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TermYpensiero 3) L'uomo.

(Letto 2547 volte)

TermYpensiero 3) L'uomo.

« del: 16 Aprile 2008, 02:11:41 »

L'uomo.
a) presupposti descrittivi
Immaginiamo una situazione paradossale: due isole separate da una stretta lingua di mare
infestata da ferocissimi squali pronti a divorare chiunque tenti di attraversarla.
Piazziamo nella prima un uomo perfetto dal punto di vista riproduttivo, bello alto, muscoloso
ed intelligentissimo. Con lui, piazziamo 10 donne scelte arbitrariamente.
Nell'altra isola, piazziamo 10 uomini "normali" ed una sola donna.
La lingua di mare, nonostante consenta una perfetta visione, non è attraversabile.
Cosa succederà nelle due isole?

Nell'isola dei maschi, la donna guarderà il megafigo dell'altra isola senza concedersi a
nessuno di coloro che la corteggiano incessantemente.
Da principio, non li respingerà brutalmente: l'essere corteggiata non le dispiace affatto.
Dopo un po', realizzato che il superfigo è irraggiungibile, si concederà al migliore degli
uomini medi, a quello che le da più sicurezza.
Questa è la donna.

Nell'isola delle donne, il superfigo tromberà selvaggiamente tutte le donne, si farà adulare,
coccolare e nutrire sfruttando la competizione fra esse.
Dopo un po', il suo istinto lo porterà a guardarsi intorno, e fra una trombata e l'altra,
potrete sorprenderlo nel masturbarsi pensando all'unica che può vedere ma che non riesce a possedere per colpa
degli squali...
Questo è l'uomo.

Nell'isola dei maschi, l'accoppiato assumerà le movenze dell'alpha, ovvero del capobranco.
Andrà in giro eretto, mostrando le caratteristiche peculiari del suo sesso: la larghezza delle
spalle, lo spessore dei glutei, la postura eretta.
Mostrerà delle caratteristiche evolutive vincenti, anche se non le possiede.
Comincerà a muoversi più lentamente, a non ostentare la propria aggressività.
gli altri maschi, invece, staranno sempre a battibeccare, mostrando comportamenti aggressivi e
movimenti veloci.
L'alpha, si aspetta che il suo valore sia riconosciuto, e per questo, quando uno dei gregari
gli si rivolge, si aspetta che questi gli si avvicini per comunicare.
Questa "staticità" dell'alpha rispetto ai gregari si nota anche nel suo assoluto evitare di
"pendere" verso gli interlocutori. Un alpha pende solo verso coloro che non considera adulti,
ovvero incapaci di poter aspirare a competere con lui.
I gregari gireranno sempre attorno all'alpha, mai il contrario.
Il figone, si comporta esattamente nello stesso modo, ma a differenza del "medio" divenuto
alpha, non ha gregari.

Emerge una prima considerazione: l'uomo non è "alpha" in assoluto, ma è alpha relativamente al
territorio nel quale vive.

Questa particolarità degli alpha è legata a tutte le specie animali. L'uomo però, ha una
caratteristica particolare rispetto alle altre specie:
ogni specie presenta delle caratteristiche particolari, e delle caratteristiche secondarie che
si differenziano da popolazione a popolazione. Quando una popolazione rimane isolata per un
tempo sufficiente, queste caratteristiche secondarie vengono trasmesse all'intera popolazione,
differenziandola così dal ceppo principale.
In questo caso, si parla di sottospecie.
E' evidente che gli alpha della specie principale e quelli delle varie sottospecie, si
differenzieranno per qualche particolarità che ha fatto si che i loro caratteri siano i
migliori per sopravvivere nell'ambiente che li ha selezionati.
L'uomo, con pochissime eccezioni, è praticamente l'unica specie animale che non risponde a
questo criterio.
Nell'uomo infatti, sebbene sia perfettamente possibile distinguere un congolese da uno svedese,
è impossibile capire dove termina la popolazione degli svedesi e comincia quella dei congolesi,
nel senso che tra l'una e l'ìaltra vi sono infinite vie di mezzo che portano dall'una all'altra
specializzazione senza soluzione di continuità.
L'uomo, per questa particolarità, è definito specie a differenziazione geografica.
La causa di questa particolarità, è insita nelle abitudini migratorie dell'uomo, che
portano ad un continuo scambio di geni fra popolazioni confinanti, su tutta la superficie del
globo.

E questa è una ulteriore anomalia della specie umana: siamo gli unici animali a possedere
soggetti perfettamente adattati dall'artide all'antartide comprendendo tutti gli habitat.
I più perspicaci hanno gia capito dove voglio arrivare: se l'essere alpha è la proprietà di
essere portatore di qualità genetiche che rendono l'individuo il più adatto a prevalere in una
popolazione omogenea, l'essere alpha per un uomo, significa essere il più adatto ad una
popolazione talmente piccola, da potersi considerare irrilevante rispetto alla totalità
degli elementi della specie.

Quello che sto affermando, è che nella specie umana, non esiste un modello alpha assoluto.
Questa considerazione ne introduce altre altrettanto "pesanti" e demolitrici di falsi luoghi
comuni:

1)chiunque sostenga che per la specie umana esiste un modello comportamentale fisso su base
scientifica, attribuendogli qualità "alpha", non sa di cosa parla.

2) se non esiste un modello alpha valido per tutta la specie, ogni donna, a seconda di dove
viene e della sua conoscenza, avrà un modello alpha diverso.

3) il linguaggio di un alpha londinese, non è eguale al linguaggio di un alpha partenopeo.

Ed in ultimo, le più importanti:

4)ogni uomo, può essere quindi alpha, l'importante è che capisca quale è il "territorio" nel
quale prevalgono le sue caratteristiche.

5) Ogni uomo capace di far funzionare il cervello, è in grado di individuare un suo territorio,
che non è necessariamente "reale"

Queste sono le "bombe", alla base della mia pratica.

b) Territorio reale e territorio virtuale.
Demolito il mito dell'uomo alpha, e di tutte le astruse pratiche per assomigliare ad un
fantomatico primate dalle mitiche capacità riproduttive, rimane da capire a cosa sia legato il successo
con le donne di alcuni uomini rispetto ad altri.
Quando ho descritto il montone genetico, ho descritto un uomo che possiede le qualità genetiche
vincenti comuni a tutta la specie umana, statura eretta, spalle larghe, cassa toracica di una
certa ampiezza, glutei possenti.
Queste sono caratteristiche assolute.
Come visto, però, il modello genetico nella specie umana è relativo al periodo della
formazione, e viene soppiantato dal modello culturale, che è l'esemplificazione tramite la
favoletta delle pecore e dei montoni della differenziazione geografica della specie homo
sapiens sapiens.
Il modello culturale è il modello reale, quello che deve essere un uomo per ricevere segnali di
invito da una donna. Ma come detto, tale modello varia praticamente da persona a persona.
Il territorio assume una valenza culturale e diventa quindi scisso dal territorio inteso come
estensione geografica.
L'aspetto estetico, che spesso parte dal possesso delle qualità che ho descritto come proprie
del modello genetico, non è però fondamentale per incarnare il modello culturale.
Ci sono anzi casi, nei quali l'ostentazione del modello genetico produce risultati opposti.
Se torniamo alla nostre due isole, noteremo come l'uomo dell'isola dei maschi sia *diventato*
il montone della donna, anche se il suo modello rimanga l'altro.
Il suo successo è dovuto al suo essere migliore nel microcosmo dell'isola.
Se lo togliamo dall'isola, a lui succederà un altro. Se lasciamo un solo uomo sull'isola, alla
fine, questi sarà eletto montone dalla donna.
Quindi, in assenza di competitors, ogni uomo può paradossalmente essere il Montone.
Nella società reale, fatta di scambi, di contatti, può sembrare impossibile isolare una donna
in modo da essere l'unico uomo di un territorio in modo da essere eletto suo Montone.
I realtà, non è così.

Esiste una metodica che partendo dall'interesse generato in una donna, fa si che l'uomo tessa
attorno a lei con il linguaggio, la mimica ed i concetti che esprime, una sorta di universo
temporaneo e parallelo, nel quale lei si sente sicura ed a suo agio.
Questo "territorio" è un momento che può essere creato con una sapiente sequenza di racconti,
nei quali via via si mostrano (o si mimano) gli effetti che producono le caratteristiche
genetiche vincenti su un maschio.
Questo "territorio virtuale" è un posto che esiste solo in vostra presenza, perchè siete gli
unici in grado di evocarlo.
E' l'isola dove siete soli con la donna che si renderà conto che siete il suo Montone.
Il creare un territorio virtuale è quindi l'unico modo a vostra disposizione per generare
attrazione in una donna che vi ha dato modo di comunicare per curiosità, perchè da voi non era
attratta.
Il territorio virtuale è quindi il luogo dove sostituirete i valori della donna (nei quali non
dovete necessariamente rientrare) per sostituirli con i *vostri* valori.
Voi diventerete il Montone, e da quel momento in poi, sarete il massimo che essa conosce.

3) Il Vero Uomo.
Il soggetto che ho appena descritto, ovvero l'uomo capace di generare territorio virtuale, non
è un artista dell'acchiappo, e non è neanche un nerboruto successo della natura:
è un artista della mente, un individuo che ha coltivato la sua sensibilità imparando cosa
desiderano gli altri e come *sentire* quando gli altri provano piacere.
Una sorta di ammaliatore di anime, unito alla quintessenza della maschilità.
Le doti di questa figura sono l'estrema flessibilità e la capacità di adattare modi e linguaggio
a seconda di cio che vuole apparire.
Egli è cio che si sente di essere.
Nel '98 definii questa figura "Vero Uomo" (VU).
Essendo questa figura un tantino diversa da chi si preoccupa più del numero delle tacche che
del valore intrinseco e soggettivo di una conquista, considero l'acronimo Vero Uomo
insostituibile, e punto d'arrivo di chiunque pratichi la via della seduzione.

4) Il percorso del Vero Uomo.
Non si nasce VU, ma ci si diventa.
Le tappe che portano un uomo ad essere un VU, partono dal conoscere più donne possibile per
avere sesso. Si cerca quindi di soddisfare questa iniziale pulsione cercando di imparare quanto
più possibile per riuscirci. Poi, ad un certo punto, ci si ferma.
Ci si rende conto di essere ad un punto fermo, al punto di fare sempre le stesse cose,
rimorchiando donne che si assomigliano tutte.
Spesso, in questa fase il pua va in crisi e comincia a cercare qualcos'altro.
Si instaura una fase di rivoluzione, quella che Alberoni descrive come propedeutica
all'innamoramento. E spesso, il Pua si innamora in questa fase.
L'amore restituisce il gusto del viaggio attraverso un'altra anima.
Poi magari finisce, il pua recupera le sue energie e riparte per nuove avventure.
Per anni il ciclo ciclicamente si ripeterà.
Ma quale è il fine ultimo di questo ripetersi di eventi?
Questo è personale, ma penso sia il fatto che ogni donna sia come lo specchio nel quale vediamo
la nostra anima: per ogni donna nella quale riusciamo a specchiarci, una nuova parte di noi
viene alla luce.
E questa nuova scoperta di un qualcosa celato in noi stessi ci riempie dell'entusiamo di un
bambino per un nuovo giocattolo.
Ogni donna ci rivela la chiave per aprire altre decine di donne, che ci mostreranno altrettante
parti di noi: ogni donna come un viaggio nel quale partiamo dal territorio virtuale pronti a
scoprire nuovi orizzonti.
Beh, il percorso di un vero uomo è l'arrivare a capire se stesso specchiandosi nelle donne.
In questo, esiste veramente un'affinità con certe arti marziali:
la seduzione è l'arte che ci porta a conoscere realmente chi siamo.

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Re: TermYpensiero 3) L'uomo.

« Risposta #1 del: 07 Maggio 2008, 03:55:49 »

Interessante teoria, sarebbe bello leggere alcuni esempi su come creare il territorio virtuale Wink

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Re: TermYpensiero 3) L'uomo.

« Risposta #2 del: 07 Maggio 2008, 21:50:01 »

Citato da: SunBeam il 07 Maggio 2008, 03:55:49

Interessante teoria, sarebbe bello leggere alcuni esempi su come creare il territorio virtuale Wink

IL post sul territorio virtuale, sarà probabilmente il penultimo del termypensiero.
Nei vari report, però, ci sono vari esempi di come viene instaurato il territorio virtuale.
Ma come hai scritto in un altro post, forse è opportuno che rallenti un po' il ritmo...

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Re: TermYpensiero 3) L'uomo.

« Risposta #3 del: 18 Giugno 2008, 16:09:53 »

Citato da: TermYnator il 16 Aprile 2008, 02:11:41

la seduzione è l'arte che ci porta a conoscere realmente chi siamo.

Questo post è un capolavoro

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quelle sue faccine da msn umane che riesce a fare sono assurde © Lù

è molto cambiato da quando l'ho visto la prima volta, ottimo autocontrollo e tratta chiunque:pua,sof,ug,hb come persone e le fa sentire bene © Knives

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Re: TermYpensiero 3) L'uomo.

« Risposta #4 del: 29 Giugno 2008, 10:08:28 »

Mamma mia che bel post...ancora non ho letto gli altri TermYpensieri ma questo mi ha colpito moltissimo, in particolare  il punto 4.
Appena letto il punto 3 ho pensato un po' ai miei obiettivi e alla mia idea di percorso...io sono agli inizi e la prima cosa che voglio fare è migliorare le mie abilità sociali seguendo un po' la strada del PUing, ma questa l'ho sempre considerata una tappa intermedia vedendo come fine proprio il creare una mia realtà, una mia identità, e diventare il massimo per quella particolare donna, sapendola trascinare nel mio mondo, non pensando più a segnar tacche sul pisellone Rolling Eyes. Poi continuando a leggere ho trovato scritto proprio quello che pensavo e sono rimasto colpito.

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Ciao

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Re: TermYpensiero 3) L'uomo.

« Risposta #5 del: 12 Dicembre 2010, 13:18:01 »

Molto utile e veritiero... Wink

+1 Thumbs Up

« Ultima modifica: 12 Dicembre 2010, 13:23:41 da sixteen »

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Re: TermYpensiero 3) L'uomo.

« Risposta #6 del: 19 Dicembre 2010, 20:53:10 »

Non lo ricordavo così ben scritto, chiaro e profondo.

Grandissimo TermYnator. Thumbs Up

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Re: TermYpensiero 3) L'uomo.

« Risposta #7 del: 19 Dicembre 2010, 21:32:24 »

post illuminante

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