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E comunque, anche d'Annunzio si faceva endovena.

(Letto 1694 volte)

E comunque, anche d'Annunzio si faceva endovena.

« del: 30 Dicembre 2012, 14:06:55 »

La filosofia e la letteratura esistono per essere contestate. Oggi, invece, si prende per oro colato tutto quello che troviamo scritto nei libri di quei bei signori che ci hanno insegnato a chiamare "autori" e "filosofi": è per questo, che l'individuo che assume e non presume, pur essendosi preso la briga di scremare i pensieri più nobili e/o ad egli più congeniali, si trova in una posizione di passività in cui la filosofia e la letteratura gli rendono ben poco. Chi si comporta in questo modo, è destinato a realizzare discorsi e opere infarciti di pensieri non propri e totalmente privi di un contenuto sottostante.
Perchè ogni tanto non diamo qualche calcio in culo in più? Nietzsche, Schopenhauer, Platone, Stendhal, Bergson, Manzoni, Pirandello... non sono vostri parenti, non sono vostri mentori, sono soltanto persone che hanno fatto quello che voi non fate mai, e cioè studiare e leggere attivamente dando un calcio in culo a quelli del passato! Come? Be', per esempio, tirando fuori il coraggio di dire:

Citazione

«Platone, non è come dici tu, e forse ti facevi le canne quando parlavi dell’iperuranio! Dante, chè te la squagli? Guarda che parlo anche con te! Hegel: se tutti ragionassero come te il mondo smetterebbe di scopare! E tu non ridere, Baudelaire, perchè il preservativo l'hanno inventato alla faccia tua, ubriacone erotomane che si è impoverito tracannando fatina verde a gogo! Come quell'altro, "coso lì", come si chiama? Bukowski, che se vivesse ancora non gli farebbero guidare neanche il carrello della spesa!».

Infatti, cosa è sempre successo? Che la storia si è sempre ricordata più degli autori/filosofi che hanno esordito con pensieri nuovi nel loro panorama culturale, piuttosto che di quelli venuti dopo di loro che ne hanno solo ricalcato i punti essenziali ruminando dottrine altrui. Questo perchè quegli innovatori hanno contestato coloro che li hanno preceduti, senza idolatrarli, senza assorbire e lasciarsi assorbire dalle loro parole; diversamente, i ruminanti si sono limitati a correre nella scia degli innovatori riproponendo cose già risapute. Oggi si fa così: invece di essere la corrente, si preferisce appartenere ad una corrente, e lasciarsi trascinare. E appartenere ad una corrente significa restare un lettore poco attento.
Cosa voglio dire con tutto questo? Che va benissimo sapere come la pensava chi ha vissuto prima di noi, ma non vi ci affezionate troppo, perchè la realtà non è a senso unico, e leggere non è amore, ma crescita: potete divorare un’intera biblioteca senza capire quello che state facendo nè per quale motivo, e questo perchè procedete nella convinzione che basti leggere con passione per sentirsi acculturati. Ma in realtà, se voi continuate ad amare e leggere i soliti quattro deficienti, friggendo e rifriggendo i soliti concetti e le solite idee senza mai aprirvi... be’, non imparerete mai nulla. E forse diventerete anche mitomani. Personalmente, io non credo che si possa amare alla follia un autore: perchè si dice di amarne uno? Forse perchè sa come leggerci e ci regala le emozioni che cerchiamo; ma stento a credere che possa verificarsi la possibilità di un coesistere di autore/filosofo e lettore che la pensino esattamente allo stesso modo, su qualunque cosa. I libri degli autori/filosofi, sono solo mappe molto approssimative della vita, e non verità eterne, nè tantomeno sono il mezzo su cui muoversi. Sono mappe che vengono ridisegnate da 2000 anni senza fine, e quindi non devono prescindere da critica e buon senso: il ponte che vedete riportato potrebbe non esserci più, o potrebbe non essere mai esistito perchè qualcun altro se l’è immaginato; avete sbattuto contro un albero che non esisteva? Vi serva di lezione per la prossima volta, così disegnerete meglio la vostra mappa della vita aggiustando il tiro man mano.
Insomma, leggete, sedimentate, e poi distruggete tutto per costruire un vostro pensiero. Se continuate a dar retta al solito Lawrence, al solito Proust, al solito Goethe, angelicando ogni cazzata che vi trovate, dentro di voi non cambierà mai nulla, e il processo di evoluzione si invertirà presto sfociando nella paranoia e, l'ho già detto, nella mitomania di un mondo fatto di parole che avete assunto come verità eterne senza ragionare. Insomma, produrrete delle idee in maniera totalmente asessuata, e i risultati si vedranno: c'è un motivo se i batteri sono tutti uguali e gli esseri umani tutti diversi.
Pertanto, quando dedichiamo del tempo ai pensieri altrui, ringraziamo innanzitutto dell’onore di poterci arricchire, godiamoci il piacere della lettura, e poi, iniziamo a pensare con la nostra testa; a litigare con gli autori; a scrivere “escrementata” a margine del libro se ne abbiamo voglia; a tornare indietro per cancellarlo se cento pagine dopo abbiamo cambiato idea; a sottolineare i passi che parlano di noi; a dire "questo tipo ha ragione, ma controlliamo meglio"; a trascriverci gelosamente le frasi che ci cambiano la vita.
Cosa più importante: tutto questo serve a voi, e non agli altri. Quindi siate leggeri, sempre.

« Ultima modifica: 30 Dicembre 2012, 14:10:17 da Leongatto »

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Re: E comunque, anche d'Annunzio si faceva endovena.

« Risposta #1 del: 30 Dicembre 2012, 19:30:58 »

Letto tutto d'un fiato. Parto dalla fine a dire la mia. Kundera? "Siate leggeri" non può che essere lui. Oppure sto facendo quello che dici tu, sto ripetendo un po' di frasi e idee rubacchiate di qua e di la senza sapere perchè proprio loro hanno avuto quei pensieri e magari il povero contadino, mille volte più profondo e più "vero" di loro è morto senza che nessuno ne conoscesse il nome. Non sono un uomo, sono dinamite. Il concetto fondamentale che potrebbe riassumere il tuo post è quello? Già sentito, non mi va più. Memento audere semper? Già fatto, roba vecchia. Sarà come dici tu, ma io sento molto di me in quello che leggo da certi autori. Bisogna essere assolutamente moderni è il motto, ma chi lo mette in pratica? Chi rinuncia a se stesso, chi non si lascia inquadrare, chi non ha radici, chi non teme la morte nè l'oblio. Chi è questa persona? davvero esiste? Siamo troppo coinvolti dalla nostra stessa vita per pensare al di là di essa. Io stesso che scrivo queste cose, concordo con quello che dici, ricordo le massime, gli autori, i libri e i temi che trattano non riesco ad immaginare al di là di me. Quanto è difficile essere nuovi? oggi più che mai! Nono solo riguardo alla filosofia o al pensiero in genere, ma vedi l'esempio del forum di seduzione. Gli esperti dicono che il "canned" non va mai usato, ma credo sia la prima cosa che ricerca un novizio del campo. Idee preconfezionate, (più o meno) facili da capire e da interpretare/mettere in pratica. Con lo studio e l'esperienza successiva si arriva dove proponi di arrivare tu. Gli stessi Dante e compagnia bella non sono "nati imparati", ma hanno studiato chi è venuto prima di loro (continua l'analogia con il forum di seduzione Evil) e hanno elaborato un loro pensiero, una loro creatività, un loro io che ha avuto la forza di durare nel tempo e imporsi come modello per il futuro. Quindi io dico, leggete, imparate, applicate, vivete (penso tra l'altro riassuma bene il TM) e per restare in tema chiudo così: ai posteri l'ardua sentenza.

« Ultima modifica: 30 Dicembre 2012, 19:33:20 da travis »

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Re: E comunque, anche d'Annunzio si faceva endovena.

« Risposta #2 del: 30 Dicembre 2012, 22:38:52 »

Bel post: + Thumbs Up
Lo lascio dove sta, anche se imho questo post è un po' il manifesto della crescita a 360°
La filosofia che sottende è infatti "ognuno è il maestro di se stesso", e se si ha una idea, non si deve rinunciarvi solo perchè qualcuno ha detto il contrario nei secoli.
Naturalmente, la critica deve partire da una idea che si possa dimostrare, e dal momento che i blasonati hanno sempre "accreditato" in qualche modo il loro pensiero, diventa difficile smentirli.
Ma il tentativo di trovare le prove a sostegno del proprio pensiero onde smontare ilo pensiero antagonista va comunque fatto. Questa è la fonte del progresso e della crescita, come giustamente sottolinei.
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Re: E comunque, anche d'Annunzio si faceva endovena.

« Risposta #3 del: 31 Dicembre 2012, 12:57:12 »

Citato da: travis il 30 Dicembre 2012, 19:30:58

Chi rinuncia a se stesso, chi non si lascia inquadrare, chi non ha radici, chi non teme la morte nè l'oblio. Chi è questa persona? davvero esiste? Siamo troppo coinvolti dalla nostra stessa vita per pensare al di là di essa.

Siamo troppo attaccati all'idea che abbiamo di noi. E questo a volte ci impedisce di crescere. Te l'ho già scritto in PM: perdersi per ritrovarsi Smile se tu perdi il tuo vecchio io e te ne spogli, non fai un atto di spersonalizzazione, ma diventi il cambiamento che desideravi.


Citato da: TermYnator il 30 Dicembre 2012, 22:38:52

Lo lascio dove sta, anche se imho questo post è un po' il manifesto della crescita a 360°
La filosofia che sottende è infatti "ognuno è il maestro di se stesso", e se si ha una idea, non si deve rinunciarvi solo perchè qualcuno ha detto il contrario nei secoli.

Avevo pensato di inserirlo lì, in effetti, ma leggendo il regolamento non mi sembrava del tutto pertinente (segnalazione: nel regolamento del "Miglioramento personale a 360° si parla della sezione "Inner Game", che non esiste). Se ti sembra opportuno, spostalo Smile

Citato da: TermYnator il 30 Dicembre 2012, 22:38:52

Naturalmente, la critica deve partire da una idea che si possa dimostrare, e dal momento che i blasonati hanno sempre "accreditato" in qualche modo il loro pensiero, diventa difficile smentirli.
Ma il tentativo di trovare le prove a sostegno del proprio pensiero onde smontare il pensiero antagonista va comunque fatto. Questa è la fonte del progresso e della crescita, come giustamente sottolinei.

Io credo che i blasonati abbiano avuto successo per l'incidenza di due fattori contemporaneamente: hanno esordito con le idee di cui la società aveva bisogno in quel momento, e hanno saputo argomentare fortemente le loro tesi nell'ottica di ottenere consenso. E i "ruminanti" hanno solo ripetuto miscelando i concetti in modo sostanzialmente banale e poco interessante. Quindi, in sintesi: tempismo e realizzazione delle aspettative... guardacaso, lo stesso modo di agire di un leader, che sa sempre cosa fare per soddisfare il gruppo e quando farlo. O di un seduttore, che sa sempre quando agire e come. E guardacaso, proprio ciò che accade ai gregari: quante volte succede di ascoltare il leader proporre qualcosa e tentare di affiancarlo con considerazioni stupide sull'iniziativa? Quante volte, dopo i nostri interventi che all'apparenza sembrano coinvolgere, il gruppo continua a non cagarci di striscio? (per caso si nota che sto studiando il TM? Rolling Eyes).

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Re: E comunque, anche d'Annunzio si faceva endovena.

« Risposta #4 del: 01 Gennaio 2013, 03:56:18 »

Citato da: Leongatto il 30 Dicembre 2012, 14:06:55

La filosofia e la letteratura esistono per essere contestate. Oggi, invece, si prende per oro colato tutto quello che troviamo scritto nei libri di quei bei signori che ci hanno insegnato a chiamare "autori" e "filosofi": è per questo, che l'individuo che assume e non presume, pur essendosi preso la briga di scremare i pensieri più nobili e/o ad egli più congeniali, si trova in una posizione di passività in cui la filosofia e la letteratura gli rendono ben poco. Chi si comporta in questo modo, è destinato a realizzare discorsi e opere infarciti di pensieri non propri e totalmente privi di un contenuto sottostante.
Perchè ogni tanto non diamo qualche calcio in culo in più? Nietzsche, Schopenhauer, Platone, Stendhal, Bergson, Manzoni, Pirandello... non sono vostri parenti, non sono vostri mentori, sono soltanto persone che hanno fatto quello che voi non fate mai, e cioè studiare e leggere attivamente dando un calcio in culo a quelli del passato! Come? Be', per esempio, tirando fuori il coraggio di dire:Infatti, cosa è sempre successo? Che la storia si è sempre ricordata più degli autori/filosofi che hanno esordito con pensieri nuovi nel loro panorama culturale, piuttosto che di quelli venuti dopo di loro che ne hanno solo ricalcato i punti essenziali ruminando dottrine altrui. Questo perchè quegli innovatori hanno contestato coloro che li hanno preceduti, senza idolatrarli, senza assorbire e lasciarsi assorbire dalle loro parole; diversamente, i ruminanti si sono limitati a correre nella scia degli innovatori riproponendo cose già risapute. Oggi si fa così: invece di essere la corrente, si preferisce appartenere ad una corrente, e lasciarsi trascinare. E appartenere ad una corrente significa restare un lettore poco attento.
Cosa voglio dire con tutto questo? Che va benissimo sapere come la pensava chi ha vissuto prima di noi, ma non vi ci affezionate troppo, perchè la realtà non è a senso unico, e leggere non è amore, ma crescita: potete divorare un’intera biblioteca senza capire quello che state facendo nè per quale motivo, e questo perchè procedete nella convinzione che basti leggere con passione per sentirsi acculturati. Ma in realtà, se voi continuate ad amare e leggere i soliti quattro deficienti, friggendo e rifriggendo i soliti concetti e le solite idee senza mai aprirvi... be’, non imparerete mai nulla. E forse diventerete anche mitomani. Personalmente, io non credo che si possa amare alla follia un autore: perchè si dice di amarne uno? Forse perchè sa come leggerci e ci regala le emozioni che cerchiamo; ma stento a credere che possa verificarsi la possibilità di un coesistere di autore/filosofo e lettore che la pensino esattamente allo stesso modo, su qualunque cosa. I libri degli autori/filosofi, sono solo mappe molto approssimative della vita, e non verità eterne, nè tantomeno sono il mezzo su cui muoversi. Sono mappe che vengono ridisegnate da 2000 anni senza fine, e quindi non devono prescindere da critica e buon senso: il ponte che vedete riportato potrebbe non esserci più, o potrebbe non essere mai esistito perchè qualcun altro se l’è immaginato; avete sbattuto contro un albero che non esisteva? Vi serva di lezione per la prossima volta, così disegnerete meglio la vostra mappa della vita aggiustando il tiro man mano.
Insomma, leggete, sedimentate, e poi distruggete tutto per costruire un vostro pensiero. Se continuate a dar retta al solito Lawrence, al solito Proust, al solito Goethe, angelicando ogni cazzata che vi trovate, dentro di voi non cambierà mai nulla, e il processo di evoluzione si invertirà presto sfociando nella paranoia e, l'ho già detto, nella mitomania di un mondo fatto di parole che avete assunto come verità eterne senza ragionare. Insomma, produrrete delle idee in maniera totalmente asessuata, e i risultati si vedranno: c'è un motivo se i batteri sono tutti uguali e gli esseri umani tutti diversi.
Pertanto, quando dedichiamo del tempo ai pensieri altrui, ringraziamo innanzitutto dell’onore di poterci arricchire, godiamoci il piacere della lettura, e poi, iniziamo a pensare con la nostra testa; a litigare con gli autori; a scrivere “escrementata” a margine del libro se ne abbiamo voglia; a tornare indietro per cancellarlo se cento pagine dopo abbiamo cambiato idea; a sottolineare i passi che parlano di noi; a dire "questo tipo ha ragione, ma controlliamo meglio"; a trascriverci gelosamente le frasi che ci cambiano la vita.
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Re: E comunque, anche d'Annunzio si faceva endovena.

« Risposta #5 del: 12 Gennaio 2013, 15:44:23 »

Citato da: Antonius il 01 Gennaio 2013, 03:56:18

Bel lavoro + 1 ti è arrivato?

sì, grazie a tutti Wink

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