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Pensare troppo

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Pensare troppo

« del: 15 Gennaio 2012, 13:45:43 »

Lo so, l'argomento è già stato trattato, ma mi sembrava brutto riesumare un post di tre anni fa.
Parlerò un po anche dei miei dubbi esistenziali, quanto tali slegati in maniera diretta dal sarge, quindi ho deciso di creare un nuovo post. Per ora lo metto qui.
Se poi ho sbagliato, eliminatelo, spostatelo, copiatelo da qualche altra parte, insomma fateci quello che caxxo vi pare Smile

Io, come molti di voi se ho ben capito, penso troppo. Sempre e costantemente.Penso che il solo fatto  di esserci chiesti se esistevano delle regole nel gioco della seduzione ci debba far capire che abbiamo un problema.

Il cervello ce lo abbiamo. E' grazie a quello che la razza umana è quello che. La numero uno al mondo (o almeno ci piace pensarlo).La nostra società ama chi pensa. Aiuta a farla progredire.

Ora a me, come penso a tutti, non me ne frega un caxxo del progresso della società umana.A me non me ne frega un caxxo se vieno scoperta la particella X a meno che questo non mi dia qualche beneficio immediato.Non provo felicità, non vado zompettando allegramente per strada salutando a tutti.No, la mia vita non cambia di una virgola.

Cosa viviamo a fare allora?? Bah, mi piacerebbe saperlo. C'è chi dice che il fine ultimo sia la morte. C'è invece chi non ci pensa e vive spensieratamente le proprie giornate, godendosi le proprie emozioni (belle o brutte che siano) secondo un sano principio egoistico.

A quanto sembra io rientro nella prima categoria insieme a pochi altri, il resto del mondo nella seconda.
Mi reputo una persona più o meno normale. Con le dovute differenze, tutto il genere umano è uguale.Dovrei avere tutti i requisiti per rientrare nella seconda categoria invece della prima.
Ma non è cosi'.
Mi sono quindi chiesto, o tutti mi mentono spudoratamente e si fanno tante pippe mentali quanto me ( rientrando nella prima categoria che diventa quindi la norma), o sanno qualcosa che io non so e non me la vogliono dire, oppure io sono fatto male.

Tendo ad escludere l'ultima ipotesi.
Inoltre ultimamente stò scoprendo che sempre più persone in realtà fingono. Bene, non sono solo.
Continuo a chiedermi però se c'è qualcosa che dovrei sapere e non so.Ed è così che da un po di tempo ho iniziato la ricerca di un modo per spegnere quella dannata testa.
Ed è così che mi sono accorto che tutti hanno più o meno i propri metodi personali. La maggior parte dei giovani trova rimedio nell'alcool\droga per scoprire poi che esistono metodi meno masochisti e che non ti uccidono più in fretta del dovuto. Gli adulti nel lavoro, ed è cosi' che la gente si ammazza lavorando 12 ore al giorno, riempendosi l'agenda di impegni e inventandosi problemi su problemi pur di non avere neanche 5 minuti liberi. I più furbi si rifugiano negli hobbies, o in qualunque attività piacevole (eg seduzione) che quanto tale finisce per attrarre a se tutte le proprie energie mentali riuscendo così nell'intento. I saggi battono tutti con la meditazione.
Si riduce tutto a questo? L'intera vita umana non è altro che trovare il modo migliore per distrarsi aspettando di morire? Aiuto...

Per quanto mi riguarda potrei aver scritto un sacco di cazzate. Se le avete lette tutte e avete capito quello che intendevo illuminatemi.

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kanzika

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Re: Pensare troppo

« Risposta #1 del: 15 Gennaio 2012, 15:11:53 »

Non sono in grado di spiegarti il senso della vita, purtroppo, ma per il resto è una domanda che spesso mi sono fatto e continuo a farmi, cioè: "ma sono l'unico che pensa così tanto o è normale?"
Ultimamente sono giunto alla tua stessa conclusione, molti fingono, e non è solo un'impressione perchè tante volte, dopo aver instaurato un buon rapporto di amicizia, mi sono sorpreso di come una persona che mi sembrava tanto sicura di sè potesse avere il doppio delle mie paure e incertezze.

La verità su tutti non la sapremo mai, perchè è impossibile conoscere così tanto bene tutte le persone a tal punto di poter chiedere loro: "ma tu ti fai le seghe mentali?"
Anche se, alla fine, che ci frega?

Mi viene da dire: fingi anche tu. Anche se poi, pensandoci, non è la parola corretta.
A parte i casi più disperati (persone che a malapena si rendono conto di stare su un pianeta), tutte le persone si fanno le seghe mentali, chi meno e chi più.
E quello che istintivamente definiamo "fingere" è solo un cercare di non pensarci, appunto.

All'inizio è una vera e propria finzione, poi diventa realtà.
Un certo Coelho, qualche giorno fa su twitter ha scritto:

"If you are not happy, just pretend you are. In 7 days you will be."

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PatrickJane

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Re: Pensare troppo

« Risposta #2 del: 16 Gennaio 2012, 00:12:25 »

Bella domanda: che campiamo a fare?
Di fatto, nessuno lo sa con certezza. In quanto parte del regno dei viventi, campiamo per riprodurci, e perpetuare la specie. Ci si potrebbe quindi chiedere perchè deve campare la specie.
Gia in questo piccolo passo c'è una rivelazione: il singolo non è la specie.
Perchè quindi dovrebbe campare il singolo in seno alla specie?
Perchè il singolo ha un cocttail di geni che in qualche modo, tramite la macchina da riproduzione uomo (o altro animale), hanno programmato quella macchina per andare avanti e riprodurre se stessi.
Non c'è volontà dietro a questo. E' come un sasso che cade., e trovando uno scoglio nel percorso rimbalza, e poi continua a cadere. L'esistenza non ha quindi un senso legato alla coscienza: la coscienza non è che uno strumento perfezionato con l'evoluzione, per consentire ai geni di andare avanti nel modo migliore.
Ma la coscienza esiste, e fa si che ci si renda conto che senza coscienza, non si è più vivi.
L'uomo quindi, per non dover rispondere ad una domanda senza risposta, si inventa degli scopi, dei percorsi che legittimino il suo esistere, che diano un senso all'esistere. Le persone quindi fingono di non sapere, si illudono che la loro vita abbia preso un senso. E così, smettono di pensare: in realtà, si stanno drogando.
Quale è quindi la missione dell'uomo nell'universo governato dal caos?
Possiamo aspirare a migliorare il presente di quelli che verranno dopo di noi. E' quindi legittimo dedicare la propria vita al progresso. POtremmo anche far si che il dono del presente sia dato a più persone possibili: ha quindi un senso ingravidare centinaia di donne, affinchè partoriscano altrettanti figli.
Ma potremmo anche dedicare l'intera vita alla ricerca della verità, privandoci di qualsiasi falso scopo: ovvero fare l'asceta. Io, nel mio piccolo, posso darti un consiglio: prendi il tuo tempo per dare una risposta a tutte queste domande, ma nel frattempo goditi il presente.
Nella vita, c'è una cosa che si chiama tempo, e che va in una sola direzione. Una volta passato, non torna più indietro. Quindi, fai ora quello che non potrai più fare domani.
In sintesi, vai a trombare. Al resto penserai quando torni...

 

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Re: Pensare troppo

« Risposta #3 del: 16 Gennaio 2012, 01:20:48 »

aggiungerei che da un punto di vista puramente scientifico/biologico esistiamo semplicemente in quanto risultato attuale di 2 miliardi di anni di evoluzione.

Se vuoi dare retta a un omino colle scarpe di prada e un vestito buffo, accomodati. Altrimenti la vita si è evoluta da un po' di atomi che si sono attaccati insieme a casaccio. stiamo parlando di miliardi di miliardi di atomi, che si combinano a casaccio tra loro ogni istante. Se aspetti qualche milione di anni, qualche atomo per caso di sarà combinato a formare delle forme relativamente stabili, che riescono a combinarsi tra loro. Per caso, dopo qualche altro milione di anni, queste si combinano a formare un coso che riesce a riprodursi, mettendo usando altre forme che trova vicino. ecco la vita, se aspetti qualche altro milione di anni, ecco qualche batterio, qualcosa che si nutre di altri suoi simili, e qualcuno diventa più grosso e più adatto all'ambiente. e così via, fino ad arrivare a dei bipedi con la testa grossa che casualmente trovano un ambiente dove non li mangia nessuno e riescono a riprodursi incrementando le dimensioni del cervello invece che quelle dei quadicipiti.. da qui attendi qualche altra decina di migliaia di anni, ed eccoci qua. Non è che siamo qui per uno scopo, semplicemente siamo qui per caso, perché ci siamo adattati meglio di altri esseri all'ambiente. l'unico scopo,se ce lovuoi vedere, è la continuazione della specie, quindi diffondere i nostri geni (supponendo che siano superiore alla media) e lasciare un ambiente favorevole ai nostri discendenti.

Insomma, vai e tromba e vota bene alle prossime elezioni Smile

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Re: Pensare troppo

« Risposta #4 del: 16 Gennaio 2012, 10:22:03 »

tutti quesiti interessanti e aperti da quando l' uomo è sceso dalle piante, ma ai fini seduttivi credo che paghi molto di più spegnere il cervello quel tanto che basta:
divertirsi o almeno fingere di farlo,
fregarsene dei problemi del mondo fino a che non vengono a bussarci alla porta,
lasciare a casa la logica perchè non aiuta troppo nei rapporti interpersonali

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Re: Pensare troppo

« Risposta #5 del: 16 Gennaio 2012, 11:57:24 »

Citato da: kanzika il 15 Gennaio 2012, 13:45:43

Io, come molti di voi se ho ben capito, penso troppo. Sempre e costantemente.Penso che il solo fatto  di esserci chiesti se esistevano delle regole nel gioco della seduzione ci debba far capire che abbiamo un problema.

Il problema non è pensare troppo, ma pensare male. Se hai un problema con la seduzione, cioè scopi poco/male/cessi, non lo risolvi certo senza il pensiero, ovvero agendo a caso. Lo risolvi pensando bene, ovvero senza vittimismi, senza buttarti giù, ma analizzando lucidamente la situazione, capendo dove hai delle carenze e agendo per risolverle. In maniera molto consapevole e il meno possibile influenzata da sentimentalismi.
Il pensiero può essere costruttivo, utile, creativo, oppure può essere una spirale discendente di seghe mentali. Bisogna imparare a gestirlo, imparare quando serve riflettere e quando occorre dar spazio all'istinto, non è una cosa semplice ed immediata ma vale la pena di provarci.

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Re: Pensare troppo

« Risposta #6 del: 30 Gennaio 2012, 15:14:32 »

Kanzika, il tuo problema si chiama depressione, non altro.

Qual'è il senso della vita?
BBOOOOOOOHHHH!
Questa è la risposta delle risposte alla domanda delle domande, il fine ultimo della filosofia è questo. Smile
La vita tua, ha lo stesso senso della vita del tuo cane, che senso ha la vita del tuo cane?
Osservalo mentre mangia, mentre gioca, mentre si trastulla con la pallina, mentre annusa un muro e poi ci piscia sopra...
Il cane se ne fotte, se ne fotte e si gusta i momenti, quello del ciappi, delle coccole, dell'annusata, della pisciata, del gioco, del sonno... TUTTI, anche la ciabattata perchè ha cagato sul divano.
Non dico che devi vivere alla giornata, dico che siccome a certe domande non c'è risposta, è inutile scervellarsi a porsele.
Ti rendi conto che mentre tu sei seduto su una panchina a pensare al senso per cui il tuo cane piscia sull'albero, è passata una ragazza che avrebbe potuto dare un senso alla tua (e forse sua) vita?

Mettiamola giù da bestie... il senso della vita è preservare e prorogare se stessa, tu sei un anello della catena, non sei più importante degli altri, ma nemmeno sei meno importante degli altri, il DNA tuo è uguale a quello degli altri umani, (salvo un micro qualcosa qui e la), ergo, il senso della tua vita e quello degli altri è uguale, aggiungere un'altro anello alla catena della vita umana, fine.

Ora che ti ho messo sullo stesso piano del restante genere umano, dai un senso alla tua vita facendo qualcosa che ti dia piacere, scopare, per esempio. Smile

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Re: Pensare troppo

« Risposta #7 del: 10 Febbraio 2012, 21:21:13 »

Citazione

l cane se ne fotte, se ne fotte e si gusta i momenti, quello del ciappi, delle coccole, dell'annusata, della pisciata, del gioco, del sonno... TUTTI, anche la ciabattata perchè ha cagato sul divano.

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Re: Pensare troppo

« Risposta #8 del: 26 Febbraio 2012, 13:39:55 »

Ciao kanzica,
la domanda che pai penso che tutti quanti se la pongano almeno una volta nella vita (spero).
Non essendoci una risposta ognuno può dare la sua, più o meno condivisibile.

L'unica fregatura è che con molta probabilità alla fine non ci sarà nè San Pietro nè un elefante a sei braccia che ci diranno qual'era la soluzione, nessuno potrà dircela. Io ho elaborato la mia scala di scopi dal più materiale al più elevato, sono più o meno condivisibili ma possono offrire spunti.

Sopravvivere e riprodursi. Come molti hanno detto, lo scopo di tutte le forme di vita  e della vita stessa è quella di diffondersi ed occupare tutti gli ambienti a sua disposizione. Va da se che stare vivo più a lungo possibile per ingravidare più femmine possibili e diffondere i propri geni, è uno scopo sacrosanto.

Godi della bellezza. Jostein Gaarder scrisse in un suo libro "il big bang c'è stato affinche 13 miliardi d'anni dopo potessero sentirsi gli applausi". Con questa frase lui suggeriva la fantastica idea che lo scopo ultimo dell'universo è quello di prendere coscienza di se ed ammirare a propria bellezza. E gli uomini costituiscono gli organi di senso dell'universo al momento più sviluppati. Godi della bellezza che l'intero universo quindi offre.

Sii orgoglioso di te stesso. Forse la cosa più difficile da fare perchè devi prima conoscere i tuoi desideri, che non sempre coincidono con i modelli imposti dalla società. Una volta che sai cosa ti serve, devi sbatterti per ottenerlo, e dai il tuo massimo, non importa riuscire o fallire, ma sarai soddisfatto di te.

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Re: Pensare troppo

« Risposta #9 del: 27 Febbraio 2012, 11:39:29 »

kanzica:

Cerchero' di essere chiaro nel dire la mia.....
dal punto di vista razionale, e dopo capirai bene l'importanza della sottolineatura, non c'è nessun senso all'esistenza.
Come ha precisato Termynator, il singolo è parte di un gruppo, la specie, e il singolo, preso separatamente, non gode di alcuna caratteristica permanente. Laddove non c'è permanenza, quindi laddove il tempo con la sua legge inoppugnabile chiude prima o poi tutto, non c'è senso.
In realta' anche la specie potrebbe non avere alcun senso razionale, visto che molte spiecie animali si sono estinte.
Citando Klossowski, "L'unico senso è esistenza, e il significato non è altro che intensita'".
Ma questo vale per la Natura, perche' la Natura, globalmente intesa, è l'unica che possiamo supporre goda di una proprieta' permanente: l'esistenza.
E' questa idea la base di molte religioni o pratiche spirituali-meditative che fanno della Natura la culla e il ritorno, il senso di tutto quello che non è possibile comprendere, afferrare. E sono le religioni migliori, piu' funzionali, perche' sono quelle che cercano di collegare l'uomo ad un qualcosa che esiste, la Natura, e che lo racchiude, in un circolo chiuso, ma sempre dinamico.
La storia di gesu', i pastorelli e i re magi, ad una testa che non riesce a non protrarre domande a catena, è insufficiente, inadatta, un po' ridicola, visto che tutte le domande non si concludono, ma si procrastinano ad un altro tempo.(Chi è Dio? Perche' c'è? E perche' io sono io? Perche' sono fatto cosi'? Ma esisto senza corpo? Gli animali vanno in paradiso? Si? No? Mio nonno avra' o meno i baffi quando lo rivedro? E via di seguito.).
Quindi, dal punto di vista razionale, la tua ricerca si affinera' sempre di piu' nel domandarsi e nel rispondersi parzialmente, ma piu' ti rispondi, piu' si aprono nuovi interrogativi.
E' il motivo che regge il detto "piu' sai, e piu' sai di non sapere".
In ogni caso, finche' tutto cio' rimane sul piano RAZIONALE, poco danno.
Hai soddisfatto una tua esigenza di ricerca, a tratti potresti risultare anche piu' interessante per questo.

Il problema è se tutto cio' si riversa sulla sfera emotiva. Se la mancanza di senso RAZIONALE, diventa mancanza di senso VISSUTA, quindi emotiva.
Li' la speculazione-gioco finisce, e inizia il malessere, che se non arginato subito sfocia in malattia, ad esempio la depressione.

Quindi cerca di capire tu dove stai. Nel caso le tue domande siano sintomo di malessere piu' che di indagine speculativa ("la differenza tra il depresso e il filosofo è che il filosofo riesce ancora a importunare gli altri."), rivolgiti a qualcuno che possa darti una mano.
Nel caso siano solo "seghe mentali", non fartene un problema.

« Ultima modifica: 27 Febbraio 2012, 11:41:45 da sofficemaremoto »

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Re: Pensare troppo

« Risposta #10 del: 05 Marzo 2012, 05:47:20 »

Talvolta capita anche a me kanzica di avere questi pensieri che non hanno alcuna utilità al nostro percorso .
Io sono soltanto un ragazzo di 22 anni che sta cercando di capire come va il mondo ... e tra le mie mille domande proprio non riesco a credere di dover arrendermi a : "Tutto è un caso" . Io credo in Dio, ma sono giunto a questa conclusione dopo episodi che mi ci hanno portato a farlo , ma non sarei capace di dire a un'altra persona tu DEVI CREDERE perchè bla bla bla ecc.. .Nonostante ciò ho capito che fede o meno, quando mi sento VIVO, mi DIVERTO, faccio ciò che mi piace nemmeno mi passa per la testa farmi domande e dopo aver subito un grave incidente (per poco non ci restavo secco) mi sono sentito un altra persona che ha ribaltato il valore di questo "tempo a disposizione" che ho davanti.
Infine cito quanto trovato girovagando alla ricerca di risposte

"Nelle leggi della natura si rivela una ragione così superiore che tutta la razionalità del pensiero e degli ordinamenti umani è al confronto un riflesso assolutamente insignificante. Qual è il senso della nostra esistenza, qual è il significato dell'esistenza di tutti gli esseri viventi in generale? Il saper rispondere a una siffatta domanda significa avere sentimenti religiosi. Voi direte: ma ha dunque un senso porre questa domanda. Io vi rispondo: chiunque crede che la sua propria vita e quella dei suoi simili sia priva di significato è non soltanto infelice, ma appena capace di vivere".
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Re: Pensare troppo

« Risposta #11 del: 05 Marzo 2012, 14:23:35 »

Ciao Kanzika, pensavo che per trovare una tua risposta su cosa sia la vita e l'esistenza, una risposta che ti appaghi, potresti pensare di leggere i filosofi, se ti và, soprattutto gli esistenzialiasti.

Si tratta di pensatori eccezionali, lucidisimi e molto profondi, che presentano il vantaggio di aver costruito la loro filosofia sulle filosofie dei loro predecessori, criticandole o usandole come spunto di partenza.
Si tratta comunque di pensatori capaci di organizzare il proprio pensiero con grande logicità e autodisciplina, nel senso che non dicono sciocchezze e sono affidabili.
A volte potrebbero un pò intristirti, ma non dimenticare che si tratta di libri che puoi chiudere quando vuoi, ma sanno anche esaltarti e aprirti veramente gli occhi.

Credo che nessuno meglio di loro ha cercato la risposta alla domanda che ti sei fatto.
Prova con "Essere e tempo" di Martin Heidegger, lo leggo ultimamente. Non spaventarti per il linguaggio un pò ostico, è normale. Il tempo di abituarti, la curiosità di capire e tutto è risolto. :-)

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Re: Pensare troppo

« Risposta #12 del: 05 Marzo 2012, 17:44:01 »

Non posso astenermi dall' intervenire in questo 3d, visto il mio passato di eccessivo pensatore. Qui non mi va di stare a fare grandi discorsi sul senso e lo scopo della vita, non he ho nè la voglia, nè le competenze, ma vado dritto al sodo. In base alla esperienza personale mia, e di altre persone che erano come me,   i ragazzi che pensano troppo, scopano poco.
Da ragazzi, fino ai 25 anni, ma anche ai 30 e oltre, è così. Quando si è più attempati, il filosofo-pensatore, ai fini seduttivi, al massimo può aspirare a un mercato di nicchia, ma estremamente ristretto. E' un personaggio che , pertanto, statisticamente non funziona.

Ciò premesso, qualcuno mi potrebbe dire : "e lo so che non funziona, ma io sono così, che ci posso fare". Ebbene, in questi casi la mia risposta è drastica, concettualmente simile a quanto scrivo nel mio post sull' importanza di prendere decisioni "impopolari" ai fini del cambiamento : pur di fare violenza a sè stessi, se certi modi di essere, atteggiamenti verso il mondo e la vita, certi interessi e passioni, ai fini seduttivi non ci sono di aiuto, ma addirittura di ostacolo, l' unica possibilità è abbandonarli. Se si è davvero motivati, è possibile : si tratta di ridefinire nella propria vita, la lista delle priorità. E se al primo posto delle priorità c'è procurarsi la fica, tutto ciò che porta le femmine a non essere attratte da noi, va eliminato.

Chiaramente anche un simile processo comporta un lavoro di pensiero, quindi, come dice Edward, non tanto pensare meno, ma pensare meglio . Cool

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Re: Pensare troppo

« Risposta #13 del: 05 Marzo 2012, 22:16:37 »

Citato da: Shark72 il 05 Marzo 2012, 17:44:01

Non posso astenermi dall' intervenire in questo 3d, visto il mio passato di eccessivo pensatore. Qui non mi va di stare a fare grandi discorsi sul senso e lo scopo della vita, non he ho nè la voglia, nè le competenze, ma vado dritto al sodo. In base alla esperienza personale mia, e di altre persone che erano come me,   i ragazzi che pensano troppo, scopano poco.
Da ragazzi, fino ai 25 anni, ma anche ai 30 e oltre, è così. Quando si è più attempati, il filosofo-pensatore, ai fini seduttivi, al massimo può aspirare a un mercato di nicchia, ma estremamente ristretto. E' un personaggio che , pertanto, statisticamente non funziona.

Ciò premesso, qualcuno mi potrebbe dire : "e lo so che non funziona, ma io sono così, che ci posso fare". Ebbene, in questi casi la mia risposta è drastica, concettualmente simile a quanto scrivo nel mio post sull' importanza di prendere decisioni "impopolari" ai fini del cambiamento : pur di fare violenza a sè stessi, se certi modi di essere, atteggiamenti verso il mondo e la vita, certi interessi e passioni, ai fini seduttivi non ci sono di aiuto, ma addirittura di ostacolo, l' unica possibilità è abbandonarli. Se si è davvero motivati, è possibile : si tratta di ridefinire nella propria vita, la lista delle priorità. E se al primo posto delle priorità c'è procurarsi la fica, tutto ciò che porta le femmine a non essere attratte da noi, va eliminato.

Chiaramente anche un simile processo comporta un lavoro di pensiero, quindi, come dice Edward, non tanto pensare meno, ma pensare meglio . Cool

quoto, anche se l'ultimo avverbio è "diverso", non "meglio".

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Re: Pensare troppo

« Risposta #14 del: 11 Marzo 2012, 18:58:28 »

chi pensa poco,chi troppo,chi non pensa.Se non pensi prima di interagire con una tipa,puoi fare flop.Se  agisci senza pensare a schemi o altro,puo' andarti bene o fare flop.Se continui a pensare ,ma non FAI UN caxxo,fai comunque flop.E' un discorso eterno.
Quando ti continui a far domande senza trovare risposte(e magari le trovi anche),resti nel tuo io.
E' l'esperienza che conta.Bisogna sbagliare per trovare le risposte.
Meglio di vivere nel rimpianto.

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