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(Parte 2) La comunicazione non verbale - La Gestione degli stimoli

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(Parte 2) La comunicazione non verbale - La Gestione degli stimoli

« del: 31 Luglio 2008, 19:06:58 »

La comunicazione non verbale può essere di due tipi: volontaria e involontaria, quella volontaria integra quello che stiamo dicendo amplificandone e definendone il significato. I gesti “convenzionali dell’ok e delle corna esprimono simbolicamente, all’interno della nostra cultura, concetti astratti quali l’essere d’accordo e l’adulterio. Sono poi classificabili tra i gesti volontari, quelli “universali”, come ad esempio il si e il no, cauterizzati dal movimento della testa.
   
La comunicazione non verbale involontaria tradisce invece le emozioni più nascoste e le comunica al mondo senza l’intenzione e la consapevolezza di farlo. I gesti che compiamo mentre siamo in comunicazione con noi stessi e con il mondo sono moltissimi e dato che è sufficiente una minima parte di questi per saturare i chunks di informazioni processabili consapevolmente, una grande parte rimane sotto la soglia del conscio.

L’intero comportamento non verbale è espresso attraverso quattro precisi canali comunicativi: la prossemica  (gestione attuata con i proprio corpo degli spazi comunicativi), la cinestetica (gesti e movimenti delle parti del corpo), la paralinguistica (suoni vocali e strumentali), e la digitale (toccamenti delle mani e del corpo).

Potenzialmente tutti sono in grado di interpretare i messaggi della CNV dato che la conoscenza di questo codice è innata. Ci sono poi tre classi di stimolazioni emotive alla quali rispondiamo, e queste sono: quello che ci piace, quello che non ci piace, e quello che innalza la tensione emotiva.
L’enorme importanza attribuita alla parola sembra abbia offuscato la comprensione dei messaggi
di CNV che ci pervengono durante le interazioni, che rimane quindi limitata a quelle intuizioni o sensazioni di pelle rispetto a qualcuno  che ci piace o non ci piace a pelle, oppure quando sentiamo che possiamo fidarci di qualcuno o che qualcuno ci nasconde qualcosa.

PERCEZIONE DEGLI STIMOLI               

Uno stimolo esterno da luogo ad un processo di elaborazione che ha come scopo quello di dare significato allo stimolo percepito. La costruzione di significato (mappa) avviene secondo un processo che collega lo stimolo esterno, definito territorio, ad un comportamento.
I processi cognitivi coinvolti sono: la percezione sensoriale, il riconoscimento degli stimoli, la loro registrazione e archiviazione, il recupero e la rielaborazione dei dati in memoria, e la produzione di uno specifico comportamento in risposta.
Il nostro cervello è strutturato in modo tale che le informazioni vengano richiamate in base a graduatorie di necessità.
 Le prime informazioni recuperate sono quelle di più rapido accesso che vengono, a questo scopo, immagazzinate in una struttura rudimentale (amigdala) che funziona in base ad un processo stimolo-risposta.
L’amigdala sembra abbia la capacità di apprendere, costruire e memorizzare degli schemi di risposta comportamentale agli stimoli (patterns), assemblati e riorganizzati nel tempo attraverso il collegamento di esperienze analogiche collegate ad una stessa attivazione emotiva. L’amigdala, infatti, ha la capacità di mettere in collegamento o stimolo con una precedente esperienza di cui mantiene il ricordo.  L’amigdala induce una risposta comportamentale e nello stesso attimo il talamo ( Una sorta di centrale di smistamento delle informazioni)invia informazioni alla corteccia il cui accesso è più laborioso, ma che consente il recupero di una quantità di informazioni e di relative comparazioni maggiori , in grado di produrre una valutazione ed una conseguente reazione comportamentale più elaborata e raffinata.
Viene allora indotto in nuovo processo di percezione dei sensi e rielaborazione delle informazioni la cui attribuzione di significato risulta filtrata dai dati della mappa quali il contesto,le credenze, valori, senso di identità. Qualora ci si trovi di fronte ad un’incongruenza, ad esempio la reazione comportamentale indotta dall’amigdala risulta non conforme alla valutazione corticale la reazione conseguente viene modulata dalla corteccia, per cui l’azione comportamentale iniziale indotta dall’amigdala si scarica divenendo un abbozzo (della azione iniziale) e l’impulso viene dirottato verso un area cerebrale contigua, l’ipotalamo (che per chi ha letto la aerotecnica di termy saprà che è la ghiandola che gestisce lo scambio di feromoni e che teoricamente dovremmo andare a stuzzicare con la nostra emissione controlla), che coordina il respiro, le sensazioni olfattive, gustative e tattili e si trasforma in un atto  e si trasforma in un riflesso che per sopprimere la stimolazione costruita genera ad esempio un prurito al naso e un conseguente trattamento.

 I gesti, i suoni, le variazioni di postura e un vasto numero di atteggiamenti mimico emozionali rappresentano quindi l’abbozzo di reazione comportamentale ingenerato dall’amigdala  ad una stimolazione che per l’individuo ha una valenza emotiva e rappresentano il linguaggio che utilizza il corpo per indicare l’ aumento di tensione, il gradimento o il rifiuto agli stimoli.

Nel prossimo post descriverò l’interpretazione degli atti analogici non verbali.

Beh che ne dite di sta roba? A me ha preso moltissimo, spero sia lo stesso per voi maledetti nerd

Un abbraccio a tutti

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Re: (Parte 2) La comunicazione non verbale - La Gestione degli stimoli

« Risposta #1 del: 31 Luglio 2008, 19:40:53 »

Citato da: G-Key il 31 Luglio 2008, 19:06:58

Beh che ne dite di sta roba? A me ha preso moltissimo, spero sia lo stesso per voi maledetti nerd

Dico che è interessante, leggerò con attenzione i prossimi post. C'è qualcosa che non mi quadra sul rapporto amigdala-ipotalamo, ma non fà niente...

Nel frattempo, un bel +1 Cheesy

Acqua
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Re: (Parte 2) La comunicazione non verbale - La Gestione degli stimoli

« Risposta #2 del: 31 Luglio 2008, 21:46:30 »

G, l'argomento è interessante. Personalmente ho già letto roba in merito, ma cmq è un argomento che in generale prende anche a me. Magari poi li raccogliamo tutti insieme e li ficchiamo nel best!

+1 per lo sbattimento e per l'utilità!

Ah, ha una fonte?

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Re: (Parte 2) La comunicazione non verbale - La Gestione degli stimoli

« Risposta #3 del: 01 Agosto 2008, 01:26:01 »

Come il buon Termynator con il suo proverbiale perfezionismo mi ha fatto notare che spesso per amigdala si intenda la tonsilla, posto uno specifico su tale simpatica ghiandolina...

L’amigdala è un centro del sistema limbico del cervello. É un gruppo di strutture interconnesse posto sopra il tronco cerebrale, vicino alla parte inferiore del sistema limbico.
Il sistema limbico è il punto centrale del sistema regolare endocrino, vegetativo e psichico; elabora stimoli provenienti dall’interno del corpo e dall’esterno. Descrive le strutture cerebrali che si trovano al confine tra l’ipotalamo e le strutture connesse, da un lato, la corteccia cerebrale dall’altro.
L’amigdala, ne abbiamo due, è specializzata nelle questioni emozionali. Se viene resecata dal resto del cervello, il risultato è una evidentissima incapacità di valutare il significato emozionale degli eventi, conseguentemente si diventa cechi affettivamente (cecità affettiva).
L’amigdala funzione come un archivio della memoria emozionale ed è quindi depositaria del significato stesso degli eventi; la vita senza l’amigdala è un’esistenza spogliata di significato personale.

Spero di essere stato esauriente...

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Posto anche un simpatico disegnino per mostrarvi dove la nostra amica risiede precisamente...

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Re: (Parte 2) La comunicazione non verbale - La Gestione degli stimoli

« Risposta #4 del: 01 Agosto 2008, 01:33:09 »

Citato da: G-Key il 01 Agosto 2008, 01:26:01

Spero di essere stato esauriente...

Sei stato perfetto: il disegnino era come la ciliegina.

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Re: (Parte 2) La comunicazione non verbale - La Gestione degli stimoli

« Risposta #5 del: 19 Settembre 2008, 13:25:19 »

Ho visto solo ora la tua risposte Termy... Ci ho messo un pò... in effetti il disegnino fa il panico...
ahahahahahahah

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