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Il futuro che ci aspetta e la competizione da est

(Letto 1511 volte)

Il futuro che ci aspetta e la competizione da est

« del: 11 Gennaio 2011, 07:50:34 »

Ciao a tutti,
oggi ho letto su un forum del Corriere una cosa molto interessante che vi segnalo per uno spunto di riflessione.
http://www.corriere.it/it...0-a4b5-00144f02aabc.shtml

Non ho purtroppo molto tempo adesso per sviscerare un argomento sul quale rifletto da 20 anni (cioè da quando sono stato in Cina nel 1988). Vi lascio solo due considerazioni-pillola:
1) la competizione arriva da li, e si puo' piangere/proteggere finchè si vuole ma le cose non cambieranno
2) il modo in cui studiano (cinesi, ma anche indiani) è davvero prettamente "tecnico" e acritico, ed è questo il motivo per cui -da ingegnere io stesso- vi dico da tempo che le materie tecniche non assicurano nessun futuro; a meno che non siano fortemente integrate da abilità umane, critiche e sociali.

Insomma, se devo immaginare chi avrà successo e mercato da adesso a 20 anni, mi immagino piu' un TermYnator che spiega agli orientali come de-alienarsi piuttosto che un brillante studente di master ingegneristico-finanziari.

ps: tornato dalla Cina scrissi un tema a riguardo (ero in 3 liceo scientifico), anticipando tutta una serie di cose che puntualmente si sono avverate. L'insegnante, la classica sessantottina comunista emiliana, mi riempi' di improperi e mi diede del fascista... mah.

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Re: Il futuro che ci aspetta e la competizione da est

« Risposta #1 del: 11 Gennaio 2011, 10:05:33 »

La cosa mi interessa parecchio, quindi ogni approfondimento è benvenuto.

Solo non ho capito cosa tu voglia dire nel punto 2).
Nella mia limitata esperienza un pensiero critico è assolutamente necessario per una materia tecnico scientifica, non fosse altro perchè tutto quello che dici o scrivi sarà sottoposto al vaglio della critica altrui...

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JBGrenouille

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Re: Il futuro che ci aspetta e la competizione da est

« Risposta #2 del: 11 Gennaio 2011, 10:55:48 »

Mi trovo molto d'accordo con ciò che descritto nell'articolo, ne parlavo qualche giorno fa con un amico.
Da un annetto circa una famiglia cinese ha comprato (naturalmente in contanti) il bar in cui spesso ci ritroviamo, inizialmente la clientela non l'ha presa di buon occhio ed i più affezionati si sono allontanati...
A distanza di un anno quello stesso bar ha quadruplicato i suoi visitatori, abbassato i prezzi di superalcolici e cocktail e la qualità del servizio (da bicchieri di vetro a plastica esteticamente gradevole ma pur sempre plastica) e così è riuscita ad accaparrarsi orde di ragazzini che si ritrovano in branco per ubriacarsi prima di andare in disco... l'ultima volta che ci sono stato ho dovuto fare la fila per un Martini...
Inoltre è praticamente SEMPRE aperto, non so come facciano, e non c'è nemmeno ricambio di turno, sempre le solite 2 ragazzine (a volte 3) che in totale non superano i 40 anni assieme.
Una sera parlando con loro ho chiesto come facessero a lavorare mentre tutti gli altri se ne stavano a bere ed a divertirsi... sai che mi ha risposto ? "Tu divertiti, noi la settimana scorsa abbiamo comprato un altro bar in centro... " ecco qual'è la differenza tra loro e noi.

Purtroppo non ho abbastanza nozioni per criticare il metodo scolastico cinese, ho letto qualcosa e visto documentari e mi è parso molto rigido e disciplinato... quasi più un esercito che una classe.

Non sono comunque completamente d'accordo sul fatto che le materie umanistiche soverchieranno quelle tecniche, anzi, la tendenza è esattamente contraria se parliamo di necessità evolutiva e gli sparuti focolai di persone che vanno controcorrente sono parte di mode passeggere... tanto è vero che il TG5 ci va a nozze con i servizi sulle stranezze modaiole filo-orientali della "Milano bene".

Se osserviamo le nuove generazioni ci rendiamo conto di come il pensiero ragionato stia lasciando spazio al pensiero indotto... è più convincente una propaganda fatta come si deve, con un testimonial influente piuttosto che un ragionamento logico, finalizzato ma controcorrente.

Io dal canto mio parto sempre dal presupposto che il mio interlocutore stia sbagliando esattamente quanto me, e che il dialogo può servirci per cercare una verità comune e condivisa... diciamo oggettiva.

Speriamo che le nostre radici siano più forti dei nostri rami... non mi dispiace il giallo, è che non vedo bene gli occhi a mandorla su mio figlio  Grin

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Re: Il futuro che ci aspetta e la competizione da est

« Risposta #3 del: 11 Gennaio 2011, 11:11:56 »

Citato da: JBGrenouille il 11 Gennaio 2011, 10:05:33

Solo non ho capito cosa tu voglia dire nel punto 2)
Nella mia limitata esperienza un pensiero critico è assolutamente necessario per una materia tecnico scientifica, non fosse altro perchè tutto quello che dici o scrivi sarà sottoposto al vaglio della critica altrui...

da quel che vedo le persone versate in ambiti tecnico-scientifici (non tutte sia chiaro) più che di senso critico abbondano di raziocinio e senso logico; immessi nel loro paradigma, e sapendo, grazie al fatto di averlo studiato, come inquadrare e risolvere, vanno avanti spediti come dei treni

Quello di cui difettano è appunto di senso critico, ove per critico è da intendere la capacità di criticare i presupposti, la capacità di mettere in discussione il fatto che un dato fenomeno vada visto secondo il punto di vista X piuttosto che Y; è la capacità (o è anche la capacità) di non confondere la mappa con la realtà, sviluppando quella sorta di cautela, di scetticismo verso le ricette preconfezionate (ma che tanto piacciono) che, se accettate acriticamente, portano sempre alle stesse risposte; cioè, niente cambiamenti, niente innovazione. Mancano della capacità di adattare alla realtà visuali differenti in base alle opportunità che si profilano

Se dovessi poi a naso fare una altra critica a questi nerd cinesi e indiani, è evidente che questi difetteranno di capacità sociali oltre che di critica; il che forse è ancora più invalidante in ambito lavorativo; senza la capacità di parlare, convincere, dialogare, capire quel che vogliono gli altri, la strada è impervia

 

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Naddolo

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Re: Il futuro che ci aspetta e la competizione da est

« Risposta #4 del: 11 Gennaio 2011, 11:48:05 »

Nad forse stiamo dicendo la stessa cosa  Smile perchè fondamentalmente hai spiegato ciò che volevo dire con "pensiero critico".
La domanda "ma sei sicuro che questo fenomeno da te studiato funzioni secondo il principio X e non Y" è una costante in campo scientifico e, credo, anche tecnico. Ed la capacità di individuare ed eventualmente ribattere tali osservazioni è vitale.

Citato da: nad84 il 11 Gennaio 2011, 11:11:56

Se dovessi poi a naso fare una altra critica a questi nerd cinesi e indiani, è evidente che questi difetteranno di capacità sociali oltre che di critica; il che forse è ancora più invalidante in ambito lavorativo; senza la capacità di parlare, convincere, dialogare, capire quel che vogliono gli altri, la strada è impervia

 
Sulle capacità sociali non so, magari ce le hanno tra di loro ma son più chiusi verso gli occidentali.
Certo una cosa che mi ha colpito è come molti di loro, se pure con una preparazione universitaria di alto livello, non siano in grado di esprimersi in un inglese corretto e comprensibile.
(ascoltare i loro seminari era uno strazio...  Buck )

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Re: Il futuro che ci aspetta e la competizione da est

« Risposta #5 del: 11 Gennaio 2011, 15:47:40 »

Citato da: ^X^ il 11 Gennaio 2011, 07:50:34

le materie tecniche non assicurano nessun futuro; a meno che non siano fortemente integrate da abilità umane, critiche e sociali.

lo spero  Exclamation

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Re: Il futuro che ci aspetta e la competizione da est

« Risposta #6 del: 12 Gennaio 2011, 02:02:32 »

Il discorso è interessante ma seguo fino ad un certo punto...
Le differenze di cui sopra sono culturali, non genetiche. Uno degli effetti positivi della globalizzazione (in mezzo a tanti negativi) sarà sicuramente il mescolarsi di tante etnie diverse, fino a che la provenienza geografica non sarà più un fattore discriminante.

Cinesi e indiani hanno una spiritualità molto più evoluta della nostra, tanto per dirne una. Non vorrei che quello che X chiama "senso critico" in realtà si chiamasse "individualismo". Gli orientali sono meno individualisti, per lo meno al momento.
Ben vengano i cinesi che pagano le tasse e fanno il loro lavoro. Preferisco loro all'italiano malandrino che butta la carta in terra pensando di essere l'unico a farlo.

Spero solo che i bambini di oggi siano in media più intelligenti e felici di noi (suggerisco a tutti di buttare un occhio sui libri di italiano e matematica che utilizzano nelle elementari e confrontarli con i nostri... saranno tutti dei fenomeni, per non parlare della loro alfabetizzazione digitale); che poi siano gialli, neri o rossi, voglio fare la mia parte in modo che ereditino un mondo all'altezza dei loro sogni. Quello che abbiamo ereditato noi è... com'è?

« Ultima modifica: 12 Gennaio 2011, 02:11:06 da Acqua »

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Re: Il futuro che ci aspetta e la competizione da est

« Risposta #7 del: 12 Gennaio 2011, 18:33:32 »

Per come la vedo io i cinesi nel giro di qualche decennio ci surclasseranno in tutto.
In classe mia ho un ragazzo cinese che,nonostante abiti in Italia da ''soli'' 5 anni, è un automa in tutti sensi.Ha i massimi voti in tutte le materie e 10 in matematica.Parla un italiano perfetto e nei temi scritti scrive molto meglio di tutti i miei compagni.Nonostante le difficolta' che ha affrontato durante il 1° anno ora è l'alunno piu' capace dell'intera scuola.Anche il fratello ha un rendimento scolastico simile al suo.Inoltre la sera lavora fino a tardi nel ristorante dei genitori.La cena di classe l'abbiamo fatta da lui infatti...
Io sinceramente non so come faccia,insieme al fratello,ad andare cosi' bene a scuola e gestire un ristorante.La loro educazione gli impone di dare il meglio in ogni campo e sembra che non sentino la fatica o lo stress.Riguardo alle loro scarse capacità sociali,il problema è riconducibile alla loro assoluta dedizione alle attività pratiche.Dedicare mente e corpo a queste gli preclude la possibilità di fare altro,anche se è sbagliato affermare che tutti i cinesi sono asociali.

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Re: Il futuro che ci aspetta e la competizione da est

« Risposta #8 del: 12 Gennaio 2011, 18:59:21 »

Grazie a tutti per gli spunti interessanti!
@JBG: per quanto riguarda lo spirito critico, Nad ha già spiegato molto bene cosa intendo.
@Nad: grazie
@Maschio: in piu' c'è da aggiungere che ad un italiano sarebbe impedito da leggi e regolamenti di fare quello che ha fatto il barista cinese da te menzionato...
@Acqua: il mio discorso è squisitamente realista senza alcuna sfumatura di condanna/approvazione etica. Il meccanismo di integrazione di cui parli di puo' accadere (e non sono molte le volte che storicamente sia stato evidente) in un periodo di tempo lungo centinaia di anni... e noi putroppo dobbiamo vivere nei prossimi 30!
@Sixteen: molto lucido quello che osservi. Comunque non è vero che ci "surclasseranno in tutto", non è possibile... il mio post voleva scoraggiare il mettersi in competizione diretta ove non possiamo primeggiare per mille motivi, e cercare strade paralelle e altrernative per avere successo...

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Re: Il futuro che ci aspetta e la competizione da est

« Risposta #9 del: 12 Gennaio 2011, 19:04:55 »

Citato da: ^X^ il 12 Gennaio 2011, 18:59:21

@Sixteen: molto lucido quello che osservi. Comunque non è vero che ci "surclasseranno in tutto", non è possibile... il mio post voleva scoraggiare il mettersi in competizione diretta ove non possiamo primeggiare per mille motivi, e cercare strade paralelle e altrernative per avere successo...

In tutto cio' che è pratico intendevo,mi sono espresso male io  Wink Comunque è solamente un mio parere dettato da cio' che ho visto in prima persona...A rimorchiare siamo meglio noi pero' ahah  Smile

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