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Paul Van Riper

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Paul Van Riper

« del: 19 Giugno 2014, 23:58:18 »

Paul Van Riper, è un ex ufficiale dei marines dalla lunga e onorata carriera.
Nel 2000, quando ormai era in pensione, venne interpellato dagli alti funzionari del pentagono affinchè partecipasse alla Millennium Challenge 2002, la più grande e dispendiosa simulazione bellica che sia mai stata realizzata, che fu diretta dal JFCOM ovvero il gruppo di forze armate statunitensi che dirigeva le simulazioni belliche. Per l'evento, il JFCOM aveva chiamato a raccolta centinaia di analisti, esperti militari, specialisti di software, e tutto il cucuzzaro necessario affinchè sembrasse una guerra vera (contenuta entro certi spazi appositamente creati, ovviamente).
La Millennium Challenge vedeva lo scontro di due squadre: la Squadra Blu, che per tradizione rappresenta sempre gli USA con i suoi alleati, e la Squadra Rossa, ovvero il nemico, capitanata da Paul Van Riper.
Il JFCOM fornì ad entrambe le squadre una documentazione completa circa le forze dell'avversario. Dopo aver passato alcune settimane a studiare nel dettaglio tutta la documentazione relativa al nemico, le due squadre iniziarono con le prime esercitazioni che pian piano portarono allo scontro finale.
La Squadra Blu, possedeva un sistema tecnologico estremamente sofisticato che analizzava ogni dato a disposizione, dal più minuscolo al più importante. Tramite complessi algoritmi e modelli di simulazione al computer, venivano generati dei modelli interattivi di pianificazione con i quali era possibile formare la migliore difesa possibile contro la Squadra Rossa. O anche il migliore attacco.
Tanto per darvi un esempio della mole di dati gestiti, sappiate che il sistema contava gli aerei che decollavano, le pallottole sparate, le traiettorie dei missili indicando il punto di caduta con una precisione maniacale (naturalmente tenendo anche conto delle condizioni atmosferiche), intercettava e registrava le conversazioni della squadra nemica, forniva mappe di qualunque tipo aggiornate in tempo reale. Non solo, ma contestualmente il supercervellone a disposizione dei Blu, teneva conto dei contesti economico, socioculturale, politico e religioso, al fine di capire tutti i legami tra questi sistemi, e come il nemico potesse muoversi tra di essi, cercare alleanze, o tentare attacchi indiretti.
La Squadra Rossa, in parole povere, veniva analizzato minuziosamente dal computer della Squadra Blu: uno strumento decisionale che scomponeva il nemico in una serie di sistemi ed elementi più semplici (militare, politico, ecc) e creava una matrice in cui mostrava tutte le interrelazioni tra di essi.
Insomma, roba da pazzi che messa in un computerino come quelli che usiamo noi, lo farebbe esplodere all'istante. La Squadra Blu era dotata di un'intelligence paurosa.
Qual era lo scopo di tutto questo sbattimento? Napoleone una volta scrisse "un generale non sa mai nulla con certezza, non vede mai il nemico chiaramente, e non sa mai realmente dove si trova". L'intento della Millennium Challenge, era dimostrare che, sfruttando la potenza di satelliti e supercomputer, fosse possibile sapere sempre tutto con certezza, vedere il nemico chiaramente, e sapere realmente dove si trova, cosa sta facendo, cosa sta pensando, come si muoverà.
La Squadra Blu lavorava senza sosta, prendendo decisioni sulle miriadi di dati che l'intelligence aveva a disposizione sulla Squadra Rossa, in riunioni che potevano durare anche diverse ore; riunioni nelle quali si soppesavano in modo sistematico e rigoroso tutte le opzioni possibili, analizzando il problema da ogni possibile angolazione. Capitava anche che nel bel mezzo dell'esercitazione, il comandante si alzasse improvvisamente e dicesse "Alt! Vediamo dov'è il nemico", iniziando così un'analisi di otto-nove ore.
L'idea, era che fosse impossibile farsi sconfiggere da un nemico non dotato della stessa intelligence, ma anzi con un equipaggiamento molto più scarso, conoscendo già in anticipo ogni sua possibile mossa.
Per fare un esempio con una scacchiera: un essere umano, all'inizio della partita, può prevedere le mosse dell'avversario, in quanto le uniche possibili sono quelle dei pedoni (di uno o due passi avanti) e i cavalli, cioè 20 mosse possibili in tutto. E tra quelle 20, ne verrà scelta solo una. Ma dopo le prime due o tre mosse iniziali, le mosse possibili dell'avversario già non si contano più. Potrebbero essere cinquanta, o cento. Figurarsi quante potrebbero essere nel bel mezzo della partita. Un normale computer questo riesce a farlo, riesce cioè a creare una mappa di tutte le possibili mosse del suo sfidante, passo dopo passo. Anzi, il computer ha un livello di profondità che gli permette di prevedere qualunque possibile schema della scacchiera anche in anticipo di decine di mosse. E ovviamente, in virtù di ciò, vince sempre.
Sembrava quindi impossibile che Van Paul Riper, che non aveva gli strumenti per conoscere così bene il nemico, vincesse la Millennium Challenge.
Eppure, senza ora starvi a spiegare il susseguirsi dei fatti per filo e per segno*, la Millennium Challenge si rivelò un colossale fallimento sotto questo punto di vista: schemi, modelli, sistemi di controllo elaborati al computer con decine di algoritmi spaziali, vennero applicati, ma fallirono. Van Riper nei suoi attacchi agiva sempre in modi che matrici e sistemi non avevano previsto. E la Squadra Blu fu sconfitta.
Com'è stato possibile?
La risposta, sta nelle parole proferite da Van Riper al termine della simulazione. Le riporto per intero.

Sentivo dire che nella Squadra Blu si facevano tutte quelle lunghe discussioni. Cercavano di stabilire quale fosse la situazione politica, avevano mappe piene di freccette rivolte a nord e a sud, e ricordo di aver pensato: "un momento, state facendo tutto questo mentre combattete?". Usavano un sacco di sigle. Gli elementi del potere nazionale erano Diplomatici, Informativi, Militari ed Economici. DIME. Non facevano altro che parlare del DIME. Poi c'erano l'infrastruttura Politica, Militare, Economica, Sociale, e gli strumenti di Informazioni. PMESI. E così nascevano tutte quelle loro tremende conversazioni sul nostro DIME contro il loro PMESI. Una barzelletta. Di cosa stavano parlando?
Quando ti immergi in forme, matrici, programmi informatici, la cosa ti prende la mano. Erano così concentrati sul meccanismo e il processo che non guardavano mai al problema da un punto di vista olistico. Quando fai una cosa  a pezzi, perdi il suo significato complessivo.

In altre parole, mentre la Squadra Blu gestiva un'enorme mole di dati per cercare di evincere le intenzioni della Squadra Rossa, la Squadra Rossa aveva già attaccato. Significa che le interminabili riunioni ai vertici del comando della Squadra Blu, venivano fatte analizzando a fondo una situazione che nel frattempo era già cambiata.
Per questo Van Riper riusciva ad assestare sconfitte madornali al nemico, ed ecco perchè il suo comportamento non rispondeva mai ai modelli creati dalla Squadra Blu, che si trovava sempre impreparata.
Penso avrete capito cosa abbia a che fare tutto questo con la seduzione. Io vedo ancora, da quel che mi capita di leggere, gente che mentre rimorchia si concentra su sigle e una serie di altre oscenità appartenenti ad una community ammerigo-italiana ormai in rovina, che si è lasciata prendere la mano dal processo meccanicistico di seduzione propugnato dalla scuola americana. Un processo puramente analitico, chirurgico, in cui sembra più importante sezionare una donna, piuttosto che godersi la sua compagnia senza tutti questi grattacapi. Ma se la vostra mente è occupata da tutti questi processi, il puro piacere di conoscere una donna in quale angolino lo relegate?
Ecco perchè, quando leggo di report, o post in genere, che ancora riportano sigle americhène e in generale questo modo di pensare, mi vengono alla mente le frasi di Van Riper:

- "un momento: state facendo tutto questo mentre rimorchiate?"
- "E così nascevano tutte quelle loro tremende conversazioni sul nostro DHV contro i loro IOI ed EC"

Ma tralasciando la community in declino, di cui sostanzialmente mi frega poco perchè sono orgoglioso di appartenere a quest'altra, in generale il messaggio che vorrei trasmettere a quelli nuovi, è l'insegnamento di Paul Van Riper applicato alla seduzione. Ovvero, non perdersi in dispersive analisi quando approcciate una donna. Mentre vi perdete nelle seghe mentali come la Squadra Blu, e vi mettete ad analizzare, la situazione che state analizzando cambia e voi non ve ne rendete conto. Vi sfugge di mano, e lì inizia quella sgradevole sensazione di sentirsi come fuori fase, di sentire di essersi persi qualche passaggio, e di non riuscire a riprendere le redini della situazione.
Io ero come voi. Dico "ero", perchè da quando l'altra sera ho fatto finalmente un TV decente con una tizia, ho sperimentato la potenza (o meglio, il potenziale) di una seduzione vera. Ho capito di essere finalmente uscito definitivamente da quel modo di fare. Anche se già da molto tempo avevo messo da parte oscenità come HBx o n-close, in fondo ancora continuavo a comportarmi come la Squadra Blu: mi lasciavo prendere (oserei dire, "mi lasciavo DIVORARE") dall'analisi per paura di sbagliare.
La seduzione, per quello che ho avuto modo di vedere fino ad ora, è invece un processo molto più semplice di quello che si crede. Semplice non nel senso di "facile, checcevò", ma nel senso di sobrio.
Non c'è davvero bisogno di sezionare una donna in IOI, EC, HB, kino, fasi, e altre oscenità. Non sono quelle le cose importanti. Come ha già spiegato benissimo un certo TermYnator, vi basta sapere che ci siete voi, lei, e l'ambiente. Giostrarvi tra tre variabili, viene rimesso alla vostra creatività e alla capacità di improvvisazione.
Penso che la seduzione sia un lavoro artigianale da godersi istante per istante.

*Se siete curiosi, leggete "In un batter di ciglia" (Malcolm Gladwell)

« Ultima modifica: 20 Giugno 2014, 00:19:42 da Lupo »

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Re: Paul Van Riper

« Risposta #1 del: 20 Giugno 2014, 08:30:25 »

Lupo, ti ricordi quando un annetto fa mi incazzavo con te perchè stavi sempre a scassare le palle chiedendo dettagli di scarsa o nulla importanza, come il chiarire i passaggi tra i vari momenti del TM (che in realtà non esistono, dal momento che il processo seduttivo è un "continuum")  ) Coolsmiley

Dicevi che volevi avere chiaro proprio tutto, anche ogni più minuto particolare. E io ti rispondevo che erano tutte pippe inutili, senza alcuna importanza, e che i problemi erano ben altri.

A quanto sembra, almeno questo concetto, ti è entrato in testa...piano piano si fece roma.  Cool

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Re: Paul Van Riper

« Risposta #2 del: 20 Giugno 2014, 09:26:34 »

Proprio così.
Se potessi, tornerei indietro a prendermi a schiaffi. Ho perso molto tempo prezioso nel ragionare in quel modo sbagliatissimo.
Da perfetto niubbo credi di dover fare sempre qualcosa in anticipo "e mo che faccio? E mo che dico? E se lei non ci sta? Faccio questo o quest'altro?". È un madornale dispendio di energie e di tempo, che durante l'interazione ti distrae dall'obiettivo. E ti fa anche venire l'ansia. Non ti godi proprio nulla del lavoro artigianale che fai, perdi un sacco di dettagli e sfumature che altrimenti coglieresti...che so, qualche particolare espressione facciale della donna, un certo modo di camminare, di muoversi, le forme che assume il culo della donna mentre cammina, il modo di pronunciare le parole, di sorriderti, un certo modo di vedere le cose, gli istanti in cui lei ti guarda in una maniera che ti piace particolarmente perché le stai piacendo molto (altro che "EC"...) ecc. Tutti dettagli che, secondo me, non ci si può proprio perdere mentre si prosegue nell'interazione verso il bacio. Invece ci si perde nell'analisi e si va nel pallone.
Tempo fa ho ascoltato le registrazioni dell'intervista di Seb a TermYnator, e ad un certo punto il GM dice che sedurre è come portare una donna su una barca e farla viaggiare. Ecco, ma se mentre sei su questa barca, già pensi "e come faremo a tornare? E se mi stanco di remare? E se incontro delle rapide? E se lei cade nell'acqua?" Laughing non serve proprio a nulla. Idiozie...pure idiozie. L'inconveniente, ammesso che si presenti, si affronta al momento con decisione, e si supera. Come sappiamo, e come molti ancora non capiscono, gli inconvenienti sono quasi inesistenti con un buon lavoro su se stessi. Per Van Riper, è stata decisiva la visita a Wall Street, dove decine di agenti sottopressione sbraitavano e prendevano al volo decisioni istantanee senza ponderare con calma se era il caso di acquistare o vendere. Un comportamento apparentemente senza senso, in un contesto in cui si possono perdere dei soldi. Ma il contesto non ammetteva perdite di tempo, pena il riflettere troppo su un prezzo mentre questo era già cambiato facendo perdere opportunità di entrata nel mercato. Questi agenti di borsa in realtà si affidavano all'esperienza, al buon senso, all'intuito e alle proprie palle: infatti prendere decisioni in questo modo comporta una gran dose di palle, perché comprare quando dovresti vendere (o viceversa) comporta una perdita per i tuoi clienti, e devi assumertene la responsabilità.
Tutte queste cose si affinano con il tempo e molta pratica, nessuna analisi può dartele. L'unica analisi ponderata e rigorosa, è quella da fare sui propri fondamentali, ma è un lavoro che si fa a tavolino a casa; quando sei con una donna, non è né il momento né la sede.
Sono molto felice dei progressi che ho fatto, anche di altri di cui non parlo in questo post. Ciò che spero, è che chi si trova nella situazione della Squadra Blu possa darsi una svegliata subito: perderebbe molto meno tempo di quel che ho perso io, prenderebbe molti meno pali, e in generale, diventerebbe una persona serena molto prima.

« Ultima modifica: 20 Giugno 2014, 09:36:49 da Lupo »

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