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Le avventure di Gabriele e Chicco (parte 1)

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Le avventure di Gabriele e Chicco (parte 1)

« del: 03 Gennaio 2011, 12:53:12 »

Cari colleghi marpioni, con l' inizio del nuovo anno sono in vena letteraria, pertanto vi regalo un racconto ispiratomi da un recente fatto di cronaca locale.  Smile

In un ridente paesino rurale ai piedi delle Montagne Rocciose abita una famigliola molto laboriosa e stimata, composta da Roberto, Silvia e il figlio Gabriele, di appena 7 anni. Sono persone benvolute da tutti nel villaggio, eccetto che dal cattivissimo dirimpettaio Benito, con il quale esistono dissapori da molti anni ; tali ruggini sono provocate dai molti animali da cortile che Benito detiene in modo abusivo, e che provocano cattivi odori e afflusso di topi, scarafaggi e insetti di vario genere. Nessuno è mai riuscito a far nulla per arginare la situazione, perchè Benito , sfruttando anche la sua amicizia con lo sceriffo e i ranger locali, ha praticamente sottomesso tutti gli abitanti del borgo con prepotenza, soprusi e minacce.

Ma un giorno di inizio estate dalle montagne scende un puma affamato : un esemplare gigantesco sui 120 kg, alto almeno  1 metro e 10 al garrese. Ispezionando il villaggio in cerca di cibo, si avventa nel cortile di Benito, in quel momento fuori per lavoro . I due pitbull lasciati a guardia (che avevano letteralmente terrorizzato il villaggio) vengono rapidamente sopraffatti dal puma, che nel giro di mezz'ora divora tutti gli animali dell' aia : polli, oche, conigli, maiali , e distrugge tutto quanto gli capiti a tiro.  Alla fine, esausto e intorpidito dal lauto pasto, si addormenta nel giardino confinante di Roberto. Lo spettacolo offerto dal cortile di Benito è impressionante : i due pitbull sgozzati, sangue, piume e brandelli di carne ovunque .
Gabriele, che stava giocando in giardino, non crede ai propri occhi e corre a chiamare i suoi : "Babbo, corri, vieni a vedere! Un gatto gigante ha mangiato tutti gli animali di Benito!!  Cheesy "
Roberto  : Ma che c...o stai a dì? Uglystupid
Gabriele : Dai, muoviti !"
R :  Shocked Shocked!! Che mi venga un colpo ! Ma non è un gatto! E' un puma ! E comunque, è il benvenuto..adesso finalmente qui staremo tranquilli, almeno per un pò. Evil
G : Lo facciamo restare con noi ?
R : Ma no, figliolo ! Non è possibile! Non può vivere qui, ci è capitato per caso perchè aveva fame, ma lui ha bisogno dei suoi boschi sulle montagne..e poi dobbiamo portarlo via prima che torni Benito o passi lo sceriffo!
G :  Cry  Ok, babbo, ho capito .
Intanto l' animale si stava risvegliando,  Gabriele gli porta un secchio di latte al cioccolato e gli fa : "Ciao! Io e te siamo amici, e tu d' ora in poi ti chiami Chicco!" Il puma, inaspettatamente, sotto gli occhi di Roberto stupefatto, si struscia su Gabriele come un gatto, e consuma il suo omaggio, terminando con un gran rutto.
G : adesso però te ne devi andare, perchè appena scopriranno quello che hai fatto, saranno guai.
Chicco capisce al volo e se ne va. Al suo ritorno, Benito è letteralmente impietrito , e in paese non si parla d' altro : qualcuno ha sterminato gli animali di Benito, la cosa ha generato sconcerto, ma anche una certa soddisfazione. Qualche giorno dopo, accade un altro fatto decisamente singolare : nel giardino di Roberto viene abbandonata la carcassa di un' alce . Era stato sicuramente Chicco. Gabriele gli aveva offerto la cioccolata, e lui ha ricambiato la cortesia portando un dono, secondo il suo metro di giudizio, pregiato. E i giorni successivi gli strani "omaggi" di Chicco proseguono . E ciò procura non poche grane alla famiglia di Gabriele, attorno alla quale si addensano i sospetti di Benito .
Un giorno, per la gioia di Gabriele, Chicco si fa nuovamente vedere, e i due iniziano a giocare nel giardino. Purtroppo Benito vede tutto : "Maledetti! Lo sapevo che c'eravate di mezzo voi !!" Imbraccia il fucile e cerca di colpire Chicco, con Gabriele che piange disperato, ma il puma è troppo veloce e scompare in pochi secondi.
Roberto e Silvia vengono accusati di detenzione illegale di animale pericoloso e procurato allarme, viene richiesto loro di rifondere tutti i danni e comminata una pesantissima multa. Roba da metterli sul lastrico. Ciononostante, Gabriele e Chicco continuano a vedersi di nascosto, non più nel loro giardino ma in un bosco delle vicinanze, ma non senza combinare qualche altro guaio .
Una notte accade qualcosa che invertirà completamente il senso della vicenda . Benito riceve la visita di due pericolosi rapinatori in casa . I balordi immobilizzano lui e i suoi familiari, ed iniziano a torturarli e massacrarli di botte per farsi dire dove sono soldi e preziosi. Ma improvvisamente si frantuma una finestra ed irrompe Chicco, tra lo stupore generale . Al primo malvivente stacca la testa con una terrificante zampata, il secondo tenta di scappare, ma viene subito atterrato da dietro, e un morso potente e preciso gli rompe l' osso del collo . E così il peggior nemico di Chicco diventa il suo più grande estimatore : le denunce a carico dei vicini, fino ad allora odiati, vengono ritirate, e come d' incanto, da quel momento in poi nel villaggio l' armonia e la concordia regneranno sovrane. A Chicco viene permesso di restare a casa di Gabriele, ma diventa di fatto il gattone di tutto il villaggio. Ha bisogno di una ventina di chili di carne al giorno per nutrirsi, e tutti fanno a gara per portargli i tagli più pregiati. Al che, lui non ha più bisogno di cacciare sulle montagne : ha tutto il cibo che vuole, e molto più buono di quello che riusciva a procurarsi da sè , inoltre è servito e riverito da tutti. Per non parlare poi del suo incredibile rapporto con Gabriele. Insomma, è entrato in uno stato di massimo comfort. Ma tutto ciò può durare ?

Vi aspetto dopo pranzo per la seconda parte delle avventure di Gabriele e Chicco, e il dibattito che ne seguirà.  Cool

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Le avventure di Gabriele e Chicco (parte 2)

« Risposta #1 del: 03 Gennaio 2011, 16:49:29 »

Chicco si è ormai stabilito nel villaggio : dispone di cibo a volontà, agi di ogni genere, inoltre gode di grande prestigio, per aver fatto fuori quei due brutti ceffi. Dopo quell' episodio, perfino il perfido Benito era cambiato, non sembrava più lui. Aiutava tutti in paese, ed aveva messo su una nuova fattoria, ma in posizione più consona, che non recava disturbo agli abitanti della zona.

Passavanono i mesi, e Chicco stava bene . Ragionando tra sè e sè , "ma chi me lo fa fare di tornare in montagna?Io quasi quasi resto qui, mi portano da mangiare tutti i giorni, d' inverno sto al caldo, mi vogliono tutti bene, perfino mi lavano e mi pettinano...niente lupi e orsi in giro...massì, sto bene qui. Al massimo ci torno ogni tanto come turista!  Wink "
 E infatti, così fece : ogni tanto partiva, e faceva il suo giro in montagna, ma senza combinare casini : non assaliva più il bestiame degli allevatori della zona,ma anzi, al contrario, li aiutava marcando il territorio e tenendo lontani altri animali pericolosi. Girava con un chip per essere rintracciabile, e un  bandana rosso al collo per rendersi riconoscibile, evitando così che qualcuno gli sparasse. Poi tornava a casa di Gabriele. E questa routine proseguì per molto tempo.
Gabriele era ormai un adolescente, e certe sfumature della vita poteva cominciarle a capire. Si accorse che Chiccho, nonostante avesse più di tutto ciò che voleva, intristiva e..ingrassava. Era sull' orlo dei 150 kg, il suo scatto non era più bruciante come prima, anche se faceva sempre paura per un nemico a trovarselo di fronte. Lui stesso se ne era reso conto : "questa vita ideale mi sta rovinando. Sto ingrassando, non mi muovo più : bisogna che torno a caccia !"
Da quel momento, le sue sortite in montagna cominciarono a diventare via via più lunghe : stava fuori per intere settimane, addirittura mesi, e tornava sempre più di rado. Quando rivedeva Gabriele gli incontri erano sempre calorosi : stavano a lungo in silenzio, carezzandosi le mani. Il ragazzo aveva accettato la situazione con grande maturità : con gli anni aveva capito che l' animale era un puma e non un gatto, e quindi la sua casa era la montagna, non una confortevole masseria. Era contento di sapere che stava bene, ed in effetti lo vedeva meno imbolsito e più mobile. Per molti mesi, Chicco non passò più nel villaggio : evidentemente, pur essendo stata una bellissima esperienza riguardo alla quale continuava a essere grato a tutti, aveva ritrovato la sua essenza nel suo habitat naturale, e soprattutto, non poteva vivere senza caccia : non di rado quando usciva, inseguiva le prede e le metteva nell' angolo, e poi alla fine nemmeno le uccideva, perchè non aveva fame . Aveva soddisfatto il suo istinto di grandissimo cacciatore, e per lui andava bene così.
Qualche anno dopo Gabriele era ormai ventenne, e Chicco doveva essere sui 15, che non erano pochi. Forse sarebbe stato il momento di abbandonare le montagne e tornare al villaggio, per lui che ne aveva la possibilità, ma non ne voleva assolutamente sapere : ormai da tempo identificava la sua stessa vita nella caccia, senza di essa si sarebbe sentito vuoto e inutile.
Finchè arriva un brutto giorno in cui alla centrale operativa del corpo forestale si accorgono che il chip di Chicco non si muove più. Lo vanno a cercare, e lo trovano morto, con ferite tali da far pensare che sia stato sopraffatto da un orso. Un animale che anni addietro avrebbe atterrato con una zampa sola, ma gli anni erano passati . E' facile immaginare la disperazione di Gabriele, che sulle prime ha una reazione insensata dettata dal particolare momento emotivo : va a prendere i fucili, e intende organizzare una spedizione punitiva contro gli orsi dell' area circostante il punto del ritrovamento di Chicco. Il padre lo ferma .
R : figliolo, ma cosa ti salta in mente?Vorresti davvero ammazzare una decina di orsi, che tranne uno non hanno fatto nulla?e poi quell' uno ha lottato per la vita, sua e della sua famiglia!
G : Hai ragione..non ha senso!E' tutta colpa mia, non dovevo lasciarlo ripartire! Cry
R : ascoltami bene, ragazzo. E' morto, forse poteva vivere di più..ma è morto in montagna, consapevole di aver fatto la vita che voleva. A differenza di molti altri suoi simili, lui ha avuto l' opportunità di vivere come un animale domestico, e quindi di scegliere. Non ricordi com' era diventato prima di partire? Non era più lui. Semmai alla fine era lui che sarebbe potuto tornare, per finire la sua vita tra le comodità, ma non tu a costringerlo. Ha fatto la sua scelta, e ne ha pagato le conseguenze. Certamente se tornava qui viveva più a lungo, ma è tutto da verificare se sarebbe stato più felice!
Così la vita del villaggio continuò a scorrere tranquilla, Gabriele iniziò a studiare da veterinario con indirizzo in grossi animali selvatici, con l' obiettivo di andare a lavorare in qualche corpo a difesa dell' ambiente, e ovviamente cominciò a dedicarsi anche lui alla caccia, seppure un pò diversa.  Cool

Queste erano le avventure di Gabriele e Chicco. Alcuni di quelli che tra voi sono più in là con l' età, forse si riconosceranno nel protagonista della storia , alcuni diranno che ha fatto bene a tornare sulle montagne, altri che ha fatto male..oppure ancora, che ha fatto bene a tornare, ma ad un certo punto si sarebbe dovuto ritirare.

Per quanto riguarda invece i ventenni e in particolare i trentenni, certe domande riguardo alle aspettative sulla propria vita uno se le deve porre. La storia poi presenta anche altri spunti di riflessione, che man mano introdurrò.
Aspetto i vostri contributi, e in particolare di sapere se qualcuno riconosce nella propria vita parte o tutta la mitica parabola di Chicco . Smile

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Re: Le avventure di Gabriele e Chicco (parte 1)

« Risposta #2 del: 05 Gennaio 2011, 19:35:18 »

Ci stavo riflettendo in questi giorni.

In primis nella metafora di Chicco ci vedo l'uomo sposato Evil... o comunque l'uomo che ha raggiunto i suoi obiettivi di sarging e quindi non trova più appaganti le vecchie sfide.

Ma è anche la metafore sull'identità personale nel corso della fine dei vent'anni della propria vita: tu cosa vuoi fare, e chi sei?

Comunque il puma ha fatto bene. E' tornato nel posto dove c'è la sua identità profonda, e vuoi per l'età vuoi per la "civilizzazione", ivi è morto.

PS: ho cannato tutto vero?  Cheesy

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Re: Le avventure di Gabriele e Chicco (parte 1)

« Risposta #3 del: 05 Gennaio 2011, 19:50:14 »

Sì, è proprio questo il senso che la storia vuole comunicare : la prima cosa da fare è capire chi siamo, e cosa vogliamo. La seconda, è capire che il rimorchio non è per tutti.

Magari ci puoi riuscire, e molti qua dentro lo dimostrano ogni giorno : ma prima di farlo, è indispensabile capire se lo vuoi davvero.

C' è tanta gente che si accontenta di avere  3-4 storie in tutta la vita,magari con ragazze presentate da amici o conosiute in parrocchia o all' associazione di volontariato, e a fare qualcosa di diverso non ci pensa nemmeno, o riconosce serenamente di non avere i mezzi per farlo, o ancora non vuole farsi il mazzo per costruirseli questi mezzi.

Se sei gatto, non puoi andare sulle montagne e vivere come il puma : stattene a casa e mangia la tua scodella di crocchette assicurata.

Ebbene, la mia esperienza è molto vicina a quella di Chicco, pur non essendo mai riuscito a cacciare come lui : ho cercato di fare la vita del gatto domestico, ma ho fallito miseramente. Un pò è stato che prima di cominciare, ero ben lontano dall' aver raggiunto gli obiettivi nel sarge, ma poi il fatto è che a me tutte quelle cose come guardare la televisione sul divano, prendermi cura della casa e del giardino, fare la passeggiatina il sabato con la donna e i bambini, ecc. ecc, MI FANNO SCHIFO ! NON ME NE FREGA UN caxxo!!
E quindi ho fatto come lui..magari muoio prima, ma muoio in campo! Evil

« Ultima modifica: 05 Gennaio 2011, 19:53:07 da Shark72 »

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