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Riflessione e domande sulla scientificita'

(Letto 1248 volte)

Riflessione e domande sulla scientificita'

« del: 21 Maggio 2009, 10:42:48 »

Spesso leggo molti di voi che contestano una teoria o una disciplina dicendo che 'non e' scientifica', ovvero non e' dimostrabile e quindi non merita considerazione e applicazione.

Mi domando : cosa e' scientifico ?
Se non c'e' nulla di scientifico, nel senso che non e' 100% dimostrabile, allora perche' alcune cose nella vita funzionano sempre e altre non funzionano mai ?
Allora perche' ci sono persone che sono felici e stanno bene con gli altri e invece ci sono persone che non sono felici e non hanno relazioni ottimali con le altre persone ?

Allora anche per le discipline non scientifiche ci deve essere qualche 'legge' che se viene adottata conduce sempre allo stesso risultato.

Cosa ne pensate ?

« Ultima modifica: 21 Maggio 2009, 10:45:32 da Sting »

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Sting

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Re: Riflessione e domande sulla scientificita'

« Risposta #1 del: 21 Maggio 2009, 12:02:53 »

Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato. A. Einstein

E' scientifico tutto ciò che ti permette di raggiungere una conoscenza della realtà che sia oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. E lo dimostri o empiricamente o in base ad ipotesi e teorie e poiché tutto in natura risponde a leggi matematiche, trova la legge che dimostra quel che vuoi dimostrare e l'hai dimostrato.

Ah e comunque Google rulez Wink http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/google-world/algoritmo-scontento/algoritmo-scontento.html?ref=hpspr1

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GuyMontag

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Re: Riflessione e domande sulla scientificita'

« Risposta #2 del: 21 Maggio 2009, 12:06:55 »

Ciao,
il "metodo scientifico" moderno è stato teorizzato, se non sbaglio, da Galileo Galilei.
Rubando da wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico:

Il metodo scientifico è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esso consiste, da una parte, nella raccolta di evidenza empirica e misurabile attraverso l'osservazione e l'esperimento; dall'altra, nella formulazione di ipotesi e teorie da sottoporre nuovamente al vaglio dell'esperimento.

La cosa fondamentale secondo me è che il primo passo (spesso dimenticato dai neofiti quando si accostano alla seduzione scientifica) è la raccolta di evidenza empirica[/n], da cui generare modelli e teorie, da riverificare in seguito.
Cosi' a naso, allo stato attuale delle cose la seduzione puo' essere analizzata si scientificamente, ma risulta ancora molto molto personalizzata. In altre parole, ognuno di noi deve crearsi il proprio modello che spieghi le proprie esperienze. Siamo ancora molto lontani, e forse non ci arriveremo mai, ad un modello generale.
E' per questo che occorre discutere il metodo, e non i risultati.

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Re: Riflessione e domande sulla scientificita'

« Risposta #3 del: 21 Maggio 2009, 12:20:51 »

Penso che al campo seduttivo interessi solo la replicabilità dell'esperimento..

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Re: Riflessione e domande sulla scientificita'

« Risposta #4 del: 21 Maggio 2009, 13:56:23 »

Citato da: Sting il 21 Maggio 2009, 10:42:48

Mi domando : cosa e' scientifico ?
Se non c'e' nulla di scientifico, nel senso che non e' 100% dimostrabile, allora perche' alcune cose nella vita funzionano sempre e altre non funzionano mai ?

le parole "mai" e "sempre" non si applicano all'umana esperienza, men che meno alle relazioni sociali e alla seduzione; ergo non esistono metodi 100% scientifici in questo ambito.
Cio' che noi trattiamo come "scientifico" e' in realta' "simil-scientifico" proprio perche' non perfettamente replicabile ne' foriero di previsioni certe al 100%.
Non dimentichiamolo quando ci accapigliamo in discorsi tecnici e dimostrazioni teoriche (si' TermY, mi riferisco anche a te).

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Re: Riflessione e domande sulla scientificita'

« Risposta #5 del: 21 Maggio 2009, 14:09:36 »

Citato da: -eFFe- il 21 Maggio 2009, 13:56:23

le parole "mai" e "sempre" non si applicano all'umana esperienza, men che meno alle relazioni sociali e alla seduzione; ergo non esistono metodi 100% scientifici in questo ambito.
Cio' che noi trattiamo come "scientifico" e' in realta' "simil-scientifico" proprio perche' non perfettamente replicabile ne' foriero di previsioni certe al 100%.
Non dimentichiamolo quando ci accapigliamo in discorsi tecnici e dimostrazioni teoriche (si' TermY, mi riferisco anche a te).

Grazie ragazzi per i vostri spunti !
Mi avete schiarito le idee.
Volevo giusto capire in che direzione stavamo andando perche' ultimamente leggendo i post, vedo che ci sono i sostenitori della scientificita' e i suoi detrattori e tutti portano valide motivazioni, e allore mi sento un po' confuso al riguardo e ho perso un po' l'ago della bussola.

Io direi che il pensiero di -eFFe- fa una sintesi di tutti gli interventi e direi di tenerlo presente ogni volta che discutiamo qui dentro.
Nessuno e' perfetto, ok ?

Siamo persone e possiamo sbagliare e io penso che esiste la scienza, ma esistono anche cose nella realta' che sono difficili (o impossibili) da spiegare con una formula matematica o con un modello scientifico e che l'unico modo per capirle e' discuterle si' , ma anche uscire e PROVARLE su se stessi, anziche' pretendere sempre la dimostrazione per qualsiasi cosa.

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Sting

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Re: Riflessione e domande sulla scientificita'

« Risposta #6 del: 21 Maggio 2009, 19:27:21 »

Citato da: ^X^ il 21 Maggio 2009, 12:06:55

Ciao,
il "metodo scientifico" moderno è stato teorizzato, se non sbaglio, da Galileo Galilei.
Rubando da wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico:

Il metodo scientifico è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esso consiste, da una parte, nella raccolta di evidenza empirica e misurabile attraverso l'osservazione e l'esperimento; dall'altra, nella formulazione di ipotesi e teorie da sottoporre nuovamente al vaglio dell'esperimento.

La cosa fondamentale secondo me è che il primo passo (spesso dimenticato dai neofiti quando si accostano alla seduzione scientifica) è la raccolta di evidenza empirica[/n], da cui generare modelli e teorie, da riverificare in seguito.
Cosi' a naso, allo stato attuale delle cose la seduzione puo' essere analizzata si scientificamente, ma risulta ancora molto molto personalizzata. In altre parole, ognuno di noi deve crearsi il proprio modello che spieghi le proprie esperienze. Siamo ancora molto lontani, e forse non ci arriveremo mai, ad un modello generale.
E' per questo che occorre discutere il metodo, e non i risultati.

+1, stavo per scrivere un pappone di 2000 righe... Wink
Aggiungo di riflettere sulla "falsificabilità" (Popper), concetto chiave per definire la "scientificità".

Lo scientifico,
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Re: Riflessione e domande sulla scientificita'

« Risposta #7 del: 21 Maggio 2009, 19:47:57 »

Citato da: Acqua il 21 Maggio 2009, 19:27:21

Aggiungo di riflettere sulla "falsificabilità" (Popper), concetto chiave per definire la "scientificità".

Gasp, ci sto provando ma... non riesco a capirlo! E la cosa non accade poi così frequentemente. Di solito se io non capisco una cosa, questa è sbagliata  Laughing
No, scherzo, adesso mi ci applico meglio

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Re: Riflessione e domande sulla scientificita'

« Risposta #8 del: 22 Maggio 2009, 16:25:30 »

Questo articolo capita a FAGIUOLO Cheesy
Non pensavo ci fosse un processo in corso a Galileo Galilei !  Shocked

http://roma.corriere.it/r...anini-1501384119127.shtml

"«Galileo Galilei - questo dice l'accusa - nato a Pisa il 15 febbraio 1564, è accusato di avere sostituito all'uomo come centro dell'Universo le ragioni della tecnica facendo sì che l'uomo stesso perdesse il suo ruolo di valore fondamentale nel sistema universale. Con l'aggravante di avere tolto certezze consolidate da secoli in tutti coloro che credevano alle sacre scritture e che ricevevano un senso di tranquillità dal precedente ordine delle cose ritenendo la terra ferma ed il sole che sorgeva e tramontava ruotando attorno la terra stessa. Con l'ulteriore aggravante, comunque, di aver abiurato alle proprie idee così aumentando il caos nei convincimenti di tutti gli uomini semplici che per molto tempo vissero nella incertezza sulla collocazione della terra nel cosmo. Fatti commessi in Padova, in Firenze e altre località»"

Che roba curiosa...fa riflettere su parecchie cose...

Sembra quasi che cercare la verita' , usando come mezzo il metodo scientifico, paradossalmente ci allontani dalla verita' e porti solo piu' confusione e caos nell'umanita'.
Cercare una spiegazione per tutto e venire a conoscenza, non sono sinonimo di felicita'.
La conoscenza porta tanti benefici, ma penso che in certi ambiti della vita, a volte e' meglio godersi il presente e non venire a sapere certi aspetti che regolano l'universo...si rischia di rompere il giocattolo...

Voi che ne dite ?

« Ultima modifica: 22 Maggio 2009, 16:33:58 da Sting »

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Sting

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