudendomi ancora di più nel mio guscio e quando ne sono uscito... beh, avevo dimenticato delle cose semplici e mi sono fatto male.
Ho ormai poco più di 30 anni ma credo che possa sempre migliorare e soprattutto di avere ancora tempo per divertirmi.

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Eian

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