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Kurghans Story 23) La transizione.

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Kurghans Story 23) La transizione.

« del: 30 Marzo 2011, 01:59:30 »

Kurghan riflettè molto sulle parole del Maestro. E riprese in mano tutti i suoi diari, in cerca di un punto della sua storia che lo aiutasse a risolvere il suo problema. Sperare in un ulteriore input del Maestro, era perfettamente inutile: sibillino come sempre, egli riteneva che la soluzione dei problemi è gia nell'individuo.
Basta quindi una frase che lo faccia riflettere da un diverso punto di vista, per far si che la soluzione emerga.
Era inoltre cessata la stagione dei monsoni, ed il Maestro si era rimesso di vedetta in cima al pennone per avvistare nuove turiste.
Kurghan aprì tutti i suoi armadi, e cominciò a rimaneggiare gli oggetti del suo passato. Ogni oggetto, era un racconto, una storia. La penna d'istrice, gli ricordava Filomena, sedotta ad una festa di paese, e posseduta nel bosco. Il Kefià, il suo viaggio alle piramidi di Kleospatra e Marsete. Poi trovò la sua vecchia scacchiera... Ed un brivido sinistro gli percorse la schiena. Kurghan giocava a scacchi con Gundbjorn (Kurghan's Story 6 ndr) prima che morisse pochi anni prima. Passavano intere serate dananti alla scacchioera, bevendo birra e sfottendo il Maestro con i racconti dei suoi rari, ma eclatanti pali. Una sera, Gunbjorn, era strano. Gli venne il singhiozzo, e dopo poco stramazzò al suolo e cadde in coma. Emorragia cerebrale, dissero i medici.
Diossero anche che per tirarlo fuori dal coma, ci volevano voci amiche, voci care.
Kurghan ed il Maestro, lo vegliarono la notte ed il giorno, dandosi il cambio per tre mesi.
Gli raccontavano tuiie le storie che avevano vissuto assieme, sperando in un piccolo movimento, in un cenno che indicasse che Gunbjorn si stesse svegliando. In questo triste periodo, Kurghan telefonava incessantemente alla fidanzata di Gunbjorn, pregandola di venire, di dire qualcosa anche lei, essendo la persona più cara che l'amico avesse al mondo. Ma non venne mai.
Gunbjorn, mori. Nelle braccia dei suoi due veri amici. Ma senza poterli salutare.
Per Kurghan cominciò un brutto periodo, Gunbjorn era infatti un terzo della sua famiglia: il resto erano un vecchio ed una vecchia pecora. Cominciò a non avere più voglia di alzarsi, smise di curare se stesso, si fece crescere la barba, e per non essere obbligato a lavarsi i capelli, li radette a zero.
Non si amava più. In lui c'era un senso di colpa fortissimo, come se la morte del suo amico fraterno fosse dipesa da una sua incapacità. Ma oltre che il rancore per se stesso, Kurghan aveva perso interesse per le donne. Non faceva che ripetersi che se Gwenda fosse venuta, ed avesse parlato a Gundbjorn, forse si sarebbe risvegliato. Nel dolore di Kurghan, si fece spazio l'ipotesi che un ragazzo così sano, non potesse aver fatto una fine così assurda, senza alcun preavviso: Gundbjorn, nella mente di Kurghan,  era morto per amore: per abbandono. Nella vita di Kurghan un nuovo compagno fece il suo ingresso: l'alcool. E dopo di lui, sua sorella: la droga.
L'atteggiamento di Kurghan cambiò. Non era più affabile con le donne, ma cercava sempre la rivalsa, o forse la vendetta. Durante i dialoghi, affermava le sue idee in modo irriverente. Poi, cominciò a pilotare il dialogo in direzioni nelle quali fosse certo che la preda fosse impreparata. Usava termini tanto ricercati quanto rari per mettere in difficoltà l'interlocutrice onde far pesare la sua assoluta superiorità intellettuale.
UNa volta stabilito chi fosse la persona più intelligente, cominciava ad infierire, marcando ancor di più il distacco.
Non lesinava di usare gli insegnamenti che aveva ricevuto per creare sensi di colpa nelle sue vittime prive di peccato. In un secondo tempo, cambiò tattica: cominciò a cacciare selettivamente RMP, seducendole e facendole innamorare. Ma una volta sedotte, faceva di tutto per farle star male. L'apice, lo toccò con Sigmundea. Pianificò accuratamente il colpo da infierire: per 4 mesi, recitò la parte del perfetto fidanzato, arrivando una sera a cena, a prometterle il matrimonio. La sera successiva, ricorreva l'anniversario della morte di Gundbjorn. Kurghan ortò Sigmundea in disco, e davanti a lei cominciò a sedurre la barista. Sigmundea non riusciva a capire, e si lamentò. Kurghan, ubriaco, la apostrofò e le dette uno spintone per allontanarla. Sigmundea rimase in un angolo piangendo per cercare di capire cosa le stesse succedendo: perchè non riusciva a capacitarsi di cosa avesse cambiato così radicalmente il suo futuro sposo.
Ma Kurghan, era una macchian da guerra, e dopo poco, baciò la barista. Sigmundea sparì per sempre, e Kurghan rimase di nuovo da solo con la sua bottiglia e con le sue polveri.
Ma una mattina,

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Re: Kurghans Story 23) La transizione.

« Risposta #1 del: 31 Marzo 2011, 21:29:57 »

il più toccante di tutti i 25 racconti...

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