Prima di imparare a fotografare bisogna conoscere lo strumento che si userà per farlo, nel nostro caso una macchina fotografica reflex.
Una reflex è una tipologia di macchina fotografica che ci permette di guardare, nel momento in cui si punta la macchina e si compone la scena, attraverso l’obiettivo, permettendo quindi di avere una visione piuttosto precisa di quello verrà poi impresso sulla pellicola, o memorizzato sulla scheda di memoria, al momento dello scatto. Questo avviene grazie alla presenza di uno specchio, all’interno della macchina, che riflette la luce entrante dall’obiettivo verso l’occhio del fotografo.

Di seguito 2 spaccati di una reflex:

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La seconda immagine è un ottimo esempio di quello che avviene quando si pone l’occhio davanti al mirino:
La luce entra nell’obiettivo (1), passando attraverso le varie lenti che lo compongono ed attraverso il diaframma, viene riflessa sullo specchio (2) e viene poi ribaltata e ruotata da uno specifico componente della macchina chiamato pentaprisma (7) (o pentaspecchio, a seconda della sua costruzione)

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al fine di far apparire l’immagine, all’occhio dell’utilizzatore posto all’estremità del mirino ( 8 ), nello stesso modo in cui viene vista dalla macchina.
Nel momento in cui viene premuto il pulsante di scatto lo specchio (2) si alza, permettendo alla luce di passare attraverso l’otturatore (3) ed andando ad imprimere la pellicola od il sensore (4). Ovviamente, essendo lo specchio alzato, durante lo scatto l’utilizzatore vedrà il mirino oscurato.

Il primo aspetto da considerare quando si vuole scattare una fotografia è l’esposizione, ovvero la quantità di luce che in un dato tempo si fa passare attraverso la macchina, al fine di imprimere la pellicola o il sensore.
Vi sono 2 parametri fondamentali che si possono modificare per influire sull’esposizione:

-   L’apertura del diaframma (detta anche “aperture value” in inglese)
-   La velocità dell’otturatore (detta anche “shutter speed” in inglese)

Il diaframma è un componente, contenuto generalmente all’interno dell’obiettivo, che permette di regolare l’ampiezza dell’apertura attraverso la quale la luce passa per andare ad imprimere la pellicola/sensore.
Modificando il valore di apertura del diaframma si va quindi a modificare questa ampiezza.

Di seguito alcuni esempi di valori di diaframma:

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Va da se che, a parità di tempo, una maggiore apertura di diaframma comporterà una maggiore quantità di luce passante attraverso di esso e, al contrario, ad una minore apertura di diaframma conseguirà una minore quantità di luce passante.

L’otturatore, invece, è un componente che permette di regolare il tempo che la pellicola/sensore rimane esposta alla luce. Generalmente simile ad una “tendina”, si apre alla pressione del pulsante di scatto, e si richiude passata la quantità di tempo impostata come velocità dell’otturatore. Si misura in millisecondi (ms) o anche secondi, per tempi molto lunghi.
Ad un tempo più breve si ha una minore quantità di luce passante. Al contrario, con un tempo più lungo si ottiene una maggiore quantità di luce che raggiunge la pellicola/sensore.

Dalla combinazione di questi 2 valori si ottiene l’esposizione della fotografia (sensibilità della pellicola/sensore esclusa, ne parleremo in seguito).

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(continua)